Bussino, questo "vecchio" articolo che ho scritto per ST te lo dedico e che lo spirito del Passatore sia con te
Confessioni di un malandrino
…..io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.
Buonanotte, la falce della luna
si cheta mentre l'aria si fa bruna
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte è così tersa
qui forse anche morire non fa male…..
(A. Branduardi )
Firenze, piazza della Signoria, fine Maggio, un rituale ormai consolidato negli anni, una consuetudine a cui non so più rinunciare.
La 100 km del Passatore, il Passatore per chi non è più alla sua prima edizione, per me la corsa.
Consapevolezza, preparazione, concentrazione, scoramento, pazzia.
100 km di asfalto, di caldo, di gambe pesanti, di sorrisi, incoraggiamenti; 100 km lunghi un anno, che si srotolano con il passare delle ore, poche per i primi, un’eternità per chi a Faenza arriva che è già giorno.
Una gara, una corsa, meglio sarebbe dire un viaggio e non solo per i km percorsi, ma per quello che attraversi, giorno e notte, caldo e freddo, luce e buio, voglia di smettere, voglia di correre, di camminare, di imprecare, di parlare con tutti o di lasciare che la crisi ti attraversi silenziosa come te.
Una corsa che segue una strada che sembra disegnata da un ubriaco, che attraversa paesi che a cercarli sulla carta si fa fatica, per unire due piazze, due città che questa corsa rende indissolubili.
Lo dico sempre, non sono in grado di fare una relazione tecnica della corsa, del percorso, la corsa per me è emozioni e il Passatore ne è un concentrato.
Questa corsa mi emoziona per quello che mi da e per quello che si prende.
Si prende il mio tempo, le mie energie, le ore di sonno ma mi regala un percorso incredibile, che anche se lo conosco a memoria ogni volta mi meraviglia, una notte magica, incontri incredibili e altrettanti personaggi, calore della gente e la voglia di tornare.
Tornare su queste strade, che forse una volta sono state percorse da Stefano Pelloni, il Passatore, un bandito, un uomo che al buio attendeva i viandanti, le carrozze per derubarli e forse ancora oggi ci aspetta per toglierci le ultime energie.
Scrivere di questa corsa, forse è un po’ anacronistico; tante sono le Ultra che popolano il calendario e i nostri sogni, in posti più esotici, con più km e montagne da salire.
Ma questa corsa con i suoi 36 anni di storia, mi continua ad incantare; ero bambino e ne sentii parlare, vidi le facce di chi era tornato, quegli occhi stregati dalla corsa dalla voglia di riprovare.
Poi cresci, forse, e la corsa piomba oppure ritorna nella tua vita: corse, corsette, maratone, il Passatore.
Ed eccomi qua un’altra volta, nuovi amici coinvolti per correre o per accompagnarci pedalando, lo stesso entusiasmo, lo stesso timore di sempre.
Basta parlare, si parte, si corre, si sale; Fiesole, cima tre croci, discesa, Borgo S. Lorenzo, si torna a salire e incomincia ad imbrunire verso il passo della Colla e poi via in discesa con un rosario di paesi che si accendono al passaggio di ogni centista.
Ultimo ristoro, 95esimo km, in lontananza le luci di Faenza.
Qualcuno più stanco di me è seduto su un cippo, strani scherzi fa la stanchezza e strano personaggio; mantello e cappellaccio, mi fermo, lo guardo, questa barba è inconfondibile, il Passatore.
Anche quest’ anno da buon malandrino si è preso tutto quello che poteva e ci ha lasciato solo una gran voglia di tornare sulle sue strade.