Concordo al 100%!
Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Avevo visto sui social il giapponese... incredibile...
Grazie Lucio per il gran bel racconto
Grazie Lucio per il gran bel racconto
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Grazie ragazzi per l'apprezzamento! Arrivato al terzo bivacco intorno alle 23.30 (ci ho messo 18h30' a fare il tappone, pensavo 20h almeno, oltre le mie più rosee aspettative!) e mi dirigo dritto sparato in tenda dove il programma è seppellirmi nel sacco a pelo fino al mattino seguente. Trovo Luca (arrivato due ore prima in compagnia di una bella australiana...) e Marco (arrivato 5' prima di me) distesi direttamente sulla nuda terra, perché nella nostra (e in altre tende) non hanno messo il tappeto! Inizia a salirmi una leggerissima "carogna", Luca ha chiesto più volte all'info-tent di farcelo avere ma gli inservienti marocchini sembra che facciano finta di non capire la sua richiesta. Marco vedendomi abbastanza alterato dopo pochi minuti si materializza con un tappeto pronto da stendere sotto i nostri sacchi a pelo (non chiedo dove l'abbia recuperato) e finalmente ci concediamo il meritato riposo nonostante un vento forte fastidiosissimo che ci solleva manciate di sabbia e la musica assordante proveniente dalla zona traguardo dove si celebreranno tutti gli arrivi fino alla sera successiva no stop...Il mattino successivo, dopo poche ore di sonno, non ci sembra vero che finalmente possiamo concederci una giornata di assoluto riposo, ci prepariamo i nostri liofilizzati (a me sono rimaste solo due colazioni, odio il muesli!), recuperiamo le nostre due "damigiane" di acqua (oggi si raddoppia), "videomessaggiamo" a casa dal consueto Emotion Box, pit-stop obbligatorio in infermeria dove una titubante apprendista infermiera/dottoressa ci mette circa un'ora (dopo numerosi consulti, manco fosse un trapianto di cuore) per bucarmi una vescica (scoprirò che non l'ha nemmeno bucata). Non mi lamento perché nel frattempo sono comodamente sdraiato su un fantastico lettino da campo e schiaccio pure un pisolo. Guardandomi intorno vedo dei piedi conciati veramente malissimo, devastati da vesciche e vere e proprie ferite infette. Adam mi cerca e mi dice che questa volta è veramente arrivata la mia valigia e di recarmi subito all'info-tent con il mio zaino. Finalmente la vedo e quasi quasi mi commuovo. Adam mi dice che devo velocemente recuperare quello che mi serve ma assolutamente non posso prendere tutto quello che voglio per non avere un vantaggio sugli altri concorrenti. Lo guardo con due occhi sgranati facendogli presente che ho corso per 4 tappe in condizioni di assoluto svantaggio rispetto agli altri, senza il mio zaino, il mio cibo (quello che ho avuto era poco e di qualità discutibile), il materassino e tutto il necessario (crema solare, crema antisfregamenti, carta igienica, ecc. che ho dovuto mendicare). Non c'è nulla da fare: posso prendere solo il cibo per i successivi tre giorni (restituendo il poco che mi rimaneva), 7 gel per le due ultime tappe, due paia di calze, il materassino, la crema solare, un paio di pacchetti di fazzoletti per l'igiene intima e qualche blocchetto per fare il fuoco. Di tutto quello che avevo promesso ai miei compagni nulla! Al ritorno in tenda riuscirò comunque a regalare un paio di calze Wild Tee "Not Now" a Gianluca (che mi aveva regalato le sue), a dare il materassino a Marco che ha patito i giorni sdraiato sul tappeto (ormai io mi sono abituato) e un liofilizzato Akta con le pastiglie per fare il fuoco ad Alessandro. Man mano il tempo passa gli ultimi pezzi del puzzle della nostra tenda si "ricompongono": Artur che i giorni scorsi volava, ha subito un forte rallentamento per le vesciche, Alessandro dopo i primi giorni di pessimismo cosmico, col fatto che il suo mega-zaino si sia ridotto a un peso umanamente trasportabile, ha "svoltato" psicologicamente (ci siamo presi per il culo dal primo giorno e devo dire che è nata una bella amicizia!). Mi emoziono parecchio quando vedo arrivare nel tardo pomeriggio Gianluca, partito con una forte tendinite al collo del piede (molto gonfio già al mattino presto). Mi sembra abbastanza provato e si guarda in giro per cercare la tenda, gli corriamo incontro urlanti e lo abbracciamo. Oggi il quadro clinico è decisamente più preoccupante: febbre a 38°C, piede e caviglia gonfissimi e violacei con anche delle flittene. La nuova diagnosi è infezione partita probabilmente da una vescica. Fossimo dalle nostre parti penso scatterebbe uno stop immediato con tanto di rimpatrio, qui i francesi sono molto più "easy": tre compresse di antibiotico, due di paracetamolo e "vogliamo vederti all'arrivo"! Io sono un po' perplesso e Gianluca chiaramente si rivolge a me in quanto medico. Fortunatamente essendo abbastanza vicini a Merzouga il cellulare in qualche area prende, per cui contatto un mio amico infettivologo esperto di malattie tropicali e di Africa in generale. Mi tranquillizza dicendo che l'antibiotico prescritto dovrebbe essere efficace e che l'infezione non dovrebbe essere provocata da qualche strana "bestia" resistente alla terapia, ma quando gli dico dove siamo, cosa stiamo facendo e se può continuare la gara mi risponde: ma voi siete tutti pirla! Torno da Gianluca e gli riporto solo la prima parte del messaggio dicendo che se lui se la sente mancano "solo" due tappe e potrebbe farcela. Lui è un tipo abbastanza silenzioso, non si è mai lamentato e mi sembra molto sul pezzo e senza farne tante decide di provarci (in quel frangente provo una grande ammirazione!). L'unico che rimane è il solito Jelicko, sta facendo sera e le 40 ore stanno scoccando, ma lui non molla e poco prima del termine si materializza davanti a noi col solito sguardo stralunato. Purtroppo ha poco tempo per fare tutto e riposarsi in vista della tappa di domani ma cerchiamo di fare il possibile per agevolarlo. Memori delle edizioni precedenti, ci rechiamo in zona arrivo per salutare gli ultimi (una coppia che viene accolta come dei veri e propri eroi), ma soprattutto per ricevere la sospirata Coca-Cola che invece quest'anno non è prevista...maledetti! Dopo una giornata di tempesta di sabbia (alla faccia del giorno di riposo) finalmente verso le 20 il vento cala improvvisamente e ci concede una splendida notte dove tutti dormiamo veramente bene (sarà l'unica!). Domani ci aspetta la tappa maratona (42.2 km e circa 500 m+), quella che io temo di più perché non so come risponderà il mio fisico dopo gli oltre 200 km percorsi.
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
pIù che un racconto dovrebbe scrivere un libro
Cmq dopo giorni di attesa e ritardo (anche per colpa dell'organizzazione) nell'arrivare la valigia sentirsi una risposta del genere è davvero assurda e senza senso....
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Allora Lucio, quanto dobbiamo aspettare per sto epilogo ?
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Sta trattando con l’editore sul compenso per la pubblicazione del racconto
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Questa mattina ci aspetta un ultimo anello prima del gran finale di domani, sono un po’ preoccupato mentre tanti sentono già il profumo del traguardo finale, le gambe sono ok visto il poco dislivello ma mentalmente mi sento un po’ scarico (mi è arrivato addosso lo stress patito tutto in un colpo solo
). Si parte alle 6.30 subito su un tratto in salita di dune, cerco di gestire al meglio le energie residue tentando di indovinare le traiettorie migliori, ma comunque annaspo e devo faticare per non farmi continuamente superare. In generale va evitata come la peste la sabbia soffice a costo di allungare il percorso, cercando i tratti di sabbia compatta o meglio ancora terra e sassi. In questo modo ci sparpagliamo anche a centinaia di metri di distanza, ma se devo dire che ho mai corso da solo, questo proprio no (un po’ come al Tor). Oggi si rivelerà una delle tappe più belle e varie, peccato che la mia power-bank mi ha mollato e non posso fare foto e video col telefono come di consueto. Alla MDS si tende a correre con un gruppetto grossomodo dello stesso ritmo (sarà così dall’inizio alla fine), ormai nomi e rispettive bandiere li rivedo ogni giorno, qualche volta supero la francese Celine, la volta dopo mi passa il messicano Carlos, ormai siamo come vecchie conoscenze. Spesso mi trovo con un gruppetto di italiani che vanno di 300/200 (300 m corrono e 200 m camminano), all’arrivo ci ritroviamo più o meno nelle stesse posizioni. La ciliegina di questa tappa è un bellissimo jebel fatto da una salita infinita su sabbia soffice e una spettacolare discesa verticale che alcuni di noi (me compreso) la prendono a tutta urlando di gioia. Penso che con questa sia "finita" la mia MDS, nel senso che quello che volevo da questa esperienza ormai penso di averlo ottenuto. Cerco di non mollare troppo e chiudere dignitosamente anche questa dura e bella tappa in 6h33’. Al bivacco ormai si respira un’aria leggera e spensierata di "ce l'abbiamo fatta!", le difficoltà sono alle spalle e domani ci aspettano “solo” gli ultimi 23.3 km però per oltre la metà sulle famose dune rosse di Merzouga. La sorpresa della giornata è un’inaspettata distribuzione di frutta per tutti (l’organizzazione si è “rifatta” dalla mancata Coca-Cola
!), ci dirigiamo ai pick-up come dei morti di fame e si scalpita per una banana e una mela. Sarà questa frutta ghiacciata o le nuove scorte alimentari recuperate dalla valigia ma esagero e mangio troppo, passando la notte e la mattinata successiva in bagno. L’organizzazione ci fa sapere che appena tagliato il traguardo finale saliremo su uno dei numerosissimi pullman (saranno più di 20!) che in circa 6-7 ore ci riporterà ai nostri hotel di Ouarzazate. Fortunatamente sono riuscito a ricaricare un po’ il cellulare per cui riesco a fare ancora qualche foto. L'avvicinamento a Merzouga un po' mi rattrista, non tanto perché questa avventura volge al termine, ma per il numero esagerato di jeep, dune-baggy e moto che sfrecciano intorno a noi e per gli evidenti segni di antropizzazione ai quali non siamo più abituati. Anche questa tappa ci riserverà una sorpresa, gli ultimi 5 km li passeremo nel bel mezzo di una tempesta di sabbia con tanto di pioggia fastidiosa. Il traguardo finale non è come me lo aspettavo da un punto di vista emotivo. Sono sereno e contento che sia finita ma niente di più, vedo gente che piange e si emoziona, un po’ li invidio ma dall’altra parte non li comprendo. L'organizzazione ci aspetta per un abbraccio e la consueta medaglia, mentre cercano di tenere il gonfiabile in piedi nonostante il vento fortissimo. Non mi accorgo di essermi fatto fare la foto finale con ancora il buff che mi copre la faccia. Faccio un ultimo video per chi mi segue da casa all'Emotion Box, evito una miriade di taxisti marocchini che si offrono per portarci a Ouarzazate (non lo sanno che abbiamo un bus pagato?) e finalmente salgo sul pullman insieme a una moltitudine di persone sporche e puzzolenti più o meno come me verso i nostri hotel. Durante le pause del viaggio ci fermiamo in hotel e bar sulla strada dove ci rifocilliamo e riposiamo (ho fatto una mezza pennica a bordo piscina non so bene dove ma è stato bellissimo buttarsi su una sdraio dopo tutti questi giorni di disagio!). Quando la gente scende dal pullman con i piedi tutti incerottati e l’andatura incerta mi sembra di asssistere a una scena tipo prigionieri deportati. Chissà la gente che ci vede cosa pensa. ‘Sti pirla hanno pagato profumatamente per ridursi come cadaveri…A Ouarzazate scopro di avere una camera doppia tutta per me! Mi faccio una mega doccia, mi sbrano bresaola e formaggio che avevo portato per i primi giorni e mi infilo sotto le coperte anche se non riesco a dormire con l’adrenalina nel corpo. Sistemo i bagagli per il ritorno in Italia e mi dirigo al bar dove un paio di birre non le vedo nemmeno (i miei compagni di tenda sono tutti astemi se non vegetariani…sadness!)…
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Capisco astemio, capisco vegetariano. Ma vegetarianoastemio dovrebbero vietarlo per legge!
Comunque davvero un bellissimo racconto. Soprattutto sei riuscito a trasmettere molto bene le tue emozioni e lo stato d’animo. Complimenti sinceri, soprattutto per come hai gestito lo stress valigia, credo che aver fatto gare come il Tor ti abbia aiutato.
Questa gara mi ha sempre attirato ma sono sempre stato dubbioso sull’organizzazione a sensazione un po’ troppo invasiva e tu me lo hai confermato.
Mi piacerebbe davvero provare una gara nel deserto, quando, l’anno scorso, sono stato in Giordania ho scoperto che anche lì organizzano qualcosa di simile. Mi informerò
Comunque davvero un bellissimo racconto. Soprattutto sei riuscito a trasmettere molto bene le tue emozioni e lo stato d’animo. Complimenti sinceri, soprattutto per come hai gestito lo stress valigia, credo che aver fatto gare come il Tor ti abbia aiutato.
Questa gara mi ha sempre attirato ma sono sempre stato dubbioso sull’organizzazione a sensazione un po’ troppo invasiva e tu me lo hai confermato.
Mi piacerebbe davvero provare una gara nel deserto, quando, l’anno scorso, sono stato in Giordania ho scoperto che anche lì organizzano qualcosa di simile. Mi informerò
- Dariogrizzly_1981
- Messaggi: 889
- Iscritto il: 28/05/2014, 6:54
- Località: TORINO (TO) - GENOVA (GE)
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Complimenti per il racconto davvero bello e soprattutto ben dettagliato.
Grazie per averci dedicato così tanto tempo a scriverlo!
Peccato per la storia della valigia che sicuramente ti avrà un pò "sporcato" la bellissima esperienza, però davvero bravo per come l'hai gestita.
Rispetto al TOR come valuti questa gara in termini di fatica e adattamento alle varie situazioni a cui non siamo abituati come dormire in tenda con estranei , ecc?
Grazie per averci dedicato così tanto tempo a scriverlo!
Peccato per la storia della valigia che sicuramente ti avrà un pò "sporcato" la bellissima esperienza, però davvero bravo per come l'hai gestita.
Rispetto al TOR come valuti questa gara in termini di fatica e adattamento alle varie situazioni a cui non siamo abituati come dormire in tenda con estranei , ecc?