PTL (Petite Trotte à Léon) 22.08.16
Inviato: 24/08/2016, 8:52
Siamo ormai nel vivo della "corsa" se così si può chiamare questa straordinaria e atipica avventura che passa sotto il nome di "Piccola corsa a Léon".
La Petite Trotte à Léon è una “passeggiatina” di circa 290 km con 26.500 metri di dislivello, così l'ha definita il suo ideatore Jean-Claude Marmier, noto alpinista francese (vicepresidente del comitato Utmb) scomparso due anni fa.
Si tratta di una prova di resistenza che si svolge in gran parte in alta montagna, roba per gente esperta, un anello attorno al Bianco che, diverso di anno in anno, percorre tracciati in gran parte sconosciuti, non battuti, ma molto spesso anche vie inedite scovate dallo stesso Marmier e dal suo cane (il suo inseparabile cagnolino) durante le loro esplorazioni.
Insomma, non solo non ci sono le balise, ma alle volte non c'è nemmeno il sentiero. E i concorrenti, per regolamento riuniti in squadre di due o tre concorrenti, devono seguire le cartine e la traccia gps fornita dall'organizzazione. Motivo per cui è davvero bene essere esperti in materia di orientamento e abili nel trovare il passaggio laddove non segnato. Sì perché su alcuni tratti la rotta è fatta a tavolino e allora può distare alcuni metri dal passaggio reale, e lì sta alla squadra scovarlo.
Come diceva Marmier dove “passa il cane passa l'uomo”. Si può fare! Chi trova la via giusta passa, gli altri si devono arrendere.
Detta così, sembra una cosa spietata. E in effetti lo è.
Dal Live UTMB: aggiornamento #3 http://dai.ly/x4pyrpr
uno di quei VIDEO che ti contagiano, decisamente.

La Petite Trotte à Léon è una “passeggiatina” di circa 290 km con 26.500 metri di dislivello, così l'ha definita il suo ideatore Jean-Claude Marmier, noto alpinista francese (vicepresidente del comitato Utmb) scomparso due anni fa.
Si tratta di una prova di resistenza che si svolge in gran parte in alta montagna, roba per gente esperta, un anello attorno al Bianco che, diverso di anno in anno, percorre tracciati in gran parte sconosciuti, non battuti, ma molto spesso anche vie inedite scovate dallo stesso Marmier e dal suo cane (il suo inseparabile cagnolino) durante le loro esplorazioni.
Insomma, non solo non ci sono le balise, ma alle volte non c'è nemmeno il sentiero. E i concorrenti, per regolamento riuniti in squadre di due o tre concorrenti, devono seguire le cartine e la traccia gps fornita dall'organizzazione. Motivo per cui è davvero bene essere esperti in materia di orientamento e abili nel trovare il passaggio laddove non segnato. Sì perché su alcuni tratti la rotta è fatta a tavolino e allora può distare alcuni metri dal passaggio reale, e lì sta alla squadra scovarlo.
Come diceva Marmier dove “passa il cane passa l'uomo”. Si può fare! Chi trova la via giusta passa, gli altri si devono arrendere.
Detta così, sembra una cosa spietata. E in effetti lo è.
Dal Live UTMB: aggiornamento #3 http://dai.ly/x4pyrpr
uno di quei VIDEO che ti contagiano, decisamente.
