ciao a tutti....ho 39 anni e ho sempre fatto attività fisica, jogging, arti mrziali, palestra, etc....sono in discreta forma fisica e quest'estate ho conosciuto il trail running durante una vacanza in montagna.
premetto che mi alleno in campo di atletica e adoro correre scalzo (il famoso e tanto decantato barefoot nonchè retaggio di tanti anni di karate) perchè mi da libertà e mi toglie tutti quei problemi che decine di calzature (sbagliate forse? ) mi han causato negli anni passati.
come posso però però conciliare il trail con la corsa barefoot?....non sono kenyano e non ho piante pedidie di amianto!
accetto consigli e indicazioni sul tipo di calzatura nonchè due dirtte su come avvicinarmi al trail (tabelle e schede di allenamento).
Correre il più naturalmente possibile su sentiero è una cosa fattibile, ma più ancora che su pista o su strada bisogna usare gradualità, fare prove, ascoltarsi.
Quando i piedi "funzionano", su trail (a mio avviso) possono accettare un po' di suola in più per poter affrontare una discesa senza doversi concentrare molto sugli appoggi e rallentare.
Se ce n'è troppa, te lo dicono alla prima uscita che duri più di un'ora!
Quanto alle tabelle, è in corso una discussione in merito qui, se non l'hai già vista, qui:
Negli ultimi tempi ho osato qualcosa di più del solito correre a piedi nudi sull'erba in un giardino pubblico, visto che l'erba era secca e anche pungente... mi sono spostato sul sentiero secco, venato dall'aridità, con rocce che affioranto, e con qui piccoli sassolini che ti entrano fra le dita dei piedi... e tutta via, a parte quei maledetti sassolini (mi danno fastidio pure indossando FiveFingers...) trovavo il fondo più "comodo" dell'asfalto, più divertente, stimolante: nei tratti in cui dovevo correre su asfalto, correvo con un ritmo minore, tant'è che mi vedevo superare da altri corridori.. ma appena riprendevo il sentiero accanto alla stradella, riprendevo anche velocità, mantenendo la stessa lunghezza di passo. Dopo queste espeirenze. ho provato anche sentieri un po più off-road, e se non fosse per qualche radice affiorante, non è poi così male, solo che cambia un po il passo: tenendo a proteggere le dita dei piedi, in discesa sono andato quasi più lento che in salita!! e poi la parte esterna della zona mediale è un po "indifesa"... E così mi sono rimesso le scarpe.
Non avevo mai fatto questi percorsi a piedi nudi. Per prudenza.
Ho iniziato a correre con calzature "barefoot syles" due anni fa. Ci sono andato piano.
Ma non conta la distanza o il tipo di percorso che adesso riesco ad affrontare, barefoot o con calzature "barefoot style". Quel che più mi ha dato soddisfazione, è stato quando ho analizzato la suola di una scarpa trail molto ammortizzante che stavo testando, notando l'usura dei tasselli: quelli al tallone, come nuovi, mentre quelli all'vampiede erano degratati, alcuni spezzati...
Questo mi ha fatto capire che ho trovato la mia "forma" del correre, al di là della calzatura usata; riesco a distribuire il peso sulla parte anteriore, perchè la mia gamba compie un certo tipo di passo, corto e con fase di appoggio vicino alla perpendicolare del tronco. A questo ha contribuito molto il fatto che da mesi mi allenavo, quasi quotidianamente, solo quei 4-5 km al giorno che riuscivo a percorrere (causa una pessima condizione fisica, oltre non ce la facevo, senza compromettere la postura a causa della mancanza di forze...), stando attendo al modo in cui compivo il gesto.
E per farlo al meglio, alternavo New Balance MT00 , New Balance MR00 , FiveFingers.
E ripeto, pochi chilometri, ma fatti bene, quotidianamente; schiena dritta, inclinata leggermente in avanti, testa alta, passo corto , poggiando il tallone solo in fase di allungamento di appoggio, velocità sui 5'15" - 5'45" al km, andar più piano rende meno efficente il gesto, non si sfrutta la cinetica di "rimbalzo" naturale, si fa più fatica e si cade in posizione "seduta".
Io ho preso e continuo ad usare qualche scarpa minimalista non perchè attirato dal mondo barefoot ma perchè usandole per curiosità mi ci trovo bene.
Ho sempre preferito scarpe poco protettive che concedono al piede di sentire il terreno (sarà perchè sono un 'montanaro' che ama anche l'arrampicata?) o perché iniziando ad 'andare veloce' in montagna 14 anni fa non c'era molta scelta di scarpe specifiche...
Usare scarpe minimaliste (new balance, Nike freerun e adesso inov8) ha portato a migliorare il mio modo di correre in maniera molto rapida, anche nelle discese veloci asfaltate o su strada bianca non appoggiò violentemente a terra il piede come prima ma il mio appoggio è più sull'avampiede e meno violento.
Spesso predico bene ma razzolo male... ed in effetti non ho fatto un passaggio graduale ma ogni tanto corro con scarpe tradizionali (ma prediligo le mie vecchie e supersfondate Nike da strada) e poi ci caccio uscite complete con le minimal (tipo 70km su asfalto in 5gg di seguito...). L'unica volta che ho patito (e un pó ne risento tutt'ora) è quando ho provato su un paio di scarpe nuove da strada una soletta ammortizzante bella spessa che mi ha provocato una bella tallonite!
Io sconsiglio di usare il mio 'metodo' scellerato! Ma provare qualche scarpa, magari di transizione, potrebbe far scoprire che tutte queste scarpe ammortizzate ed alte sono deleterie per la meccanica di corsa e magari far scomparire qualche piccolo malanno (mai più avuto problemi di bandeletta e anche le caviglie non mi danno più fastidio...).
Sicuramente non tutti apprezzeranno o ne trarranno giovamento, ma tra il tanto materiale tecnico che proviamo perchè non ficcarci dentro un paio di scarpe minimal?
Alberto