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La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 17/11/2011, 19:48
da simone brogioni
Non è certo la prima volta che Benetton propone campagne pubblicitarie shock, basta ricordare le foto "forti" di Oliviero Toscani. Stavolta gli involontari testimonial dei nuovi spot Benetton sono addirittura il Papa, l'Imam, Obama e altri personaggi di importanza mondiale. Il Vaticano non l'ha presa bene, Obama nemmeno. Torna la domanda: è tutto lecito pur di vendere un prodotto?
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 17/11/2011, 19:58
da piero61
simone brogioni ha scritto: Torna la domanda: è tutto lecito pur di vendere un prodotto?
...da "persone" che hanno venduto l'anima al diavolo, si...
saluti
Piero e famiglia
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 8:25
da augusto losio
no, non è tutto lecito.
anzi, lecito dovrebbe essere solo raccontarne i pregi.
a me i manifesti danno fastidio (benetton poi si fà vanto di essere "scioccante", come con le foto sui malati di aids).
intendiamoci: i personaggi ritratti sono per me insopportabili, ma quel che mi dà fastidio è che l'omosessualità (perché è questo quel che viene subito alla mente, il bacio non è così casto) venga così sbandierata come un'eccezione, qualcosa di stupefacente, qualcosa di anomalo che richiama l'attenzione.
ecco, questa roba qua è venata nemmeno tanto velatamente di razzismo di genere.
e poi, diciamocela tutta: io benetton lo vedrei bene a raccogliere i pomodori o le patate...ma lungi da me la tentazione di personalizzare la critica...
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 8:59
da marco
Augusto è sul forum......quindi è Venerdì
Ciao
P.S: comunque io (da ignorante) dico che basta far incaxxare il papa e sono solo contento...
m.
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 9:17
da Jacopo Borniotto
L' importante è che se ne parli.
E difatti, pur non avendo mai visto un cartellone pubblicitario per strada, ne sento parlare da tutti i TG, dalla radio, dai giornali e dai forum.
Se ora penso ad un maglione...mi viene in automatico pensare a Benetton.
Hats off...non c'è che dire.
Campagne pubblicitarie studiate a tavolino per mesi con investimenti milionari portano sempre i propri frutti. Ovviamente usando personaggi importanti la cassa di risonanza è maggiore.
Chi la vede legata all' omofobia sbandierata, chi ad un attacco alla Chiesa, chi a uno scontro ideologico e politico. Insomma.....tutti a parlarne!
La polemica viene dal fatto di essere stati spiazzati del tutto da un'idea talmente forte e talmente ben proposta che ci lascia a bocca aperta.
Una pecora che bruca l'erba non avrebbe fatto lo stesso scalpore.
Poi personalmente continuerò ad andare da Benetton a cercare qualcosa di mettibile per mia moglie....ma considerando la sempre peggior qualità dei materiali prodotti in paesi lowlowcost....non so se oltre ad una tshirt comprerò nulla.
NB: parere del tutto personale di un commerciale!
Ciao
Jacopo
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 9:33
da augusto losio
innanzi tutto (così mi tolgo il pensiero subito): marco SCEMO.
ma un giorno sarò bravo e bello e alto come te, e mi vendicherò.
jacopo, molto condivisibile quel che scrivi, anche perché è proprio chiaro.
in effetti la pubblicità ha lo scopo di colpire, nonostante tutto: hai mai letto il libro umoristico "l'uomo di marketing e la variante limone"?
scritto da walter fontana, un genio anche della pubblicità; c'è un episodio in cui i promo dei pupazzetti per bambini erano trasmessi durante i film di pornochannel, in quanto "il genitore che si stronca di pippe durante la notte è lo stesso che di giorno porta i bambini a scuola; e non si aspetterebbe mai di vedere pubblicità di pupazzetti durante un porno, resta stupito; e stupire è lo scopo della pubblicità".
io ci vedo molte attinenze, e francamente è preoccupante (non mi stronco di pippe, ma ho due bambini e vedo il battage pubblicitario a cui sono sottoposti. e considera che noi non abbiamo la televisione).
d'accordissimo anche con la nota sui paesi di provenienza delle materie prime, benetton caccia i mapuche dalle loro terre natali per ottenere pascoli per pecore, con metodi sempre più violenti.
a raccogliere pomodori e patate...
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 9:47
da marco
@ Augusto
Comunque da un indagine fatta alcuni anni fa, il testimonial che farebbe vendere QUALSIASI prodotto in quantità inimmaginabili a qualsiasi produttore è il papa. Ma, ovviamente, da papa Giovanni a Benedetto quelchelè, nessuno ha mai accettato.
Direi che benetton ha unito l'utile al dilettevole.....
@ Augusto

Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 14:28
da rasentin
probabilmente era già previsto: quelli che hanno
sioccato sono espressione di
guerrilla marketing, esposti e subito ripiegati; personalmente mi fa schifo l'immagine del papa e l'imam...al pari del bacio tra bresnief e honecker (sicuramente l'idea di partenza di F A B R I C A)
ho letto quanto spiegato da alessandro benetton al lancio della campagna a parigi: punti di vista, la comunicazione non è una scienza matematica, il marketing, forse, si; e comunque di questi tempi sono stati coraggiosi: toccare la religione, è entrare in un campo minato, da qualsiasi parte del
muro si abbia scelto di stare
è tutto lecito pur di vendere un prodotto?
per il denaro...alcuni ("tutti" sarebbe troppo) cambiano idea facilmente

; cinico, ma ognuno ha il suo prezzo; proprio alessandro benetton aveva detto "mai più" congedando toscani; piccola osservazione: tutti noi indossiamo scarpette zainetti calzemaglie magliette calzini, per correre e non, molto spesso prodotti in paesi dove il rispetto dei lavoratori probabilmente sta nelle nostre peggiori discariche (un amico mi raccontava delle condizioni di lavoro in un'azienda pakistana che produce per un noto marchio italiota) eppure molte pubblicità
vendono altre situazioni: etica, morale, rispetto? ci basta non
vedere? inoltre: basta la notorietà di un
brand per muoverci all'acquisto di un suo prodotto?
UNHATE comunque non è male
emmò scatenatevi
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 16:04
da elisa
Sarò superficiale ... ma non condivido tanto scalpore.
E' solo una foto, mi fa sorridere quando la vedo, è divertente.
Secondo me andrebbe presa così, le provocazioni funzionano solo quando ci si lascia provocare ... e poi, che provocazione è?
Siamo tutti esseri umani, se i miei colleghi e amici possono prendermi in giro, perchè non possiamo sorridere del papa? (scritto volutamente con la minuscola, perchè è solo una persona, come ognuno di noi) Perchè non si può prendere bonariamente in giro un personaggio politico?
E se non ci fosse cattiveria?
E se fosse un gioco? Per vedere l' effetto che fa ...
E se i maligni fossero quelli che vogliono vedere malizia?
Questa pubblicità non fa male a nessuno e fa sorridere molti, mi sembra bello ...
Ok, stupire è lo scopo, ed è stato raggiunto ... ma siamo forse tutti così influenzabili da fiondarci subito nei negozi benetton? Io non credo ...
Diverso è il discorso dei bambini, più vulnerabili degli adulti, che invece vanno protetti.
Re: La campagna "UNHATE" di Benetton
Inviato: 18/11/2011, 16:55
da fabiocujo
elisa ha scritto:
Siamo tutti esseri umani, se i miei colleghi e amici possono prendermi in giro, perchè non possiamo sorridere del papa? (scritto volutamente con la minuscola, perchè è solo una persona, come ognuno di noi)
Se invece di criticare l'uso della sua immagine ne avesse concesso l'uso in cambio di scuole e ospedali al posto delle fabbriche-prigione, l'avrei trovata una contro-provocazione molto... cristiana.
Nessun ultra-endurance trailer potrebbe percorrere la distanza che c'è tra certi "personaggi" e i valori di fraternità, amore, altruismo, rispetto, impegno, che predicano.