Le Porte di Pietra (AL) - 15-16.05.2015
Inviato: 17/05/2015, 6:52
Alle 16.30 circa di venerdì arrivo a Cantalupo: dopo il diluvio trovato alla partenza da casa mia, in Val Borbera splende un caldo sole primaverile e il vento immancabile sta finendo di asciugare i sentieri.
Al ritrovo vedo le solite facce note, minuto dopo minuto il palazzetto dello sport si riempie di gente.
Alle 10 precise, sotto un cielo stellato, tra coreografie colorate di fumogeni rossi, gli oltre 270 temerari della notte si muovono verso la Croce degli Alpini. Al ponticello di Pertuso grande tifo, prima di iniziare il tratto più delicato della corsa. Qualcuno azzarda dei sorpassi nei tratti un po' pericolosi (non vedo che valore aggiunto dia rischiare di farsi male per guadagnare due posizioni nelle retrovie...), finalmente dopo la croce, il sentiero si addolcisce.
Per me tutto bene fino a Roccaforte e al controllo di Costa Salata. Inizio la salita verso il Monte Buio, mi squilla il telefono: è la mia compagna Veronica che mi dà la buonanotte e mi dice "Non ti sta venendo sonno?" e io le rispondo "No no, per adesso sono lucido e sveglio... buonanotte stellina!"
Passano forse 10 minuti... e un tremendo colpo di sonno mi rallenta, per di più la nebbia riduce la visibilità e il freddo si fa sentire. Cerco di tenere duro (avrei dovuto portarmi il thermos col caffé...) nella breve discesa e poi nella salita verso l'Antola. Barcollo... ma non mollo. Arrivo al rifugio sotto la cima, alcuni volontari si sono rifugiati con altri atleti nella chiesetta... mi fermo l' anch'io, piuttosto infreddolito.
Apro e chiudo una parentesi: eravamo una decina di atleti nella chiesetta, sappiamo bene tutti che la chiesa non è certo un luogo di rifugio per teste matte che sfidano la notte, ma in questo caso anche il Nostro Signore era ben lieto di ospitarci... però ho sentito parecchie parolacce!!! Non sono certo io uno di quelli che vanno a messa tutte le domeniche, ma visto che siamo pure sempre in una chiesa, un minimo di rispetto e di educazione.
Mi addormento... mi sveglio dopo un'oretta. E chi mi ritrovo sulla porta? Inchi81, la scopa!!!
Ero già intenzionato a ritirarmi, ma non sono previsti mezzi per il rientro, dato che la strada che sale al rifugio è interrotta. Devo per forza proseguire almeno fino al controllo di Carrega, mi faccio coraggio e insieme alla scopa e ad un altro atleta riparto.
Salendo verso la cima dell'Antola ho freddo, ma mi riprendo in fretta e sembra che anche la crisi di sonno mi sia passata. Quasi quasi provo a proseguire fino a Cosola e perché no... almeno tentare di chiudere il percorso da 70! Ed in effetti sembra che vado tranquillo: ad un certo punto l'altro ragazzo che era con noi si mette a correre e in un attimo sparisce. Io e Inchi procediamo senza correre ma con un passo spedito.
Arrivo a Carrega, la sacca dell'acqua è ancora mezza piena, decido di proseguire e fare poi il pieno a Cosola, dove ho anche lo zainetto col cambio. Ma nel tratto Carrega - Cosola ancora crisi di sonno. Le tre salite in sequenza (Carmo-Legnà-Cavalmurone) mi sembrano l'Everest. Nebbia, vento, freddo e ci si mette pure la pioggia.
Arrivo a Cosola stremato, faccio registrare il passaggio e mi infilo a tutta velocità nel bar. Altro caffé, questa volta con tanto di fagottino alla crema. Comunico il mio ritiro, e decido di restare nel bar in attesa della navetta... peccato, ma si stava così bene al caldo davanti ad una vecchia stufa in ghisa...
P.S.. Nella classifica su wedosport vedo che non sono stato segnato come ritirato, a Cosola avevo comunque comunicato il ritiro allo staff. Manca pure il mio passaggio a Carrega (ma penso che essendo stato registrato a mano forse per questo manca). Vi risulta?
Al ritrovo vedo le solite facce note, minuto dopo minuto il palazzetto dello sport si riempie di gente.
Alle 10 precise, sotto un cielo stellato, tra coreografie colorate di fumogeni rossi, gli oltre 270 temerari della notte si muovono verso la Croce degli Alpini. Al ponticello di Pertuso grande tifo, prima di iniziare il tratto più delicato della corsa. Qualcuno azzarda dei sorpassi nei tratti un po' pericolosi (non vedo che valore aggiunto dia rischiare di farsi male per guadagnare due posizioni nelle retrovie...), finalmente dopo la croce, il sentiero si addolcisce.
Per me tutto bene fino a Roccaforte e al controllo di Costa Salata. Inizio la salita verso il Monte Buio, mi squilla il telefono: è la mia compagna Veronica che mi dà la buonanotte e mi dice "Non ti sta venendo sonno?" e io le rispondo "No no, per adesso sono lucido e sveglio... buonanotte stellina!"
Passano forse 10 minuti... e un tremendo colpo di sonno mi rallenta, per di più la nebbia riduce la visibilità e il freddo si fa sentire. Cerco di tenere duro (avrei dovuto portarmi il thermos col caffé...) nella breve discesa e poi nella salita verso l'Antola. Barcollo... ma non mollo. Arrivo al rifugio sotto la cima, alcuni volontari si sono rifugiati con altri atleti nella chiesetta... mi fermo l' anch'io, piuttosto infreddolito.
Apro e chiudo una parentesi: eravamo una decina di atleti nella chiesetta, sappiamo bene tutti che la chiesa non è certo un luogo di rifugio per teste matte che sfidano la notte, ma in questo caso anche il Nostro Signore era ben lieto di ospitarci... però ho sentito parecchie parolacce!!! Non sono certo io uno di quelli che vanno a messa tutte le domeniche, ma visto che siamo pure sempre in una chiesa, un minimo di rispetto e di educazione.
Mi addormento... mi sveglio dopo un'oretta. E chi mi ritrovo sulla porta? Inchi81, la scopa!!!
Ero già intenzionato a ritirarmi, ma non sono previsti mezzi per il rientro, dato che la strada che sale al rifugio è interrotta. Devo per forza proseguire almeno fino al controllo di Carrega, mi faccio coraggio e insieme alla scopa e ad un altro atleta riparto.
Salendo verso la cima dell'Antola ho freddo, ma mi riprendo in fretta e sembra che anche la crisi di sonno mi sia passata. Quasi quasi provo a proseguire fino a Cosola e perché no... almeno tentare di chiudere il percorso da 70! Ed in effetti sembra che vado tranquillo: ad un certo punto l'altro ragazzo che era con noi si mette a correre e in un attimo sparisce. Io e Inchi procediamo senza correre ma con un passo spedito.
Arrivo a Carrega, la sacca dell'acqua è ancora mezza piena, decido di proseguire e fare poi il pieno a Cosola, dove ho anche lo zainetto col cambio. Ma nel tratto Carrega - Cosola ancora crisi di sonno. Le tre salite in sequenza (Carmo-Legnà-Cavalmurone) mi sembrano l'Everest. Nebbia, vento, freddo e ci si mette pure la pioggia.
Arrivo a Cosola stremato, faccio registrare il passaggio e mi infilo a tutta velocità nel bar. Altro caffé, questa volta con tanto di fagottino alla crema. Comunico il mio ritiro, e decido di restare nel bar in attesa della navetta... peccato, ma si stava così bene al caldo davanti ad una vecchia stufa in ghisa...
P.S.. Nella classifica su wedosport vedo che non sono stato segnato come ritirato, a Cosola avevo comunque comunicato il ritiro allo staff. Manca pure il mio passaggio a Carrega (ma penso che essendo stato registrato a mano forse per questo manca). Vi risulta?