A cura di Maurizio Scilla
Anche quest’anno Zegama si è confermata l’evento da battere come tifo sul percorso.
Nonostante le temperature “freddine” una marea di gente è salita sulle montagne basche e in particolare come al solito a Sancti Spiritu per fare un tifo infernale che quasi ti toglie il respiro.
Era un’edizione speciale, quest’anno Zegama festeggiava i 25 anni e il parterre era veramente di altissimo livello. Era anche la gara inaugurale delle Golden Trail World Series.
LA GARA MASCHILE
La gara maschile è partita a un ritmo vertiginoso, spinta dall’atmosfera ineguagliabile di Zegama. Remi Bonnet prendeva l’iniziativa fin dai primi km e dava fuoco alla gara. Nel segmento sprint faceva segnare il miglior tempo (5'59" in 1,8 km) e accumulava i primi 10 punti bonus della stagione per la classifica generale. Lo svizzero aveva un 1’20” di vantaggio su Elhousine Elazzaoui e Daniel Pattis al km 8,5.
Bonnet ha mantenuto la testa fino alle impegnative rampe di Sancti Spiritu (km19,6), infiammate dall’entusiasmo di migliaia di tifosi baschi. Lì la gara ha avuto una svolta. Elazzaoui e Pattis raggiungevano lo svizzero e ingaggiavano un intenso duello per la vittoria. In questo tratto era presente anche il segmento di salita, che vedeva Elazzaoui precedere Pattis di 2” (23’42” il suo tempo).
Elazzaoui e Pattis raggiungevano insieme la cima di Andraitz (30 km), prima di giocarsi la vittoria nella discesa verso Zegama. Lì, il marocchino dimostrava nuovamente la sua abilità tecnica nelle discese, aprendo un distacco decisivo di 20 secondi che gli permetteva di tagliare per primo il traguardo e siglare la sua seconda vittoria consecutiva nella gara.
3h45’07” il tempo di Elhousine Elazzaoui, a soli 20” chiudeva un favoloso Daniel Pattis in 3h45’27”, migliorando di 6’13” il tempo dell’anno scorso che gli fruttò il terzo posto.
Terzo Posto per l’americano Taylor Stack, quarto Manuel Merillas, quinto Robert Pkemoi Matayango, sesto Rémi Bonnet.
Il miglior tempo nel segmento di discesa lo faceva registrare Damian Bogdan.
Re Kilian (11 vittorie a Zegama) con problemi al tensore della fascia lata, ha voluto onorare l’evento e il fantastico pubblico, concludendo comunque la prova.
© GTWS/Zegama-Aizkorri/Koastal Forest
LA GARA FEMMINILE
Prima della gara non c’erano dubbi su chi fosse la favorita, si parlava più che altro di che tempo fosse in grado di far registrare. La svedese Tove Alexandersson non ha tradito le attese, imponendo un ritmo irraggiungibile sia in salita che in discesa e trasformando la gara in una lotta contro il cronometro. Già a Sancti Spiritu aveva otto minuti di vantaggio su Sara Alonso e nove su Ida Amelie Robsahm.
In linea con il suo dominio schiacciante, la svedese si imponeva in tutti e tre i segmenti.
Il record della gara, stabilito da Nienke Brinkman nel 2022 con 4h16’43” veniva demolito con il mostruoso tempo finale 4h08’09”. La svedese crollava subito dopo il traguardo, nonostante avesse un distacco abissale aveva dato tutto.
Alle sue spalle, la grande protagonista è stata Malen Osa, che brillava davanti al suo pubblico con una spettacolare rimonta. L’atleta basca transitava quinta ad Aratz, raggiungeva la terza posizione ad Aketegi e tagliava il traguardo in seconda posizione con un tempo di 4h23’56”. La conterranea Sara Alonso, campionessa in carica della gara, completava il podio resistendo in terza posizione.
© GTWS/Zegama-Aizkorri/Koastal Forest
DANIEL PATTIS
“Sono partito al mio ritmo, perché per me è comunque una gara lunga. Mi sento sentito veramente molto bene, soprattutto sulle salite. Dopo Sancti Spiritu con Elhousine, abbiamo ripreso e superato Rémi. Poi sono stato sempre davanti a dettare il ritmo, ma Elhousine non ha mollato e in discesa è riuscito a prendere quel piccolo vantaggio che gli ha permesso di vincere. Sono comunque molto felice di questo secondo posto, ho dato tutto. Ha anche un valore speciale, essendo quest’anno la venticinquesima edizione, per me arrivare secondo in una gara con Elhousine, Rémi e Killian è un sogno. Dovrei ritornare oggi ma sto pensando di fermarmi per fare festa”.
TOVE ALEXANDERSSON
“È stata davvero dura, ho sofferto tantissimo. Ho dato decisamente tutto quello che avevo, quindi sono super felice. Tutti avevano aspettative altissime su di me, persino più alte di quelle che avevo io. Ho dovuto lottare per ogni metro, ma sono super felice di come sono rimasta concentrata. Non ho idea dove abbia fatto la differenza sulle altre perché ero concentrata su me stessa. Nella seconda metà mi sono concentrata solo sull’obiettivo di arrivare al traguardo il più velocemente possibile perché stavo soffrendo tantissimo. Oggi è stata più una lotta contro il percorso e le montagne che contro le altre.
È vero tutto quello che si dice su questo percorso, su questo pubblico, su questa regione, è stato proprio come me l’aspettavo. C’era così tanta gente che urlava, qualcosa di incredibile, di pazzesco”.
© GTWS/Zegama-Aizkorri/Koastal Forest