Marcia delle Merci (GE - AL) 12.06.2011
Inviato: 18/02/2011, 17:30
COMUNICATO DELL'ORGANIZZAZIONE
MdM - Marcia delle Merci
L'appuntamento con la "MdM" è il 12 Giugno 2011 partenza da Acquasanta (GE) arrivo a Rocca Grimalda (AL).
La grande attraversata dello spartiacque ligure-padano presenta un territorio il più variegato possibile, composto da sentieri, mulattiere, strade forestali ed infine transitando per il territorio ovadese da asfalti immersi nella campagna vitata.
La partenza collocata ad Acquasanta (155mt), paese alle pendici di Punta Martin (1001mt), ha un sapore storico...
Successivamente l'ultramaratoneta deve scalare le creste del Monte Pennello transitando per “creuse” (crose) ed un piccolo asfalto boschivo fino al Passo Colla. Da qui un sentiero dapprima largo poi via via sempre più stretto e composto da pietre a grana grossa (bagnate diventano scivolosissime) rende ardua la salita fino alla cima del M.te Pennello (995 mt) dove è collocato il primo rifornimento idrico presso il Bivacco “G.E.P. Zucchelli”. Il panorama è imperdibile! La Liguria nella sua veste più bella...terrazzamenti, guglie e creste che dall'alto scendono ed accarezzano il mare.
Siamo sull' Alta Via dei monti liguri e la direzione da prendere punta ad Ovest in direzione del Passo del Turchino (532 mt), accompagnati in successione dal Passo del Veleno (661 mt) e dal Monte delle Ottine (725 mt). La natura composta da ampie vallate, scarse di vegetazione ad alto fusto rende liberi ed il vento sempre abbondante fa volare su pendii non difficili, un tempo territorio di caccia dei nostri nonni.
Successivamente i boschi di castagne e nocciole accompagnano un vallonato che dal Passo costeggia il Sacrario dei Martiri del Turchino (655 mt). Qui la storia fa sentire la sua presenza e per noi nativi di queste zone i ricordi partigiani gelano l'atmosfera.
Velocemente si transita sopra alla Cappelletta di Masone ed in un batter di ciglia l'imponenza del Forte Geremia (803 mt) compare al di sopra di una strada forestale.
Il Geremia è una fortezza costruita dal genio militare del Regno d'Italia, verso la fine del XIX secolo nel punto in cui convergono la Valle del Cerusa, quella del Leiro e la Valle Stura. Aveva lo scopo di controllare il Passo del Turchino e le valli adiacenti che, a partire dalla fine del secolo scorso, assunsero grande importanza storica e commerciale per le Vallate del Ponente Genovese e per la stessa Genova. Siamo al km 17.7 ed un meritato rifornimento idrico ci prepara ad affrontare costeggiando il Monte Giallo (968 mt), il Bric del Dente posto a 1109 mt e punto più alto dell'intero percorso.
Il Nord per gli atleti è il punto cardinale da seguire! Dalla cima del Dente si può ormai vedere il confine che separa la Liguria dal Piemonte. Si lascia l'Alta Via dei Monti Liguri ed in picchiata su sentieri dapprima molto ripidi poi via via più dolci si attraversano ampi prati e noccioleti. Da notare che tutti i sottoboschi diventano, in presenza di molta umidità scivolosi, quindi pericolosi.
Colle di Cima Masca posto ad 822 mt è la confluenza di sentieri che dai sottostanti centri urbani di Masone, Campo Ligure e Rossiglione collega la sponda settentrionale a quella meridionale dell'Appennino. Si va oltre questo valico ed il trail scendendo di quota punta verso Tiglieto costeggiando il Poggio e facendo tappa sul Monte Calvo (739mt), considerato il balcone sulle “Montagne del Mare”. Qui ulteriore rifornimento idrico, e ci troviamo a metà gara, circa al 30esimo km.
Piccolo trasferimento su strada asfaltata per riprendere un sentiero molto trasandato ed arido che ci proietta al Bivio per la località Garrone.
Siamo alle Valli del Latte, famose appunto per la grande quantità di pascoli bovini. In giornate di sole sembra di rivivere scorci dolomitici. La lingua di asfalto che porta al Termo alla fine non contamina lo spirito del “correre in natura”, in quanto l'ambiente di pace di questi alpeggi cancella la brutta sensazione di pestare il bitume.
Solo 5km e dal Termo si riprende una grande strada sterrata carrozzabile immersa in un bosco da funghi. Il percorso vallonato lo si immagina come gli altipiani della Rift Valley in Kenia dove i più forti atleti al mondo di maratona vivono e si allenano.
Si scende a gran velocità e dopo un single – track si arriva al Paese di Costa d'Ovada. Già da un po' siamo in territorio Piemontese, il grande centro urbano di Ovada si avvicina. Si abbandonano le strade sterrate ed i sentieri di montagna per quelle asfaltate tipiche del Basso Piemonte. Si percorre la Strada Rebba dopo un attraversamento della statale n°456 e guadando il Fiume Orba ci appare il Centro Sportivo Geirino che accoglie tutti i runner con un gran rifornimento.
Da qui mancano 10km all'arrivo a Rocca Grimalda. Si affronta la salita di San Bernardo e transitando a Villa Botteri, piccolissima e tranquilla borgata, il più è fatto, un ultimo tratto “mangia e bevi” di collinare e la Rocca è nel mirino.
Dopo 60km di percorso, in cui le emozioni portate interiormente da ogni atleta sono come grandi merci di un tempo che fù, fardelli che davano vita a comunità profondamente diverse e che univano nell'intento comune della sussistenza, il passaggio al museo della maschera di Rocca Grimalda è il coronamento di un viaggio multicolore.
http://www.marciadellemerci.org
MdM - Marcia delle Merci
L'appuntamento con la "MdM" è il 12 Giugno 2011 partenza da Acquasanta (GE) arrivo a Rocca Grimalda (AL).
La grande attraversata dello spartiacque ligure-padano presenta un territorio il più variegato possibile, composto da sentieri, mulattiere, strade forestali ed infine transitando per il territorio ovadese da asfalti immersi nella campagna vitata.
La partenza collocata ad Acquasanta (155mt), paese alle pendici di Punta Martin (1001mt), ha un sapore storico...
Successivamente l'ultramaratoneta deve scalare le creste del Monte Pennello transitando per “creuse” (crose) ed un piccolo asfalto boschivo fino al Passo Colla. Da qui un sentiero dapprima largo poi via via sempre più stretto e composto da pietre a grana grossa (bagnate diventano scivolosissime) rende ardua la salita fino alla cima del M.te Pennello (995 mt) dove è collocato il primo rifornimento idrico presso il Bivacco “G.E.P. Zucchelli”. Il panorama è imperdibile! La Liguria nella sua veste più bella...terrazzamenti, guglie e creste che dall'alto scendono ed accarezzano il mare.
Siamo sull' Alta Via dei monti liguri e la direzione da prendere punta ad Ovest in direzione del Passo del Turchino (532 mt), accompagnati in successione dal Passo del Veleno (661 mt) e dal Monte delle Ottine (725 mt). La natura composta da ampie vallate, scarse di vegetazione ad alto fusto rende liberi ed il vento sempre abbondante fa volare su pendii non difficili, un tempo territorio di caccia dei nostri nonni.
Successivamente i boschi di castagne e nocciole accompagnano un vallonato che dal Passo costeggia il Sacrario dei Martiri del Turchino (655 mt). Qui la storia fa sentire la sua presenza e per noi nativi di queste zone i ricordi partigiani gelano l'atmosfera.
Velocemente si transita sopra alla Cappelletta di Masone ed in un batter di ciglia l'imponenza del Forte Geremia (803 mt) compare al di sopra di una strada forestale.
Il Geremia è una fortezza costruita dal genio militare del Regno d'Italia, verso la fine del XIX secolo nel punto in cui convergono la Valle del Cerusa, quella del Leiro e la Valle Stura. Aveva lo scopo di controllare il Passo del Turchino e le valli adiacenti che, a partire dalla fine del secolo scorso, assunsero grande importanza storica e commerciale per le Vallate del Ponente Genovese e per la stessa Genova. Siamo al km 17.7 ed un meritato rifornimento idrico ci prepara ad affrontare costeggiando il Monte Giallo (968 mt), il Bric del Dente posto a 1109 mt e punto più alto dell'intero percorso.
Il Nord per gli atleti è il punto cardinale da seguire! Dalla cima del Dente si può ormai vedere il confine che separa la Liguria dal Piemonte. Si lascia l'Alta Via dei Monti Liguri ed in picchiata su sentieri dapprima molto ripidi poi via via più dolci si attraversano ampi prati e noccioleti. Da notare che tutti i sottoboschi diventano, in presenza di molta umidità scivolosi, quindi pericolosi.
Colle di Cima Masca posto ad 822 mt è la confluenza di sentieri che dai sottostanti centri urbani di Masone, Campo Ligure e Rossiglione collega la sponda settentrionale a quella meridionale dell'Appennino. Si va oltre questo valico ed il trail scendendo di quota punta verso Tiglieto costeggiando il Poggio e facendo tappa sul Monte Calvo (739mt), considerato il balcone sulle “Montagne del Mare”. Qui ulteriore rifornimento idrico, e ci troviamo a metà gara, circa al 30esimo km.
Piccolo trasferimento su strada asfaltata per riprendere un sentiero molto trasandato ed arido che ci proietta al Bivio per la località Garrone.
Siamo alle Valli del Latte, famose appunto per la grande quantità di pascoli bovini. In giornate di sole sembra di rivivere scorci dolomitici. La lingua di asfalto che porta al Termo alla fine non contamina lo spirito del “correre in natura”, in quanto l'ambiente di pace di questi alpeggi cancella la brutta sensazione di pestare il bitume.
Solo 5km e dal Termo si riprende una grande strada sterrata carrozzabile immersa in un bosco da funghi. Il percorso vallonato lo si immagina come gli altipiani della Rift Valley in Kenia dove i più forti atleti al mondo di maratona vivono e si allenano.
Si scende a gran velocità e dopo un single – track si arriva al Paese di Costa d'Ovada. Già da un po' siamo in territorio Piemontese, il grande centro urbano di Ovada si avvicina. Si abbandonano le strade sterrate ed i sentieri di montagna per quelle asfaltate tipiche del Basso Piemonte. Si percorre la Strada Rebba dopo un attraversamento della statale n°456 e guadando il Fiume Orba ci appare il Centro Sportivo Geirino che accoglie tutti i runner con un gran rifornimento.
Da qui mancano 10km all'arrivo a Rocca Grimalda. Si affronta la salita di San Bernardo e transitando a Villa Botteri, piccolissima e tranquilla borgata, il più è fatto, un ultimo tratto “mangia e bevi” di collinare e la Rocca è nel mirino.
Dopo 60km di percorso, in cui le emozioni portate interiormente da ogni atleta sono come grandi merci di un tempo che fù, fardelli che davano vita a comunità profondamente diverse e che univano nell'intento comune della sussistenza, il passaggio al museo della maschera di Rocca Grimalda è il coronamento di un viaggio multicolore.
http://www.marciadellemerci.org