Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
SMarco ha scritto: ma anche giudici di gara che possano fermare un concorrente se ritenuto non più nelle condizioni per gareggiare.
Non vorrei dire una castronata, ma mi sembra di aver capito che sabato Tofol Castanyer è stato fermato proprio dai giudici (o comunque dal personale dell'organizzazione). Forse fa capire che anche se sei un top runner in quei momenti non hai la lucidità per capire se puoi andare avanti o no.
Stessa cosa accade alla Western: puoi chiamarti anche Krupicka ma se la bilancia su cui ti pesano mostra una diminuzione di oltre il 4% ti fermano fino a che non riprendi il peso perduto, per evitare disidratazioni pericolose
leosorry ha scritto:
Non vorrei dire una castronata, ma mi sembra di aver capito che sabato Tofol Castanyer è stato fermato proprio dai giudici (o comunque dal personale dell'organizzazione). Forse fa capire che anche se sei un top runner in quei momenti non hai la lucidità per capire se puoi andare avanti o no.
Stessa cosa accade alla Western: puoi chiamarti anche Krupicka ma se la bilancia su cui ti pesano mostra una diminuzione di oltre il 4% ti fermano fino a che non riprendi il peso perduto, per evitare disidratazioni pericolose
Ah, perfetto, non lo sapevo. Nei trail e sky che faccio io non ne ho mai visti, ma è anche vero che gli ultimi arrivano dopo solo 8/10h circa.
Secondo me, però, per i top runner può valere la spiegazione che hai dato (in certi momenti non hai la lucidità necessaria), mentre per tutti gli altri, a mio parere, è sbagliata l'idea (condivisa da molti) secondo cui fare un trail/ultra trail equivale a fare un qualcosa di eroico.
Con questa idea, secondo me, si è portati a fare più di quanto un giusto spirito di autoconservazione imporrebbe.
Senza entrare nello specifico che non conosco negli eventi e x rispetto del "silenzio" lutto.
Alla fine nessuno mette in discussione che essendo adulti, vaccinati e maggiorenni, siamo NOI i primi responsabili di NOI, e fin qui non ci piove! Sperando poi che chi si avvicina a questo tipo di gare sia “preparato” almeno nelle nozioni base sulla montagna. Ma voi come avete cominciato? Tutti super preparati a ogni situazione avversa, o come credo normale, nessuno nasce imparato e lo fa sul “campo”.?
Penso però che se ci si iscrive a una competizione (essa sia Trail o Sky, di un circuito o un altro poco cambia), ci si aspetta che dove il buonsenso del "NOI" non arriva, dove "l'egoismo" agonistico ci “acceca” e non da vero risalto alle difficoltà,ai pericoli, dove il "IO CE LA FACCIO, NON MOLLO, MAI RITIRASI" non ci lascia ragionare, dopo tutto questo, arrivi lo STOP di quelli che hanno dato il via, e come hanno dato il via possono, da lucidi, esterni e sensati, dare anche lo STOP.
NESSUNA polemica o attacco, solo la consapevolezza che morire facendo ciò che ci da energia, che ci dona parte positiva della vita, NON è NATURALE!!!
AGGIUNGO: Se foste in montagna a fare un allenamento e arriva un temporale, una bufera di neve, cosa fareste? Stessa situazione in una gara, cosa fareste?
Concordo con quanto hanno detto.
Siamo pur sempre NOI a decidere e a prendere delle decisioni.
Mi è già capitato di ritirarmi qualche ora prima che l'organizzazione bloccasse la gara per maltempo (tra le altre cose anche in una gara di MTB)... se vedi che le condizioni sono impossibili che senso ha andare oltre?!?!
Concordo con Cinzia... però qualche volta mi sono preso rischi che con il senno di poi non riprenderei.
Due anni fa in un'ultra di cui non faccio il nome: mi ritrovo a superare un traverso di notte di circa un km attraversato da lingue di ghiaccio. Una scivolata e addio. Nessun volontario nella notte. Potrei tornare indietro ma sono ad almeno un'ora dall'ultimo ristoro e comunque siamo partiti solo da una ventina di km... ritirarsi così senza nemmeno essere stanchi non mi passa nemmeno per la mente. Vado avanti sperando si tratti solo di un breve tratto invece la situazione peggiore. Neve ghiacciata sempre più abbondante: ogni tanto si sprofonda fino al ginocchio, basta un po' di sfortuna per finire con la gamba dentro un bel buco tra le rocce e rompersela... mi è andata bene, ho rotto solo un bastoncino.
Colpa mia per aver deciso di andare avanti su un terreno su cui non ho confidenza? Senz'altro. Ma anche a distanza di due anni credo che gli organizzatori abbiano fatto un errore a non proporre un percorso alternativo...
per me è l'ora di mettere regole serie!
dai curriculum degli atleti, al materiale da portarsi dietro, alle norme di comportamento per gli organizzatori!
purtroppo è arrivato il momento, altrimenti non vedo la luce, in fondo a questo tunnel.
leosorry ha scritto:Concordo con Cinzia... però qualche volta mi sono preso rischi che con il senno di poi non riprenderei.
Due anni fa in un'ultra di cui non faccio il nome: mi ritrovo a superare un traverso di notte di circa un km attraversato da lingue di ghiaccio. Una scivolata e addio. Nessun volontario nella notte. Potrei tornare indietro ma sono ad almeno un'ora dall'ultimo ristoro e comunque siamo partiti solo da una ventina di km... ritirarsi così senza nemmeno essere stanchi non mi passa nemmeno per la mente. Vado avanti sperando si tratti solo di un breve tratto invece la situazione peggiore. Neve ghiacciata sempre più abbondante: ogni tanto si sprofonda fino al ginocchio, basta un po' di sfortuna per finire con la gamba dentro un bel buco tra le rocce e rompersela... mi è andata bene, ho rotto solo un bastoncino.
Colpa mia per aver deciso di andare avanti su un terreno su cui non ho confidenza? Senz'altro. Ma anche a distanza di due anni credo che gli organizzatori abbiano fatto un errore a non proporre un percorso alternativo...
leo ti capisco. Senza nulla togliere alle colpe dell'organizzazione, perchè non sono qui a sostenere che noi ci dobbiamo sostituire a loro. In allenamento l'avresti fatto? su un percorso che non conosci l'avresti fatto?
il problema è che l'agonismo accieca ... quindi buon senso e organizzazione si devono bilanciare, ma visto che spesso poi le lacune vi sono... la vita è nostra.
con questo sinceramente e senza polemica non ho molto da aggiungere. Chissà se avrò sempre la lucidità del tor.... una volta mi è andata bene la seconda... meglio non ci sia la seconda
fluido ha scritto:
leo ti capisco. Senza nulla togliere alle colpe dell'organizzazione, perchè non sono qui a sostenere che noi ci dobbiamo sostituire a loro. In allenamento l'avresti fatto? su un percorso che non conosci l'avresti fatto?
Hai ragione, non l'avrei mai fatto in allenamento. Il che è un po' assurdo: i rischi maggiori li ho corsi sempre in gara... mentre a rigor di logica dovrei averli corsi in allenamento, quando sono solo, non c'è assistenza nè altri concorrenti...
fluido ha scritto:
leo ti capisco. Senza nulla togliere alle colpe dell'organizzazione, perchè non sono qui a sostenere che noi ci dobbiamo sostituire a loro. In allenamento l'avresti fatto? su un percorso che non conosci l'avresti fatto?
Hai ragione, non l'avrei mai fatto in allenamento. Il che è un po' assurdo: i rischi maggiori li ho corsi sempre in gara... mentre a rigor di logica dovrei averli corsi in allenamento, quando sono solo, non c'è assistenza nè altri concorrenti...
Mi sembra invece "logico" correre dei rischi in gara quando c'è assistenza e invece "limitarsi" in allenamento quando spesso si è da soli con il cellulare che non ha segnale: questione di spirito di autoconservazione .
... conta di più la salute o la gara, ovvero cosa siamo disposti a rischiare per giungere alla "finish line"?
Va bene lo spirito agonistico, la voglia di confrontarci con altri, di spostare i nostri limiti, di scoprire in noi nuove capacità. Va bene tutto, ma fino a che punto?