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"se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 8:40
da Krapotkin
Questa frase è stata scritta durante una conversazione su uozzàpp da un trailer di vecchia data, e mi è rimasta impressa.
Per una volta voglio scomodare l'etica ed utilizzarla nel trail.
Voi avete una vostra etica?
A me l'idea che il trail sia il correre sempre e ovunque dove possibile piace molto.
Ovvio che il "dove possibile" è un concetto relativo. Ciò che è possibile per chi arriva fra i primi in una gara non è possibile per la maggior parte dei comuni trailer mortali.
E allora vengo al punto che so che è già stato trattato sul forum ma non proprio in questi termini.
Ho iniziato con una gara da 20k, poi un'altra da 20k poi sono passato ad una da 35k che ho patito abbastanza, poi un' altra da 40k che mi ha steso :lol: e poi una da 29k domenica che, crampi a parte ho gestito, a mio parere, bene, nel senso che non ho corso solo sul salitone.
Ora, sarei tentato dall'iscrivermi ad una di 52k 3000 d+ ma qui incominciano le "paranoie". Perchè dovrei tentare di fare una gara che forse porterei si a termine ma non come sarebbe PER ME eticamente corretto fare?Non sarebbe il caso di prepararsi adeguatamente ( ammesso di riuscirci), per correrla quasi tutta quella gara?
Non è che per caso sono attratto dal chilometraggio da sbandierare? (a chi non saprei visto che non mi si fila nessuno :lol: ), dal chilometraggio che mi riempirebbe l'ego?
Cinquanta, ottanta, centoventi chilometri va bene ma il COME li percorro non è forse più importante del QUANTI?
Ho visto qualche video di ultramega e ho visto tanta gente camminare dove, francamente, se la gara fosse stata di 20K io (e loro) avrei corso di buon passo.
Non voglio assolutamente fare polemica, vorrei solo capire qualcosa in più di questa attività, nella quale per me vige, come nella vita del resto, il concetto che ognuno è libero di fare quello che gli pare come gli pare (senza fare danni ovviamente).

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 9:25
da mircuz
Condivido anch'io i tuoi stessi dubbi "etici". Provenendo dalla strada e dalla pianura, o da gare molto brevi, si storce il naso di fronte a tutti questi "camminatori veloci". Però poi pensi a certi percorsi che se affrontati con il principio del "corro sempre" sarebbero impossibili, ma sono percorsi o gare bellissimi! Allora forse meglio mettere l'etica un po' da parte e cercare semplicemente di andare da A a B nel minor tempo possibile. Correre, camminare, strisciare (a volte) non fa differenza, con i bastoni o senza non importa.
Certo il problema del voler fare gare sempre più ultra esiste. Bisogna saper essere sinceri con sé stessi. Mi interessa di più, mi da più soddisfazione fare 120 km con 8000 D+ in qualsiasi modo, oppure una gara da 20 o 40 km fatta "bene"? Non c'è un "giusto" e "sbagliato", c'è la nostra scelta. Anch'io ho avuto la tendenza di andare su gare sempre più lunghe, ma ad un certo punto ho trovato un limite, dato dalle mie doti fisiche e dalla mia possibilità di allenarmi, oltre il quale ho cominciato a non divertirmi più. Quindi ho ridotto un po' le distanze, cercando di correre e divertirmi di più! Forse è solo un periodo di adattamento e di crescita, e dopo tornerò a cercare le distanze più lunghe, forse è questa la mia dimensione. La gara lunghissima magari la farò ancora, una volta all'anno, se avrò voglia di sfidare il limite, anche se dovrò camminarla tutta o quasi, una volta si può fare ;)

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 10:08
da mircuz
Faccio un'altra considerazione riguardo al "correre sempre". Ci sono salite che in allenamento faccio tutte di corsa, stringendo i denti e magari anche senza zaino e altri orpelli, quindi in assetto leggero. Poi la stessa salita inserita in una gara lunghetta non ci penso nemmeno un secondo a farla tutta camminando. Però quanto ci metto di più, 5 minuti? Su un tempo gara di 5 ore? E arrivo in cima senza il fiatone e con i muscoli belli freschi? In alcuni casi camminare invece di correre è più redditizio e mi permette di finire la gara in meno tempo. Allora alla fine conta il tempo per andare da A a B, e non importa come è stato ottenuto :mrgreen:

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 10:58
da baidus
Forse più che correre o camminare la differenza dovrebbe essere se ti stai divertendo o meno. Se escludi quelli forti che corrono (quasi) sempre, per noi normali non credo neanche che valga la pena amazzarsi in salita cercando di correre. Come dici te Mircuz, alla fine cosa guadagni, 5'? Secondo me non val la pena. Anche perché spesso a me capita di passare qualcuno, camminando veloce, che sta corricchiando in salita.

Più interessante però é pensare a "come" si affronta una gara, o meglio a come la si finisce. Meglio fare 100km e finirli a pezzi, o 30 e finire bene? Qua il discorso divaga e diventa quasi filosofico :-D anche perché ognuno ha sensibilità diverse. A me piace cambiare e mi diverte vedere (e magari cercare di passare) i miei limiti. L'anno scorso ho finito la LUT a pezzi causa poco allenamento per un ginocchio dolorante. Ho corso davvero pochissimo e non mi son divertito ma le sensazioni che mi ha dato sono state davvero forti. Non avrei voglia di ripeterle :mrgreen: ma mi ha insegnato molto come esperienza e mi ha fatto capire quanto possa spingere i limiti. È stata un'esperienza trail? Direi di sì. Etica per me? Direi proprio di sì (ho pure raccolto non so quante cartine e involucri, là sì che manca l'etica :evil: :evil: )

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 11:28
da motosega
Scusami se ti rispondo in modo semplicistico, ma queste sono tipiche (e forse legittime) paranoie di chi viene dal mondo della strada.
Correre, camminare, strisciare (parafrasando un american idol della corsa), che importa ?
Io parto e faccio di tutto per arrivare nel minor tempo possibile. Mi interessa però arrivare soprattutto, perciò che io corra o che cammini non c'è problema se è funzionale a farmi finire

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 12:51
da El_Gae
Guarda, la maggior parte delle gare che ho fatto (a parte le maratone su strada) non ho ricordi legati al fatto che stessi correndo (si sono piuttosto scarso): la maggior parte delle volte mi ricordo uno scambio di battute, un panorama, ricordo la fatica, quella si.
Se ti piace, se ti diverti, se resti nei tempi dei cancelli orari e, ancora meglio, se la finisci, significa che quella gara la puoi fare.

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 13:07
da AndreaPD
Dubbi legittimi a mio parere...io ho iniziato qualche anno fa, non vengo dalla strada ma dal correre libero da molti anni per allenarmi ad altri sport, ho preso gusto a correre per i monti (camminare in montagna l'ho fatto fin dai primi anni di vita!).
Sono passato gradualmente a distanze maggiori, puntando a fare la mia prima maratona...mi sentivo pronto, dopo qualche bel lungo sui 40-50 km, ma alla prova dei fatti ho sofferto molto, forse per il dislivello sui 3000 m, e gli ultimi km li ho corsi con la nausea, esperienza comunque positiva per capire i propri limiti.

Dall'anno scorso ho ridotto le distanze, anche per convivere con doloretti tendinei vari, mi godo di più a fare gare di 20-30 km, riesco ad allenarmi meglio e sottrarre meno tempo alla famiglia, penso per ora di aver trovato una dimensione più consona a fisico ed età! E pazienza se la tendenza odierna è a gare ultra.....

Ciao

Andrea

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 16:45
da deeago
tema annoso, ricorrente, per me vivo. Io le ho sperimentate tutte e adesso mi piace correre più che posso, che per me significa limitare le gare a distanze di 5-6 ore. Oltre, per me il dispendio della corsa in salita è troppo e per poter arrivare in fondo, è necessario camminare molto di più.

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 21/06/2018, 18:50
da aledeb
Ciao , secondo me devi raffrontare il tempo di un ultratrail con quello di un escursionista visto si parla di montagna, e rispetto al escursionista anche l 'ultimo arrivato ha corso la gara, per fare una 100 km un escursionista la fa in minimo 3 giorni ben 72 ore e il runner metti anche 30 ore se lento, cmq il divario è enorme e la resistenza fisica e tenacia sono da lodare, tutto questo discorso solo se guardiamo un trail dal punto unico del tempo, che poi anche il tempo lascia il tempo che trova difronte alle emozioni e esperienze provate in un ultra, se aspetti la forma fisica per correre un ultra completamente diventi vecchio e alla fine hai fatto solo giri del orto, senza contare che trail troppo corti e distanti non andresti mai a farli visto è più le ore in macchina che la corsa

Re: "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che non va"

Inviato: 22/06/2018, 7:58
da Krapotkin
ecco, sono bastati pochi interventi e già la mia "ferrea" etica sta pesantemente vacillando :lol:

il fatto che vi siano diversi modi di intendere ed interpretare il trail mi conferma che questa attività (sport?) mi si addice.
rispondo a ruota libera senza citare nessuno.
-dove il camminare risulta più funzionale all'economia della gara, al risultato, rispetto al correre e non è mancanza di allenamento o di energie, di sicuro ben venga.
-forse quello che (mi) crea confusione è il fatto che si sta parlando di gare, di pettorali, di partenza e arrivo e tutto ciò innesca giustamente, la competizione con sè stessi ma anche con gli altri.
-altro aspetto che non si riscontra in altre gare è quello del finisher. Effettivamente ottimo motivo per partecipare e per faticare alla muerte, al di là del come ci si arriva al traguardo. vi sono quindi notevoli differenze in termini di obbiettivi e motivazioni, fra gare "brevi" e gare "lunghe".
-divertirsi e stare bene penso e spero che sia obbiettivo comune a prescindere dalle pippe mentali 8-)

bene allora sono curioso di vedere se riesco a finire la 52k :mrgreen:, a questo punto anche camminando. evviva la coerenza :lol: