Ultra-trail Vipava valley
Inviato: 13/05/2018, 20:53
Quarta edizione per questa gara ottimamente organizzata che offre 4 percorsi: una 10 city run, una 30 valida anche come campionato nazionale di corsa in montagna, la 50 alla quale ho partecipato e una 110 (almeno un paio i forumisti iscritti a questa).
Prendete nota la novità del prossimo anno: una nuova 100 miglia che va ad arricchire l'offerta su questa distanza (ce n'è già una a Postumia) a pochi km da Gorizia, oltra alla già nota in Istria (se non sbaglio in Italia non ce ne sono ancora, vero?).
La gara: percorso molto bello per le mie esigenze, a tratti molto scorrevole, ma con alcune salite veramente spaccagambe che tenti inutilmente di trovare sul profilo altimetrico impresso sul pettorale, che più che altro mostra un elettrocardiogramma piatto
. Imparata l'antifona, smetto di chinare lo sguardo e vivo al chilometro, cercando di intuire tra le colline là davanti quale sarà la prossima asperità da superare.
Il tracciato si dipana tra vigneti, prati, boschi e qualche borgata dove tutti gli abitanti sono lì sull'uscio ad applaudire e incoraggiare, anziani compresi (almeno spero, parlavano in sloveno, non vorrei aver frainteso
), con alcuni passaggi sul filo del crinale molto panoramico.
Il caldo torrido mi annebbia un pò la vista e demolisce i quadricipiti, qualche inizio di crampo fa il resto; giunto al ristoro alla base della salitona del Nanos, 1100 mt. da farsi in un solo boccone, mi sento svuotato di tutte le forze, strani pensieri mi si agitano in testa. Pazienza, ci vuole pazienza e ripartire, confidando nella quota da raggiungere, forse lassù farà più fresco.
In realtà la salita, presa da sola in una giornata fresca, si farebbe anche tutta di corsa, non ci sono strappi, la pendenza è spesso modesta, ma oggi mi sembra di avere sulle spalle uno zaino di 20 kg, non riesco a smaltire il calore, il sole continua a picchiare duro e così la butto sull'escursionismo, osservando gli altri che mi superano apparentemente senza faticare. Ma le speranze, una volta tanto, si realizzano: il fresco e il cielo che si copre mi ridanno energia, mi ritornano le forze e nell'ultimo quarto di percorso, a spasso tra splendidi prati fioriti di asfodeli e aquilegie sugli altopiani del Nanos, riesco a riappacificarmi con me stesso e a ritrovare la voglia di correre, sarà stato anche merito di questo angolo di paradiso!
L'ultima impegnativa discesa che ti precipita sul traguardo è di quelle che non vorresti proprio all'ultimo km, ripida e tutta a rocce affioranti, l'ideale per una gita al reparto ortopedico, per cui tiro il freno a mano: ormai minuto più minuto meno la birra preferisco berla da sano!
Prendete nota la novità del prossimo anno: una nuova 100 miglia che va ad arricchire l'offerta su questa distanza (ce n'è già una a Postumia) a pochi km da Gorizia, oltra alla già nota in Istria (se non sbaglio in Italia non ce ne sono ancora, vero?).
La gara: percorso molto bello per le mie esigenze, a tratti molto scorrevole, ma con alcune salite veramente spaccagambe che tenti inutilmente di trovare sul profilo altimetrico impresso sul pettorale, che più che altro mostra un elettrocardiogramma piatto
Il tracciato si dipana tra vigneti, prati, boschi e qualche borgata dove tutti gli abitanti sono lì sull'uscio ad applaudire e incoraggiare, anziani compresi (almeno spero, parlavano in sloveno, non vorrei aver frainteso
Il caldo torrido mi annebbia un pò la vista e demolisce i quadricipiti, qualche inizio di crampo fa il resto; giunto al ristoro alla base della salitona del Nanos, 1100 mt. da farsi in un solo boccone, mi sento svuotato di tutte le forze, strani pensieri mi si agitano in testa. Pazienza, ci vuole pazienza e ripartire, confidando nella quota da raggiungere, forse lassù farà più fresco.
In realtà la salita, presa da sola in una giornata fresca, si farebbe anche tutta di corsa, non ci sono strappi, la pendenza è spesso modesta, ma oggi mi sembra di avere sulle spalle uno zaino di 20 kg, non riesco a smaltire il calore, il sole continua a picchiare duro e così la butto sull'escursionismo, osservando gli altri che mi superano apparentemente senza faticare. Ma le speranze, una volta tanto, si realizzano: il fresco e il cielo che si copre mi ridanno energia, mi ritornano le forze e nell'ultimo quarto di percorso, a spasso tra splendidi prati fioriti di asfodeli e aquilegie sugli altopiani del Nanos, riesco a riappacificarmi con me stesso e a ritrovare la voglia di correre, sarà stato anche merito di questo angolo di paradiso!
L'ultima impegnativa discesa che ti precipita sul traguardo è di quelle che non vorresti proprio all'ultimo km, ripida e tutta a rocce affioranti, l'ideale per una gita al reparto ortopedico, per cui tiro il freno a mano: ormai minuto più minuto meno la birra preferisco berla da sano!