Ma io mi sono intestardito e credendo fermamente in questa scarpa e nelle sue potenzialità specialmente nelle lunghe distanze, ho continuato ad usarle nonostante le vesciche che mi procuravano e il male ai piedi incessante.
Ho visto che questi signori e signore Ulrich Gross, Annemarie Gross, Marco Zanchi, Giuliana Arrigoni, Patrizia Pensa, Cinzia Bertasa
le usavano con un certo risultato, quindi ero io che non capivo qualcosa ero io il problema ?
MA, dopo tanto ecco la ricompensa , sia io che la scarpa ci siamo adattati l’uno all’altro.
Ma cos’è cambiato?? In tanto per cominciare cosa molto importante usandole non inciampo più sui miei piedi.
Semplicemente bisogna impararsi ad usarle non e una scarpa semplice da gestire in quanto rivoluziona in modo significativo il modo di correre e camminare, ( i grafici e le caratteristiche descritti nelle locandine pubblicitarie ora li trovo al 95% coretti http://www.tecnica.it/italia/technologies/outdoor#trs2 ) nelle prime uscite con questa scarpa tendiamo a muoverci normalmente come siamo soliti fare senza prendere in considerazione
le modifiche che questa scarpa apporta a tutto l’apparato motorio.
Viene interessata tutta la parte motoria dal piede ,ginocchia,anca,schiena.
Ora ne trovo giovamento sia in salita che in discesa, finalmente riesco a portarle al limite , il loro effetto ammortizzante si sente moltissimo sui sassi e sul sconnesso intenso tipo ghiaione,imparandosi ad usarle si capisce che bisogna correre e camminare il più possibile sopra i sassi e non prenderli di traverso cosi facendo si riduce del tutto la possibilità di procurarsi distorsioni alle caviglie. Dopo un po’ di usura la tomaia si ammorbidisce e svanisce quel’effetto sgradevole che procuravano le cuciture interne,tutta la scarpa nel suo insieme si ammorbidisce rendendola più confortevole e gestibile.
Può essere che si protragga nel tempo la sensazione di avere una scarpa di un numero più grande,
ma ciò e dovuto più che altro ad una sensazione, ho imparato che bisogna stringerle bene e usare tutti e due i fori per i lacci posti sulla sommità,cosi facendo il laccio si blocca e la scarpa non si allarga più, finche rimane ben chiusa riesce a trasmettere anche una certa precisione nel misto veloce, inteso che la stessa non e concepita a mio parere per un single track che si districa tra gli alberi ma ben si per lunghi percorsi e grossi dislivelli .
Ovviamente il fatto che la suola non abbia torsioni può essere un fastidio le prime volte ma il problema si risolve cambiando approccio con gli ostacoli ,in pratica la scarpa ti costringe a pensare a dove stai mettendo il piede,e si deve assecondare la corsa con tutto il resto del corpo, le prime volte e meglio far aderire quasi al 100x100 la suola ai grossi sassi , tronchi,ostacoli ,che si vogliono superare o saltare,una volta imparato il comportamento della scarpa ecco che si può passare ad un utilizzo più disinvolto dove la suola può non aderire del tutto alle asperità.
Volendo fare un paragone automobilistico.
La sensazione finale ORA e che le Tecnica Dragon MAX GTX si possono paragonare ad un fuori strada preparato per un rally Parigi – Dakar ,mentre magari si e abituati a guidare un SUV Mercedes ML 320 sport, vien da se che si deve prendere dimestichezza con il mezzo.
Buona corsa a tutti quelli che hanno preso le Tecnica non vendetele, non abbandonatele in autostrada legate ad un palo
alla fine ,spero vi piaceranno come ora piacciono a me.