I love this game
Inviato: 24/03/2015, 14:45
Firenze, 7/03/2015 21:32
Sono su Ponte Vecchio, in una Firenze ventosa e insolitamente fredda, ho un giubbino giallo addosso, un fischietto al collo e una bandierina rossa in mano. Accanto a me ci sono Leonardo Soresi e Maurizio Scilla, due pilastri del trail italiano in persona, e insieme incitiamo ogni singolo trailer che ci passa davanti come se fossimo a Zegama. Sto facendo il volontario al Firenze Urban Trail, una gara destinata ad un futuro brillante, chiacchieriamo e scherziamo come se ci conoscessimo da sempre.
Com'è possibile?
Ma io come ci sono finito qui?
Stento a credere a quanta strada abbia calpestato, in questi pochi anni.
Dannazione, amo tutto questo.
Amo il trail e le persone che lo rendono quello che è, lo sport più bello del mondo.
Amo le salite a perdifiato, gli arrivi mano nella mano condivisi con un amico così come quelli in volata in cui, ripreso fiato, ci si abbraccia con un perfetto sconosciuto e ci si ringrazia per l'emozione che ci si è appena regalati.
Amo scoprire, ogni giorno di più, che il trail è bello su una cresta in alta montagna così come sulle colline che sovrastano Firenze.
Amo quella che è diventata la mia vita da quando ho allacciato il mio primo paio di Raptor e sono partito alla scoperta di questo mondo, che oggi mi concedo il lusso di sentire anche un po' mio e al quale cerco di contribuire ogni giorno.
Amo questi bambini cresciuti, che si rincorrono per i vicoli di Firenze mentre io li incoraggio e cerco di regalare loro un po' di energia in più. Amo essere uno di loro e sentirmi parte di qualcosa di grande.
Amo tutto questo perché il trail siamo noi, e noi siamo bellissimi, coi nostri indumenti attillati, sgargianti e un po' ridicoli, con improbabili zainetti sulle spalle e con i nostri meravigliosi sorrisi sempre stampati in volto, tanto luminosi da illuminare intere vallate.
Questa è stata la mia prima volta da volontario ma di certo non sarà l'ultima. Difficile esprimere tutta la gratitudine che provo nei confronti della vita per avermi permesso di essere qui, oggi. Ci provo così, con queste quattro righe e le regalo a tutti voi.
A.
Sono su Ponte Vecchio, in una Firenze ventosa e insolitamente fredda, ho un giubbino giallo addosso, un fischietto al collo e una bandierina rossa in mano. Accanto a me ci sono Leonardo Soresi e Maurizio Scilla, due pilastri del trail italiano in persona, e insieme incitiamo ogni singolo trailer che ci passa davanti come se fossimo a Zegama. Sto facendo il volontario al Firenze Urban Trail, una gara destinata ad un futuro brillante, chiacchieriamo e scherziamo come se ci conoscessimo da sempre.
Com'è possibile?
Ma io come ci sono finito qui?
Stento a credere a quanta strada abbia calpestato, in questi pochi anni.
Dannazione, amo tutto questo.
Amo il trail e le persone che lo rendono quello che è, lo sport più bello del mondo.
Amo le salite a perdifiato, gli arrivi mano nella mano condivisi con un amico così come quelli in volata in cui, ripreso fiato, ci si abbraccia con un perfetto sconosciuto e ci si ringrazia per l'emozione che ci si è appena regalati.
Amo scoprire, ogni giorno di più, che il trail è bello su una cresta in alta montagna così come sulle colline che sovrastano Firenze.
Amo quella che è diventata la mia vita da quando ho allacciato il mio primo paio di Raptor e sono partito alla scoperta di questo mondo, che oggi mi concedo il lusso di sentire anche un po' mio e al quale cerco di contribuire ogni giorno.
Amo questi bambini cresciuti, che si rincorrono per i vicoli di Firenze mentre io li incoraggio e cerco di regalare loro un po' di energia in più. Amo essere uno di loro e sentirmi parte di qualcosa di grande.
Amo tutto questo perché il trail siamo noi, e noi siamo bellissimi, coi nostri indumenti attillati, sgargianti e un po' ridicoli, con improbabili zainetti sulle spalle e con i nostri meravigliosi sorrisi sempre stampati in volto, tanto luminosi da illuminare intere vallate.
Questa è stata la mia prima volta da volontario ma di certo non sarà l'ultima. Difficile esprimere tutta la gratitudine che provo nei confronti della vita per avermi permesso di essere qui, oggi. Ci provo così, con queste quattro righe e le regalo a tutti voi.
A.