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Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 13:35
da breitner
Provo a spiegare meglio:
alcuni giorni or sono, durante il Morenic Trail, ho chiacchierato a lungo con un finisher, seppur ridotto, del TOR. Mi raccontava che al termine dell’impresa, per giorni e giorni ha vissuto su di una nuvola, tante le sensazioni vissute durante il lungo viaggio.
Lo stare solo, la fatica, le condizioni meteorologiche avverse, il continuo confronto con se stesso, con i propri mezzi, con l’ambiente circostante, le difficoltà, fisiche e mentali da superare, infine il personale trionfo finale (non importa la classifica) hanno fatto si che dopo la gara per un lungo periodo si è sentito diverso, sin migliore, sin lontano dai problemi, diciamo comuni, che incontrava, senza per questo lasciarli perdere, naturalmente (è tornato al lavoro come sempre).
Ecco, la stessa sensazione la provo dopo aver partecipato ad un trail e mi sento soddisfatto. La soddisfazione non coincide con la conclusione della gara: Al Soglio mi son ritirato ed ero triste. Alla CCC mi son ritirato ed ero felice lo stesso, soddisfatto. E capita anche quando corro da solo in campagna, in montagna, ecc.
Tale soddisfazione si esprime con un “sentirsi diverso”, posso anche dire “più bravo” o “più buono”, con una diversa visione della vita.
Quindi non dipende neanche dalla lunghezza o dalla difficoltà, ma dal come mi sento alla fine, dopo la doccia quando riesco a farla, dopo aver mangiato il più possibile e così via.
E quindi… “mi sento meglio”, “cammino sulle nuvole”, “sono più tollerante nei confronti degli altri”. Direi quasi più in pace con tutto e tutti.
Esagero? Capita qualcosa di simile ad altri?

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 13:50
da pollo
ripesco dall'archivio...

summano 2 febbraio 2010
4.55 mi alzo prima del suono della sveglia, metto su l’acqua per il the, le solite operazioni, un riquadro di luce lunare sul pavimento... 5.25 sono in auto, musica e una barretta masticata a noia... 6.00 piovene, il via al garmin, sentiero dei gerolimini, buio, freddo, silenzio, piccola corsa sulle prime ripide rampe a rompere il fiato, un tre quarti di luna calante ancora alta nel cielo... croste di neve battuta sotto i miei passi, bastoni, l’imperativo per oggi di correrla tutta, camminando solo alcuni tagli di tornante su in alto... respiro regolare, passa via la chiesa dell’angelo, su per il dolce sentiero che si affaccia sulla pianura baluginante di neve e punteggiata da mille lucine... 6.50, casera mardifaia, tratto in piano, uno sguardo verso il primo rosso chiarore all’orizzonte, sagome di montagne in lontananza, deboli rumori dalla pianura... riprendere il ritmo, romperlo sul tratto ripido, riprenderlo ancora, la luce della frontale che lentamente si dissolve nel chiarore argentato del giorno che si annuncia, neve compatta e croccante sotto i piedi... 7.10 sentiero tra i pini, neve abbondante ora, la chiesetta alta, la busa del summano, non un’anima, vento tagliente da nord ovest che dissolve le tracce, sentiero conosciuto mille volte, su, senza tregua, un ultimo sguardo di luna sulla selletta, contro un cielo blu acceso... 7.20, sono in cima, tre giri scaramantici intorno alla croce, il vento suona tra le lamiere del cristo inchiodato alla croce di cemento, cancellando il brusio che di solito si sente salire dalla pianura, oggi bianca di neve e verde nel cono di vento della valdastico, mille puntini di luce ancora accesi, pure nella luce già dichiarata del giorno... due rapidi bicchieri di the, uno sguardo alle piccole innevate, agli appennini in lontananza, alla nebbia sul mare, ai nastri argentati dell’astico e del brenta che serpeggiano in piano, al grappa e all’altopiano di asiago e poi giù, prima di sentire freddo, giù di corsa sulla neve compatta che cancella i sassi e le asperità... 7.30, sono già sui tornanti sopra il mardifaia, pendii innevati rivolti ad oriente punteggiati di piccoli faggi, lo sguardo a terra concentrato sui passi veloci... all’improvviso la neve argentea si tinge di un rosa tenue, mi fermo, ancora un bicchiere di the, la neve ed i legni sono ora rosa acceso, poi rosso, poi arancione, poi giallo e poi, pochi secondi ancora, alzo lo sguardo, il disco del sole è fuori dall’orizzonte, il giorno è fatto... è stato un attimo, forse meno di un minuto, ma ha pagato tutta la fatica di questa mattina... giù adesso, passo veloce, falcate leggere e morbide sulla neve battuta, giù verso la giornata che mi aspetta, giù ripensando mille volte allo stupore di un’alba, una delle più belle della mia vita... 8.10, piovene, l’acqua della fontana che nel freddo mattutino sembra quasi tiepida, vestirsi, darsi un aspetto decente...
8.25 un caffè e una brioche al bar, poi saranno appuntamenti e riunioni, potranno dirmi qualsiasi cosa, avrò sempre uno sguardo di superiore distacco...
qualcuno mi dice che sono matto a fare ‘ste cazzate, io preferisco continuare a pensare di essere un privilegiato...

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 13:57
da rusty
A me sì.

Se ami stare nella natura, muoverti in essa lo ami tanto, capita.

Penso anche che succeda in altri campi del vivere umano.
A me succedeva quando suonavo alle occupazioni e con il brigadiere che ci sgomberava ci si dava ormai del tu. Sintonia con se stessi, con il mondo. Quelle cose semplici che sembrano capitare e invece chissà, magari è tutto il resto che capita, e quelle sono le sole occasioni dove siamo noi stessi davvero.


rusty

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 13:57
da augusto losio
posto che il pollo-pensiero è azzeccato, penso che sia quello che tutti noi proviamo...

ripesco pure io un vecchio post del vecchio forum, che mi costò lo sfottìo dei buoni luciano & mudanda.
è lunghetto, ma interessante.
è limitativo, nel senso che la spiegazione "scientifica" è utile, ma che l'emozione in sé è qualcosa di più appagante.
magari proprio grazie alle endorfine.

Cosa sono le endorfine?
Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee.
L'interesse scientifico verso le endorfine iniziò negli anni intorno al 1970 quando gli studi sull'effetto di alcuni oppiodi esogeni (ad esempio la morfina) condusse alla scoperta di recettori specifici all'interno del sistema nervoso centrale. Si ipotizzò quindi che il cervello stesso fosse in grado di sintetizzare delle "morfine endogene" che furono chiamate, appunto, endorfine.
Attualmente si conoscono quattro distinte classi di endorfine, dette rispettivamente "alfa", "beta", "gamma" e "delta".
Sintetizzati anche nell'ipofisi, nei surreni e in alcuni tratti dell'apparato digerente questi peptidi hanno i loro recettori in varie zone del sistema nervoso centrale dove si concentrano soprattutto nelle aree deputate alla percezione dolorifica.
Oltre ad aumentare la tolleranza al dolore le endorfine sono coinvolte:
nella regolazione del ciclo mestruale
nella secrezione di altri ormoni come GH, ACTH, prolattina, catecolamine e cortisolo
nel senso di benessere ed appagatezza che insorge al termine di un rapporto sessuale
nel controllo dell'appetito e dell'attività gastrointestinale
nella termoregolazione
nella regolazione del sonno
Il rilascio delle endorfine in circolo avviene in particolari circostanze tra le quali un ruolo particolare è svolto dall'attività fisica.
Un aumento della concentrazione plasmatica di queste sostanze si verifica anche durante terapie analgesiche come l'agopuntura, l'elettrostimolazione e il massaggio sportivo.
Il coinvolgimento delle endorfine nel controllo delle attività nervose è stato a lungo studiato ed il ruolo di queste sostanze per certi aspetti non è ancora stato completamente chiarito.
L'aspetto più affascinante ed interessante delle endorfine risiede nella loro capacità di regolare l'umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine che da un lato aiutano a sopportare meglio il dolore e dall'altro influiscono positivamente sullo stato d’animo.
Le endorfine hanno dunque la capacità di regalarci piacere, gratificazione e felicità aiutandoci a sopportare meglio lo stress. L'interazione di queste sostanze con altri ormoni e neurotrasmettitori secondo le più recenti scoperte starebbe alla base di numerosi aspetti della sfera psicologica e sessuale dell'uomo. Studiando le concentrazioni plasmatiche di queste sostanze in particolari situazioni (tradimenti, maternità, amore, sesso, infatuazione ecc.) si è infatti scoperto che esiste una forte correlazione tra le suddette situazioni e la quantità di endorfine ed altre sostanze presente nel sangue.
La dipendenza da alcune droghe, come l'eroina, si spiega proprio nell'inibizione della produzione endogena di endorfine. All'interno del nostro organismo l'eroina si sostituisce infatti al ruolo naturale di queste sostanze inibendone la produzione. Quando si sospende l'assunzione di questa micidiale droga, i livelli plasmatici di endorfine sono estremamente bassi e ciò si correla al senso di stanchezza, insoddisfazione e malessere generale che porta il drogato a ricercare una nuova dose.
Endorfine e attività fisica
La sintesi di oppiodi endogeni, come le beta-endorfine, aumenta in risposta all'esercizio fisico. Sebbene tale incremento sia soggettivo mediamente le concentrazioni plasamatiche di questi ormoni aumentano, sia nei maschi che nelle femmine, del 500%.
Ciò spiega perfettamente quell'innegabile sensazione di euforia e di benessere che insorge dopo aver praticato un po' di attività fisica. Riduzione di ansia, stress, arrabbiature e controllo dell'appetito sono ulteriori proprietà benefiche delle endorfine che hanno tra l'altro anche un potente effetto analgesico implicato nella ridotta percezione del dolore.
Quest'ultimo punto ha con tutta probabilità il significato fisiologico di aumentare la tolleranza alla fatica prolungata. Non a caso nei soggetti molto allenati si riscontra una più lenta degradazione degli oppiodi endogeni prodotti durante attività fisica.
Le endorfine avrebbero un ulteriore effetto positivo sulla performance sportiva migliorando la coordinazione dei movimenti e la reclutazione delle fibre muscolari.
Sportivi incalliti drogati di endorfine?
Un po' come il cioccolato ed il fumo anche le endorfine possono dare una certa dipendenza. Ciò spiegherebbe come mai esistano tanti sportivi incalliti che piuttosto di saltare un allenamento preferirebbero sottoporsi a chissà quali torture! Conclusione forse un po' azzardata ma che ha sicuramente una base scientifica nella maggiore sensibilità alle endorfine riscontrata nei soggetti allenati.

Ogni qual volta il nostro corpo è colpito da un evento stressante, al suo interno si attuano una serie di reazioni che tendono a riequilibrare la nostra struttura originale, cercando di spostarsi verso l’omeostasi. A livello endocrino si hanno risposte molto intense che inducono reazioni e modificazioni varie a seconda del tipo di stress che ha aggredito l'organismo. L’allenamento è sicuramente da annoverare fra gli agenti stressanti esterni, ovvero come un qualcosa che va a colpire strutture precise muscoli, articolazioni, apparato cardiocircolatorio ecc… al quale va associata la componente psicologica che fa parte degli agenti stressanti interni.
Parlando con atleti di sport di resistenza, che si allenano intensamente e per parecchio tempo, si sente parlare di "euforia del corridore o del ciclista o del praticante spinning", come un qualcosa che, malgrado la stanchezza e la lunga durata dell’allenamento o della gare, dà come una sensazione di piacere. Qualcuno ha sempre sostenuto che la sensazione sopradescritta fosse una trovata pubblicitaria per far alzare i pigri dalla poltrona. È invece dimostrato che gli effetti benefici prodotti dall’attività fisica, (controllo della fame, diminuzione dell’ansia, accrescimento dell’autostima) sono dovuti al rilascio di β-endorfine. La parola endorfina è costituita da due parole "endogena" e "morfina":
- la morfina è un oppiaceo usato come antidolorifico e come produttore di sensazioni che danno euforia e dipendenza fisica.
- Endogeno significa prodotto dal nostro corpo.
Nell’uomo l’impegno fisico comporta un aumento della secrezione del CRF (corticotropin-relasing-factor), che va a colpire l’iisi dandogli ordini specifici per rilasciare vari ormoni. Fra questi figurano anche le β-endorfine, la cui finalità è dare sensazioni piacevoli e innalzamento della soglia del dolore. Bisogna ricordare che le β-endorfine e la morfina si legano ai medesimi recettori del sistema analgesico (6).
Alcune ricerche hanno dimostrato che, in base allo stato di forma degli atleti e in relazione al tipo di allenamento praticato, si hanno dosaggi di secrezione più o meno alti di β-endorfine. Da sempre i corsi collettivi a base musicale sono descritti come un qualcosa di più divertente rispetto all’allenamento con i pesi. Appena lanciato lo spinning si diceva fosse un’attività endorfica, perché malgrado fosse un vero e proprio massacro, la gente alla fine della lezione era pronta per fare un’altra ora… e più la lezione era dura, più la voglia di ritornare o di continuare aumentava!!!

Sicuro che tutto questo aumenterà la vostra "euforia da allenamento" vi ricordo che per raggiungere buoni risultati, è fondamentale, se non addirittura più importante, la fase di recupero che permette al nostro corpo di supercompensare e quindi di migliorarsi senza andare incontro al sovrallenamento. Durante i giorni di riposo, che servono per smaltire la sbornia da β-endorfine, consiglio pertanto di prendere una sana camomilla al posto del caffè, sicuro che un buon sonno ristoratore accelererà i vostri processi di recupero, preparandovi ad una nuova sconvolgente sessione di allenamento.

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 15:00
da martaz
Giusto stamattina pensavo che mi ci vorrebbe il Sert, quel posto da tossici bisognosi di metadone. :shock:

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 15:52
da fluido
è uno dei motivi se non il più importante del perchè corro i trail e cerco di allenarmi su percorsi trail

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 17:28
da marshalljim
Dipendenza da enTORfine... :lol: :lol: :lol:

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 18:22
da Roby
Augusto, vista la lunghezza del tuo post, mentre lo leggevo mi sono fatto una birretta :lol:

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 18/10/2012, 20:39
da fluido
marshalljim ha scritto:Dipendenza da enTORfine... :lol: :lol: :lol:
quanto mi piace annovazzi.... tutti pazzi ;) :lol:

Re: Ma i trail modificano il modo di stare al mondo?

Inviato: 19/10/2012, 7:11
da breitner
...quindi qualcosa di ciò che capita a me capita anche ad altri...bene.
in questo modo mi sento meno strano.
"Ben comune doppio gaudio".
Ma, tanto per concludere (o rilanciare). Succede anche in altri sport?
Calcio? ho giocato per una vita con soddisfazione, con emozioni positive (e qualche volta negative) ma nel complesso tutt'altro mondo.
altri sport?