TOZ, Trail oasi zegna 60k (zanzara) (BI) 13/06/21
Inviato: 16/06/2021, 19:45
Già la sera prima avrei dovuto capire l’andazzo del giorno dopo. Mentre guidavo mi pregustavo la dormita in macchina al fresco di un bosco dell’Oasi Zegna, sì, come no. Mi son dovuto blindare in auto al caldo senza poter aprire i finestrini per non diventare la cena delle zanzare.
Ovviamente decido di portare una boraccia e mezza perché “tanto poi in quota ci sarà l’arietta e nel bosco sarò all’ombra
Ore 6:31, partenza! Al terzo km faccio già parte di un gruppo di circa 100 persone che si è perso nel bosco. Oramai, per me, sta diventando la costante ad ogni gara. Da non credere, il balisaggio, avrò modo di constatare, è perfetto, eppure qui, ad un bivio, manca quello che serve per svoltare a sinistra ed incominciare la salita. Un gruppetto di “forti” ci sta venendo incontro dal basso, in cerca della traccia giusta.
Si riparte, sono ultimo! Incomincia qualcosa che assomiglia ad una sorta di “marcia della morte di Bataan di un gruppo di escursionisti del CAI di Abbiategrasso”. Alle sette del mattino mi ritrovo incolonnato come in tangenziale est all’ora di punta, uscita Cormano, completamente sudato e assalito dalle zanzare.
Dopo una prima parte a passo di lumaca con decine si stop e ripartenze, perdo il controllo, non ce la faccio più e, come trovo uno spazio che lo permette, ma anche se non lo permette, incomincio a superare decine di persone, fankulo all’etica, è una situazione per me insostenibile: odio il caldo, odio le zanzare, odio le code, odio i gruippi cajani. Come il sentiero si allarga accelero come Draghi con i vaccini
Finalmente trovo il mio passo, stranamente apprezzo il distanziamento
Il caldo è una costante interrotta da una rara brezza piacevole che a volte è invece vento caldo africano.
La seconda discesona interminabile è stata ideata da un sadico: “prato” ripidissimo formato da maladetti, spessi ed instabili ciuffi d’erba. Ho già le gambe in fiamme.
Sete mostruosa, senza accorgermene ho pure saltato uno dei rari punti acqua.
Mi abbevero e rinfresco ad ogni rigagnolo di acqua che incontro. Più di uno mi chiede “ma, si può bere?” Ma da dove vengono sti cittadini, colletti bianchi, trailrunner della domenica ?
Nel bel mezzo della terza salitona, in un posto bucolico, il miraggio! Mau del forum ha organizzato un specie di ristoro “abusivo”: tifo da stadio, fonte di acqua gelida e barbecue. Non resisto e quando mi viene offerta la lùganega, la toma e la mortadella alla brace, alè, festa!
Il caldo e la ovvia difficile digestione mi stanno mettendo ko, medito il ritiro, mi manca l'aria, fatico a resprare, panico!
Al terzo ristoro si contano i ritirati, resistono i vecchi come me, si sa, il trailrunning non è uno sport per giovani!
Altra salita spacca gambe che affronto però con la tecnica a zigzag da sci alpinismo. Ci manca pure una vescica sotto la pienta del piede, amen. Il trailrunning è fatica e soferensa!
Ultima discesona. Attraverso la strada, mi fermo per rimettere la canottiera, anche se oramai sono ustionato e chiedo se hanno dell’acqua, un gentile signore mi offre una bottiglietta bollente, cìapi istess!
Supero tre tizi, che dicono," vabbè dai la portiamo a casa". Bravi, giuso, corretto, ma cazzo, si vive una volta sola , le gare sono una rarità, l'ego va nutrito e io sono un testone. Do il massimo che posso, schiattare in gara è sempre meglio che schiattare per qualche altra rogna che il destino ci riserva.
Ultimo ristoro liquido nel bosco. Ma nooo!, lo riconosco! È il ristoro, sì ma quello per le zanzare. Per fortuna, acqua, sali e Motorhead a palla mi aiutano a sopportare le punture e il caldo umido nauseante.
Faccio finalmente pace con me stesso quando il sentiero nel bosco diventa corribile. Che piacere correre, nonostante i km accumulati la corsa lenta mi fa effetto rigenerante. Capisco che questa attività è la mia nuova dipendenza. Sono felice perchè non vorrei essere altrove, ma solo qui ed ora, Che bello!
Ancora discesa, strada bianca, liscia, in leggera pendenza, un toccasana per l'umore.
Dura poco, il sadico tracciatore
ci fa scendere per una pista downhill. Rallento, freno come Draghi con le riaperture
Dai che ci siamo, un compagno di viaggio mi è complementare, dove io corro lui cammina e viceversa, mi supera in discesa prima dell'arrivo e lo riprendo quasi nella mitica, bastarda ma stupenda salita finale di asfalto in prossimità del traguardo. Per orgoglio cerco di correrla ma dopo 20 metri mollo il colpo, vabbè schiattare ma non a 200 metri dall'arrivo.
Mi godo gli ultimi istanti di gara. Mi fermo sulla pedana e scarico la tensione e la fatica con il consueto grido da pellerossa " uuuuuuuuuu uuu uuuu!!!".
Birra in compagnia del corridore "complementare".
Riconosco Augusto, ha corso insieme a suo figlio che è raggiante, lui un po' meno. Il trailruunning, si sa, non è uno sport per vecchi
Si palesa per pochi secondi portnoy, con piacere lo conosco. Prima o poi ci si becca zio
Sono arrivato a metà classifica e per me è una soddisfazione immensa.
Ovviamente decido di portare una boraccia e mezza perché “tanto poi in quota ci sarà l’arietta e nel bosco sarò all’ombra
Ore 6:31, partenza! Al terzo km faccio già parte di un gruppo di circa 100 persone che si è perso nel bosco. Oramai, per me, sta diventando la costante ad ogni gara. Da non credere, il balisaggio, avrò modo di constatare, è perfetto, eppure qui, ad un bivio, manca quello che serve per svoltare a sinistra ed incominciare la salita. Un gruppetto di “forti” ci sta venendo incontro dal basso, in cerca della traccia giusta.
Si riparte, sono ultimo! Incomincia qualcosa che assomiglia ad una sorta di “marcia della morte di Bataan di un gruppo di escursionisti del CAI di Abbiategrasso”. Alle sette del mattino mi ritrovo incolonnato come in tangenziale est all’ora di punta, uscita Cormano, completamente sudato e assalito dalle zanzare.
Dopo una prima parte a passo di lumaca con decine si stop e ripartenze, perdo il controllo, non ce la faccio più e, come trovo uno spazio che lo permette, ma anche se non lo permette, incomincio a superare decine di persone, fankulo all’etica, è una situazione per me insostenibile: odio il caldo, odio le zanzare, odio le code, odio i gruippi cajani. Come il sentiero si allarga accelero come Draghi con i vaccini
Finalmente trovo il mio passo, stranamente apprezzo il distanziamento
Il caldo è una costante interrotta da una rara brezza piacevole che a volte è invece vento caldo africano.
La seconda discesona interminabile è stata ideata da un sadico: “prato” ripidissimo formato da maladetti, spessi ed instabili ciuffi d’erba. Ho già le gambe in fiamme.
Sete mostruosa, senza accorgermene ho pure saltato uno dei rari punti acqua.
Mi abbevero e rinfresco ad ogni rigagnolo di acqua che incontro. Più di uno mi chiede “ma, si può bere?” Ma da dove vengono sti cittadini, colletti bianchi, trailrunner della domenica ?
Nel bel mezzo della terza salitona, in un posto bucolico, il miraggio! Mau del forum ha organizzato un specie di ristoro “abusivo”: tifo da stadio, fonte di acqua gelida e barbecue. Non resisto e quando mi viene offerta la lùganega, la toma e la mortadella alla brace, alè, festa!
Il caldo e la ovvia difficile digestione mi stanno mettendo ko, medito il ritiro, mi manca l'aria, fatico a resprare, panico!
Al terzo ristoro si contano i ritirati, resistono i vecchi come me, si sa, il trailrunning non è uno sport per giovani!
Altra salita spacca gambe che affronto però con la tecnica a zigzag da sci alpinismo. Ci manca pure una vescica sotto la pienta del piede, amen. Il trailrunning è fatica e soferensa!
Ultima discesona. Attraverso la strada, mi fermo per rimettere la canottiera, anche se oramai sono ustionato e chiedo se hanno dell’acqua, un gentile signore mi offre una bottiglietta bollente, cìapi istess!
Supero tre tizi, che dicono," vabbè dai la portiamo a casa". Bravi, giuso, corretto, ma cazzo, si vive una volta sola , le gare sono una rarità, l'ego va nutrito e io sono un testone. Do il massimo che posso, schiattare in gara è sempre meglio che schiattare per qualche altra rogna che il destino ci riserva.
Ultimo ristoro liquido nel bosco. Ma nooo!, lo riconosco! È il ristoro, sì ma quello per le zanzare. Per fortuna, acqua, sali e Motorhead a palla mi aiutano a sopportare le punture e il caldo umido nauseante.
Faccio finalmente pace con me stesso quando il sentiero nel bosco diventa corribile. Che piacere correre, nonostante i km accumulati la corsa lenta mi fa effetto rigenerante. Capisco che questa attività è la mia nuova dipendenza. Sono felice perchè non vorrei essere altrove, ma solo qui ed ora, Che bello!
Ancora discesa, strada bianca, liscia, in leggera pendenza, un toccasana per l'umore.
Dura poco, il sadico tracciatore
Dai che ci siamo, un compagno di viaggio mi è complementare, dove io corro lui cammina e viceversa, mi supera in discesa prima dell'arrivo e lo riprendo quasi nella mitica, bastarda ma stupenda salita finale di asfalto in prossimità del traguardo. Per orgoglio cerco di correrla ma dopo 20 metri mollo il colpo, vabbè schiattare ma non a 200 metri dall'arrivo.
Mi godo gli ultimi istanti di gara. Mi fermo sulla pedana e scarico la tensione e la fatica con il consueto grido da pellerossa " uuuuuuuuuu uuu uuuu!!!".
Birra in compagnia del corridore "complementare".
Riconosco Augusto, ha corso insieme a suo figlio che è raggiante, lui un po' meno. Il trailruunning, si sa, non è uno sport per vecchi
Si palesa per pochi secondi portnoy, con piacere lo conosco. Prima o poi ci si becca zio
Sono arrivato a metà classifica e per me è una soddisfazione immensa.