Secondo me valgono entrambe le cose, mi spiego...prendendola un po' larga:
La costruzione di una base aerobica "ampia" richiede abbastanza tempo e dipende, oltre che dalle caratteristiche genetiche, dal tipo di attività motoria che facciamo sin da piccoli (quindi attività NON necessariamente specifica come gli allenamenti organizzati...ma tutto quello che comporta il movimento e il gioco, sperimentando differenti intensità e durate)...in sostanza si parla di fattori ambientali (è uno dei motivi che probabilmente porta i corridori africani ad essere più competitivi: genetica + abitudine al movimento sin da bambini).
Se parto ad allenarmi da "grande" , la potenza del mio motore aerobico sarà determinata inizialmente sia da quello che ho ricevuto dai miei genitori, sia da quello che ho fatto prima di iniziare un allenamento sistematico per la corsa.
Quindi c'è chi partirà magari già allenato perchè ha fatto tanta attività in passato (ma magari non ha una predisposizione genetica eccelsa per la corsa) e chi partirà da un livello di attività scarso (magari con elevate potenzialità genetiche).
Sicuramente dedicare del tempo allo sviluppo della base aerobica (col gesto SPECIFICO della corsa) serve a tutti...ed in questo caso mi trovo d'accordo con il discorso di Sylvain > SVILUPPO DELLA BASE AEROBICA partendo da un ritmo "facile" ed estendendo pian piano il volume > LA RESISTENZA A SOSTEGNO DELLA VELOCITA' (col passare delle sedute, a parità di fatica correrò più veloce, o a parità di ritmo farò meno fatica).
Verrà però il momento in cui lo sviluppo della base aerobica non sarà più sufficiente a far salire le nostre capacità in termini di ritmo.
Come scritto anche da Martin in un'altra discussione recente, se si cerca la PERFORMANCE, gli stimoli devono essere diversificati nel corso dell'anno e magari anche delle stagioni (l'adattamento è nemico del miglioramento) e verrà il momento di inserire un po' di "qualità" nel menù.
Per correre forte e a lungo, come dice il buon coach Canova, bisogna arrivare a correre delle FAST LONG RUN (i famosi medi-progressivi a ritmo soglia o comunque gare sui 10-20km) e fare RIPETUTE LUNGHE (quindi non millemila volte i 200m ma prove di 1-2-3km, magari con recupero attivo).
Ma come giustamente dice Sylvain, non si tratta di fare SOLO LENTO o SOLO RIPETUTE.....bisogna andare forte quando serve ma anche dedicare sedute in cui il ritmo si abbassa, proprio per completare tutto il lavoro fatto ad alta intensità. Martin citava il discorso dell'allenamento polarizzato 80/20.....chi si allena 10 volte la settimana non fa più di 3 sedute qualitative....il resto è a ritmi notevolmente più bassi.
Piccole citazioni sempre da Canova da alcune discussioni recenti sul forum di LetsRun:
In training, the recovery depends on the intensity of the workout. The main goal is to be able to carry out workouts of high stimulus for the body, reaching volumes and intensities bigger than in the past. The recovery AFTER these workouts has the goal to allow the body to SUPERCOMPENSATE, making the athlete, after the supercompensation (or overcompensation), stronger than before.
For reaching this goal, it’s not important if the recovery is 2 days or 5 days : the OPTIMAL recovery is when the very tough training is completely absorbed by the body, and produces physiological variations at the base of every improvement in the performance.
Quindi: all'inizio della preparazione annuale, quando faccio "della mucchia" posso anche fare allenamenti pur non essendo al 100%, tanto non mi interessa produrre "qualità" (lavoro per accumulare km e forza). Quando invece passo alla fase più specifica, se voglio fare della qualità devo essere "fresco" e devo recuperare i lavori prima di tornare a spremermi (questo in realtà è tanto più importante quanto più è corta la gara.....però vale in generale anche per le gare di endurance)
Sul discorso RESISTENZA al servizio della VELOCITA' (parliamo sempre di gare relativamente corte rispetto ai trail, ma il concetto è che se ho una base aerobica ampia e ho lavorato sull'innalzamento della soglia con lavori di Potenza Aerobica Estensiva, con pochi allenamenti di qualità migliorerò anche nella distanza immediatamente più breve...all'opposto se faccio solo velocità non potrò ottenere risultati di pari livello nelle distanze superiori) :
When we increase the volume raising the LT (using fast long run between 10 and 20 km, and long tests on track at a speed a little faster than the LT, or tests of middle length at the speed of LT, with short recovery and big volume, or finally long distances with variations of speed, with the recovery at a pace of 80% of the 10000m speed), WITH FEW WORKOUTS OF SPECIFIC SPEED ENDURANCE for a shorter distance we can improve our PB.
The opposite is not possible.
So, if you are an athlete of 800 and 1500m, when you start to increase the volume looking at 3000m, automatically you improve in 1500m.
So, the rule is : when you prepare the longer distance (10000m looking at 5000m, 5000m looking at 1500m, HM looking at 10000m, Marathon looking at HM) you can improve your PB in the shorter, maintaining workouts of speed endurance in bigger volume. When you mainly look at speed, not only you don't improve your PB, but step by step your performance becomes worse.
Sul discorso CADENZA ed INDIVIDUALIZZAZIONE dell'allenamento (parliamo però di atleti di gare in pista generalmente):
A good coach goes to vary volume and intensity of training looking at the morphological differences among every athlete, and at their running technique. Athletes tall (1.78 x 61 kg) have different length of their strides and different frequency, and need to do more training for the muscle strength. Athletes short (1.65 x 51 kg) instead use more frequency in their action, and don't need training for muscle strength. Also the optimal individual mileage must be different, depending on the organic characteristics they have. Usually, short athletes can run more mileage, and can also run slowly without losing technical efficiency, while tall athletes have a more narrow range of speed, because if they run too slow they lose efficiency increasing the cost of running. This means that we have to look at different biomechanical solutions, something that is not part of the research.
Concordo con Sylvain sul discorso "dell'amico": io a volte quando corro da solo tendo ad esagerare e trasformo il lento in un "medio-progressivo", che sicuramente è utile come lavoro aerobico di sostegno alla qualità...ma a volte rischia di diventare eccessivo; per fortuna ci sono anche gli allenamenti in compagnia in cui si chiacchera, che servono per bilanciare la situazione (se la compagnia è "scomoda" però son guai!!!)
Forse ho messo troppa carne al fuoco...ma la discussione è interessante e non ho resistito!
