Per chi avesse voglia di farsi una sgambata pre Trail degli Arditi che vedo essere alle 18 , saranno 20 km e 1100 D+ per i trailers , su un percorso non segnalato, ma solo condotti da Tiziano Franzoia , la guida che c'era anche nel 2009.
Che centra il 2009? Centra perchè il giro, discesa da Madal a parte, è lo stesso del "fu" TA Conca degli Eroi
, gennaio 2009 (eravamo in 50
Non credo che il Mammut si incazzi se fate riscaldamento a pochi chilometri da lui e poi arrivate in forma.
Si combinano anche : Arditi ed Eroi...la stessa storia, quella che Alessandro sa raccontare alla grande.
ROAD BOOK.
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Da Campo ci si avvia in direzione Schievenin
Sono circa 20 minuti di corsa su strada asfaltata quasi tutta in piano, correndo a fianco al Torrente Tegorzo, con l'attraversamento de Ponte Cagnin dopo 3km. Il primo tratto è per "scaldarsi" si fa per dire e per svegliarsi completamente.Superato il Vallon di Prada ci lasciamo alle spalle anche l'area pic-nic ed al Ponte di Via Fobba attraversiamo nuovamente il torrente.
>Inizia la Valmaor. Lasciato l'asfalto e intrapreso 20/30m di strada bianca imbocchiamo il sentiero adiacente l'ultima abitazione, svoltando e salendo verso sx. C'e' NEVE (10cm)
Dopo un breve tratto di sentiero in salita ci troviamo di fronte un grande prato, con una stalla "Zavate" a dx ed in fondo, di fronte a noi una vecchia casetta a sassi. Alla sx di tale casetta inizia il sentiero.
>E' il CAI 843BIS. Quà comincia la prima ascesa di giornata. Seguendo il sentiero incontreremo dapprima un'altra vecchia casa, con una diramazione di sentieri che noi risolveremo girando a DX, in leggero salire. Lungo il sentiero incontreremo una costruzione a secco edificata ai piedi di un'alta parete rocciosa.
> Il bivio del 843BIS. Ci troviamo davanti ad una biforcazione del sentiero e noi seguiremo la parte più alta dello stesso, trovando anche la segnalazione tipica del CAI su una pianta, sul tratto da intraprendere.
>Il Cartello "freccia in legno" Schievenin 1 ora. Si trova al bivio dei sentieri che continuando dritti va in direzione Mison, mentre deviando in salita a dx si arriverebbe direttamente alla forcella San Daniele. Proseguiamo dritti e pochi metri avanti il sentiero curva scavalcando l'avvallamento e salendo leggermente.
> Il grosso masso. Dopo un tratto di saliscendi ci troveremo di fronte ad un grande masso, preceduto, sulla nostra dx da un albero segnato con freccia tricolore, affiancato da un sentiero che sale invertendo la nostra direzione di marcia . Di quì dobbiamo salire.
>"El troi dei tedeschi".Okkio al tricolore! Questo sentiero è uno dei caratterizzanti e selettivi della CSC e conduce al Borgo Fobba. Ci basterà seguire le colorazioni tricolore sugli alberi e le frecce gialle a terra. Transiteremo davanti al borgo citato, 3 costruzioni diroccate ed all'interno dell'ultima del nostro senso di marcia un particolare architettonico in disuso ma interessante, il sottotetto a cuspide.NEVE RADA
>Forcella San Daniele. A m 624, dopo circa mezz'ora abbondante dall'inizio del 843BIS, ci troviamo sulla forcella. Prendiamo il sentiero in discesa sempre seguendo il tricolore. ZERO NEVE
>Borgo San Daniele.Lungo la discesa incontriamo il suddetto borgo, coi ruderi della pluri centenaria chiesetta. L'entrata al borgo (uscita per noi) è su ciottolato, un breve tratto che secondo alcuni storici è parte di una via secondaria della strada romana Claudia Augusta Altinate.POSSIBILE PUNTO DI VARIAZIONE PERCORSO NW.
>Lungo la pineta.Alla fine dei pochi metri di mulattiera in ciottolato deviamo in discesa a dx sul sentiero che inizia lungo una pineta. Il tratto sopra gli aghi di pino depositati al suolo è bello, veloce e invita ad accelerare. Attenzione all'imbroglio, finisce subito e la discesa si impenna repentinamente, iniziando uno zigzagare su sentiero stretto, dalla conformazione a terra varia, passando dalla terra umida alla sassaiola, fino a tratti in cui rivoli d'acqua scorrono proprio sul sentiero avendolo adottato ad alveo. Bisogna sfruttare il cordolo naturale della montagna e i piedi rimangono asciutti. Attenzione alle caviglie!
>Il Pont de La Stua. Il sentiero ad un certo punto si dirama e scenderemo deviando verso sx. Pochi minuti e siamo sul ponte che attraversa il Torrente Calcino. E' presente un capitello ed una lapide a ricordo dei recuperanti periti in operazioni di disinnesco, in periodo post-bellico.
>Verso Balzan. La nostra prossima metà è la borgata di Balzan che incontreremo seguendo per circa 2 km o poco più , la strada carraia . NEVE BATTUTA E TRATTI GHIACCIATI
>La Riva del col. Lungo la strada incontreremo un tratto asfaltato lievemente ghiacciato, quindi sfrutteremo il bordo strada e la neve fresca, per non farsi male. Okkio! A Balzan supereremo la strettoia che la strada crea tagliando in due il borghetto e ...RISTORO POSSIBILE PUNTO DI VARIAZIONE PERCORSO NW.Dopo qualcosa di rifocillante, le indicazioni ci dirigeranno al primo bivio, verso dx, facendo una curva a gomito che ci metterà di fronte alla famigerata Riva del Col. Sono 300 m di vera impennata, asfaltata ma dura.
>La casetta rossa. L'asfalto della Riva del Col termina a fianco ad una abitazione dei primi del 1900, dipinta interamente di Rosso. Siamo di fianco alle Morene.Inizia un tratto che pare piano, cementato.
>La salita più dura. Ci incamminiamo verso quella che sarà la parte più dura del TA Conca degli Eroi. 4km prettamente di mulattiera, quasi costantemente in salita, con diversi tornanti, la neve ed un dislivello da Balzan di 463m.NEVE (15cm)
>Lo sguardo dell'alpino. Sarà impegnativo ma realmente gratificante, risalire la via verso il Monte Madal. Buoni 45 minuti di ascesa continua con tratti piuttosto innevati, ma senza pericoli di sorta, essendo su una strada. Ad un certo punto, quasi sulla cima, l'ennesimo tornante verso dx ci pone innanzi una figura imponente dall'aspetto severo quanto epico. Il monumento all'alpino, che il suo autore ha voluto ergere interamente con scaglie di reperti bellici, è una vera opera d'arte. A quota 700m, con la bandiera sul fianco sinistro e le spalle rivolte a "Le Olte", ci saluta alla tesa ricordandoci il sacrificio di molti per la libertà di tutti.
>Il Monte Madal sotto"Cros de Zoc". Poche centinaia di metri e qualche altro tornante ed eccoci alla pineta sul Monte Madal (m768). Rivolgendo lo sguardo in alto a destra, la Croce sull Punta Zoc è lì a quota 1037m, sopra i sentieri che portano al M.te Grappa.
Scendiamo per un sentiero che arriverà dopo un chilometro alla nostra sx, a fianco alla "posa" che da subito è aspro nel suo dirigersi verso il basso. Seguendo le indicazioni della guida , dopo un paio di km di sentiero adrenalinico , saremo alla mulattiera della Val Masarè.
>Si scendera' poi per l'asfalto sino alla Piazza di Alano, per poi girare per la strada tra municipio e pizzeria al molinhe seguiremo fino al primo incrocio dove gireremo a sinistra per la discesa della val morela. Si corre fino ad incorciare una strada sterrata con un albero di fico all'imbocco. Si segue per trenta metri e poi sulla sinistra si sale per il sentiero a lastroni e sassi bianchi del santuario di Tessere.
>Il santuario. Le frecce del Ta ci condurranno, abbassandoci ancora molto di quota, al santuario di Tessère. Uno dei più bei monumenti, in questo caso dalla connotazione religiosa, che non potevamo non farvi vedere.
> Il ponte medievale. Dopo il santuario e l'attraversamento del borgo di Uson, scendiamo una lunga gradinata che confina con lo stadio. Ormai siamo di nuovo a Campo, ma prima un'ultima cosa (purtroppo non bene tenuta e per niente valorizzata) da notare. Attraversando il ponte ValCalcino allunghiamo lo sguardo verso monte e lì, a poche decine di metri da noi, si erge un ponte antico, di provabile origine Medioevo. Volendo possiamo avvicinarci per vederlo da vicino e poi risalire a Campo, per i prati.
>Il Terzo Tempo Ci aspetta il momento conviviale con castagnata e ciò che ognuno avrà portato, oppure si va dal Mammut!