PROLOGO
La Royal è stata la mia prima gara; so già che molti rimarranno stupiti da questa scelta...
Arrivo a Ceresole il sabato sera, mi dirigo poi al Rifugio Mila dove consumerò la cena e la colazione del mattino seguente. Dormo (poche ore, a dire il vero) in macchina, la sveglia è puntata alle 4. In poco tempo sono vestito e mi dirigo verso il rifugio, che però è ancora chiuso. Non sono il solo ad attenderne l'apertura...affianco a me c'è Mauro Saroglia

Facciamo colazione insieme, in una situazione quasi surreale: un trailer che ha concluso tre Tor che chiacchiera con un ragazzo che invece è alla sua prima gara seria. A pancia piena, ci dirigiamo verso le navette.
____
La partenza dal lago di Teleccio è qualcosa di unico, partiamo tutti ad andature esagerate per evitare imbottigliamenti sulla prima salita, degna di un chilometro verticale. Nel nevaio del Colle dei Becchi, la sfortuna decide di entrare in gioco. La neve sotto il mio piede cede, facendomi cadere in piena spinta sopra le rocce. Sbam, gamba sanguinante dopo un'ora di gara. Sento freddo e nausea per qualche minuto, devo rallentare aspettando che il dolore passi. Dopo qualche minuto posso accelerare un po' e scollinare. La discesa sulla neve è, detta in poche parole, davvero figa. Io cerco di "sciare", c'è chi mi sorpassa scivolando sul sedere, chi invece si aggrappa alle corde fisse. Da qui parte un bel pezzo interamente corribile. Dopo aver scollinato anche alla Bocchetta del Ges, si arriva in vista della Casa di Caccia del Gran Piano, con il suo ristoro (i ristori, mamma mia! Fornitissimi, con volontari sempre pronti a incitarti). La situazione in basso, nella sala motori, è positiva: gambe un po' stanche e la traccia di sangue che viene giù dal ginocchio, ma tutto sommato i muscoli stanno bene.
La situazione degenera dopo il Colle della Porta. Sulla breve salita del Colle della Terra salgo ancora bene, ma come comincia la discesa i quadricipiti bruciano, tirano, urlano. Merda. Mi sorpassano alcuni concorrenti, il che non fa che peggiorare le cose: uno si fa un mazzo così in salita, per poi sfarsi sverniciare al primo tornante in discesa? Pffff...Nel dubbio, inizio a bere molto di più e mando giù una bustina di magnesio e potassio.
Inizio ad andare verso valle con una corsetta leggera, tuttavia il fondo tecnico non permette un solo attimo di distrarsi. Arrivo al Bastalon constatando che, se non aumento l'andatura, i muscoli tirano senza che arrivino i crampi. Al ristoro mi infilo in bocca di tutto, mocetta, parmigiano, crostata, litri di acqua e integratore...
Riparto, la crisi sembra finita, invece dopo pochi minuti sento il polpaccio che si blocca. Merda, i crampi. Rimango qualche minuto fermo, cercando di stretchare il muscolo, poi riparto. Il resto della discesa, fino al torrente Carro, è una lenta agonia. Posso solo corricchiare, con i gli altri concorrenti che mi sverniciano a velocita doppia, lanciati lungo una discesa facile e scorrevole. Per un centinaio di metri sbaglio pure strada, vengo "salvato" da degli escursionisti che mi reindirizzano verso il sentiero balisato. Al ristoro cerco solo di bere tanto, sperando che la discesa finisca presto e lasci il posto alla salita, dove potrò recuperare un po' continuando comunque a camminare. Comincia un single-track pianeggiante, che percorro seguito da un altro concorrente che ho scoperto essere Deeago. Siamo entrambi abbastanza cotti, attacchiamo la salita insieme, in uno strano cocktail di sudore, chiaccherate, silenzi, mosche e sguardi puntati verso l'alto. Uno aspetta l'altro, in un patto fermo ma silenzioso. Arriviamo al rifugio Gervis, dove c'è l'ultimo ristoro. Deeago decide di fermarsi per qualche minuto, io so già che se mi sdraio poi non mi rialzo più. "
Io vado, altriment mi pianto. Al massimo ci becchiamo dopo...." Comincio l'ultima parte della salita, anche io sono costretto a sedermi su un masso e mandare giù un gel, nella speranza di un beneficio reale, ma mi accontenterei anche di un effetto placebo. Arrivo in cima al Colle del Nel, più in basso vedo la maglietta bianca di Deeago avvicinarsi. E' andata cazzo, da qui in poi solo discesa, al massimo posso farla anche rotolando...
Il trenino parte, Deeago davanti e io dietro che lo seguo fedele, sorpassiamo anche diversi concorrenti che non hanno proprio un aspetto riposato. Il ritmo aumenta, come se volessimo ridurre il più possibile il tempo per arrivare al lago di Ceresole, che ci appare a tratti sotto di noi, mentre voliamo giù nel sottobosco. Ogni tanto uno dei due scivola, ma senza conseguenza. La stanchezza inizia a farsi sentire...Dopo 1100m di discesa che paiono infiniti, sbuchiamo sulla strada asfaltata. Inizialmente perdo alcuni metri dal compagno di sventure, poi riesco ad appaiarmi a lui quando mancano poche centinaia di metri, e dopo ciò riesco a sorpassarlo (o è lui che mi lascia passare?) Cerco di lasciarmi riprendere,
Non aspettare, questa è una gara! dice lui. Passo sotto l'arco dell'arrivo con un tempo di di circa 10.40' (ero talmente fuso che non ho neanche guardato il cronometro), Deeago mi segue a pochi metri di distanza. Il tempo di stringersi la mano, e poi via, comincia il post-gara. Quella fase in cui si è come drogati, esausti, non si ragiona tramite concetti logici bensì tramite emozioni impalpabili. E' andata.