Come in tutte le gare a tappe comincia ad affiorare la stanchezza. I piedi cominciano a soffrire, i muscoli al mattino sono duri, e in generale si è sempre stanchi. Fino a 20 km si corre sempre con entusiasmo, poi esce fuori il sole del Colorado che picchia sulla testa e, insieme all'altitudine, non ti fanno altro che sognare il traguardo... domani sarà una delle tappe più dure, 40 km tutti sopra i 3400 metri!
Ma intanto ci gustiamo il fatto di essere a Leadville, la patria della Leadville 100: oggi ad allenarsi sulle pendici di Hope Pass c'erano tantissimi atleti che domenica si sfideranno nella "Race Across the Sky".
Non vi dico quanti sosia di Tony Krupicka, tutti senza maglietta, scarpe minimaliste e la barba lunga! Tony sta davvero facendo proseliti.
Qui il tempo si è fermato: nella Main Street ci sono alcuni dei saloon più antichi del vecchio West. Dovunque si respira un'aria da "frontiera", con poche regole e orizzonti infiniti. Certo, è una città povera e lo si intuisce subito, ma il fatto di essere quassù così alti, lontani da tutto, dalla sofisticata East Coast, dall'effervescente West Coast, regala un fascino da tempo passato. E poi avere a poche miglia i sentieri della Continental Divide che attraversa tutto il continente Nord Americano è qualcosa di impagabile
