Lugano Scenic Trail (Svizzera) - 13.06.2015
Inviato: 14/06/2015, 9:32
Ore 2.30 AM - Sveglia... accidenti, ho dormito solo 3 ore e me ne aspetteranno altre 12 di sentieri impegnativi. Ce la farò?
Ore 3.30 AM - Esco di casa: temperatura fresca, qualche goccia nella notte e ancora piogge all'orizzonte. Ce la farò?
Ore 5.00 AM - Arrivo sul posto, il cielo è ancora buio e piove. Mancano ancora 2 ore alla partenza, ma c'è già parecchio movimento al centro sportivo di Capriasca. Il termine per la consegna dei pettorali è fissato alle ore 6, ho tutto il tempo di prepararmi con calma. Vedo qualche faccia conosciuta (Raf, Guido, Mirko e qualcun altro che ora nemmeno ricordo), poi avviandomi verso la partenza vedo un uomo di mezza età, alto e dal fisico asciutto, un po' di barba... è un uomo cordiale, disponibile e sorridente, parla e scherza un po' con tutti nonostante sia giustamente un po' riservato e non ami troppo parlare delle sue imprese. Mi limito solo a chiedergli una foto che mi concede immediatamente... questa persona non ha certo bisogno di presentazioni: numerose partecipazioni alla Marathon des Sables con diversi piazzamenti sul podio, due vittorie alla UTMB, numerosi ultra-trail portati a termine a braccia alzate, nonché una vittoria alla Runiceland a 62 anni... il suo nome è Marco Olmo!!! Ha però deciso di non prendere il via, dice per le condizioni meteo non vuole rischiare di prendersi una bronchite... ma comunque resterà a fare da testimonial alla gara fino al tardo pomeriggio.
Alle 7 in punto la folla si muove, primo Km su asfalto per sgranare un po' i 450 del gruppo, poi inizia una salita su gradinate tra i vicoli di Tesserete. Decido di partire con la giacca impermeabile (nuova) che poi levo dopo pochi Km, appena smette di piovere. Già verso il 5° Km si comincia a vedere lo spettacolo del percorso: primo scollinamento, siamo a soli 1200 metri di quota e passiamo su una cresta panoramica: nonostante le nuvole basse, si vede tutta la Val Capriasca, il lago di Lugano e numerosi paesini sperduti.
Poi giù per una discesa velocissima prima su prato poi su stradina sterrata, e di nuovo su per una strada asfaltata fino ad una cascina. Qui inizia il sentiero verso un crocefisso, che lasciamo solo temporaneamente per il primo ristoro. Roba da mettere su 10 Kg a ristoro, tra pane, prosciutto, formaggio, biscotti dolci e salati, brodino (che col freddo che c'era andava giù da meraviglia), anguria (per contrastare il caldo del brodo e causare turbolenze allo stomaco...).
Riparto verso le cime di Caval Drossa e Monte Bar, inizia a tirare vento e piove un po' di traverso. Rimetto la giacca, in salita vado tranquillo, le discese sono molto veloci dove correre è una piacere. La nebbia ogni tanto copre le cime, per poi diradarsi e svelare le magnifiche viste sulla Val Colla. Piccolo siparietto comico in discesa dal Caval Drossa. Una ragazza davanti a me ha qualche difficoltà su un breve tratto scivoloso e più volte finisce col sedere a terra. Un'altra dietro di me non fa in tempo a cheiderle se vuole un bastone e fa la stessa fine... mentre sorridono io esclamo "eccole le ultime parole famose"... e pure io finisco col sedere per terra!!!
Salendo verso la Cima della Garzirola, la nebbia si infittisce, l'altimetro non funziona bene, capisco di essere in cima quando intravedo il cippo di confine italo-svizzero e poi il cartello "Cima Garzirola, 2112 mt.". L'inizio della discesa è un po' difficile, si fa fatica a trovare le frecce, sono con altre persone e decisiamo di seguire la linea di confine (che per i prossimi 17 Km ci farà compagnia) e così non sbagliamo.
Spettacolare la discesa verso il San Lucio, giù in picchiata dai prati, poi su piste sterrate, per arrivare al secondo ristoro, che è anche la fine del percorso corto. Altro cambio di vestiario, tolgo la giacca e la maglietta leggera ormai fradicia e me ne metto una a maniche corte un po' più pesante. Riparto dopo essermi abbuffato per la seconda volta, mi aspettano ancora un po' di prati e discesi veloce. Al giro di boa poi la musica sembra cambiare.
La salita verso la cima di Fojorina è breve ma secca: il paesaggio cambia, dai prati infiniti alle rocce della Val Solda, ma sempre molto panoramico e spettacolare. Sembra che una discesa tecnica è dietro l'angolo. Invece non è così impegnativa come pensavo, certamente meno corribile delle precedenti ma non da equilibrista. Poi finito il tratto allo scoperto, giù da un bosco che sembra uscito da un libro di streghe e fantasmi, discesa ancora veloce per arrivare a Capanna Pairolo dove c'è il terzo ristoro. Mi aspettano i "Denti della Vecchia", un saliscendi tra sentieri un po' stretti in mezzo a speroni di roccia. Alternanza di tratti chiusi ad altri scoperti, con strampiombi da urlo!
Inizia la salita del Boglia, la penultima di giornata. La stanchezza si fa sentire, tornante dopo tornante prima nel bosco, poi allo scoperto, arrivo in vetta. Fa ancora freddo, il cielo, dopo gli spiragli di sole del primo pomeriggio si è ingrigito e in lontananza si sentono alcuni tuoni. Rimetto la giacca. In fondo, seminascosta tra le nuvole, si vedono i paesi della Val d'Intelvi, e nella conca di San Zeno, il campanile di Santa Maria e le case di Schignano... non è il momento di stare troppo a guardare, la discesa verso Bré è un po' double-face. La prima parte molto veloce, su sentiero a tornanti, poi decisamente pià ostica, sentieri sconnessi, e infine ancora abbastanza veloce. A Bré, proprio sopra Lugano, c'è un altro ristoro: altro cambio di indumenti, via di nuovo la giacca perché è uscito il sole e fa anche un po' caldino.
Ancora un'altra salita... l'ultima (forse), fino all'Alpe Bolla. 2, forse 3 Km all'insù, poi un bel sentiero boschivo a mezzacosta, bello per correre, ma ormai le ginocchia non reggono più. All'ultimo ristoro, un coro di chiassosi tifosi ticinesi, imbenzinati di birra all'inverosimile, salutano gli atleti ormai lanciati verso la discesa finale. Ultima discesa un po' indigesta per me, qualche passaggio tecnico di troppo con una storta non è il massimo. Arrivo a fondovalle, sembra finita ma ci sono ancora 5 Km di saliscendi, due strappetti brevi ma impegnativi... ricomincia a piovere con fuori il sole. Basta cambi di vestriario, ormai finisco cosi. Dovrei chiudere sotto le 11 ore e così è: 10h 54m per questi 54 Km e 3900 mt. di dislivello unici, spettacolari, impegnativi e irripetibili.
Ho giusto il tempo per salutare ancora una volta il mitico Olmo, fare una doccia e tornare a casa.
Avevo un po' di riserve per il prezzo, 70 euro non sono pochi, ma la gara vale ogni singolo centesimo speso. Da rifare assolutamente, principalmente per 3 motivi:
1 - I RISTORI: come quantità solo all'ecotrail de Paris ho trovato di più (considerati i 2000 partenti però), come varietà e qualità... NON PLUS ULTRA!!!
2 - PERCORSO: da fare invidia ai percorsi dolomitici o valdostani, prima parte velocissima e panoramica, seconda parte più tecnica con paesaggi da scoprire... non manca nulla!
3 - e non indifferente... nei trail italiani la presenza rosa è un po' scarsina, ieri invece ho visto tanta di quella gnoc... ehmmm, di belle sbarbate, che solo per questo vale la pena tornarci (se lo sa la mia compagna...)
Arrivederci Lugano!!!
Ore 3.30 AM - Esco di casa: temperatura fresca, qualche goccia nella notte e ancora piogge all'orizzonte. Ce la farò?
Ore 5.00 AM - Arrivo sul posto, il cielo è ancora buio e piove. Mancano ancora 2 ore alla partenza, ma c'è già parecchio movimento al centro sportivo di Capriasca. Il termine per la consegna dei pettorali è fissato alle ore 6, ho tutto il tempo di prepararmi con calma. Vedo qualche faccia conosciuta (Raf, Guido, Mirko e qualcun altro che ora nemmeno ricordo), poi avviandomi verso la partenza vedo un uomo di mezza età, alto e dal fisico asciutto, un po' di barba... è un uomo cordiale, disponibile e sorridente, parla e scherza un po' con tutti nonostante sia giustamente un po' riservato e non ami troppo parlare delle sue imprese. Mi limito solo a chiedergli una foto che mi concede immediatamente... questa persona non ha certo bisogno di presentazioni: numerose partecipazioni alla Marathon des Sables con diversi piazzamenti sul podio, due vittorie alla UTMB, numerosi ultra-trail portati a termine a braccia alzate, nonché una vittoria alla Runiceland a 62 anni... il suo nome è Marco Olmo!!! Ha però deciso di non prendere il via, dice per le condizioni meteo non vuole rischiare di prendersi una bronchite... ma comunque resterà a fare da testimonial alla gara fino al tardo pomeriggio.
Alle 7 in punto la folla si muove, primo Km su asfalto per sgranare un po' i 450 del gruppo, poi inizia una salita su gradinate tra i vicoli di Tesserete. Decido di partire con la giacca impermeabile (nuova) che poi levo dopo pochi Km, appena smette di piovere. Già verso il 5° Km si comincia a vedere lo spettacolo del percorso: primo scollinamento, siamo a soli 1200 metri di quota e passiamo su una cresta panoramica: nonostante le nuvole basse, si vede tutta la Val Capriasca, il lago di Lugano e numerosi paesini sperduti.
Poi giù per una discesa velocissima prima su prato poi su stradina sterrata, e di nuovo su per una strada asfaltata fino ad una cascina. Qui inizia il sentiero verso un crocefisso, che lasciamo solo temporaneamente per il primo ristoro. Roba da mettere su 10 Kg a ristoro, tra pane, prosciutto, formaggio, biscotti dolci e salati, brodino (che col freddo che c'era andava giù da meraviglia), anguria (per contrastare il caldo del brodo e causare turbolenze allo stomaco...).
Riparto verso le cime di Caval Drossa e Monte Bar, inizia a tirare vento e piove un po' di traverso. Rimetto la giacca, in salita vado tranquillo, le discese sono molto veloci dove correre è una piacere. La nebbia ogni tanto copre le cime, per poi diradarsi e svelare le magnifiche viste sulla Val Colla. Piccolo siparietto comico in discesa dal Caval Drossa. Una ragazza davanti a me ha qualche difficoltà su un breve tratto scivoloso e più volte finisce col sedere a terra. Un'altra dietro di me non fa in tempo a cheiderle se vuole un bastone e fa la stessa fine... mentre sorridono io esclamo "eccole le ultime parole famose"... e pure io finisco col sedere per terra!!!
Salendo verso la Cima della Garzirola, la nebbia si infittisce, l'altimetro non funziona bene, capisco di essere in cima quando intravedo il cippo di confine italo-svizzero e poi il cartello "Cima Garzirola, 2112 mt.". L'inizio della discesa è un po' difficile, si fa fatica a trovare le frecce, sono con altre persone e decisiamo di seguire la linea di confine (che per i prossimi 17 Km ci farà compagnia) e così non sbagliamo.
Spettacolare la discesa verso il San Lucio, giù in picchiata dai prati, poi su piste sterrate, per arrivare al secondo ristoro, che è anche la fine del percorso corto. Altro cambio di vestiario, tolgo la giacca e la maglietta leggera ormai fradicia e me ne metto una a maniche corte un po' più pesante. Riparto dopo essermi abbuffato per la seconda volta, mi aspettano ancora un po' di prati e discesi veloce. Al giro di boa poi la musica sembra cambiare.
La salita verso la cima di Fojorina è breve ma secca: il paesaggio cambia, dai prati infiniti alle rocce della Val Solda, ma sempre molto panoramico e spettacolare. Sembra che una discesa tecnica è dietro l'angolo. Invece non è così impegnativa come pensavo, certamente meno corribile delle precedenti ma non da equilibrista. Poi finito il tratto allo scoperto, giù da un bosco che sembra uscito da un libro di streghe e fantasmi, discesa ancora veloce per arrivare a Capanna Pairolo dove c'è il terzo ristoro. Mi aspettano i "Denti della Vecchia", un saliscendi tra sentieri un po' stretti in mezzo a speroni di roccia. Alternanza di tratti chiusi ad altri scoperti, con strampiombi da urlo!
Inizia la salita del Boglia, la penultima di giornata. La stanchezza si fa sentire, tornante dopo tornante prima nel bosco, poi allo scoperto, arrivo in vetta. Fa ancora freddo, il cielo, dopo gli spiragli di sole del primo pomeriggio si è ingrigito e in lontananza si sentono alcuni tuoni. Rimetto la giacca. In fondo, seminascosta tra le nuvole, si vedono i paesi della Val d'Intelvi, e nella conca di San Zeno, il campanile di Santa Maria e le case di Schignano... non è il momento di stare troppo a guardare, la discesa verso Bré è un po' double-face. La prima parte molto veloce, su sentiero a tornanti, poi decisamente pià ostica, sentieri sconnessi, e infine ancora abbastanza veloce. A Bré, proprio sopra Lugano, c'è un altro ristoro: altro cambio di indumenti, via di nuovo la giacca perché è uscito il sole e fa anche un po' caldino.
Ancora un'altra salita... l'ultima (forse), fino all'Alpe Bolla. 2, forse 3 Km all'insù, poi un bel sentiero boschivo a mezzacosta, bello per correre, ma ormai le ginocchia non reggono più. All'ultimo ristoro, un coro di chiassosi tifosi ticinesi, imbenzinati di birra all'inverosimile, salutano gli atleti ormai lanciati verso la discesa finale. Ultima discesa un po' indigesta per me, qualche passaggio tecnico di troppo con una storta non è il massimo. Arrivo a fondovalle, sembra finita ma ci sono ancora 5 Km di saliscendi, due strappetti brevi ma impegnativi... ricomincia a piovere con fuori il sole. Basta cambi di vestriario, ormai finisco cosi. Dovrei chiudere sotto le 11 ore e così è: 10h 54m per questi 54 Km e 3900 mt. di dislivello unici, spettacolari, impegnativi e irripetibili.
Ho giusto il tempo per salutare ancora una volta il mitico Olmo, fare una doccia e tornare a casa.
Avevo un po' di riserve per il prezzo, 70 euro non sono pochi, ma la gara vale ogni singolo centesimo speso. Da rifare assolutamente, principalmente per 3 motivi:
1 - I RISTORI: come quantità solo all'ecotrail de Paris ho trovato di più (considerati i 2000 partenti però), come varietà e qualità... NON PLUS ULTRA!!!
2 - PERCORSO: da fare invidia ai percorsi dolomitici o valdostani, prima parte velocissima e panoramica, seconda parte più tecnica con paesaggi da scoprire... non manca nulla!
3 - e non indifferente... nei trail italiani la presenza rosa è un po' scarsina, ieri invece ho visto tanta di quella gnoc... ehmmm, di belle sbarbate, che solo per questo vale la pena tornarci (se lo sa la mia compagna...)
Arrivederci Lugano!!!