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Ultra Tour du Beaufortain (FRA) 21.07.2012

Inviato: 28/07/2012, 17:17
da MARCO NEGRO
Un piccolo resoconto delle mie impressioni di questo 103 km con 6200 d+ d- in terra francese


Per farvi venIre la voglia di farlo.......

Ho un buco di mezz'ora per cui cerco di trasmettervi le sensazioni provate nell'ultimo WE:
Arrivo a Queige in circa tre ore di macchina, viaggio rilassato passando per le RN in Francia.
Sono le 5.30 di sera, ritiro pettorale e gadgets e sono pronto per il breafing< che puntualmente all 18viene tenuto dall'anima organizzatrice del trail: Francoisqueige. un mito
Sento parlare di colli, passaggi aerei, discese impressionanti e di falesie, sono eccitato all'idea di passarci. Alle 19 vado al Gite du Barrioz, centro paese che lo stesso francoiqueige mi ha incicato, dove con soli 20 euro ( venti) alloggio due notti in un magnifico chalet in una stanza singola con cucina, bagno e ogni cosa a disposizione. Il proprietario e la moglie sono molto simpatici e mi dicono che è un prezzo speciale per i corridori.
Cena in una trattoria con 15 euro molto abbondante e a base sopratutto di carboidrati e alle 10, dopo aver discusso unpoco con un altro giovane talento del trail e con un volontario addetto ai passaggi per il live-race in un colle si va a letto.
Dormirò in tutto un 3 orette. alle 2.30 mi sveglio e comincio a prepararmi facendo il taping alla caviglia per proteggerle, mi vesto e faccio colazione con altri tre colleghi.
Scendiamo in basso alla partenza che è in un pratone lungo un fiume e ci allineiamo. Alle 4 precise pronti-via si parte e dopo un km di piano che allunga il plotone ci inoltriamo nel bosco per la prima salita. Si tratta di 1700 m di d+ per arrivare a col de lacs in una decina di km, poi discesa e lungo saliscendi che porta al primo ristoro, dopo 17 km e 2200 d+ totali (praticamente una Ivrea-mombarone) che i primi 3 completano in circa 2 ore 30' e io in 4 ore; durante la salita mi da un pò di fastidio la caviglia destra e guardo se il taping è a posto. Sorpresa non lo vedo si dev'essere staccato!, poi guardo meglio: è sulla gamba sinistra.... quella sana!!! Dopo qualche parolaccia di rito si prosegue così. I ristori quì sono qualcosa di magico, c'è di tutto di +, da bevanda fredde a bevande calde, minestrina di verdure, frutta disidratata, pane, salame, formaggi, noccioline, barrette, gel etc etc. Comunque si riparte e si fa un colletto di 300 m d+ e dopo una lunga discesa approdiamo ai bordi del lago artificiale de St Guérin. qui si faceva l'anno scurso un giro di 2 km intorno al lago e sul barrage, mentre quest'anno si passa su una passerella appena costruita che salta le gole dell'affluente e ci porta direttamente dall'altro lato
Si risale fino al Cormet d’Arêches secondo ristoro circa a 2000, 32 km. sotto due tende, I volontari mi dicono che sono circa 238. 10 min di riposo e si riprende a salire fino al Col du Coin (alt. 2398), verament bello, si scende rapidamente e comincio a superare alcuni concorrenti. Passiamo vicino al lac d'amour.
Risaliamo per un sentiero erboso il Passeur de la Mintaz detto col a Tutù e quì, nella salita molto ripida vedo che salgo leggero e facilmente, devo controllarmi penso, non siamo neanche a un terzo di gara. Alla cima del colle si erge alla destra la famosissima Pierra Menta (2700 credo), c'è un passaggio aereo che noi scendiamo per mezzo di una corda fissa: circa 10 metri ripidissimi, poi il sentiero si fa più abbordabile (i primi ci dicono scendono di corsa). Si scende e si risale in mezzo ad un maestoso anfiteatro e in breve siamo al terzo ravitò Col du Bresson (alt. 2469 m) poi au Refuge de Presset alt. 2514 m circa 39.5 km. Altra breve sosta per la minestrina e per riempire la borraccia e attacchiamo la salita che porta al col du Grand Fond (tetto della gara) 2671 che raggiungiamo con una breve e ripida salita ( purtroppo per via del tempo nuvoloso o piovigginoso nebbioso ( bruillarde) non godiamo della magnifica vista sul Bianco (però non patiamo neanche il caldo). Altro magnifico traverso e siamo al una crestina: la Brèche de Parozan (alt. 2660 m); io sto bene, sono eccitato dal passaggio e ci arrivo di corsa. I ragazzi del controllo urlano "il cour.... Corre" penso che in quella posizione abbastanza dietro sono uno dei pochi che corre e li ringrazio dell'applauso e della foto che mi scattano ( forse l'emozione più forte della gara). Mi indicano dove scendere ed è la seconda difficoltà tecnica della prova: 400 m di d- in una pietraia tipo Chaberton che ci avevano descritto come da " sciare". Mi dverto e passo una decina di persone anche se sono molto avanti a me. Proseguimo per il lungo saliscendi che costeggia dall'alto il magnifico lago di Roselend e che dopo vari km ci porta con una discesa finale al ristoro principale di Pian de laie km 49 abbiamo fatto già 2 terzi del dislivello. Dopo una giusta sosta per cambiare calz, maglietta e togliere l'inutile taping, mangio qualcosa e i volontari, veramente amorosi ti assistono come un bebè, passandoti il tuo sacco ricambio e riprendendolo dopo l'utilizzo, quasi ti imboccano e chiedono se vuoi kine' o medico: davvero grandi, su tutto il percorso!!
Cambiamo lato della valle e saliamo per 700 m d+ al Col des Sauces, poi ancora discesa, salita e arrivo prima al rifugio mi dicono che sono circa 138°, poi alla croix du Bonomme attraverso il bel sentiero di Cretes des gites. Si scende ora nel vallone della Sauce e il sentiero è ora ingombro di massi, ora su traverso quasi inesistente perchè danneggiato da valanghe. Intorno al torrente che scende ci sono ancora moltissimi nevai e si passo nella terza difficoltà della prova: un balcone sulla falesia picco nelle gole detto: Chemin du Curé ( pare fatto fare da un prete).
All'uscita si apre il vallone de la Gittaz et son petit hameau, e il 5° ristoro (alt.1665 m ; km 61,5). Qui apprendiamo che il primo è arrivato: di già????. Comunque il posto è incamtevole e c'è un pò di sole. Riprendere a salire è una fatica, ma Il faut. Con 700 circa di d+ saliamo al col de la Gittaz, poi saliscendi e per un magnifico sentiero erboso e morbido scendiamo e risaliamo al col de la fenetre e arriviamo al 6 ristoro: Col du Joly km 71.5: Il più è fatto mi dico, ma un concorrente che si ritira mi dice che lo fa perchè lo conosce ed è ancora lunga!!! Grazie dell'incoraggiamento. Sono le 8 di sera e 18 ore sono passate dalla partenza, mi dico che ancora 5 o 6 ore e ci siamo. Il profilo direbbe discesa, ma ripartiamo in salita e quì il percorso dimostra come ogni discesa contenga almeno una o più salite (al mio altimetro saranno 15 salite-discese totali con almeno 50 md+). Comunque il sentiero è bello e siamo prima due e poi 3 a correre o a camminare veloce lungo il saliscendi che porta al mont de Vores. Fa notte e accendiamo la frontale sotto un bel tramonto, le nuvole se ne vanno e appaiono le stelle. Sempre munta e cala fino alla discesa finale nel domain skiable di Saisies, km 88.5 per alpeggi, boschi e piste da sci. Questa è la parte peggio segnata e abbiamo qualche dubbio, tanto che io me ne andrei da solo, perchè in discesa vado il doppio degli altri, ma non mi fido e resto con loro fino a poco prima di Saisie. In paese c'è il settimo ristoro, mi fermo poco e prendo un caffè per rimanere sveglio. Questo è l'unico punto dove sbagliamo percorso per mancanza di catarifrangenti e perdiamo dieci quindici minuti. Altri ci raggiungono e saliamo in 6-7 persone l'ultima asperità della gara: Signal de Bisanne. 2 -300 m di d+ dove faccio fatica a digerire e mi pento di aver preso il caffè. Poco a poco passa e riesco, anche se con fatica a tenere il ritmo degli altri. Arriviamo a la Croix de Coste dove i volontari ci dicono che è tutta discesa ( l'ultima ) per 9 km. Finalmente penso e ci lanciamo io e un francese sulla quarantina tenendo un ritmo alto e lasciando indietro gli altro. Guardo l'altimetro: sono 21 ore e 5'. Penso che potremmo arrivare entro le 22 ore, ma non sarà così. Comunque la discesa è una bella cavalcata anche e tutti e due siamo stanchi e stufi. Quando una volontaria all'ultimo controllo ci dice che mancano 5 km io dico nooooo ancora e il mio amico Emmanuel mi dice in italiano:" forza Marco". Arriviamo finalmente a Queige, passiamo vicino allo chalet dove dormirò e siamo in breve all'arrivo con grande giubilo!!! Termino 112° in 22 ore 12'

Punti positivi:
Percorso godibile, panoramico, ( tempo permettendo) logico anche.
Tempo per me ideale a parte la vista
Volontari super (quasi tutti i sentieri con erba passati al decespugliatore, addirittura uno ripulito dalle sunte delle vacche), prodighi in incitamenti, amorevoli direi.
Organizzazione perfetta
costi contenuti
La mia gara è stata poi forse il primo trail lungo dove non ho avuto crisi fisiche o mentali fra l'altro dopo circa un anno e mezzo; sarà fortuna o il tempo, o l'allenamento, o tutto insieme, ma è una bella sensazione, a pensarci potevo fare di+, ma va bene così, se pensiamo che su 385 partenti ci sono il 43% di ritirati è tutto detto, a parte i primi che hanno fatto temponi il 100° arrivato che loro aspettavano a mezzanotte è arrivato all'una e mezza (primo Italiano, poi la sensazione è di una salita infinita, quasi tutte le discese sono intervallate da salite più o meno lunghe. Il pubblico anche quello caloroso e le persone veramente molto socievoli.
Quindi per concludere un gran bel trail che merita di essere corso.
Grazie di avermi seguito, un abbraccio a tutti
Marco Negro

Re: Ultra Tour du Beaufortain 2012 - Savoia (FR) 21-7-2012

Inviato: 30/07/2012, 13:47
da deeago
Bravo` Marco!




PS: Gia` qualcuno aveva decantato le lodi di questo trail (Giancarla batti un colpo!), che ha il solo difetto - per me - di cadere in un periodo in cui di solito prendo ferie!