1a Assise Mondiale del Trail - Courmayeur 03.09.2012

Tutto ciò che è trail!

Moderatore: leosorry

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kappadocio
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da kappadocio »

ed ecco la voce di uno di quelli che erano presenti e che ha provato a parlare alzando la mano ma che gli è stata negata la possibilità!!!! :o

è stata una giornata molto fruttifera, nel senso che a pranzo ho trovato molto gustosa la frutta a buffet (c'era Cocomero e Melone SQUISITI)

:mrgreen:

per il resto che dire?
i Malandrini si presentavano pieni di buone intenzioni forti di una convocazione che prometteva dialogo e tavolo tecnico. Era scontato che così non poteva essere e che i promotori dell'evento volessero provare a dare una loro interpretazione del tutto soprattutto visto l'enorme numero di diverse realtà presenti ma per lo meno avrei gradito fossero state prese in considerazioni le osservazioni fatte pervenire da noi con largo anticipo in modo tale da diffonderle tra i presenti nelle varie lingue.

Ahimè ho sprecato un paio di giorni a compilare un documento tanto apprezzato dai Trailer che l'hanno letto che poi manco è stato accennato all'incontro (per chi volesse può leggerne i contenuti sulla nostra pagina di facebook o nell'archivio delle nostre newsletter sul nostro sito - newsletter n. 11/2012) come non si è menzionato neanche gli incontri di Morfasso e Albisola e che secondo me sono avanti anni luce a quanto emerso ieri.

Mi è sembrato di fare quasi un passo indietro :o

parlando con gli altri presenti il messaggio che è passato era:

"ben venuti signori, vi abbiamo fatto pagare 50 euro per venire qui a prendere nota di alcuni argomenti e delle soluzioni che noi abbiamo ideato per tutti voi risparmiandovi quindi il prezioso tempo che avreste dovuto buttare via per formulare idee e proposte costruttive.
- E' da definire cosa è il Trail ma tanto ci abbiamo pensato noi
- Il problema del montepremi non esiste tanto noi abbiamo deciso che verrà fatto. Ma siamo bravi e abbiamo deciso anche un tetto massimo di ingaggio.
- c'è da creare una sorta di federazione di organizzatori ma non vi preoccupate, il modello migliore al mondo esiste e siamo noi (FFA) quindi vi basta adeguarvi senza pensarci troppo
Vi basterà apporre una firma alla fine della giornata per condividere quanto da noi deciso nel pieno rispetto del modello della FFA, leader indiscussa a livello mondiale, e vedrete che andrà tutto bene"

Questo per lo meno è quello che è passato come messaggio sebbene io spero sia stato semplicemente un frainteso (del resto invece che parlare in francese e tradurre nelle altre lingue simultaneamente è stato usato un sistema di traduzione privo di senso che ha portato via tempo e, probabilmente, anche parti di discorsi)

Sono quasi dispiaciuto del fatto che alla fine, vedendo che il concetto proposto non era condiviso dagli altri, hanno concluso l'incontro dicendo che "in realtà lo scopo dell'incontro era solo far capire che
c'è tanta confusione e che dobbiamo trovarci per decidere come risolvere la situazione. Nelle prossime settimane Poletti & C. ci contatteranno per dire quali sono questi metodi di comunicazione".

Direi che 40 euro di iscrizione a cui si aggiungono 1000 km di viaggio e le spese che ne conseguono per sentirsi dire che al momento il mondo del Trail è un casino direi che potevo risparmiarmeli :evil:

Sull'intervento della IUTA invece preferisco non dire niente. MEGLIO!!!

Se avessero dedicato metà della giornata a decidere quale fosse il miglior modo per creare un gruppo di lavoro invece di voler provare a dare il colpo di grazia sulle qualità francesi grazie alla FFA adesso
sarei qui a dire che è stato fatto un passo avanti, ma così non è stato ahimè!!!
Ancora non sappiamo come creare un gruppo di lavoro serio (o forse semplicemente i relatori credevano che il gruppo di lavoro era il loro e sarebbe andato bene a tutti)

L'incontro comunque è stato sicuramente molto importante perchè ha permesso agli organizzatori italiani presenti di riflettere sulle nostre potenzialità quindi alla fine SON MOLTO CONTENTO :mrgreen:
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emilio marco
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da emilio marco »

... :twisted: "Chiaramente"la"politica e gli... interessi"devono per forza entrare anche nel..."nostro" mondo :!: ... OTTIMO :!: :twisted:
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pollo
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da pollo »

prima impressione a pelle: BLA BLA BLA

poi si sa, ai convegni un pò di parole a vuoto, un pò di politica, un pò di prosoopea ci stanno anche, e bisogna saper scremare per arrivare a quello che quattro amici al bar potrebbero dirsi in un’oretta di conversazione...
così come ci sta anche che ad un convegno siano fissati temi e relatori, ma normalmente si ricevono in anticipo quantomeno gli abstracts, se non tutti i papers, e soprattutto si sa CHI partecipa al convegno, e sotto questo profilo zero: ho riconosciuto in platea lizzy hawker, anna frost, seb chaigneau, greg vollet, antoine guillon, tsuyoshi kaburaki, francesca canepa, il gemeo, il brogio, elio, il cubo, aurelio michelangeli, e forse qualcun’altro, ma non è dato sapere chi effettivamente c’era, quanti e quali organizzatori, atleti, team, marketing managers, insomma che tipo di rappresentatività l’assise potesse avere...

a spizzichi di memoria, sicuro dimentico qualcosa, ma forse non troppo, questioni sul tavolo?

definizione di trail: da 20 a 40 short, da 40 a 80 trail, da 80 in su ultra trail, il tutto in natura, con x percento di asfalto (fino a 30 mi pare), e con un certo grado di autosufficenza... il limite degli 80 protetto da marchio registrato, a dire dei proprietari “per proteggere la definizione”, poi ammettendo che “se utilizzato a fini sportivi basta uno scambio di e-mail, ma la proprietà a fini commerciali resta”... il tutto senza grandi possibilità di replica, nemmeno quando un’anna frost chiede il perchè di queste distinzioni, quando dal suo punto di vista molto più semplicemente tutto ciò che è offroad è trail, o più tardi quando seb chaigneau ha chiesto se non c’è il pericolo che il trail faccia la fine della mountain bike alle olimpiadi...

carta etica: okkei, i valori di equità, solidarietà, rispetto, ecologia, bon, questioni facilmente riconducibili al fair play che dovrebbe essere sempre presente nella pratica sportiva, o forse più semplicemente a quella che si chiama educazione civica...

atleti d’elite: in buona sostanza per ammettere finalmente gli ineluttabili premi in denaro ci vuole l’avvallo di un’assemblea (era questo forse il vero fine del tutto?), ebbene, si vogliono vietare gli ingaggi ed ammettere i premi e si propone un limite fissato in percentuale sulle quote di iscrizione ed un budget complessivo massimo di 15.000 euro a gara, osservazione diplomatica di antoine guillon: “cinque anni fa per essere un top bastava allenarsi quindici ore alla settimana, oggi con i livelli raggiunti ce ne vogliono trenta, mi spiegate come posso arrivare a fine mese? osservazione diretta di gregory vollet: “plafond ridicolo”, osservazione dell’organizzatore dell’ecotrail de paris: “preferiamo investire in servizi per tutti ed in sicurezza”, mormorii generali in sala: “chi vuole e può faccia come gli pare”, parere personale: “chi vuole e può faccia come gli pare, ma non prenda un euro dalle quote di iscrizione per i premi”

sistema di calcolo per stilare una graduatoria mondiale: ha mandato in visibilio gli statistici, ha lasciato indifferenti molti, ha fatto chiedere ad uno dei rappresentani dei team “ma dobbiamo pagare per la proprietà intellettuale del programma?”, mormorio in platea: “perfettamente inutile, perchè i parametri di un trail non sono solo lunghezza e dislivello ma anche tipologia di terreno, quota altimetrica media, condizioni ambientali...”, e, aggiungo di mio, è esattamente il contrario dell’essenza del trail, dove ogni percorso ha le sue caratteristiche e dove si potrebbe tranquillamente fare a meno dei cronometristi, limitandosi a registrare l’ordine di arrivo, vince chi arriva primo, punto

criteri medici e lotta al doping, interessante lezioncina, conclusioni: se le gare sono federali rientrano nella normativa antidoping, su chi faccia o paghi questi controlli non è dato sapere

intervento FFA: beh, là la federazione è quasi dieci anni che ci lavora sopra, il trail a livello federale è una realtà più strutturata, forse anche per una maggiore collaborazione tra organizzatori e federazione stessa, si è volato alto parlando di trail alle olimpiadi... nel 2024 o nel 2028

intervento IUTA, ci si aspettava una relazione sull’operato del gruppo di lavoro e della collaborazione al progetto con nicoletti e poletti: zero

intervento di paco rico di IAU, che ha illustrato le attività di IAU ed il suo approccio al trail, poca cosa, ma dimostrando una discreta apertura verso il cercare di comprendere un mondo in evoluzione, intervento/dichiarazione/domanda di Lauri Van Houten vice presidente di ISF sull’oppurtunità di essere consultati vista l’esperienza pluriennale, segnacci di forbiciona catherine polettì allo speaker moderatore, risposta diplomatica di paco rico

insomma, se il non dichiarato obiettivo di far sottoscrivere un format esisteva, è crollato sotto le bordate degli “avversari”, l’anarchia regna ancora sovrana, i regolamenti delle gare si fanno ancora con il copia incolla

a margine piacevoli conversazioni con anna frost, dawa sherpa, lizzy hawker, paco rico e un paio di bicchieri di vino con i colleghi italiani, ma si sa, spesso ai convegni il coffee break ed il lunch sono la parte più importante/ interessante

relativamente alle traduzioni, ringrazio il cielo di saper parlare correntemente inglese e francese, per il cibo si può sempre dire che nonostante fossimo a courmayeur l'organizzazione era francese

si attendono gli atti del convegno
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emmeM
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da emmeM »

grazie pollo per la sintesi e se gli atti sono in francese o inglese confido nella tua traduzione.

Noi TRB siamo stati a cham per le gare ma al convegno non abbiamo partecipato perchè la comunicazione ci è arrivata un pochino tardi ed il 3 settembre (lunedì) in molti lavorano.

Non ci aspettavamo granchè da questa assise ma speravamo in un altro piccolo passo avanti e invece mi par di capire che non è successo.
A prima visto ho individuato due tipi di organizzazioni: una commerciale ed una volontaria.
Su quali siano quelle commerciali/aziendali penso ci sia poco da dire: su queste gare ci lavora parecchia gente e l'azienda anche se è una società a scopo non di lucro deve guadagnarci su;
Su quelle volontarie sappiamo tutti come funziona e quanto tempo si dedica per cercare di dare il meglio nella ricerca del percorso e nella logistica.

Anche gli atleti top per conto mio se vogliono venire a fare una gara bene altrimenti pace il cache di un paio di loro corrisponde al budget di tutta la manifestazione.

Quoto al 100% pollo quando dice di non dirottare quote delle iscrizioni per i montepremi.

A presto ed aspettiamo gli atti del convegno per ulteriori consderazioni e come ha detto gaggio...... ci vorrebbe il terzo convegno trail Italiano........visto che lo aspettiamo da oltre 20 mesi (ricordate?)
Michele Mombelli TRB.Team
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Carlito89
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da Carlito89 »

l’anarchia regna ancora sovrana
Dato le vostre testimonianze, per come è andato il covegno direi.. per fortuna!
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Antonio
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da Antonio »

pollo ha scritto: atleti d’elite: in buona sostanza per ammettere finalmente gli ineluttabili premi in denaro ci vuole l’avvallo di un’assemblea (era questo forse il vero fine del tutto?), ebbene, si vogliono vietare gli ingaggi ed ammettere i premi e si propone un limite fissato in percentuale sulle quote di iscrizione ed un budget complessivo massimo di 15.000 euro a gara, osservazione diplomatica di antoine guillon: “cinque anni fa per essere un top bastava allenarsi quindici ore alla settimana, oggi con i livelli raggiunti ce ne vogliono trenta, mi spiegate come posso arrivare a fine mese? osservazione diretta di gregory vollet: “plafond ridicolo”, osservazione dell’organizzatore dell’ecotrail de paris: “preferiamo investire in servizi per tutti ed in sicurezza”, mormorii generali in sala: “chi vuole e può faccia come gli pare”, parere personale: “chi vuole e può faccia come gli pare, ma non prenda un euro dalle quote di iscrizione per i premi”
Credo che il punto principale del futuro del trail sia questo perchè il tuo commento finale, cosi come quello dell Ecotrail de Paris, sia quello che chiedono la maggior parte dei partecipanti, ma quello detto da Guillon è una cosa che fa riflettere sulle esigenze dei top e credo che alla fine solo le aziende ( con il montepremi o con ingaggi agli atleti migliori ) o i media ( aumentando il montepremi ) possano portare soldi a gente che fa il trail come lavoro, perchè 30 ore settimanali sono un lavoro; oppure vedremo sparire i top verso altre discipline, anche questa è una possibilità.
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Gaggio
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da Gaggio »

Facciamo due conti.
Maratona di Roma:
Partecipanti circa 16mia, montepremi di 200.000 euro, primo premio per vincitore 40.000 Euro se corre sotto le 2h7min.
Diversi grossi sponsor, notevoli aiuti - anche finanziari - da parte delle istituzioni.
Entrate solo dalle iscrizioni - se fossero fatte tutte alla tariffa minima di 50euro : 800000euro
Visibilità mediatica che probabilmente è maggiore di quella di tutte le gare di trailrunning del mondo. Ora e per i prossimi 100 anni: la maratona è uno sport veloce, quindi vendibile, in diretta tv.
L'ultratrail è un prodotto televisivamente invendibile. Al massimo ci puoi fare un servizio di qualche minuto da mandare sulle tv nazionali, un docufilm per DJ TV, o D-MAx...
L'UMTB capitalizza, con i suoi 5400 iscritti, quasi 700.000 euro. Visto l'impegno di diversi giorni, avrà sicuramente dei costi maggiori rispetto ad una maratona. Avrà - relativamente - meno margini di guadagno.
E comunque, se questa gara offre un montepremi di soli 15mila euro, ad atleti impegnati sui sentieri per almeno 18 ore nelle condizioni più assurde, gli fa un offesa.
Ha ragione Guillon. Solo le aziende posso mantenere i top trailer.
Ma se pensa di poterci campare di molto, col trail, farebbe meglio a cambiare mestiere: se iniziano a girare soldi, arriveranno molti atleti forti, probabilmente lui e tanti altri top runners attuali son destinati a sparire nelle retrovie....
E poi, per il resto delle gare trail, che non possono e non riescono ad avere migliaia di iscritti, offire 15 mila uero di montepremi è un esagerazione!
Poi bisognerà vedere fra un paio di anni, quando le aziende inizieranno a fare un po i conti tra investimenti e ritorni, se ne vale la pena investire in uno sport invendibile.
Le uniche gare che potrebbero essere interessanti, vendibili ai media, son quelle veloci, che possono durare sotto le tre ore: gare con un chilometraggio sui 20-30km.
Ma per i francesi, questo non è trail..... :lol: :lol: :lol:
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marco
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da marco »

Carlito89 ha scritto:l’anarchia regna ancora sovrana
Magari! L'Anarchia è una cosa seria. Per eletti aggiungerei. Scusate l'ot
m.
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Gaggio
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da Gaggio »

marco ha scritto:
Carlito89 ha scritto:l’anarchia regna ancora sovrana
Magari! L'Anarchia è una cosa seria. Per eletti aggiungerei. Scusate l'ot
m.
Beh, fondamentalmente, il trailrunning - come ha giustamente detto Pollo, non è statisticamente omologabile, è anarchia.
Ma quando si presenta come fenomeno agonistico di massa, deve comunque interagire con il territorio, le istituzioni, le leggi.
Inevitabilmente deve adeguersi, e per farlo deve identificarsi: da qui nasce l'esigenza della definizione del Trail, della misurazione.
Tutto deve misurarsi e deve essere misurato.
Per questo "l'uomo è misura di tutte le cose", diceva Protagora "di quelle che sono in quanto sono, e di quelle con non sono in quanto non sono"... e qui putroppo ha inizio la contraddizione ontoligico-culturale della specia umana....
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GP GUINDANI
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Re: Prima Assise Mondiale di Trail - Courmayeur 3 settembre

Messaggio da GP GUINDANI »

Insomma, siamo ad un bivio: da una parte il professionismo, con tutte le conseguenze del caso, dall' altra il dilettantismo, che ha ben altre esigenze o coltiva ben altri valori.
A mio parere è assolutamente inutile tentare di condurre tutto il movimento trail in un unico alveo, in quanto del tutto impossibile.
Il futuro sarà quindi nella suddivisione in due diversi circuiti (come avviene in molti altri sport) professionisti ed amatoriali.
E poi i TA signori, quelli non ce li toccheranno mai!!
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