Paso 4 president, as usual!
Riguardo alla questione soccorso, invece, secondo me c'è un problema sostanziale di fondo: o il soccorso c'è per darsi una mano quando le cose vanno male, oppure non c'è e basta. Leggendo Bonatti, emerge con chiarezza il principio di solidarietà reciproca che sta alla base del soccorso in montagna: tutti quanti noi condividiamo i valori e le motivazioni che ci spingono verso la "conquista dell'inutile", quindi oggi io vado su e tu mi copri le spalle se le cose vanno male, domani faremo il contrario. Senza troppe pippe.
Se cominciamo a pontificare su chi dovrebbe fare cosa e chi ha diritto di essere salvato, non ne usciamo più: perché io, principiante colto in fallo su una via che reputavo alla mia portata, dovrei avere meno diritto di essere recuperato di un super-espertone che va su una via molto difficile, molto "nobile", magari fuori dalla sua portata ma con un lignaggio indiscutibile? Cos'è, la sua impresa vale il rischio e la mia no?
Sia chiaro, pongo le domande in modo provocatorio ma non c'è polemica: può anche essere che si decida che no, io non me lo merito il soccorso mentre l'espertone invece sì. Non traccio linee di confine in questo caso, perché vorrei che non ce ne fossero: parliamone liberamente, senza preconcetti.
Perché, scusate se torno sull'esempio, Bonatti e i suoi soci sul Freney, così come innumerevoli alpinisti della domenica, hanno fatto sì che i loro potenziali soccorritori si esponessero a dei pericoli indescrivibili anche solo per tentare un soccorso, eppure quelli nella cacca fino al collo erano da una parte la creme dell'alpinismo mondiale, dall'altra la solita manica di sciamannati che avevano fatto il corso A1 il mese prima magari. Chi va salvato? Chi ha ragione? Li prendiamo entrambi? Cazziamo solo i principianti perché agli esperti è semplicemente andata male?
Secondo me serve fare un distinguo, se no mettiamo tutti sullo stesso piano del tamarro delle nevi che per un'emozione di plastica da discount dell'avventura esce fuori pista accanto alla seggiovia, stacca una valanga e causa la tragedia. Non è la stessa cosa, no?
Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
Moderatore: leosorry
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
No, non è giusto far rischiare i soccorritori, sono pienamente daccordo con te, io gioco ad essere più estremista fai la cazzata e sei in mezzo ad una bufera di neve con la montagna che scarica slavina da ogni dove? ok stai tranquillo, veniamo a prenderti quando esce il sole ed il pericolo scende almeno a 2.Zambo ha scritto:ma e' giusto far rischiare la vita ai soccoritori perche' sono partito con condizioni meteo avverse, mal attrezzato ...?
Ma sul mal attrezzato c'è e ci sarà sempre da discuterne come dice iacy...
Quoto in pieno Paso quante cose vere ha scritto:Paso ha scritto: È proprio qui che sta il punto, secondo me: cosa vuol dire male attrezzato in montagna? Chi lo decide e dove sta il discrimine
Paso ha scritto: dalla non conoscenza nasce facile la critica
Paso ha scritto: L'idea che in caso di maltempo si possa correre veloci a valle anziche' coprirsi e cercare riparo non li sfiora nemmeno.
Paso ha scritto: chi è allenato a correre su terreni impervi ha caviglie più forti e muscolatura più reattiva del trekker medio
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
Addio non riesco a smettere di ridere
(dalla gazzetta)
SKYRUNNER SALVATO DALLA POLIZIA — Dalla tragedia valdostana ad un dramma evitato in Francia. Ma solo grazie al pronto intervento dei soccorritori. Sta infatti bene il 4 volte campione del mondo di skyrunning Kilian Jorbet, salvato sabato notte dalla polizia transalpina sul massiccio del Monte Bianco dov'era rimasto intrappolato dal maltempo a 3800 metri. Era equipaggiato solo con sneaker, un errore che secondo la gendarmeria di montagna avrebbe potuto costargli la vita.
uahuahah kilian jorbet con le sneakers

SKYRUNNER SALVATO DALLA POLIZIA — Dalla tragedia valdostana ad un dramma evitato in Francia. Ma solo grazie al pronto intervento dei soccorritori. Sta infatti bene il 4 volte campione del mondo di skyrunning Kilian Jorbet, salvato sabato notte dalla polizia transalpina sul massiccio del Monte Bianco dov'era rimasto intrappolato dal maltempo a 3800 metri. Era equipaggiato solo con sneaker, un errore che secondo la gendarmeria di montagna avrebbe potuto costargli la vita.
uahuahah kilian jorbet con le sneakers
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
provocatoriamente però la riscrivo anche così:Paso ha scritto:Chi dice che in montagna non si corre, che si va solo con gli scarponi, che ci si deve portare per forza lo zaino carico, è perchè non ha mai provato altro.
"Chi dice che su una via di misto a 4.000mt di quota si può salire solo arrampicando, che si va solo se hai le scarpette e magari anche i ramponi, è perchè non ha mai provato a correre in montagna"
Non mi piacciono gli estremismi ma perchè ciascuno non fa quello che gli piace fare attrezzandosi semplicemente per l'occasione? non sarebbe più facile?
Sarà pure la diatriba infinita fra sport antagonisti (bici da corsa o mtb? corsa su strada o in montagna? alpinismo o trail?)...mettiamoci in testa dove andiamo e cosa andiamo a fare...e se proprio non ce la facciamo a vederci in panni diversi dal quelli del trailer perchè ci deve venire la voglia di andare proprio in certi posti dove di solito i normodotati ci salgono attrezzati? chi di voi trailer partirebbe per l'UTMB con gli scarponi ramponabili e picca attaccata allo zaino senza prendersi del coglione? perchè non deve esser preso per coglione quello che parte per un 4.000 in braghini e scarpe basse? (con o senza goretex sarà capitato anche a voi di constatare come il problema delle scarpe da trail sia che la neve ti entra da sopra una volta che ci sei in mezzo da un pò). E ancora...perchè mi devo vergognare se mi organizzo e parto per un trekking di +giorni con un benedetto zaino da 50lt??? Son sicura che posso gasarmi per aver percorso lo stesso sentiero in versione fast&light in un giorno? Sicuri che non siete nessuno se non salite una cima abbondantemente sopra i 3.000 in versione trail, magari snobbando pure la via normale? Modi diversi di vivere lo stesso posto che, a me pare, necessitano di preparazione, predisposizione (testa) e conseguentemente attrezzatura diversa...soprattutto perchè di mezzo non c'è l'organizzazione di una gara che mette in giro volontari, soccorso alpino pronti a scattare appena uno inciampa, ma ci sono io, i miei limiti, e la montagna con tutta la sua maestosità.
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
A mio avviso, in fondo a questa vicenda, c'è un fondo di fastidio da parte di chi vive (e campa) di alpinismo classico, nei confronti di chi sale in montagna "leggero". I soccorsi alpini non forniscono, per tradizione, la versione dei fatti accaduti ma, guarda caso ci sono già pronti articoli di giornale con tutti i presunti dettagli della vicenda...
Presunti in quanto errati, secondo la versione fornita da Kilian sul suo blog, cita testualmente che aveva con se picozze da ghiaccio (2 a testa) ramponi (probabilmente dei ramponi speciali accoppiabili con delle nuove Salomon che aveva già testato sullo stesso percorso il 5 maggio 2013), corda da 60 metri ed altro materiale. Quindi non era certo partito leggerino come lo si vuol far credere. Lo sperone Frendo non è una passeggiata (http://www.youtube.com/watch?v=1RNoXXPdEEM) e lo sapeva, forse portarsi Emelie è stato avventato ma di certo ha ragionato sulle sue capacità alpinistiche e non su quelle della compagna. Era previsto brutto tempo dalle 17,00, partendo la mattina avevano tutto il tempo di arrivare e ridiscendere con la teleferica, si sono fermati a soli 50 metri dalla punta e da li hanno chiamato i soccorsi. Le polemiche sulla tenuta leggera dei due le ha fatte il responsabile della sicurezza in montagna e, guarda caso, capo delle guide alpine. Ovviamente dalla polemica si capisce che è difficile da digerire, da parte delle guide alpine, un certo modo di salire le montagne: leggeri, agili e sopratutto...senza guide! Polemica nata come monito per tutti gli appasionati: la montagna va fatta solamente nel pieno rispetto del metodo classico, superequipaggiati e con guida alpina davanti.
Stranamente lo stesso personaggio non tuonava alla stessa maniera quando si recuperavano, nelle stagioni passate, svariati alpinisti deceduti sulle pareti del Monte Bianco...
Ovviamente come tutti i precursori di nuovi modi di intendere la montagna, Kilian ha fatto da parafulmine in questa vicenda, sarà il tempo a dirci chi ha ragione...
p.s. i soccorritori non sono saliti per soccorrere i due ma sono scesi poco più sotto dall'arrivo della teleferica...
p.p.s. è vero che Kilian sale con le scarpette da corsa... (lo commenta l'operatore nel video: "...è snervante osservare come sale usando delle scarpe da ginnastica..."
https://www.youtube.com/watch?v=XxWBHHd3yws
Presunti in quanto errati, secondo la versione fornita da Kilian sul suo blog, cita testualmente che aveva con se picozze da ghiaccio (2 a testa) ramponi (probabilmente dei ramponi speciali accoppiabili con delle nuove Salomon che aveva già testato sullo stesso percorso il 5 maggio 2013), corda da 60 metri ed altro materiale. Quindi non era certo partito leggerino come lo si vuol far credere. Lo sperone Frendo non è una passeggiata (http://www.youtube.com/watch?v=1RNoXXPdEEM) e lo sapeva, forse portarsi Emelie è stato avventato ma di certo ha ragionato sulle sue capacità alpinistiche e non su quelle della compagna. Era previsto brutto tempo dalle 17,00, partendo la mattina avevano tutto il tempo di arrivare e ridiscendere con la teleferica, si sono fermati a soli 50 metri dalla punta e da li hanno chiamato i soccorsi. Le polemiche sulla tenuta leggera dei due le ha fatte il responsabile della sicurezza in montagna e, guarda caso, capo delle guide alpine. Ovviamente dalla polemica si capisce che è difficile da digerire, da parte delle guide alpine, un certo modo di salire le montagne: leggeri, agili e sopratutto...senza guide! Polemica nata come monito per tutti gli appasionati: la montagna va fatta solamente nel pieno rispetto del metodo classico, superequipaggiati e con guida alpina davanti.
Stranamente lo stesso personaggio non tuonava alla stessa maniera quando si recuperavano, nelle stagioni passate, svariati alpinisti deceduti sulle pareti del Monte Bianco...
Ovviamente come tutti i precursori di nuovi modi di intendere la montagna, Kilian ha fatto da parafulmine in questa vicenda, sarà il tempo a dirci chi ha ragione...
p.s. i soccorritori non sono saliti per soccorrere i due ma sono scesi poco più sotto dall'arrivo della teleferica...
p.p.s. è vero che Kilian sale con le scarpette da corsa... (lo commenta l'operatore nel video: "...è snervante osservare come sale usando delle scarpe da ginnastica..."
https://www.youtube.com/watch?v=XxWBHHd3yws
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
Interessante post, forse come spesso capita son riportati gli "estremismi"...
le guide sicuramente rosicano a vedere uno con scarpette da trail che arriva sul cervino in un attimo
è da dire che senza la traccia fatta e le corde messe in più punti col caiser che saliva così veloce e con un rischio così basso
discorso diverso è quello relativo all'equipaggiamento
leggero = veloce = minor rischio è cosa risaputa da tutti i frequentatori della montagna
...troppo leggero = minchione = killian in questa occasione (come lui ammette) è altra cosa e non penso sia il caso di osannarlo.
Una persona esperta (killian) che dice che ha sottovalutato le temperature (a 4000 metri) e non ha portato il materiale necessario mi lascia perplesso e mi fa riflettere non poco
peronalmente da quando riesco a salire e scendere dalla montagna correndo ho spesso sottostimato gli eventuiali rischi dovuti a "contrattempi" e questo dovrebbe farci riflettere perchè penso che alcune tristi storie siano anche figlie di questo tipo di errori.
le guide sicuramente rosicano a vedere uno con scarpette da trail che arriva sul cervino in un attimo
è da dire che senza la traccia fatta e le corde messe in più punti col caiser che saliva così veloce e con un rischio così basso
discorso diverso è quello relativo all'equipaggiamento
leggero = veloce = minor rischio è cosa risaputa da tutti i frequentatori della montagna
...troppo leggero = minchione = killian in questa occasione (come lui ammette) è altra cosa e non penso sia il caso di osannarlo.
Una persona esperta (killian) che dice che ha sottovalutato le temperature (a 4000 metri) e non ha portato il materiale necessario mi lascia perplesso e mi fa riflettere non poco
peronalmente da quando riesco a salire e scendere dalla montagna correndo ho spesso sottostimato gli eventuiali rischi dovuti a "contrattempi" e questo dovrebbe farci riflettere perchè penso che alcune tristi storie siano anche figlie di questo tipo di errori.
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
1)Killian l'ha fatta fuori dal vaso
commento : meno male che qualche cazzata la fa anche lui in caso contrario non sarebbe neanche cosi' credibile
2)Il rischio emulazione
commento : indubbiamente c'e' , se c'e' chi emula i lanci di pietre dai cavalcavia ..........
3)Viaggiare leggeri (in montagna)
commento : in realta' dovrebbe significare "pesanti il giusto", mi spiego : su un PD per 10 volte sali di conserva , l'undicesima vuoi perche' ti e' rimasto qualcosa sullo stomaco e ti gira un po' la testa vuoi perche' la notte e' scheso un velo di neve o qualunque altro accadimento non prevedibile vorresti avere con te quella bella serie di friend e nut che pesa un bel chilozzo/due di ferro ed almeno 'sti 40 mt di corda con cui proteggerti o anche solo fare due doppie giusto da 20 mt per toglierti dalla cacca , ma 'sti 4/5 kg totali erano veramente troppo........
In montagna le cose sono tutte inutili finche' non servono , quando servono pero', se non ci sono , sono cavoli
Questo per i comuni mortali che di mestiere fanno altro e necessiterebbero di andare incolumi a lavorare il lunedi' mattina.
I "fenomeni" hanno un altro "ritorno" sanno e possono rischiare , del resto l'equazione e' : Killian sta a me (ed a quasi tutti noi) quando vado in montagna come Vettel sta a me quando guido per recarmi al lavoro ....... non provo a fare 240 kmh di media neanche se sono in ritardo , in montagna = uguale
commento : meno male che qualche cazzata la fa anche lui in caso contrario non sarebbe neanche cosi' credibile
2)Il rischio emulazione
commento : indubbiamente c'e' , se c'e' chi emula i lanci di pietre dai cavalcavia ..........
3)Viaggiare leggeri (in montagna)
commento : in realta' dovrebbe significare "pesanti il giusto", mi spiego : su un PD per 10 volte sali di conserva , l'undicesima vuoi perche' ti e' rimasto qualcosa sullo stomaco e ti gira un po' la testa vuoi perche' la notte e' scheso un velo di neve o qualunque altro accadimento non prevedibile vorresti avere con te quella bella serie di friend e nut che pesa un bel chilozzo/due di ferro ed almeno 'sti 40 mt di corda con cui proteggerti o anche solo fare due doppie giusto da 20 mt per toglierti dalla cacca , ma 'sti 4/5 kg totali erano veramente troppo........
In montagna le cose sono tutte inutili finche' non servono , quando servono pero', se non ci sono , sono cavoli
Questo per i comuni mortali che di mestiere fanno altro e necessiterebbero di andare incolumi a lavorare il lunedi' mattina.
I "fenomeni" hanno un altro "ritorno" sanno e possono rischiare , del resto l'equazione e' : Killian sta a me (ed a quasi tutti noi) quando vado in montagna come Vettel sta a me quando guido per recarmi al lavoro ....... non provo a fare 240 kmh di media neanche se sono in ritardo , in montagna = uguale
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
saggissimo! ti quoto al 100% ezio1961!ezio1961 ha scritto: In montagna le cose sono tutte inutili finche' non servono , quando servono pero', se non ci sono , sono cavoli
Re: Kilian soccorso sull'Aiguille du Midi
http://www.montagna.tv/cms/?p=42133
finalmente l'ho trovato questo vecchio articolo...
Non ho idea se questo gruppo di lavoro abbia/avrà un seguito...condivido solo con voi l'idea di Alessandro Gogna, che a me piace molto e che, sempre a mio parere, è il nodo, diciamo l'"esame di coscienza", cui ciascun frequentatore di montagne (alpinista, trailer, fungaiolo che sia) dovrebbe trovarsi umilmente a sciogliere prima di partire per la sua avventura.
Poi saremo ancora qui a parlare di fatalità
finalmente l'ho trovato questo vecchio articolo...
Non ho idea se questo gruppo di lavoro abbia/avrà un seguito...condivido solo con voi l'idea di Alessandro Gogna, che a me piace molto e che, sempre a mio parere, è il nodo, diciamo l'"esame di coscienza", cui ciascun frequentatore di montagne (alpinista, trailer, fungaiolo che sia) dovrebbe trovarsi umilmente a sciogliere prima di partire per la sua avventura.
Poi saremo ancora qui a parlare di fatalità