leosorry ha scritto:Differenze come il giorno e la notte. E' un argomento "enorme", ma butto là giusto alcune provocazioni
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3) non c'è una sola ultra con un percorso tecnico: l'accento è più sulla componente "running" che su quella "alpinistica"
4) i ristori sono molto più frequenti, ogni 10 km e a volte anche più ravvicinati.
5) i tempi limite sono molto più stretti (es. Western States 30 ore, mentre UTMB 45 ore, anche se ovviamente ci sono 4000 metri in mento di D+)
Non discuto sulla esperienza conclamata di Leonardo, anche sul mondo americano delle Ultra ma secondo me, vanno fatte alcune precisazioni:
Riguardo alla tesi secondo cui i punti di ristoro sono più numerosi nelle corse americane, a titolo di esempio riporto i km parziali tra un punto e l’altro di due corse abbastanza simili come dislivello, difficoltà e tempo massimo, l’UTMB (9.400 d+) e l’HARDROCK (10.300 d+):
UTMB (18 ristori) : 7,9-8,1-10,8-14,9-8,5-4,3-4,8-7,1-5-14-14-9,7-6,4-9,6-10,4-7,3
HARDROCK (13 ristori): 18,4-10,4-15,6-7,8-5,1-12,8-12,8-10,4-21,6-14,2-7,4-9,3-14,9
Io penso che la differenza tra lo “stile” americano e quello europeo sia esclusivamente di tipo CULTURALE. In sostanza, secondo me, loro sono molto bravi a informare e a sensibilizzare sui possibili rischi annessi agli eventi organizzati. Noi, sempre secondo me, ci siamo dati delle regole di base sulla sicurezza e abbiamo trovato rifugio nell’imposizione del materiale obbligatorio. Il problema, come è già emerso in altri post, e che questo il più delle volte è studiato con approssimazione e superficialità se non, in alcuni casi, come copia e incolla da altre corse. Come dire, un posto vale l’altro, il terreno e simile ovunque, le specifiche climatiche di una zona sono come quelle di qualsiasi altra e le stagionalità riflettono un clima pressochè uguale ovunque. Qualcuno si è assunto il ruolo di giudice (quasi mai specificando quali siano le sue competenze) nel decidere che in montagna è più importante avere un fischietto e non una bussola, una mappa o il cellulare, il pantalone a ¾ e non il cappello o i guanti, le riserve alimentari senza nessun tipo di indicazione sul valore energetico necessario. In molti casi si impone l’obbligatorietà del road-book e spesso anche questo è fatto velocemente, quasi fosse dovuto.
Per tornare all’esempio di prima, nella guida concorrente dell’Hardrock (80 pagine), vengono riportate tra le altre: nome e recapiti di direttore di corsa, direttore punti di soccorso e ristoro, coordinatore pacer, responsabile medico, responsabile volontari. Tra le altre viene anche riportato: il menù dei punti di ristoro, coordinate gps di tutti i punti di ristoro e i relativi accessi stradali, temperature e condizioni atmosferiche di tutte le passate edizioni, orari di alba e tramonto, tempi dei primi e tempi medi di tutte le edizioni passate. I pacer sono consentiti, diventano obbligatori per chi ha più di 60 anni e devono avere una certificazione simile ai nostri accompagnatori di media montagna (Colorado Hiking Certificate). La descrizione del percorso è di 10 pagine. Inoltre, cosa fondamentale, viene riportato tutto quanto è consigliato avere per affrontare condizioni avverse.