L’ ÉCHAPPÉE BELLE: GOMME A TERRA

Testo di Giulia Saggin

 

Dal 2013, verso la fine di agosto, viene organizzata una delle gare più belle e più difficili di Francia "L’Échappée Belle". Io ho scelto la versione “L’Intégrale”, uno sviluppo di sentieri tecnici, 15 passi alpini oltre i 2000 m,150 km con 11200 m+, che collegano Vizille ad Aiguebelle.

L'organizzazione permette un accesso limitato a queste aree rispettando la politica del parco naturale che ha ridotto nettamente lo sviluppo di strade e l'accesso con mezzi motorizzati.
Alcuni check point infatti necessitano anche un’ora e mezza / due ore a piedi per poter essere raggiunti.
Preparatevi ad affrontare una montagna nuda e cruda con tanta tanta tanta roccia, nonostante i numerosi laghi, la vegetazione scarseggia e i sentieri richiedono attenzione costante.
Ho avuto la sensazione di percorrere due Trofeo Kima, con queste abbondanti sassaie collegate da passaggi tecnici, salite e discese ripide e di lungo sviluppo.
Le uniche parti che potremmo definire "più corribili" o più correttamente "meno incorribili" sono i primi 20 km e gli ultimi 15 km. Questi ultimi credo lo siano perché non li ho corsi, purtroppo le gambe mi hanno mollato a 130 km ( se sei un pollo dentro, puoi fare anche questo).
Vista la forte pioggia, la partenza è stata rimandata di due ore con un taglio del percorso di 5 km che purtroppo non ci ha permesso di raggiungere la Croix de Belledonne.
I primi 30 km sono stati un vagare nella nebbia che ci ha privato di parte del panorama.

MatthieuRieux EB2026© Matthieu Rieux

Le condizioni meteo sono migliorate un po' il pomeriggio permettendoci di proseguire con serenità anche la notte dove ci aspettava anche l'attraversamento di un ghiacciaio con 2 km circa di discesa talmente ripida da essere stata messa in sicurezza con la corda per potercisi calare.
Al km 80 esiste anche l'opzione di un percorso alternativo per poter tagliare questo tratto in caso non ci si sentisse in condizioni, ma si volesse comunque cercare di terminare la competizione (entrando a fare parte di una classifica a parte).
Anche se i check point sembrano davvero non arrivare mai (sono circa ogni 15km), l'organizzazione è impeccabile, mettendo a disposizione molti servizi e anche numerose navette. I volontari sono numerosissimi e molto gentili.
La vita è resa difficile anche ai supporter. Raggiungere alcuni punti significa dover camminare per ore e magari poi aspettare al freddo, altrettante ore, in luoghi non particolarmente ospitali.

© Matthieu Rieux

Anche per questo sono doppiamente rammaricata di non essere riuscita ad arrivare in fondo a questa avventura. Ho avuto due supporter stupendi (grazie Gwen e Gerald!) che hanno saltato ore di sonno, pasti e preso molto freddo per potermi seguire. Avrei voluto finire la gara anche per loro.
Vorrei scrivere di questo evento con la solita ironia e serenità con cui spero di esprimermi sempre, ma preferisco essere trasparente anche nella delusione. Un DNF è un po' come un amore tradito. Penso necessiti del tempo per poter essere rielaborato, imparare dai propri errori e ricominciare a riporre fiducia e sicurezza nei propri piedi e nella propria testolina. Ho la fortuna di non avere troppo tempo per rimuginarci su, un'altra avventura sta per partire e non vedo l'ora di ricambiare il favore.

Non mi restano che i " takehome message":
1) non partire a fionda;
2) risparmiarsi nelle salite e soprattutto nelle discese;
3) prepararsi a passare dal freezer alla brace, le aree di Grenoble sono tra le più calde in estate. Non risparmierei sull'acqua;
4) iscriversi rapidamente. Quest'anno i pettorali sono esauriti in poche ore dopo l'apertura.

Sinceri ringraziamenti all'organizzazione, e a Frederic, l'organizzatore. Chiedo scusa anche a te, non ho sorriso abbastanza questa volta, come mi hai augurato alla partenza. Mi farò perdonare la prossima volta.
Grazie.
Buone avventure a tutti.

© Bruno Lavit