flavio ha scritto:
Come al solito, devo concordare con te. Gare come Kima, Dolomites, 4 luglio, non hanno a mio avviso niente da invidiare a certe cammellate. E poi bisogna variare il gesto per salvaguardarsi. Lo ski roll, ad esempio, aiuta molto e non è traumatico, come la bici (prostatiti permettendo).
L'uomo comunque non è un cavallo e neppure un dromedario, dunque....certe distanze....
anche nella nostra memoria storica i primitivi correvano per andare a caccia ma chi viveva in un Val d'Aosta (ad esempio), non correva fino alla Pianura Padana per catturare un coniglio. Non siamo fatti per correre per giorni e giorni senza fermarsi. Si può farlo, certamente, ma poi arriva il conto da pagare. E chi più spende, a livello cartilagineo, meno dura. Infatti, l'uso crea l'organo (soprattutto a livello di motore), ma l'abuso...crea le protesi.
Ciao Flavio
il discorso che fate tu e Vallese non fa una grinza, ci sono belle gare anche sui 50 km e non c'è bisogno di fare PER FORZA distanza.
Però, rimane una sfida affascinante anche quella...
Per me, per esempio, in maniera del tutto irrazionale ed arbitraria, l'idea delle 100 miglia rappresenta la distanza "definitiva": quando mi hanno diagnosticato usura della cartilagine due anni fa, senza alcuna via di scampo se non iniezioni ogni tre mesi (no grazie) non l'ho presa benissimo (fermo restando che le diagnosi che ti cambiano la vita sono altre).
Prima di arrendermi, mi sono un po'guardato intorno ed ho deciso di provare a cambiare modo di correre, avvicinandomi con cautela al mondo del minimalismo. Ci ho ragionato un po'su e piano piano ho corretto alcuni difetti posturali più smaccati, migliorando notevolmente. Allora ho preso coraggio e a novembre scorso sono ripartito da zero e mano a mano che la muscolatura si rinforzava e la tecnica migliorava, il dolore diminuiva. Dietro suggerimento di un amico ho fatto qualche seduta di PANCAFIT: mi hanno dato un infarinatura su diverse tecniche di stretching e respirazione che poi ho piano piano messo in pratica da me due o tre volte la settimana (la cartilagine, contrariamente a quello che si dice solitamente, può ricrescere un po' se le si "fa spazio" nell'articolazione...). Sono arrivato nell'ultimo anno a fare circa 100 km a settimana con punte da 160/180 prima della WS: nessun problema articolare, muscolare, nè alle gambe nè alla schiena. Avrei corso tutti i giorni mattina e sera da quanto ero entusiasta ed invasato.
Ora, non dico che funziona per tutti: però, se hai la pazienza di lavorarci su, potrebbe essere comunque un tentativo, sia che vuoi fare 50 che 160 km. Poi, benissimo cross training con fondo, alpinismo, bici e nuoto, ma se correre invece che romperti, ti guarisce... Beh, non è male (se ti piace correre, ovvio).
Sul fatto che l'uomo non è nato cavallo, hai anche ragione, ma semplicemente perchè l'uomo, secondo certi studi, è fatto per correre molto più a lungo del cavallo: non altrettanto veloce, ma sicuramente più a lungo. Lo dice la struttura muscolare e l'esoscheletro dell'uomo, non io o Vanna Marchi. Quindi pare proprio che in origine fossimo fatti per correre giorni e giorni.
Se mastichi l'inglese prova a leggere Born to Run, lì viene riportata in maniera scientifica tutta la teoria: molto interessante, al di là di sposarla o meno.
Davide