Considerazione sul tema "Ammortizzazione"
Inviato: 13/09/2010, 20:08
Un corpo (es. un automobile) poggia a terra tramite delle estremità mobili (= le ruote)
Questo corpo, durante il suo movimento, incontra delle irregolarità, che ne rendono più difficoltoso il procedere e alla lunga ne possono compromettere la struttura.
Per evitare questo, tra il corpo e le sue estremità si innesta un dispositivo elastico - la sospensione - che gli permette di "rimbalzare" sulle irregolarità durante il movimento.
Questo rimbalzo diminuisce gli effetti negativi dovuti agli urti del corpo con le asperità, ma non evita comunque di comprometterne il suo movimento , non più uniforme ma di tipo oscillatorio. Per attutire l'effetto della sospensione, per assorbire e dissipare l'energia spirgionata dal rimbalzo, viene posto in opera un ammortizzatore, che ha la funzione di stabilizzare il movimento del corpo.
La sospensione e l'ammortizzazione sono due processi simultanei ma differenti. La sospensione è una forza che spinge verso l'alto, l'ammortizzazione verso il basso.
L'intersuola delle moderne scarpe da running è composta da materiali dalle cosiddette caratteristiche "ammortizzanti".
Questo termine mi sembra non adatto alla funzione che svolgono, in quanto servono a dissimpare l'energia al momento dell'impatto del piede al suolo, e non a dissipare l'energia del rimbalzo, anzi lo favoriscono! Quindi dovrebbero essere dette intersuole "rimbalzanti", o "sospensorie".
A parte questo, è poi da verificare se queste scarpe cosiddette caratteristiche ammortizzanti possano favorire la prevenzione e la diminuzione da traumi da impatto, motivo per cui sono progettate.
Durante il movimento, il corpo è soggetto alla forza di gravità che lo spinge verso terra. Questa forza si scarica, attraverso le articolazioni della gamba, al momento dell'impatto col terreno. L'intersuola assorbe un po di quest'energia restituendone parte sotto forma di rimbalzo, una forza che lavora in senso opposto alla forza gravitazionale. Abbiamo quindi in gioco due forze contrarie, che si incontrano/scontrano nel movimento della gamba, stressando i tessuti delle articolazioni. E' questo stress che genera infortuni.
Sarà un caso, come ormai da più studi verificato, che più aumentano le capacità ammortizzanti di queste scarpe, più aumenta l'incidenza di infortuni...
Prendete ad esempio quello spot che mostrava la capacità ammortizzante di un certo tipo di materiale: si lasciava cadere un uovo da una certa altezza su uno strato di questo materiale, e l'uovo, nell'impatto, non si rompeva, adagiandosi dolcemente su questo cuscinetto... Straordinario! Fantastico! Adesso però immaginatevi cosa succederebbe se si lasciasse cadere un uomo da una certa altezza su quello strato di materiale: al momento dell'impatto, i talloni dei piedi rimbalzerebbero senza subir danni nell'impatto, ma il resto del peso corpo collasserebbe sulle caviglie e sulle ginocchia... Bottaforte!!
Questo ci dovrebbe far capire che il processo "ammortizzazione-sospensione" non riguarda solo un aspetto della corsa , quello dell'impatto al suolo - aspetto che interessa moltissimo a chi produce scarpe, che vede la corsa dal proprio punto di vista, di chi deve vendere un proprio prodotto - ma è un processo risultante da una meccanica fisica che interessa le gambe, il bacino e la schiena. Una postura del busto corretta, favorita da una struttura muscolare in zona lombare sviluppata, sgrava il bacino dall'intero peso del busto, alleggerendo il carico sulle vertebre e sulle gambe . Una giusta inclinazione del busto, leggermente in avanti, con un passo con le gambe posizionate a spingere, e non a trascinare, massimizza la forza di spinta sollecitando in maniera corretta l'articolazione del ginocchio, e favorisce un appoggio di avanpiede, parte elastica del piede, e non sul tallone, parte rigida utile per un appoggio statico.
Ho scoperto che questo tipo di impostazione è chiamato TAI CHI RUNNING, http://www.youtube.com/watch?v=Bd6KShGMXLI,
e non è tanto dissimile dal FOREFOOT RUNNING
http://www.youtube.com/watch?v=XrOgDCZ4GUo
Non si tratta di ritornare a correre a piedi nudi, ma di sviluppare/risvegliare la naturale capacità elastica del fisico umano attraverso una giusta impostazione del gesto del correre.
Che non significa poi evitare infortuni: come tutte le cose, l'abuso toglie l'uso. Non a caso, anticamente, la parola farmaco significava veleno ..
Il fatto principale su cui occorre basare la propria attività, è una banale verità: ognuno ha i suoi limiti. Giusto aspirare a superare i propri limiti, ma occorre farlo sempre con una certa misura, cercando di non strafare.
Questo corpo, durante il suo movimento, incontra delle irregolarità, che ne rendono più difficoltoso il procedere e alla lunga ne possono compromettere la struttura.
Per evitare questo, tra il corpo e le sue estremità si innesta un dispositivo elastico - la sospensione - che gli permette di "rimbalzare" sulle irregolarità durante il movimento.
Questo rimbalzo diminuisce gli effetti negativi dovuti agli urti del corpo con le asperità, ma non evita comunque di comprometterne il suo movimento , non più uniforme ma di tipo oscillatorio. Per attutire l'effetto della sospensione, per assorbire e dissipare l'energia spirgionata dal rimbalzo, viene posto in opera un ammortizzatore, che ha la funzione di stabilizzare il movimento del corpo.
La sospensione e l'ammortizzazione sono due processi simultanei ma differenti. La sospensione è una forza che spinge verso l'alto, l'ammortizzazione verso il basso.
L'intersuola delle moderne scarpe da running è composta da materiali dalle cosiddette caratteristiche "ammortizzanti".
Questo termine mi sembra non adatto alla funzione che svolgono, in quanto servono a dissimpare l'energia al momento dell'impatto del piede al suolo, e non a dissipare l'energia del rimbalzo, anzi lo favoriscono! Quindi dovrebbero essere dette intersuole "rimbalzanti", o "sospensorie".
A parte questo, è poi da verificare se queste scarpe cosiddette caratteristiche ammortizzanti possano favorire la prevenzione e la diminuzione da traumi da impatto, motivo per cui sono progettate.
Durante il movimento, il corpo è soggetto alla forza di gravità che lo spinge verso terra. Questa forza si scarica, attraverso le articolazioni della gamba, al momento dell'impatto col terreno. L'intersuola assorbe un po di quest'energia restituendone parte sotto forma di rimbalzo, una forza che lavora in senso opposto alla forza gravitazionale. Abbiamo quindi in gioco due forze contrarie, che si incontrano/scontrano nel movimento della gamba, stressando i tessuti delle articolazioni. E' questo stress che genera infortuni.
Sarà un caso, come ormai da più studi verificato, che più aumentano le capacità ammortizzanti di queste scarpe, più aumenta l'incidenza di infortuni...
Prendete ad esempio quello spot che mostrava la capacità ammortizzante di un certo tipo di materiale: si lasciava cadere un uovo da una certa altezza su uno strato di questo materiale, e l'uovo, nell'impatto, non si rompeva, adagiandosi dolcemente su questo cuscinetto... Straordinario! Fantastico! Adesso però immaginatevi cosa succederebbe se si lasciasse cadere un uomo da una certa altezza su quello strato di materiale: al momento dell'impatto, i talloni dei piedi rimbalzerebbero senza subir danni nell'impatto, ma il resto del peso corpo collasserebbe sulle caviglie e sulle ginocchia... Bottaforte!!
Questo ci dovrebbe far capire che il processo "ammortizzazione-sospensione" non riguarda solo un aspetto della corsa , quello dell'impatto al suolo - aspetto che interessa moltissimo a chi produce scarpe, che vede la corsa dal proprio punto di vista, di chi deve vendere un proprio prodotto - ma è un processo risultante da una meccanica fisica che interessa le gambe, il bacino e la schiena. Una postura del busto corretta, favorita da una struttura muscolare in zona lombare sviluppata, sgrava il bacino dall'intero peso del busto, alleggerendo il carico sulle vertebre e sulle gambe . Una giusta inclinazione del busto, leggermente in avanti, con un passo con le gambe posizionate a spingere, e non a trascinare, massimizza la forza di spinta sollecitando in maniera corretta l'articolazione del ginocchio, e favorisce un appoggio di avanpiede, parte elastica del piede, e non sul tallone, parte rigida utile per un appoggio statico.
Ho scoperto che questo tipo di impostazione è chiamato TAI CHI RUNNING, http://www.youtube.com/watch?v=Bd6KShGMXLI,
e non è tanto dissimile dal FOREFOOT RUNNING
http://www.youtube.com/watch?v=XrOgDCZ4GUo
Non si tratta di ritornare a correre a piedi nudi, ma di sviluppare/risvegliare la naturale capacità elastica del fisico umano attraverso una giusta impostazione del gesto del correre.
Che non significa poi evitare infortuni: come tutte le cose, l'abuso toglie l'uso. Non a caso, anticamente, la parola farmaco significava veleno ..
Il fatto principale su cui occorre basare la propria attività, è una banale verità: ognuno ha i suoi limiti. Giusto aspirare a superare i propri limiti, ma occorre farlo sempre con una certa misura, cercando di non strafare.