Solidarietà un paio di p...
E siamo alle solite...
Fermo restando la solidarietà per chi è stato coinvolto, i danni, i feriti, i morti, ecc, ecc...
Sono decenni che si maltrattano le montagne, si ricopre il territorio di case e strade anche in posti assurdi. In pianura, dai campi sono scomparse le siepi i fossi e anche l'erba, mentre la terra, ormai senza humus dopo decenni di agricoltura chimica, non assorbe più l'acqua piovana.
Risultato: bastano due giorni di pioggia per allagare una regione. Fra ieri e oggi, per vari motivi, ho girato le province di PN e TV; nei campi niente acqua, tutto perfettamente scolato immediatamente nei fiumi che, ovviamente, si sono ingrossati a dismisura.
E poi le chiamano calamità naturali invocando lo stato di emergenza.
IN GALERA, chi ha fatto i soldi a spese del territorio, i politici responsabili che hanno permesso tutto questo e anche chi li ha votati (avessero il coraggio di dichiararsi).
I nostri vecchi dicono che nella famosa alluvione del '66 ci furono tre giorni e tre notti di forte pioggia ininterrotta, mentre il mare non riceveva nulla per via di un forte vento di scirocco; capitassero adesso quelle condizioni sarebbe la catastrofe, ma non venitemi a parlare di cause naturali.
Oggi ho visto tutto il giorno le ambulanze andare da Motta di Livenza a Treviso per trasferire i degenti (mentre scrivo sento ancora le sirene), per via del Monticano e la Livenza che minacciano di straripare, i suv belli lucidi della protezione civile con i protettori (si dice così.?

) civili sopra gli argini a guardare l'acqua, mentre nei campi i canali di scolo erano VUOTI, svuotati dalle idrovore per versare l'acqua DENTRO gli argini già strapieni. Trent'anni fa, quando le emergenze non erano ancora occasione per fare (rubare.?) soldi, avrebbero aperto le chiuse (noi le chiamiamo
ciaviche) e scaricato un po' di acqua nei fossi, visto che tanto in questo periodo i raccolti sono ormai tutti al sicuro e i danni sarebbero quasi inesistenti (ah, già, dimenticavo, i fossi non ci sono più...).
A voi, giusto per fare un esempio, la situazione dell'argine della Livenza in località San Cassiano (Brugnera - PN) un mese e mezzo fa:

Notare l'erba MAI tagliata durante l'estate ( ci passo due volte al giorno, solo un paio di settimane fa sono passati MOLTO velocemente con una fresa...), alberi che cominciano a crescere lungo tutto l'argine, solo la piccola zona dove c'é il rilevatore di livello dell'acqua l'erba viene tagliata (l'ultima immagine).
Mio padre ha vissuto, in altri tempi, all'interno della golena della Livenza (lato veneto), e la loro famiglia aveva in gestione un bel pezzo di argine con l'incarico di tenere sempre ben falciata l'erba (un buon manto erboso è garanzia di tenuta dell'argine in caso di piena, perché l'acqua scivola senza erodere la terra), il divieto più assoluto di farvi crescere alberi fin dalla distanza di 4 metri dai suoi piedi. Avessero tenuto l'argine in quel modo il Magistrato Alle Acque li avrebbe cacciati a pedate seduta stante; ma prima un bel po' di bonga bonga...