Leggendo i comunicati credo che , come ben sottolineato da Checo, chi li ha scritti ha perso poco tempo per cercare di creare un documento che contenesse un linguaggio che si avvicini a quello spirito trail di cui poi gli stessi autori parlano.
Cosi da una prima lettura mi pare più un convegno che possa andare incontro alle esigenze degli atleti di elite ( esigenze giuste perchè per me positivo che ci siano persone che possano fare del loro sport un " lavoro " come accade in tutti gli sport e quindi avere mezzi per definirsi più " appetibili " per media e sponsor è un esigenza che deve essere tenuta di conto ) e meno per strutturare un movimento, però è solo uno scritto ed è un primo passo quindi staremo a vedere.
Per il resto i sentieri sono sempre li e sono di tutti quindi quando ci iscriviamo ad una gara valutiamo e valuteremo costi e benefici altrimenti si fa altro ( ci sono già adesso gare di stesse tipologie che costano una il doppio dell'altra ); teniamo sempre presente che il trail non è un mondo a parte e certe situazioni di ingaggi esistono già ovunque ed in tanti altri sport esistono gare ben distinte tra circuiti pro ed amatori, come nel ciclismo o per restare in montagna nello sci.....tutti possiamo andare a sciare a Cortina ma non tutti possiamo partecipare al gara di slalom di Cortina
1a Assise Mondiale del Trail - Courmayeur 03.09.2012
Moderatore: leosorry
-
andrea stanco
- Messaggi: 752
- Iscritto il: 06/09/2010, 12:49
- Località: GENOVA
Re: Gruppo di lavoro IUTA per l'Ultra Trail
Spero di non essere frainteso, di non passare per polemico o limitativo.
Ci sono state in passato due libere assemblee, Millau e La Palma. Qui gli atleti hanno espresso le loro esigenze, mostrato i loro interessi ed elencato quali manifestazioni che stuzzicavano i loro interessi. Qui le aziende hanno chiesto seguire tre punti per loro fondamentali, partenze comuni, tempi di percorrenza accessibili a tutti, globalità di calendario.
Le aziende non sono mosse da spirito trail, ma da spirito di capitale.
Le aziende non hanno idoli, hanno degli atleti che sono un mezzo per fare comunicazione.
Le aziende non appoggiano un evento per mecenatismo, cercano di avvicinare la "critical mass" ai loro prodotti.
Esistiamo poi noi, la minima parte degli utenti, trasportati dal sentimento per la corsa in natura, per un'alba in cima al monte prima di affrettarsi in ufficio, per la gioia di tagliare un traguardo con i figli per mano, ecc. Però mportantissimi, tutte le aziende dedicano tempo e denaro per avere più nozioni possibili da questi sognatori, i "filosofi del trail" fanno opinione, sono seguiti spesso più dei campioni e generano altri utenti.
A tutto questo bisogna aggiungere un altro fattore, le differenze tra paesi.
Faccio due esempi vicini a noi: il Regno Unito, la Germania, il secondo mercato del trail dopo la Francia.
Ai tedeschi non interessa nulla delle gare, pensate a quanti ne avete mai incontrati alle manifestazioni internazionali, pochi credo. Consumano tantissimo e con un prezzo medio molto elevato, cercano tecnologia e qualità, ma di Kilian, di Tony e dell'UTMB non gli frega nulla.
Agli inglesi non chiedete di mettersi uno zaino e di fare troppi chiometri, il sentiero Bob Graham è il loro massimo, il fellcross una ragione di vita, una buona scarpa, short e canotta, pronti e via!
Nelle Filippine cosa serve?, In Giappone? In Nuova Zelanda? In Argentina?
Tutto questo e molto altro sono codificabili e sottoscrivibili dopo qualche ora di riunione?
Trail è vasto e poco tangibile, forse siamo accecati dall'esempio di Ironman, loro con grande abilità hanno esportato una cosa definita. Qui nessuno vuole dei canoni, è il bello della natura, corsa o camminata che sia poco importa.
Ci sono state in passato due libere assemblee, Millau e La Palma. Qui gli atleti hanno espresso le loro esigenze, mostrato i loro interessi ed elencato quali manifestazioni che stuzzicavano i loro interessi. Qui le aziende hanno chiesto seguire tre punti per loro fondamentali, partenze comuni, tempi di percorrenza accessibili a tutti, globalità di calendario.
Le aziende non sono mosse da spirito trail, ma da spirito di capitale.
Le aziende non hanno idoli, hanno degli atleti che sono un mezzo per fare comunicazione.
Le aziende non appoggiano un evento per mecenatismo, cercano di avvicinare la "critical mass" ai loro prodotti.
Esistiamo poi noi, la minima parte degli utenti, trasportati dal sentimento per la corsa in natura, per un'alba in cima al monte prima di affrettarsi in ufficio, per la gioia di tagliare un traguardo con i figli per mano, ecc. Però mportantissimi, tutte le aziende dedicano tempo e denaro per avere più nozioni possibili da questi sognatori, i "filosofi del trail" fanno opinione, sono seguiti spesso più dei campioni e generano altri utenti.
A tutto questo bisogna aggiungere un altro fattore, le differenze tra paesi.
Faccio due esempi vicini a noi: il Regno Unito, la Germania, il secondo mercato del trail dopo la Francia.
Ai tedeschi non interessa nulla delle gare, pensate a quanti ne avete mai incontrati alle manifestazioni internazionali, pochi credo. Consumano tantissimo e con un prezzo medio molto elevato, cercano tecnologia e qualità, ma di Kilian, di Tony e dell'UTMB non gli frega nulla.
Agli inglesi non chiedete di mettersi uno zaino e di fare troppi chiometri, il sentiero Bob Graham è il loro massimo, il fellcross una ragione di vita, una buona scarpa, short e canotta, pronti e via!
Nelle Filippine cosa serve?, In Giappone? In Nuova Zelanda? In Argentina?
Tutto questo e molto altro sono codificabili e sottoscrivibili dopo qualche ora di riunione?
Trail è vasto e poco tangibile, forse siamo accecati dall'esempio di Ironman, loro con grande abilità hanno esportato una cosa definita. Qui nessuno vuole dei canoni, è il bello della natura, corsa o camminata che sia poco importa.
- GP GUINDANI
- Messaggi: 584
- Iscritto il: 12/10/2010, 17:32
Re: Gruppo di lavoro IUTA per l'Ultra Trail
non per fare il solito disfattista, ma per me affrontato il punto primo (definizione trail) vanno tutti a casa....
chi era presente ad Albissola sa bene di cosa parlo, è oggettivamente impossibile dare una definizione di trail: dislivello si o no e se si quanto in rapporto alla distanza da percorrere? una gara su sterrato con zero dislivello è trail o no?
Kilometraggio minimo? una gara con single track di 10/12 km è trail più o meno di una di 25/30 su strade bianche e magari minor dislivello?
Ad Albissola io e Michele eravamo rimasti perplessi dai risultati (non) emersi dalla discussione, tuttavia a ben ripensarci non è nemmeno poi tanto un male.
Mi spiego: molti di noi (non io) provengono dalla strada da cui si sono staccati a causa dello strapotere Fidal, dei mille regolamenti, delle mille categorie e via dicendo.
Noi italiani abbiamo il "regolamento nel sangue" (retaggio della nostra cultura giuridica romanistica), ne abbiamo bisogno perchè ci mette il cuore in pace, ci fa stare tranquilli, tanto poi raramente lo osserviamo. E comunuque le norme del regolamento vanno interpretate (ah! l' ermeneutica....).
Io onestamente sono giunto alla conclusione della sostanziale inutilità di queste assise (spero vivamente di essere smentito) dove dopo tante chiacchiere raramente si giunge ad un risultato concreto.
Il trail è per molti aspetti anarchia, libertà: si deve andare da un punto a) ad uno b) con le proprie gambe. punto.
Siamo nelle mani degli organizzatori che speriamo siano seri e sappiano quello che fanno per non mandare vite umane allo sbaraglio.
L' unico momento davvero arricchente di Albissola a mio avviso è stato il confronto tra organizzatori sulle proprie esperienze e le problematiche incontrate nella fase organizzativa: ebbene forse questo si potrebbe fare con maggior costrutto, degli incontri/confronto tra organizzatori in forma magari seminariale in modo da "formare" chi poi si prenderà la briga (e la responsabilità, civile, penale e morale) di mettere in piedi una manifestazione podistica in un ambiente per definizione difficile come la montagna affrontando di volta in volta varie tematiche: sicurezza, ambiente, segreteria, rapporti con le autorità etc. (ad esempio ancora ringraziamo gli ORSI per il piano di evacuazione in caso di allerta meteo in corso gara, cosa a cui non avremmo pensato mai).
Un saluto a tutti.
chi era presente ad Albissola sa bene di cosa parlo, è oggettivamente impossibile dare una definizione di trail: dislivello si o no e se si quanto in rapporto alla distanza da percorrere? una gara su sterrato con zero dislivello è trail o no?
Kilometraggio minimo? una gara con single track di 10/12 km è trail più o meno di una di 25/30 su strade bianche e magari minor dislivello?
Ad Albissola io e Michele eravamo rimasti perplessi dai risultati (non) emersi dalla discussione, tuttavia a ben ripensarci non è nemmeno poi tanto un male.
Mi spiego: molti di noi (non io) provengono dalla strada da cui si sono staccati a causa dello strapotere Fidal, dei mille regolamenti, delle mille categorie e via dicendo.
Noi italiani abbiamo il "regolamento nel sangue" (retaggio della nostra cultura giuridica romanistica), ne abbiamo bisogno perchè ci mette il cuore in pace, ci fa stare tranquilli, tanto poi raramente lo osserviamo. E comunuque le norme del regolamento vanno interpretate (ah! l' ermeneutica....).
Io onestamente sono giunto alla conclusione della sostanziale inutilità di queste assise (spero vivamente di essere smentito) dove dopo tante chiacchiere raramente si giunge ad un risultato concreto.
Il trail è per molti aspetti anarchia, libertà: si deve andare da un punto a) ad uno b) con le proprie gambe. punto.
Siamo nelle mani degli organizzatori che speriamo siano seri e sappiano quello che fanno per non mandare vite umane allo sbaraglio.
L' unico momento davvero arricchente di Albissola a mio avviso è stato il confronto tra organizzatori sulle proprie esperienze e le problematiche incontrate nella fase organizzativa: ebbene forse questo si potrebbe fare con maggior costrutto, degli incontri/confronto tra organizzatori in forma magari seminariale in modo da "formare" chi poi si prenderà la briga (e la responsabilità, civile, penale e morale) di mettere in piedi una manifestazione podistica in un ambiente per definizione difficile come la montagna affrontando di volta in volta varie tematiche: sicurezza, ambiente, segreteria, rapporti con le autorità etc. (ad esempio ancora ringraziamo gli ORSI per il piano di evacuazione in caso di allerta meteo in corso gara, cosa a cui non avremmo pensato mai).
Un saluto a tutti.
Re: Gruppo di lavoro IUTA per l'Ultra Trail
Nessuna polemica, per carità, anche perché stiamo discutendo su di un programma di lavoro, non sul risultato dello stesso.andrea stanco ha scritto:Spero di non essere frainteso, di non passare per polemico o limitativo.
E qui mi sembra che le richieste delle aziende siano molto in accordo con le esigenze di tutti: atleti (top e tap), organizzatori, aziende.andrea stanco ha scritto:...Qui le aziende hanno chiesto seguire tre punti per loro fondamentali, partenze comuni, tempi di percorrenza accessibili a tutti, globalità di calendario.
Niente da eccepire, anzi, siamo grati alle aziende per le sponsorizzazioni senza le quali la maggior parte delle manifestazioni non potrebbero esistere, al costante miglioramento dei loro prodotti, alla loro funzione sociale ed economica per i posti di lavoro creati e mantenuti, ecc.andrea stanco ha scritto:Le aziende non sono mosse da spirito trail, ma da spirito di capitale.
Le aziende non hanno idoli, hanno degli atleti che sono un mezzo per fare comunicazione.
Le aziende non appoggiano un evento per mecenatismo, cercano di avvicinare la "critical mass" ai loro prodotti.
Qui non sono più tanto d'accordo, sia per il fatto che riconoscendomi in questa categoria non mi sento per niente minimo, poi perché se non sono queste le motivazioni "nobili" del trail quali possono essere.? Il denaro di premi, sponsorizzazioni e ingaggi come ben traspare dal programma di lavoro del convegno.? Ma allora è giusta la sensazione che si voglia fare una celebrazione pelosa dei valori del trail allo scopo di indorare la pillola del bieco interesse commerciale - attenzione - non da parte delle aziende, ma da chi vuole creare un sistema per mettere sotto controllo il movimento e quindi meglio sfruttarlo dal punto di vista commerciale.andrea stanco ha scritto:Esistiamo poi noi, la minima parte degli utenti, trasportati dal sentimento per la corsa in natura, per un'alba in cima al monte prima di affrettarsi in ufficio, per la gioia di tagliare un traguardo con i figli per mano, ecc. Però mportantissimi, tutte le aziende dedicano tempo e denaro per avere più nozioni possibili da questi sognatori, i "filosofi del trail" fanno opinione, sono seguiti spesso più dei campioni e generano altri utenti.
Se l'intenzione è quella di mantenere i "sani valori del trail", basta lo lascino così com'è.!!
Senza dilungarmi tanto (spero), nel documento si notano anche altre "incongruenze" strane; una fra tutte:
Ma allora, 'ste gare, le vogliamo standardizzare oppure no.?Enrico Vedilei ha scritto:1) Un primo obbiettivo di questa assise sarà determinare una definizione internazionale di trail che inquadri le caratteristiche più importanti del trail e che permetta di distinguere chiaramente il trail dalle altra discipline simili.
Sarà presentata e discussa una definizione.
...
...
- per gli altri concorrenti: garantire una larga gamma di gare, dove la libera concorrenza permette di disporre di gare non standardizzate. Avere garanzie di sicurezza e rispetto delle norme, nelle varie nazioni, avere contatti e scambi con gli atleti di alto livello, potersi posizionare nelle classifiche nazionali ed internazionali.
ri p.s. prometto che i prossimi (eventuali) inteventi saranno più brevi..
-
andrea stanco
- Messaggi: 752
- Iscritto il: 06/09/2010, 12:49
- Località: GENOVA
Re: Gruppo di lavoro IUTA per l'Ultra Trail
Mi sono spiegato male, quando dico "minima parte" intendo coloro (in Italia 80/100 persone?) che scrivono e partecipano attivamente al "mondo trail".
Le aziende sono molto attente a queste persone, esiste una figura che si chiama community manager, che ha anche il compito di seguirle, discuterci e confrontarsi.
Comprendo che possa non piacere o che possa considerarsi subdolo.
Le aziende sono molto attente a queste persone, esiste una figura che si chiama community manager, che ha anche il compito di seguirle, discuterci e confrontarsi.
Comprendo che possa non piacere o che possa considerarsi subdolo.
Re: Gruppo di lavoro IUTA per l'Ultra Trail
Ok, ora è chiaro, scusami per aver interpretato male.andrea stanco ha scritto:Mi sono spiegato male, quando dico "minima parte" intendo coloro (in Italia 80/100 persone?) che scrivono e partecipano attivamente al "mondo trail".
Le aziende sono molto attente a queste persone, esiste una figura che si chiama community manager, che ha anche il compito di seguirle, discuterci e confrontarsi.
Comprendo che possa non piacere o che possa considerarsi subdolo.
Ma guarda che, per me, l'atteggiamento delle aziende è quasi sempre chiaro e "corretto", nel senso che per gli obiettivi che si prefiggono (sostanzialmente stare sul mercato e fare profitto) hanno tutto l'interesse a che il movimento si mantenga sano di corpo e di mente. Vedi il parallelo solito con il rugby, molto apprezzato dal punto di vista promozionale proprio perché, pur essendo sempre più conosciuto ed apprezzato anche dai non addetti ai lavori, riesce a mantenere intatti questi valori.
Quello che non mi piace e che sospetto è che si voglia imbrigliare il trail entro dei numeri e parametri per i quali nessuno sente la necessità, con lo scopo secondo (almeno questo mi sembra trasparire) di ciullare nel manico per ricavarne un surplus. Per spiegarmi meglio, leggendo quel programma di lavoro, mi sembra sia steso da un aspirante procuratore del quale nessuno sente l'esigenza: le aziende mi sembra di capire si arrangino da sole, per gli atleti "normali" non ne vedo vantaggi, gli atleti di vertice, nel momento in cui le squadre si saranno ancor più consolidate, avranno logicamente adeguati supporti dalle squadre stesse sia dal punto di vista sportivo che commerciale, come già si vede molto bene per atleti tipo il solito Kilian.
Per usare un esempio preso dall'automobilismo, mi sembra la proposta di una specie di Ecclestone che vuole creare un "Circus del trail".
Re: Gruppo di lavoro IUTA per l'Ultra Trail
Ecco, conoscendo il "vero trailer", quello che si trova nelle parole di Guindani, non vorrei che ci fosse un disinnamoramento di questi "altri" verso il mondo che hanno contribuito a creare, e che poi tutta questa crescita del mondo del trail non si trasformi in una "bolla".Checo ha scritto: A parte l'inc......ra del momento, per me non è da essere così tragici; nel senso che i sentieri saranno sempre gli stessi di prima, così come noi che li pratichiamo. Se, per pagare ingaggi e premi ai top trailer, le quote di iscrizione aumenteranno, sarò libero di non partecipare, se gli ingaggi li pagheranno gli sponsor, meglio, se invece tutto questo can can abbasserà le quote di iscrizione, meglio ancora. E se tanti, come accade nelle maratone internazionali, parteciperanno invogliati dalla presenza dei top pur pagando di più l'iscrizione... Contenti loro..![]()
più o meno: come abbreviazione e anche radice del mio cognome, il senso è appunto quello di soldato di professione, a ingaggio... insomma, mercenarioCheco ha scritto: p.s. Ma Gaggio è per caso il diminutivo di inGaggio.?
Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre
ci ho impiegato mezz'ora per leggere tutto, perchè sto' topic me l'ero perso...
mi chiedo solo dov'è finito lo SPIRITO TRAIL!
mi meraviglio degli organizzatori del UTMB ! e concordo e quoto su tutto quanto scritto da Checo, praticamente una delle poche persone (tra l'altro ufficialmente NON addetto ai lavori che abbia compreso qualcosa...) altro che Spirito trail questo è il Circus del Trail, quella nuova piazza ove (aziende a parte di cui si è disquisito) qualcun altro o più di uno ha ben compreso dove andare a mescolare il calderone di eventuali "guadagni" e/o di "fama" ..di "poltrone" e similia ...
dicevo che mi meraviglio degli organizzatori dell'UTMB (visto le cifre numeriche alle loro gare) e cmq di chi considera "altri concorrenti" tutta la massa degli atleti che fanno tanti sacrifici per andare a correre qua e là sulle nostre montagne e non solo... praticamnete dalla strada al trail la zuppa è sempre la stessa... cambia solo il fondo da bitume a sdrucciolato, ma te atleta che arrivi dopo 15 ore in un'ultratrail sei solo un numero di cui interessa solo per far cassa...
ditemi che sono la solita che non ha compreso nulla e dell'inutilità del mio intervento moooodesto
che disdetta
mi chiedo solo dov'è finito lo SPIRITO TRAIL!
mi meraviglio degli organizzatori del UTMB ! e concordo e quoto su tutto quanto scritto da Checo, praticamente una delle poche persone (tra l'altro ufficialmente NON addetto ai lavori che abbia compreso qualcosa...) altro che Spirito trail questo è il Circus del Trail, quella nuova piazza ove (aziende a parte di cui si è disquisito) qualcun altro o più di uno ha ben compreso dove andare a mescolare il calderone di eventuali "guadagni" e/o di "fama" ..di "poltrone" e similia ...
dicevo che mi meraviglio degli organizzatori dell'UTMB (visto le cifre numeriche alle loro gare) e cmq di chi considera "altri concorrenti" tutta la massa degli atleti che fanno tanti sacrifici per andare a correre qua e là sulle nostre montagne e non solo... praticamnete dalla strada al trail la zuppa è sempre la stessa... cambia solo il fondo da bitume a sdrucciolato, ma te atleta che arrivi dopo 15 ore in un'ultratrail sei solo un numero di cui interessa solo per far cassa...
ditemi che sono la solita che non ha compreso nulla e dell'inutilità del mio intervento moooodesto
che disdetta
Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre
Ehhh....senza far critica o polemica....purtroppo credo sia l'INnaturale evoluzione di uno sport che, nel bene o nel male (dipende ovviamente dai punti di vista di ognuno) sta prendendo....
Cmq non tutto il male vien per nuocere...e sicuramente (spero) qualche aspetto positivo ci sarà in questa "evoluzione".
Certo è che i tempi cambiano....e questo, quando l'uomo con i propri interessi ci mette lo zampino, è inevitabile!!!!
Ma fortunatamente possiamo cmq continuare a "scegliere" dove e come andare a consumare le proprie scarpe da trail....
Cmq non tutto il male vien per nuocere...e sicuramente (spero) qualche aspetto positivo ci sarà in questa "evoluzione".
Certo è che i tempi cambiano....e questo, quando l'uomo con i propri interessi ci mette lo zampino, è inevitabile!!!!
Ma fortunatamente possiamo cmq continuare a "scegliere" dove e come andare a consumare le proprie scarpe da trail....
Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre
L’Assises del Trail 2013 è quanto era stato già annunciato, o forse profetizzato, nel 2010 dopo l’incontro di Albisola.
Ad Albisola, il 27-28 novembre 2010, così ha scritto chi ha stilato il documento sulle Linee guida del Trail:
“ASSOCIAZIONE NAZIONALE
Pur avendo ricevuto il voto favorevole di una netta maggioranza degli organizzatori presenti, si ritiene, nell’intento di raggiungere un’unanimità pressoché assoluta, di rimandare la creazione di un’Associazione Nazionale al prossimo incontro che sarà coordinato dai Courmayeur Trailers. Nel frattempo ci si impegna ad approfondire le possibili alternative di Statuto e Atto Costitutivo della futura Associazione”.
Essendo passati quasi due anni, e non avendo letto nel programma dell’Assises nulla a riguardo di una discussione in merito allo Statuto e Atto costitutivo dell’Associazione, mi viene da pensare o che l’impegno manifestato non è stato sufficiente, o che il tempo intercorso non è bastato per gli opportuni approfondimenti, o che non si è raggiunto quell’unanimità pressochè assoluta …. o che qualcun altro ha pensato di intraprendere un’altra strada collegandosi a un contesto di tipo internazionale.
Riflettendo sui due appuntamenti citati, riporto a grandi linee chi erano gli organizzatori e gli ospiti ad Albisola e quali saranno a Courmayeur:
Albisola 2010:
ORGANIZZATORE: un’associazione sportiva italiana nonché organizzatore di gare (Spirito Trail) in collaborazione con altre associazioni sportive organizzatrici di gare.
OSPITI RELATORI: Feferazioni/Enti di Promozione/Associazioni italiani (Fidal, Uisp, Fisky, Iuta).
Courmayeur 2012:
ORGANIZZATORE: un’associazione sportiva francese, nonché organizzatore di gare (Trailer du Mont Blanc) in collaborazione con un’associazione sportiva italiana (Courmayeur Trailers), una Federazione francese (FFA) ed alcuni Enti locali.
OSPITI RELATORI: un’associazione internazionale (IAU), se presenzierà, e un’associazione sportiva italiana (IUTA)
Se l’intento dell’Assises è quello di redigere un “documento base, sul futuro del trail”, come avvenuto ad Albisola in ambito nazionale, direi che la cosa sarà fatta e gli organizzatori presenti ne saranno i promotori. Per gli altri organizzatori, vi sarà libertà di condividerne i contenuto o meno, a loro piacimento, esattamente come è avvenuto negli ultimi due anni in Italia.
Se invece l’intento di dare una risposta al quesito sul programma della stessa Assises “Come federare concretamente gli organizzatori, per dare una coerenza solidale all'insieme delle gare ?”, direi che il quadro si fa più interessante.
La grossa differenza tra i due eventi, Albisola e Courmayeur, è che lunedì tra gli organizzatori compare anche una Federazione che è quella di Atletica Francese (FFA). Almeno da parte francese, quindi, l’organizzatore principale dell’evento ha già deciso chi, per lui, dovrebbe essere il referente istituzionale del settore trail.
Da parte Italiana, essendo l’unico ospite relatore in programma la IUTA, ed essendo questa un’emanazione della FIDAL, presumo che il referente finale individuato da chi collabora con gli organizzatori dell’evento (Courmayeur Trailers) dovrebbe essere quest’ultima, la Federazione d’Atletica Leggera Italiana. L’altra strada potrebbe essere quello che ho riportato prima circa l’intento di Albisola, ma pensare a una nuova Federazione promossa dagli organizzatori, nel panorama italiano attuale, la vedo abbastanza complicata.
Altrimenti, vedrei di cattivo gusto se al termine dell’Assise l’organizzatore salutasse il proprio collaboratore FFA, e gli ospiti relatori IAU/IUTA e dicessero loro, bene, grazie dei preziosi suggerimenti e delle testimonianze ma adesso creiamo una nuova Federazione Internazionale del Trail Running e tutte le relative Federazioni Nazionali. Sempre se sarà uno degli obbiettivi dare una risposta alla domanda, di come federare concretamente gli organizzatori, questa sarà la strada che verrà spiegata, quella che porta in ultima battuta alla IAAF e, ancora più in alto, al CIO. C’è chi vede in questo la fortuna della disciplina, chi ne vede la rovina e chi, come me, la vede semplicemente come una delle molteplici possibilità.
Avere un’idea e portarla avanti è un diritto di chi organizza l’evento e io non ci vedo nulla di male. Se mai dovesse capitare, come già avvenuto in Francia da molti anni, che la FIDAL riconoscerà il trail running come disciplina, ci sarà chi festeggerà per una settimana, chi avrà una crisi esistenziale che tramanderà per intere generazioni e chi, come me, sarà completamente indifferente alla vicenda. Direi che l’unica incognita di questa prospettiva, potrebbe essere se la stessa FIDAL in un colpo solo riconoscesse non solo il trail ma anche l’ultra trail (non quello dei Poletti oltre gli 80 km, ma quello della IAU oltre i 42). A questo punto la IUTA smetterebbe di esistere o perlomeno verrebbe inglobata nella stessa FIDAL.
Infine, inerente alla classifica mondiale citata nel comunicato dell’Assisse che si ripropone l’obbiettivo di definire i migliori trailers dell’anno, questa riguarderà unicamente le gare delle organizzazioni che firmeranno i documenti. Se il numero degli aderenti sarà ampio, almeno sopra la maggioranza di tutti gli organizzatori mondiali e tra questi ci saranno le principali manifestazioni che vedono la presenza dei migliori atleti mondiali al via, direi una cinquantina di gare in tutto, allora, avrà una sua valenza. Altrimenti sarà un doppione simile al Campionato del Mondo IAU, con i soliti noti a gareggiare altrove. Per chi è amante dei numeri, se la classifica avrò un senso, costituirà una fonte di informazione, per chi invece odia i numeri, non avrà altro da fare che evitare di aprire l'apposito file. Per la buona pace di tutti.
La cosa positiva e che ci sarà sempre spazio per tutti e ognuno di noi riuscirà sempre a soddisfare la sua passione con gli interlocutori che ritiene più vicini e raccogliendo le informazioni che ritiene più utili.
Ad Albisola, il 27-28 novembre 2010, così ha scritto chi ha stilato il documento sulle Linee guida del Trail:
“ASSOCIAZIONE NAZIONALE
Pur avendo ricevuto il voto favorevole di una netta maggioranza degli organizzatori presenti, si ritiene, nell’intento di raggiungere un’unanimità pressoché assoluta, di rimandare la creazione di un’Associazione Nazionale al prossimo incontro che sarà coordinato dai Courmayeur Trailers. Nel frattempo ci si impegna ad approfondire le possibili alternative di Statuto e Atto Costitutivo della futura Associazione”.
Essendo passati quasi due anni, e non avendo letto nel programma dell’Assises nulla a riguardo di una discussione in merito allo Statuto e Atto costitutivo dell’Associazione, mi viene da pensare o che l’impegno manifestato non è stato sufficiente, o che il tempo intercorso non è bastato per gli opportuni approfondimenti, o che non si è raggiunto quell’unanimità pressochè assoluta …. o che qualcun altro ha pensato di intraprendere un’altra strada collegandosi a un contesto di tipo internazionale.
Riflettendo sui due appuntamenti citati, riporto a grandi linee chi erano gli organizzatori e gli ospiti ad Albisola e quali saranno a Courmayeur:
Albisola 2010:
ORGANIZZATORE: un’associazione sportiva italiana nonché organizzatore di gare (Spirito Trail) in collaborazione con altre associazioni sportive organizzatrici di gare.
OSPITI RELATORI: Feferazioni/Enti di Promozione/Associazioni italiani (Fidal, Uisp, Fisky, Iuta).
Courmayeur 2012:
ORGANIZZATORE: un’associazione sportiva francese, nonché organizzatore di gare (Trailer du Mont Blanc) in collaborazione con un’associazione sportiva italiana (Courmayeur Trailers), una Federazione francese (FFA) ed alcuni Enti locali.
OSPITI RELATORI: un’associazione internazionale (IAU), se presenzierà, e un’associazione sportiva italiana (IUTA)
Se l’intento dell’Assises è quello di redigere un “documento base, sul futuro del trail”, come avvenuto ad Albisola in ambito nazionale, direi che la cosa sarà fatta e gli organizzatori presenti ne saranno i promotori. Per gli altri organizzatori, vi sarà libertà di condividerne i contenuto o meno, a loro piacimento, esattamente come è avvenuto negli ultimi due anni in Italia.
Se invece l’intento di dare una risposta al quesito sul programma della stessa Assises “Come federare concretamente gli organizzatori, per dare una coerenza solidale all'insieme delle gare ?”, direi che il quadro si fa più interessante.
La grossa differenza tra i due eventi, Albisola e Courmayeur, è che lunedì tra gli organizzatori compare anche una Federazione che è quella di Atletica Francese (FFA). Almeno da parte francese, quindi, l’organizzatore principale dell’evento ha già deciso chi, per lui, dovrebbe essere il referente istituzionale del settore trail.
Da parte Italiana, essendo l’unico ospite relatore in programma la IUTA, ed essendo questa un’emanazione della FIDAL, presumo che il referente finale individuato da chi collabora con gli organizzatori dell’evento (Courmayeur Trailers) dovrebbe essere quest’ultima, la Federazione d’Atletica Leggera Italiana. L’altra strada potrebbe essere quello che ho riportato prima circa l’intento di Albisola, ma pensare a una nuova Federazione promossa dagli organizzatori, nel panorama italiano attuale, la vedo abbastanza complicata.
Altrimenti, vedrei di cattivo gusto se al termine dell’Assise l’organizzatore salutasse il proprio collaboratore FFA, e gli ospiti relatori IAU/IUTA e dicessero loro, bene, grazie dei preziosi suggerimenti e delle testimonianze ma adesso creiamo una nuova Federazione Internazionale del Trail Running e tutte le relative Federazioni Nazionali. Sempre se sarà uno degli obbiettivi dare una risposta alla domanda, di come federare concretamente gli organizzatori, questa sarà la strada che verrà spiegata, quella che porta in ultima battuta alla IAAF e, ancora più in alto, al CIO. C’è chi vede in questo la fortuna della disciplina, chi ne vede la rovina e chi, come me, la vede semplicemente come una delle molteplici possibilità.
Avere un’idea e portarla avanti è un diritto di chi organizza l’evento e io non ci vedo nulla di male. Se mai dovesse capitare, come già avvenuto in Francia da molti anni, che la FIDAL riconoscerà il trail running come disciplina, ci sarà chi festeggerà per una settimana, chi avrà una crisi esistenziale che tramanderà per intere generazioni e chi, come me, sarà completamente indifferente alla vicenda. Direi che l’unica incognita di questa prospettiva, potrebbe essere se la stessa FIDAL in un colpo solo riconoscesse non solo il trail ma anche l’ultra trail (non quello dei Poletti oltre gli 80 km, ma quello della IAU oltre i 42). A questo punto la IUTA smetterebbe di esistere o perlomeno verrebbe inglobata nella stessa FIDAL.
Infine, inerente alla classifica mondiale citata nel comunicato dell’Assisse che si ripropone l’obbiettivo di definire i migliori trailers dell’anno, questa riguarderà unicamente le gare delle organizzazioni che firmeranno i documenti. Se il numero degli aderenti sarà ampio, almeno sopra la maggioranza di tutti gli organizzatori mondiali e tra questi ci saranno le principali manifestazioni che vedono la presenza dei migliori atleti mondiali al via, direi una cinquantina di gare in tutto, allora, avrà una sua valenza. Altrimenti sarà un doppione simile al Campionato del Mondo IAU, con i soliti noti a gareggiare altrove. Per chi è amante dei numeri, se la classifica avrò un senso, costituirà una fonte di informazione, per chi invece odia i numeri, non avrà altro da fare che evitare di aprire l'apposito file. Per la buona pace di tutti.
La cosa positiva e che ci sarà sempre spazio per tutti e ognuno di noi riuscirà sempre a soddisfare la sua passione con gli interlocutori che ritiene più vicini e raccogliendo le informazioni che ritiene più utili.