Qui secondo me si sta facendo una pippa sul nulla. Parlare di etica è talmente fuori luogo che non so neanche dove cominciare ad esprimermi.
Parlare del cammino e la corsa come fossero due cose completamente distinto è fuorviante - provi a stare a passo con uno che fa competizione di marcia (l'attuale record dei 20km è 1h 16'). E una questione di efficienza del gesto.
Se qualcuno va a fare una gara trail (ma anche se va a fare un percorso per conto proprio), sceglie una distanza da 10km a 200 miglia (e fra poco anche 501km

) in base al suo desiderio di mettersi alla prova e di fare, o meno, un viaggio. Se è giovane e in buona forma andrà sicuramente più veloce di uno più vecchio (almeno non si chiama Olmo) o in uno stato di forma non perfetto. Ma alla base ognuno cercherà di completare il percorso/gara nel tempo più veloce e quindi più efficiente possibile.
Se parliamo di corsa in piano possiamo dire che per le distanze che richiedono tempi da 90/120' in su ci sarà un ritmo ideale e costante per ognuno di noi. Se andiamo oltre questo ritmo, anche per periodi corti, è probabile che dovremo ad un certo punto rallentare ad un ritmo sotto quello ideale per quella distanza e quindi metteremo più tempo per coprire la distanza. Uno riesce tenere 20/22 km all'ora, altri fanno fatica a stare sulle 10km/h. Questo dipende dalla nostra efficienza di corsa e lo stato della nostra sistema cardio-vascolare. Per tenere un certo ritmo bisogna inalare la massima quantità di ossigeno possibile e riuscire a trasportare questo ossigeno, attraverso il sangue (quindi pompato dal cuore) verso i muscoli che lavorano - ma lavorano anche i polmoni, il cuore, i globuli rossi, la sistema vascolare, le mitochondria per creare il risultato finale. Cioè questo ritmo costante dipende da altri fattori che non il semplice movimento delle gambe.
Nel trail è più difficile stabilire qual'è il ritmo costante più efficiente perché cambia in continuazione il terreno e sopratutto il pendio. Ci sono studi, come qualcuno ha già fatto notare, che dimostrano che oltre una certa pendenza è più efficiente (non necessariamente più veloce) usare un gesto di camminata che non corsa. Quindi non abbiamo un ritmo ideale costante. Ma, visto che il ritmo ideale dipende ed è dettato da altri sistemi, appunto quello cardio-vascolare, possiamo capire che ci deve essere un ritmo ideale di quella sistema e il modo migliore per misurare e monitorare quella sistema è la frequenza cardiaca.
Sappiamo che andare oltre la soglia anaerobica per periodi che superano 40-60' (secondo nostro stato di forma) è controproducente perché dopo dobbiamo rallentare. Sappiamo anche che stare al livello della soglia aerobica, che potremo tenere per un tempo molto lungo, significa andare ad un ritmo troppo lento per rappresentare il nostro ritmo ideale. Quindi la frequenza cardiaca ideale per tenere il ritmo abbastanza alta ma che non ci manda in crisi sta fra le due soglie.
Questo stadio intermedio viene chiamato da diversi autori/allenatori "Steady State" in cui si stabilisce un ritmo cardiaco (una zona di circa 10-15 battiti secondo le caratteristiche dell'atleta) sopra la soglia aerobica ma sotto la soglia anaerobica. Questa zona sarà diversa per ognuno di noi è dipende dal nostro stato di forma, l'età, la nostra struttura fisica, nostra genetica. Dentro questi limiti l'organismo sta lavorando nella sua situazione ideale per produrre la massima efficienza su un percorso con variazioni di pendio, terreno ecc. irrespettivo della velocità. Questo significa, per forza di cause, rallentare/camminare in salita, e accelerare in discesa.
E chiaro che se il percorso è corto (fattibile attorno o meno di 90') si può andare occasionalmente fuori zona (sopra la soglia anaerobica) senza avere grave conseguenza ma per percorsi che richiedono 120'+ questo rappresenta il comportamento più efficiente e risulterà in un tempo complessivo minore.
Quindi il camminare nel trail non è solo accettabile ma per la maggiore parte delle persone e percorsi è anche desiderabile per lo scopo di fare il tempo migliore possibile.
Per parafrasare il titolo della 3D. "se cammini vuol dire che c'è qualcosa che hai capito in più"