durante e dopo
Inviato: 30/05/2013, 15:05
l'oggetto della faccenda riguarda la voglia di un nuovo trail, e parzialmente potrebbe essere accostato a un altro argomento che riguardava il senso di svuotamento alla fine della gara.
DURANTE un trail ho voglia di arrivare.
punto.
arrivare bene intendo, ovvero non in classifica che quella me la scordo da subito, ma di arrivare ancora reattivo di testa e con l'umore buono che mi permetta di godermi il post-traguardo.
e non ho altro in mente, men che meno il prolungare gli sforzi oltre il tracciato su cui sono.
DOPO il trail (intendo dopo essermi riposato e rifocillato, via il fango con una bella doccia calda, qualche bicchiere di vino a accompagnare un piatto seduti a un tavolo) mi viene voglia di pensare al prossimo.
magari non di correrlo nell'immediato, ma mi piace proiettarmi.
al val di nure, all'ennesima salita innevata, mi sono sforzato di pensare e di pensarmi sul trail a seguire, a fine giugno.
oh, un senso di ripulsa fisico e mentale assoluto: non riuscivo nemmeno lontanamente a connettermi, come pensare di inghiottire mezzo chilo di pasta coi peperoni quando alla fine di un pranzo nunziale sei alla fine del dolce e proprio non entra più nulla.
quindi?
quindi penso di essere tarato così: DURANTE il trail ho la mente solo lì e da nessun'altra parte, respingendo addirittura l'idea di un'altra prova; DOPO il trail, una volta che l'ho assimilato e ben digerito, non vedo l'ora di rituffarmici.
e il fatto curioso è che DOPO sono attratto proprio dall'aspetto che invece mi respinge maggiormente DURANTE, cioè il pensiero di trovarmi di notte da qualche parte indefinita e magari da solo.
è come un interruttore, DURANTE è off, DOPO è ancora ON.
sinceramente, spero che duri.
DURANTE un trail ho voglia di arrivare.
punto.
arrivare bene intendo, ovvero non in classifica che quella me la scordo da subito, ma di arrivare ancora reattivo di testa e con l'umore buono che mi permetta di godermi il post-traguardo.
e non ho altro in mente, men che meno il prolungare gli sforzi oltre il tracciato su cui sono.
DOPO il trail (intendo dopo essermi riposato e rifocillato, via il fango con una bella doccia calda, qualche bicchiere di vino a accompagnare un piatto seduti a un tavolo) mi viene voglia di pensare al prossimo.
magari non di correrlo nell'immediato, ma mi piace proiettarmi.
al val di nure, all'ennesima salita innevata, mi sono sforzato di pensare e di pensarmi sul trail a seguire, a fine giugno.
oh, un senso di ripulsa fisico e mentale assoluto: non riuscivo nemmeno lontanamente a connettermi, come pensare di inghiottire mezzo chilo di pasta coi peperoni quando alla fine di un pranzo nunziale sei alla fine del dolce e proprio non entra più nulla.
quindi?
quindi penso di essere tarato così: DURANTE il trail ho la mente solo lì e da nessun'altra parte, respingendo addirittura l'idea di un'altra prova; DOPO il trail, una volta che l'ho assimilato e ben digerito, non vedo l'ora di rituffarmici.
e il fatto curioso è che DOPO sono attratto proprio dall'aspetto che invece mi respinge maggiormente DURANTE, cioè il pensiero di trovarmi di notte da qualche parte indefinita e magari da solo.
è come un interruttore, DURANTE è off, DOPO è ancora ON.
sinceramente, spero che duri.