Pratico corsa in montagna (previlegiando Skyrace in cui la salita sia preponderante e vertical race) da 20 anni e scialpinismo da oltre 30. Prendo altresì parte a trail brevi in ambiente alpino. Cerco così di evitare le lunghe discese poiché luminari dell'ortopedia lo sconsigliano.
Tanto premesso, vedendo che negli ultimi anni le distanze nelle gare di trail si sono dilatate a dismisura mi chiedo se vi siano dati in merito all'usura articolare di chi vi partecipa anche perché a logica:
a) se non ci si allena sulle lunghe distanze, penso si rischi usura per mancanza di idonea muscolatura di supporto;
b) se ci si allena sulle lunghe distanze (a condizione di averne il tempo), credo si rischi usura per eccessivo lavoro...
Che ne pensate?
Trail ed usura articolare
Moderatore: leosorry
Re: Trail ed usura articolare
Io penso che l'usura articolare sia fisiologica e sicuramente un attività che sollecita le articolazioni in modo così importante come il trail accentua ulteriormente questa usura ma credo anche (o per meglio dire spero) che con i dovuti accorgimenti si possano limitare i danni per preservare al massimo le nostre cartilagini...
Io personalmente cerco di correre non spingendomi mai al limite (anche se la discesa mi entusiasma parecchio) e per trattare un tema di "moda" cerco di spingermi sempre più verso il mondo "minimalista" e devo dire che oltre che a risultarmi naturale ha portato anche dei notevoli benefici
Io personalmente cerco di correre non spingendomi mai al limite (anche se la discesa mi entusiasma parecchio) e per trattare un tema di "moda" cerco di spingermi sempre più verso il mondo "minimalista" e devo dire che oltre che a risultarmi naturale ha portato anche dei notevoli benefici
Re: Trail ed usura articolare
L'esito di una risonanza magnetica mi diceva: cartillagini paricolarmente assotigliate....Ho cominciato ad andare piano anche in discesa!!
Che altro rimedio esiste? Smettere di correre?
Che altro rimedio esiste? Smettere di correre?
Re: Trail ed usura articolare
Correre solo in salita, secondo molti "guru" dell'ortopediamezza ha scritto:L'esito di una risonanza magnetica mi diceva: cartillagini paricolarmente assotigliate....Ho cominciato ad andare piano anche in discesa!!
Che altro rimedio esiste? Smettere di correre?
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vallese66
Re: Trail ed usura articolare
Flavio credo che tu già stia utilizzando la tattica migliore: sci alpinismo in inverno e corsa d'estate, senza andare troppo dietro alla "moda" delle distanze sempre più dilatate. Personalmente non credo che le gare più belle siano necessariamente le più lunghe.
Dopo di che la mia cara mamma a 80 anni suonati ha le cartilagini consumate anche lei, e non ha mai corso .... e poi la corsa tiene alla larga tante altre brutte patologie, in definitiva credo che la bilancia sia a favore di questo sport dal punto di vista salute
Dopo di che la mia cara mamma a 80 anni suonati ha le cartilagini consumate anche lei, e non ha mai corso .... e poi la corsa tiene alla larga tante altre brutte patologie, in definitiva credo che la bilancia sia a favore di questo sport dal punto di vista salute
Re: Trail ed usura articolare
Come al solito, devo concordare con te. Gare come Kima, Dolomites, 4 luglio, non hanno a mio avviso niente da invidiare a certe cammellate. E poi bisogna variare il gesto per salvaguardarsi. Lo ski roll, ad esempio, aiuta molto e non è traumatico, come la bici (prostatiti permettendo).vallese66 ha scritto:Flavio credo che tu già stia utilizzando la tattica migliore: sci alpinismo in inverno e corsa d'estate, senza andare troppo dietro alla "moda" delle distanze sempre più dilatate. Personalmente non credo che le gare più belle siano necessariamente le più lunghe.
Dopo di che la mia cara mamma a 80 anni suonati ha le cartilagini consumate anche lei, e non ha mai corso .... e poi la corsa tiene alla larga tante altre brutte patologie, in definitiva credo che la bilancia sia a favore di questo sport dal punto di vista salute
L'uomo comunque non è un cavallo e neppure un dromedario, dunque....certe distanze....
anche nella nostra memoria storica i primitivi correvano per andare a caccia ma chi viveva in un Val d'Aosta (ad esempio), non correva fino alla Pianura Padana per catturare un coniglio. Non siamo fatti per correre per giorni e giorni senza fermarsi. Si può farlo, certamente, ma poi arriva il conto da pagare. E chi più spende, a livello cartilagineo, meno dura. Infatti, l'uso crea l'organo (soprattutto a livello di motore), ma l'abuso...crea le protesi.
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Re: Trail ed usura articolare
Ciao Flavioflavio ha scritto: Come al solito, devo concordare con te. Gare come Kima, Dolomites, 4 luglio, non hanno a mio avviso niente da invidiare a certe cammellate. E poi bisogna variare il gesto per salvaguardarsi. Lo ski roll, ad esempio, aiuta molto e non è traumatico, come la bici (prostatiti permettendo).
L'uomo comunque non è un cavallo e neppure un dromedario, dunque....certe distanze....
anche nella nostra memoria storica i primitivi correvano per andare a caccia ma chi viveva in un Val d'Aosta (ad esempio), non correva fino alla Pianura Padana per catturare un coniglio. Non siamo fatti per correre per giorni e giorni senza fermarsi. Si può farlo, certamente, ma poi arriva il conto da pagare. E chi più spende, a livello cartilagineo, meno dura. Infatti, l'uso crea l'organo (soprattutto a livello di motore), ma l'abuso...crea le protesi.
il discorso che fate tu e Vallese non fa una grinza, ci sono belle gare anche sui 50 km e non c'è bisogno di fare PER FORZA distanza.
Però, rimane una sfida affascinante anche quella...
Per me, per esempio, in maniera del tutto irrazionale ed arbitraria, l'idea delle 100 miglia rappresenta la distanza "definitiva": quando mi hanno diagnosticato usura della cartilagine due anni fa, senza alcuna via di scampo se non iniezioni ogni tre mesi (no grazie) non l'ho presa benissimo (fermo restando che le diagnosi che ti cambiano la vita sono altre).
Prima di arrendermi, mi sono un po'guardato intorno ed ho deciso di provare a cambiare modo di correre, avvicinandomi con cautela al mondo del minimalismo. Ci ho ragionato un po'su e piano piano ho corretto alcuni difetti posturali più smaccati, migliorando notevolmente. Allora ho preso coraggio e a novembre scorso sono ripartito da zero e mano a mano che la muscolatura si rinforzava e la tecnica migliorava, il dolore diminuiva. Dietro suggerimento di un amico ho fatto qualche seduta di PANCAFIT: mi hanno dato un infarinatura su diverse tecniche di stretching e respirazione che poi ho piano piano messo in pratica da me due o tre volte la settimana (la cartilagine, contrariamente a quello che si dice solitamente, può ricrescere un po' se le si "fa spazio" nell'articolazione...). Sono arrivato nell'ultimo anno a fare circa 100 km a settimana con punte da 160/180 prima della WS: nessun problema articolare, muscolare, nè alle gambe nè alla schiena. Avrei corso tutti i giorni mattina e sera da quanto ero entusiasta ed invasato.
Ora, non dico che funziona per tutti: però, se hai la pazienza di lavorarci su, potrebbe essere comunque un tentativo, sia che vuoi fare 50 che 160 km. Poi, benissimo cross training con fondo, alpinismo, bici e nuoto, ma se correre invece che romperti, ti guarisce... Beh, non è male (se ti piace correre, ovvio).
Sul fatto che l'uomo non è nato cavallo, hai anche ragione, ma semplicemente perchè l'uomo, secondo certi studi, è fatto per correre molto più a lungo del cavallo: non altrettanto veloce, ma sicuramente più a lungo. Lo dice la struttura muscolare e l'esoscheletro dell'uomo, non io o Vanna Marchi. Quindi pare proprio che in origine fossimo fatti per correre giorni e giorni.
Se mastichi l'inglese prova a leggere Born to Run, lì viene riportata in maniera scientifica tutta la teoria: molto interessante, al di là di sposarla o meno.
Davide
Re: Trail ed usura articolare
Mi spieghi che tipo di stretching e come funfiona la Pancafit? Grazieblackmagic ha scritto:Ciao Flavioflavio ha scritto: Come al solito, devo concordare con te. Gare come Kima, Dolomites, 4 luglio, non hanno a mio avviso niente da invidiare a certe cammellate. E poi bisogna variare il gesto per salvaguardarsi. Lo ski roll, ad esempio, aiuta molto e non è traumatico, come la bici (prostatiti permettendo).
L'uomo comunque non è un cavallo e neppure un dromedario, dunque....certe distanze....
anche nella nostra memoria storica i primitivi correvano per andare a caccia ma chi viveva in un Val d'Aosta (ad esempio), non correva fino alla Pianura Padana per catturare un coniglio. Non siamo fatti per correre per giorni e giorni senza fermarsi. Si può farlo, certamente, ma poi arriva il conto da pagare. E chi più spende, a livello cartilagineo, meno dura. Infatti, l'uso crea l'organo (soprattutto a livello di motore), ma l'abuso...crea le protesi.
il discorso che fate tu e Vallese non fa una grinza, ci sono belle gare anche sui 50 km e non c'è bisogno di fare PER FORZA distanza.
Però, rimane una sfida affascinante anche quella...
Per me, per esempio, in maniera del tutto irrazionale ed arbitraria, l'idea delle 100 miglia rappresenta la distanza "definitiva": quando mi hanno diagnosticato usura della cartilagine due anni fa, senza alcuna via di scampo se non iniezioni ogni tre mesi (no grazie) non l'ho presa benissimo (fermo restando che le diagnosi che ti cambiano la vita sono altre).
Prima di arrendermi, mi sono un po'guardato intorno ed ho deciso di provare a cambiare modo di correre, avvicinandomi con cautela al mondo del minimalismo. Ci ho ragionato un po'su e piano piano ho corretto alcuni difetti posturali più smaccati, migliorando notevolmente. Allora ho preso coraggio e a novembre scorso sono ripartito da zero e mano a mano che la muscolatura si rinforzava e la tecnica migliorava, il dolore diminuiva. Dietro suggerimento di un amico ho fatto qualche seduta di PANCAFIT: mi hanno dato un infarinatura su diverse tecniche di stretching e respirazione che poi ho piano piano messo in pratica da me due o tre volte la settimana (la cartilagine, contrariamente a quello che si dice solitamente, può ricrescere un po' se le si "fa spazio" nell'articolazione...). Sono arrivato nell'ultimo anno a fare circa 100 km a settimana con punte da 160/180 prima della WS: nessun problema articolare, muscolare, nè alle gambe nè alla schiena. Avrei corso tutti i giorni mattina e sera da quanto ero entusiasta ed invasato.
Ora, non dico che funziona per tutti: però, se hai la pazienza di lavorarci su, potrebbe essere comunque un tentativo, sia che vuoi fare 50 che 160 km. Poi, benissimo cross training con fondo, alpinismo, bici e nuoto, ma se correre invece che romperti, ti guarisce... Beh, non è male (se ti piace correre, ovvio).
Sul fatto che l'uomo non è nato cavallo, hai anche ragione, ma semplicemente perchè l'uomo, secondo certi studi, è fatto per correre molto più a lungo del cavallo: non altrettanto veloce, ma sicuramente più a lungo. Lo dice la struttura muscolare e l'esoscheletro dell'uomo, non io o Vanna Marchi. Quindi pare proprio che in origine fossimo fatti per correre giorni e giorni.
Se mastichi l'inglese prova a leggere Born to Run, lì viene riportata in maniera scientifica tutta la teoria: molto interessante, al di là di sposarla o meno.
Davide
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Re: Trail ed usura articolare
Allora, la mia spiegazione è altamente INscientifica, comunque il Metodo Raggi (che utilizza questo attrezzo che si chiama Pancafit) è un metodo che tende a correggere la postura insegnando al corpo ad equilibrarsi per evitare compensazioni dovute a traumi e disfunzioni di ogni tipo. In pratica tramite questa panca inclinata a V, viene più facile fare degli allungamenti mirati senza compensare con il resto del corpo. All'allungamento vero e proprio viene sempre abbinata la respirazione.
Qui trovi informazioni http://www.posturalmed.org/area-scientifica/che-cose/
Io ho fatto da cavia ad uno studente che frequentava i suoi corsi per un progetto, quindi non è stata una cosa continua e diciamo che poi da solo porto avanti quello che riesco/posso: però è interessante e la sensazione di benessere fisico dopo una session di Pancafit è fantastica. Spesso terminato andavo a correre e notavo veramente una differenza di sensazioni, un equilibrio nella corsa che spesso trascuriamo: compensa, compensa, compensa ed escono i guai.
Per inciso, il metodo pensa che sia criminale correre tanto, quindi io l'ho interpretato un po'a modo mio.
Ora vado da un'osteopata che reputo molto brava e molto attenta alle mie esigenze tre/quattro volte l'anno a farmi controllare e rimettere in sesto, non costa neanche tanto e la sensazione di benessere è la stessa. Per me è una buonissima cosa.
Stretching io faccio così: parto con 5 minuti di relax schiena a terra in cui cerco di respirare bene di diaframma e rilassare il corpo, mettermi in equilibrio dopo una giornata in macchina, ufficio, lavoro e "allungare" bene la schiena. Poi mi concentro un po' sulla catena posteriore, visto che il mio problema principale sono le ginocchia (coscia, polpaccio, tendine di Achille) e poi muscolatura frontale e superiore dell'anca (che comanda il movimento sempre del ginocchio) e un po'di quadricipiti. Mezz'oretta e ti levi il dente. Palloso, ma se lo affronti come un momento di relax va ancora. Due volte la settimana, tre se mi sento proprio ispirato (mai). Per gli esercizi da fare qualsiasi libro va bene, l'immortale di Bob Anderson costa poco ed è facile da consultare.
Qui trovi informazioni http://www.posturalmed.org/area-scientifica/che-cose/
Io ho fatto da cavia ad uno studente che frequentava i suoi corsi per un progetto, quindi non è stata una cosa continua e diciamo che poi da solo porto avanti quello che riesco/posso: però è interessante e la sensazione di benessere fisico dopo una session di Pancafit è fantastica. Spesso terminato andavo a correre e notavo veramente una differenza di sensazioni, un equilibrio nella corsa che spesso trascuriamo: compensa, compensa, compensa ed escono i guai.
Per inciso, il metodo pensa che sia criminale correre tanto, quindi io l'ho interpretato un po'a modo mio.
Ora vado da un'osteopata che reputo molto brava e molto attenta alle mie esigenze tre/quattro volte l'anno a farmi controllare e rimettere in sesto, non costa neanche tanto e la sensazione di benessere è la stessa. Per me è una buonissima cosa.
Stretching io faccio così: parto con 5 minuti di relax schiena a terra in cui cerco di respirare bene di diaframma e rilassare il corpo, mettermi in equilibrio dopo una giornata in macchina, ufficio, lavoro e "allungare" bene la schiena. Poi mi concentro un po' sulla catena posteriore, visto che il mio problema principale sono le ginocchia (coscia, polpaccio, tendine di Achille) e poi muscolatura frontale e superiore dell'anca (che comanda il movimento sempre del ginocchio) e un po'di quadricipiti. Mezz'oretta e ti levi il dente. Palloso, ma se lo affronti come un momento di relax va ancora. Due volte la settimana, tre se mi sento proprio ispirato (mai). Per gli esercizi da fare qualsiasi libro va bene, l'immortale di Bob Anderson costa poco ed è facile da consultare.