Moltrasio Imperial Trail (CO) - 13.09.2015
Inviato: 13/09/2015, 18:40
Se sun desedàa, che gh'era 'll tempuraal
e i me ciamaveen tüüc in un coro general
"Corri Noè, che ti chiama il principale!!!"
Oh Santo Cielo, ma l'è 'l Diluvio Universale...
Non ci può essere overture migliore per riassumere la giornata di oggi: dopo un estate torrida e un inizio settembre tutto sommato mite, quest'oggi l'ira di Zeus si è scatenata sui sentieri di Moltrasio, rovesciando acqua a secchiate con il percorso che in certi punti era davvero al limite.
Arrivo in quel di Moltrasio poco prima delle 7, e appena prima di parcheggiare l'auto ecco il primo veloce scroscio. Se il buongiorno si vede dal mattino...
Trovo subito Marco "mahar", poi alla partenza i volti ormai noti del lario: Teo, Guido, Luca, Francesco, Bruno, Maurizio (oggi nelle vesti di scopa) e tanti altri.
Sembra pure che ad un certo punto il cielo si stia aprendo: forse rischio di farmi tutta la corsa con la giacca legata in vita...
Alle 8.30 il via, su per i vialetti di Villa Passalacqua, poi su a Casarico e sul sentiero sopra le cave fino a Rovenna. Luca inizia con le sue supercazzole ogni volta che trova qualche donnetta al balcone, io sto tranquillo e mi faccio quattro risate, poi dopo Rovenna la salita si impenna, cerco di non forzare troppo.
Poco prima della fontana, il Teo torna indietro... mi dice qualcosa ma non capisco bene, forse una giornata no o più semplicemente dopo aver fatto centinaia di volte il percorso ne avrà avuto un po' abbastanza...
Qualche saliscendi, poi al 10° Km si sale al Pizzo Meda e su verso il Bisbino. Qualcuno dice "sta iniziando a gocciolare". Ecco la tanto temuta acqua che arriva. Non faccio in tempo ad uscire allo scoperto e già le quattro gocce sono diventate quattrocento. Non ci penso due volte, su subito la giacca impermeabile, mi mangio una barretta ai cereali e frutta e continuo. Arrivo in cima al Bisbino, il ristoro invoglia a fermarsi un po' e perdo in un attimo le posizioni che avevo guadagnato in salita (le crostate però erano davvero buone).
In discesa mi risparmio, già la stabilità inizia a scarseggiare, e tra un po' arriveranno in sequenza le tre discese tanto temute. Passo indenne il falsopiano tra Bugone e Murelli e la salita del San Bernardo. In cima rallento, si scivola troppo... ecco la prima discesa ripida verso il Roccolo, per fortuna la terra è morbida e frena un po', anche se scivolo e mi riempio di fango. Accelero un po' scendendo verso Comana, approfittando di un tratto meno insidioso. La pioggia non accenna a diminuire, anzi, sembra aumentare. Al ristoro due fettine di torta alle mele (anche questa squisita) e su per i prati fino alla cima Comana. Ecco la seconda discesa insidiosa, nel bosco è buio faccio fatica a vedere i segni. Sul percorso non c'è nessuno, i sentieri sono diventati degli scivoli... e cosa faccio in questo caso per non cadere? Semplice, mi siedo e scendo come... su uno scivolo. Era dalla memorabile edizione 2012 del Santa Cristina che non lo facevo! Stiamo per arrivare verso la stradina ma non vedo più i segni, vado un po' a memoria. Mi riprende Guido, oggi molto tranquillo (per i suoi ritmi...). Arrivati a Posa, iniziamo a risalire in modo tranquillo di nuovo verso i Rifugi Binate e Murelli. La salita è l'ultimo momento di riposo, poi arriva la terza ed ultima temuta discesa... qui non c'è la terra in caso di caduta, ci sono i sassi!!!
E allora dico "ok, non mi interessa se mi superano in 30, voglio arrivare intero". Subito mi passa uno, io scendo tranquillo, la discesa, comunque, è meno insidiosa di quello che pensavo, a parte qualche breve tratto... era stata molto peggio la discesa di Comana.
Arrivo a Casarico, alla fine non sono molti quelli che mi hanno superato, ma proprio in quel momento ne ho quattro dietro... eh no, così non vale!!!
Sul ripido cerco di difendermi, dove è meno insidioso cerco di allungare, così arriviamo sul rettilineo finale in quattro. Uno sembra rallentare, l'altro è ormai al traguardo, un terzo lo raggiungo a 50 metri dal traguardo. Il cronista dice "ecco un arrivo allo sprint" e io dico all'altro ragazzo "sprint?". Lui accetta, parte di scatto, scatto pure io rischiando di scivolare ma passo comunque al fotofinish... alla fine mi accorgo che era Francesco.
Chiudo così in poco meno di 6 ore e mezza, e finalmente una tonificante doccia calda.
Corsa che come avevo già detto, avevo un po' boicottata a favore del Marathon Trail, ma adesso che le ho provate tutte e due posso dire (e non me ne vogliano i ragazzi del Marathon Trail) che il MIT vince per KO!!!
E a questo punto, visto che per il 2016 il posto è già prenotato... all'anno prossimo (si era parlato di novità, gara particolare... staremo a vedere)!!!
e i me ciamaveen tüüc in un coro general
"Corri Noè, che ti chiama il principale!!!"
Oh Santo Cielo, ma l'è 'l Diluvio Universale...
Non ci può essere overture migliore per riassumere la giornata di oggi: dopo un estate torrida e un inizio settembre tutto sommato mite, quest'oggi l'ira di Zeus si è scatenata sui sentieri di Moltrasio, rovesciando acqua a secchiate con il percorso che in certi punti era davvero al limite.
Arrivo in quel di Moltrasio poco prima delle 7, e appena prima di parcheggiare l'auto ecco il primo veloce scroscio. Se il buongiorno si vede dal mattino...
Trovo subito Marco "mahar", poi alla partenza i volti ormai noti del lario: Teo, Guido, Luca, Francesco, Bruno, Maurizio (oggi nelle vesti di scopa) e tanti altri.
Sembra pure che ad un certo punto il cielo si stia aprendo: forse rischio di farmi tutta la corsa con la giacca legata in vita...
Alle 8.30 il via, su per i vialetti di Villa Passalacqua, poi su a Casarico e sul sentiero sopra le cave fino a Rovenna. Luca inizia con le sue supercazzole ogni volta che trova qualche donnetta al balcone, io sto tranquillo e mi faccio quattro risate, poi dopo Rovenna la salita si impenna, cerco di non forzare troppo.
Poco prima della fontana, il Teo torna indietro... mi dice qualcosa ma non capisco bene, forse una giornata no o più semplicemente dopo aver fatto centinaia di volte il percorso ne avrà avuto un po' abbastanza...
Qualche saliscendi, poi al 10° Km si sale al Pizzo Meda e su verso il Bisbino. Qualcuno dice "sta iniziando a gocciolare". Ecco la tanto temuta acqua che arriva. Non faccio in tempo ad uscire allo scoperto e già le quattro gocce sono diventate quattrocento. Non ci penso due volte, su subito la giacca impermeabile, mi mangio una barretta ai cereali e frutta e continuo. Arrivo in cima al Bisbino, il ristoro invoglia a fermarsi un po' e perdo in un attimo le posizioni che avevo guadagnato in salita (le crostate però erano davvero buone).
In discesa mi risparmio, già la stabilità inizia a scarseggiare, e tra un po' arriveranno in sequenza le tre discese tanto temute. Passo indenne il falsopiano tra Bugone e Murelli e la salita del San Bernardo. In cima rallento, si scivola troppo... ecco la prima discesa ripida verso il Roccolo, per fortuna la terra è morbida e frena un po', anche se scivolo e mi riempio di fango. Accelero un po' scendendo verso Comana, approfittando di un tratto meno insidioso. La pioggia non accenna a diminuire, anzi, sembra aumentare. Al ristoro due fettine di torta alle mele (anche questa squisita) e su per i prati fino alla cima Comana. Ecco la seconda discesa insidiosa, nel bosco è buio faccio fatica a vedere i segni. Sul percorso non c'è nessuno, i sentieri sono diventati degli scivoli... e cosa faccio in questo caso per non cadere? Semplice, mi siedo e scendo come... su uno scivolo. Era dalla memorabile edizione 2012 del Santa Cristina che non lo facevo! Stiamo per arrivare verso la stradina ma non vedo più i segni, vado un po' a memoria. Mi riprende Guido, oggi molto tranquillo (per i suoi ritmi...). Arrivati a Posa, iniziamo a risalire in modo tranquillo di nuovo verso i Rifugi Binate e Murelli. La salita è l'ultimo momento di riposo, poi arriva la terza ed ultima temuta discesa... qui non c'è la terra in caso di caduta, ci sono i sassi!!!
E allora dico "ok, non mi interessa se mi superano in 30, voglio arrivare intero". Subito mi passa uno, io scendo tranquillo, la discesa, comunque, è meno insidiosa di quello che pensavo, a parte qualche breve tratto... era stata molto peggio la discesa di Comana.
Arrivo a Casarico, alla fine non sono molti quelli che mi hanno superato, ma proprio in quel momento ne ho quattro dietro... eh no, così non vale!!!
Sul ripido cerco di difendermi, dove è meno insidioso cerco di allungare, così arriviamo sul rettilineo finale in quattro. Uno sembra rallentare, l'altro è ormai al traguardo, un terzo lo raggiungo a 50 metri dal traguardo. Il cronista dice "ecco un arrivo allo sprint" e io dico all'altro ragazzo "sprint?". Lui accetta, parte di scatto, scatto pure io rischiando di scivolare ma passo comunque al fotofinish... alla fine mi accorgo che era Francesco.
Chiudo così in poco meno di 6 ore e mezza, e finalmente una tonificante doccia calda.
Corsa che come avevo già detto, avevo un po' boicottata a favore del Marathon Trail, ma adesso che le ho provate tutte e due posso dire (e non me ne vogliano i ragazzi del Marathon Trail) che il MIT vince per KO!!!
E a questo punto, visto che per il 2016 il posto è già prenotato... all'anno prossimo (si era parlato di novità, gara particolare... staremo a vedere)!!!