Comunicato stampa International Skyrunning Federation
NUOVI ORIZZONTI – GLI ATLETI TRACCIANO LA VIA
- 100 miglia e altro
31 luglio, 2012
Un altro importante passo segna il rapido cambiamento dello skyrunning con l’inclusione nel regolamento della ISF (International Skyrunning Federation) della distanza delle 100 miglia.
La nuova norma del regolamento è stata approvata dall’Assemblea Generale Annuale ISF che si è svolta in Spagna, il 6 luglio, durante gli SkyGames®. Presenti all’evento, il Presidente Marino Giacometti, e i rappresentanti dei 22 paesi membri.
E’ stato eletto il nuovo Segretario Generale, la skyrunner filippina Nina Dacanay che senza ombra di dubbio apporterà, tra le sue molte qualità, competenza ed efficienza insieme alla sua forte passione nella promozione di questo sport.
Nuovi ingressi anche nel Management Committee con Evgeny Kolchanov (Russia), Ian Sharman (Gran Bretagna) e Fabio Menino (Italia), tutti e tre atleti praticanti. Sempre in tema di atleti, nella Athletes Commission sono stati nominati Anna Frost (NZL) Joe Grant (USA) insieme agli stessi Fabio Menino e Ian Sharman. Il loro contributo sarà prezioso per lo sviluppo e la strategia della disciplina e per rappresentare la voce di tutti gli atleti.
Gli atleti rappresentato l’attenzione principale per il management dello skyrunning e per questo motivo, ad inizio stagione, è stato organizzato appositamente un seminario sull’isola di La Palma, in Spagna, al fine di approfondire la conoscenza dei principali attori di questo sport. Un’occasione unica per comprendere cosa realmente gli stessi atleti vogliono e come vorrebbero immaginare lo sviluppo della loro disciplina. “Less Cloud. More Sky” era il titolo del seminario, emblematico per i nuovi orizzonti che lo skyrunning si propone di esplorare.
Le “Running legends”, in rappresentanza di diverse discipline, paesi e marchi, hanno condiviso questa esperienza di tre giorni, dal 14 al 16 maggio, insieme ad alcuni dei principali rappresentanti dei media provenienti da quattro continenti.
In rappresentanza della ISF c’erano il presidente Marino Giacometti, il vice Presidente Lauri van Houten e il Dr Sergio Giulio Roi. Le superstar presenti erano: Kilian Jornet, Iker Karrera, Anna Frost, Seb Chaigneau, Maud Gobert, Francois d’Haene, Thomas Lorblanchet, Florent Troillet, Gustavo Reyes, Csaba Nemeth, Giuliano Cavallo, gli americani Anton Krupicka, Mike Wolfe, Geoff Roes, Joe Grant, Ian Sharman, Nick Clark, Nikki Kimball, il vincitore della Transvulcania Dakota Jones e i Campioni del Mondo di corsa in montagna, l’americano Max King e l’italiano Marco De Gasperi.
Per questa nuova generazione diatleti, la storia dello skyrunning, illustrata con slides e filmati, ha letteralmente aperto gli occhi a tutti. Gli argomenti esaminati comprendevano: il fenomeno dei social media, le sponsorizzazioni, i rapporti tra le aziende e gli atleti, il perché è stata creata la ISF, come questa interagisce con gli atleti e le aziende, e quali sono il suo spirito e i suoi valori.
Il feedback dagli atleti si è dimostrato prezioso e fondamentale per indicare la strada da seguire e, solo due mesi più tardi, è stata data una voce ufficiale agli stessi atleti con le nuove nomine del Management Committee e della Athletes’ Commission.
Grazie al successo di “Less Cloud. More Sky”, un altro seminario è programmato per il 2013.
LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
Moderatore: leosorry
Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
Gli sviluppi porteranno sicuramente ad uno sviluppo verso l'alto, non solo in questione di metri, del livello della competizione, ma anche degli investimenti, soprattutto da parte degli sponsor.
Siamo ad un passo dal professionismo.
Siamo ad un passo dal professionismo.
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andrea stanco
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Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
Quale sarà lo sviluppo è difficile immaginarlo, possiamo fare limitate supposizioni, nessuno può dire di avere una visione globale.
Un compromesso tra molti interessi sarà il futuro più immediato, organizzazione collaudate con uno sponsor capace (non necessariamente munifico), atleti partecipi.
Io ci vedo un punto importante, il pieno coinvolgimento degli atleti, sono il primo elemento della catena, è ininfluente se professionisti o altro.
Un compromesso tra molti interessi sarà il futuro più immediato, organizzazione collaudate con uno sponsor capace (non necessariamente munifico), atleti partecipi.
Io ci vedo un punto importante, il pieno coinvolgimento degli atleti, sono il primo elemento della catena, è ininfluente se professionisti o altro.
Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
argomento troppo complicato per i miei limitati orizzonti.
ho sempre visto un po' nella distanza la differenza tra trail e sky. Ora l'equipare distanze , considerando che una 100miglia fatta da 3 kima sommati sia cosa assolutamente per pochi se non solo per professionisti, mi viene da pensare che le 100miglia isf si avvicineranno maggiormente ai trail
Se ciò fosse vero , è prevedibile un campionato di seria A targato ISF (dove andranno i + forti) e un campionato di serie B per quei trail esterni alla federazione e quindi con meno sponsor, soldi (che entreranno con ISF) e visibilità ?
ho sempre visto un po' nella distanza la differenza tra trail e sky. Ora l'equipare distanze , considerando che una 100miglia fatta da 3 kima sommati sia cosa assolutamente per pochi se non solo per professionisti, mi viene da pensare che le 100miglia isf si avvicineranno maggiormente ai trail
Se ciò fosse vero , è prevedibile un campionato di seria A targato ISF (dove andranno i + forti) e un campionato di serie B per quei trail esterni alla federazione e quindi con meno sponsor, soldi (che entreranno con ISF) e visibilità ?
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andrea stanco
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Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
Io non credo vogliano equiparare le distanze, vertical, medio, oltre le 50 miglia sino a 100.
Le 100 miglia sono mlto differenti tra loro, tra WS e HR ci sono quasi dieci ore tra i vincitori. Così come una maratona alpina (es.Chamonix) ed il Kima.
Il Kima però è però un esempio limite, converrai che esistono anche trail più tecnici di alcune sky.
Sky-trail è però una differenziazione molto italica, gli atleti stranieri non percepiscono questa differenza.
Le 100 miglia sono mlto differenti tra loro, tra WS e HR ci sono quasi dieci ore tra i vincitori. Così come una maratona alpina (es.Chamonix) ed il Kima.
Il Kima però è però un esempio limite, converrai che esistono anche trail più tecnici di alcune sky.
Sky-trail è però una differenziazione molto italica, gli atleti stranieri non percepiscono questa differenza.
- emilio marco
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Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
andrea stanco ha scritto:Sky-trail è però una differenziazione molto italica
E infatti dall'anno prossimo,in casa"mia",...mia moglie correrà per una squadra di SkyRunner,mentre io continuerò a correre per una squadra di TrailRunner.
...
Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
concordo.... era solo riferita ai trail italiani, ossia quelle misure "intermedie" dove vi sarà ISF e dove invece ci sono i non affiliati.andrea stanco ha scritto:Sky-trail è però una differenziazione molto italica, gli atleti stranieri non percepiscono questa differenza.
detto che poi vedremo quale sarà il calendario ISF per le gare nazionali ma che ora gli "stranieri" in italia ci arrivano quasi esclusivamente per kima, scaccabarozzi, premana... tipiche isf o fsa , con soldini e tanti a disposizione per i vincitori
Se entra con questa forza vi saranno occhi puntati su alcune gare e meno su altri, sempre parlando nei confini nazionali.
mi pare di vedere un po' questo scenario, detto che personalmente non potendo ambire alla vittoria, continuerò a decidere in base a passione, luoghi, distanze , amici e organizzatori
Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
Questa nomina non può che farmi piacere anche se, per natura, non trovo particolare giovamento personale nelle “cariche” bensì nel lavoro concreto che sta dietro al raggiungimento di determinati obbiettivi.
Qualcuno mi ha mandato dei messaggi facendomi i complimenti e chiedendomi per quale motivo avessi accettato questo incarico per conto della ISF.
I complimenti li reputo di parte in quanto, concretamente, non ho ancora fatto molto. Al contrario, dico che dopo quanto è stato fatto finora dalla stessa ISF, qualsiasi collaboratore si troverebbe la strada, se non spianata perlomeno non in salita. Sul motivo, molto semplicemente, dico che ho avuto la fortuna di essere stato interpellato per alcuni pareri in merito al “Mondo trail” e da quel momento ho incominciato ad apprezzare la filosofia e l’organizzazione della ISF che sintetizzo in estrema flessibilità, concretezza e ampie vedute. Dall’altra parte, strano ma vero, qualcuno ha apprezzato la mia visione e mi ha fatto questa proposta. La mia passione per il trail è nata fondamentalmente dalla passione per gli atleti e su questo punto non posso fare altro che sposare il percorso intrapreso dalla stessa ISF che parte in modo assoluto da loro.
I progetti in corso sono molti e altrettanto stimolanti. Ogni giorno una nuova opportunità che rende il percorso molto avvincente.
Gaggio afferma che questo è un passaggio dovuto verso il professionismo. Io non ho ben compreso se gli sviluppi a cui si riferisce sono imputabili al comunicato stampa qui postato, inerente sostanzialmente all’inserimento della distanza delle 100 miglia e ad alcune nomine, o se è un ragionamento più allargato fatto in base a quanto si è visto quest’anno, Transvulcania in primis.
Io non ho la più pallida idea di dove si arriverà ma mi limito a fare una considerazione molto semplice.
Ad oggi ci sono all’incirca una trentina di atleti in tutto il Mondo che, a torto o ragione, creano interesse mediatico. Questo lo si desume in modo evidente dai dati di accesso dei principali canali web e tradizionali sparsi per il Mondo. Maggiore è la concentrazione di questi atleti in un singolo evento, maggiore è l’interesse che lo stesso suscita. Da quanto segnalano alcuni interlocutori, per esempio, i numeri relativi alla Transvulcania non si erano mai visti prima. Il dato che emerge in modo molto significativo, è che l’interesse verso la disciplina incomincia ad allargarsi oltre il popolo dei praticanti.
Fatta questa premessa, io ritengo legittimo che ci sia qualcuno che al contrario preferisca invece il trail running al di fuori di questi concetti intesi come visibilità. Ognuno troverà i suoi spazi perché, secondo me, esisteranno sempre diverse tipologie di eventi. Io stesso del resto spero vivamente che continuerà ad essere organizzata la gara podistica del mio paese, con cena e ballo al palchetto annessi e con articolo di rito sul giornale locale, come spero che continueranno a organizzare sfide stellari come quella che attendiamo a Londra con Bolt, e che sarà vista in tutto il Mondo. Quello che cambierà, molto probabilmente, sarà un divario sempre maggiore , in termini di visibilità, anche nel trail running.
La strada percorsa dalla ISF in circa 20 anni di storia, è quella di creare opportunità di incontro tra questi atleti di vertice, dando allo stesso tempo l’opportunità a tutti gli appassionati di confrontarsi con loro. Da quest’anno, in questo lungo cammino sono state aggiunte anche le ultra distanze e da un mese, le 100 miglia. In questo contesto, io personalmente sposo in pieno questa visione.
Come è possibile realizzare tutto questo ovvero, come si può pensare di riunire questi atleti in un solo evento o in più eventi ripetuti nel corso di una stagione?
al pari di una ricetta di cucina, sono necessari gli ingredienti base e poi ci vuole l’estro del cuoco.
Per gli ingredienti base direi, anzi dicono gli stessi atleti, che a livello quasi paritetico ci vogliono un bel palcoscenico (inteso come percorsi graditi, organizzazioni efficienti, ospitalità, pubblico ecc..) e, aimè, dei soldi.
Sulla tipologia di percorsi, direi che le regole del gioco, condivise dagli stessi atleti in base alle loro preferenze, sono semplici è chiare. Le distanze contemplate vanno dai 2-3 km dei Vertical alle 100 miglia delle Ultra Skymarathon. Alla base di tutto, c’è un DNA comune a tutti che è la voglia di correre su percorsi con dislivelli congrui. Strano ma vero, questa indicazione è molto sentita anche dagli atleti americani. Per la ISF il dislivello è quindi identificabile come l’elemento base di tutti i ragionamenti futuri.
Su questo punto, in giro per il Mondo, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Per quanto riguarda i soldi, questi sono sempre necessari ma in questo caso a maggior ragione perché come semplice punto di partenza l’incontro di questi atleti necessariamente comporta almeno lo spostamento di qualcuno da un continente all’altro. Prevedere la partecipazione in tre-quattro eventi all’anno, in almeno tre continenti differenti, autofinanziata dagli stessi atleti sarebbe utopia.
E allora chi ci dovrebbe mettere i soldi? Direi che qui entra in gioco l’estro del cuoco che deve avere visione e capacità di relazione. A livello teorico i soggetti possono essere molteplici (aziende di settore, aziende extra-settore, team, organizzatori tramite sponsor, federazione e altro…), l’importante è cercare di non muoversi escludendo a priori nessuno. Chi di questi potenziali soggetti viene escluso dal gioco, difficilmente ne vorrà fare parte, anche avendone i mezzi e l’interesse.
Io no so se tutto questo porterà al professionismo e del resto penso anche che lo stesso concetto di professionismo sia abbastanza anomalo per il trail running. Direi che allo stato attuale, tolte pochissime eccezioni, per la maggior parte di questi atleti l’obbiettivo primario sia ancora quello di poter vivere la propria passione senza particolari fronzoli accessori.
Ultimo riferimento, all’Italia. Qui direi che il lavoro della ISF e della FISKY lo si vede in particolare in quelle tre-quattro gare rientranti nella tipologia Vertical Kilometer, Skyrace e Skyarathon che sono ormai un punto di riferimento internazionale. Gare che per efficienza organizzativa, livello di partecipazione e presenza di pubblico, ci invidiano molto all’estero. Per il discorso delle Ultra Skymarathon, cioè dai 42 km alle 100 miglia, sarebbe molto bello averne almeno una classica (escluso Kima) nel circuito internazionale.
Per il resto.. andiamo avanti !!!
Qualcuno mi ha mandato dei messaggi facendomi i complimenti e chiedendomi per quale motivo avessi accettato questo incarico per conto della ISF.
I complimenti li reputo di parte in quanto, concretamente, non ho ancora fatto molto. Al contrario, dico che dopo quanto è stato fatto finora dalla stessa ISF, qualsiasi collaboratore si troverebbe la strada, se non spianata perlomeno non in salita. Sul motivo, molto semplicemente, dico che ho avuto la fortuna di essere stato interpellato per alcuni pareri in merito al “Mondo trail” e da quel momento ho incominciato ad apprezzare la filosofia e l’organizzazione della ISF che sintetizzo in estrema flessibilità, concretezza e ampie vedute. Dall’altra parte, strano ma vero, qualcuno ha apprezzato la mia visione e mi ha fatto questa proposta. La mia passione per il trail è nata fondamentalmente dalla passione per gli atleti e su questo punto non posso fare altro che sposare il percorso intrapreso dalla stessa ISF che parte in modo assoluto da loro.
I progetti in corso sono molti e altrettanto stimolanti. Ogni giorno una nuova opportunità che rende il percorso molto avvincente.
Gaggio afferma che questo è un passaggio dovuto verso il professionismo. Io non ho ben compreso se gli sviluppi a cui si riferisce sono imputabili al comunicato stampa qui postato, inerente sostanzialmente all’inserimento della distanza delle 100 miglia e ad alcune nomine, o se è un ragionamento più allargato fatto in base a quanto si è visto quest’anno, Transvulcania in primis.
Io non ho la più pallida idea di dove si arriverà ma mi limito a fare una considerazione molto semplice.
Ad oggi ci sono all’incirca una trentina di atleti in tutto il Mondo che, a torto o ragione, creano interesse mediatico. Questo lo si desume in modo evidente dai dati di accesso dei principali canali web e tradizionali sparsi per il Mondo. Maggiore è la concentrazione di questi atleti in un singolo evento, maggiore è l’interesse che lo stesso suscita. Da quanto segnalano alcuni interlocutori, per esempio, i numeri relativi alla Transvulcania non si erano mai visti prima. Il dato che emerge in modo molto significativo, è che l’interesse verso la disciplina incomincia ad allargarsi oltre il popolo dei praticanti.
Fatta questa premessa, io ritengo legittimo che ci sia qualcuno che al contrario preferisca invece il trail running al di fuori di questi concetti intesi come visibilità. Ognuno troverà i suoi spazi perché, secondo me, esisteranno sempre diverse tipologie di eventi. Io stesso del resto spero vivamente che continuerà ad essere organizzata la gara podistica del mio paese, con cena e ballo al palchetto annessi e con articolo di rito sul giornale locale, come spero che continueranno a organizzare sfide stellari come quella che attendiamo a Londra con Bolt, e che sarà vista in tutto il Mondo. Quello che cambierà, molto probabilmente, sarà un divario sempre maggiore , in termini di visibilità, anche nel trail running.
La strada percorsa dalla ISF in circa 20 anni di storia, è quella di creare opportunità di incontro tra questi atleti di vertice, dando allo stesso tempo l’opportunità a tutti gli appassionati di confrontarsi con loro. Da quest’anno, in questo lungo cammino sono state aggiunte anche le ultra distanze e da un mese, le 100 miglia. In questo contesto, io personalmente sposo in pieno questa visione.
Come è possibile realizzare tutto questo ovvero, come si può pensare di riunire questi atleti in un solo evento o in più eventi ripetuti nel corso di una stagione?
al pari di una ricetta di cucina, sono necessari gli ingredienti base e poi ci vuole l’estro del cuoco.
Per gli ingredienti base direi, anzi dicono gli stessi atleti, che a livello quasi paritetico ci vogliono un bel palcoscenico (inteso come percorsi graditi, organizzazioni efficienti, ospitalità, pubblico ecc..) e, aimè, dei soldi.
Sulla tipologia di percorsi, direi che le regole del gioco, condivise dagli stessi atleti in base alle loro preferenze, sono semplici è chiare. Le distanze contemplate vanno dai 2-3 km dei Vertical alle 100 miglia delle Ultra Skymarathon. Alla base di tutto, c’è un DNA comune a tutti che è la voglia di correre su percorsi con dislivelli congrui. Strano ma vero, questa indicazione è molto sentita anche dagli atleti americani. Per la ISF il dislivello è quindi identificabile come l’elemento base di tutti i ragionamenti futuri.
Su questo punto, in giro per il Mondo, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Per quanto riguarda i soldi, questi sono sempre necessari ma in questo caso a maggior ragione perché come semplice punto di partenza l’incontro di questi atleti necessariamente comporta almeno lo spostamento di qualcuno da un continente all’altro. Prevedere la partecipazione in tre-quattro eventi all’anno, in almeno tre continenti differenti, autofinanziata dagli stessi atleti sarebbe utopia.
E allora chi ci dovrebbe mettere i soldi? Direi che qui entra in gioco l’estro del cuoco che deve avere visione e capacità di relazione. A livello teorico i soggetti possono essere molteplici (aziende di settore, aziende extra-settore, team, organizzatori tramite sponsor, federazione e altro…), l’importante è cercare di non muoversi escludendo a priori nessuno. Chi di questi potenziali soggetti viene escluso dal gioco, difficilmente ne vorrà fare parte, anche avendone i mezzi e l’interesse.
Io no so se tutto questo porterà al professionismo e del resto penso anche che lo stesso concetto di professionismo sia abbastanza anomalo per il trail running. Direi che allo stato attuale, tolte pochissime eccezioni, per la maggior parte di questi atleti l’obbiettivo primario sia ancora quello di poter vivere la propria passione senza particolari fronzoli accessori.
Ultimo riferimento, all’Italia. Qui direi che il lavoro della ISF e della FISKY lo si vede in particolare in quelle tre-quattro gare rientranti nella tipologia Vertical Kilometer, Skyrace e Skyarathon che sono ormai un punto di riferimento internazionale. Gare che per efficienza organizzativa, livello di partecipazione e presenza di pubblico, ci invidiano molto all’estero. Per il discorso delle Ultra Skymarathon, cioè dai 42 km alle 100 miglia, sarebbe molto bello averne almeno una classica (escluso Kima) nel circuito internazionale.
Per il resto.. andiamo avanti !!!
Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
complimenti per la nomina e per come hai esposto il tuo pensiero, buon lavoro!fabiomen ha scritto:Questa nomina non può che farmi piacere a...
Per il resto.. andiamo avanti !!!
Re: LA ISF "ENTRA" ANCHE NELLE 100 MIGLIA
Grazie emme, i tuoi apprezzamenti mi fanno molto piacere. spero solo di essere all'altezza, credimi.