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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
E mentre l'Ultrabericus è in pieno svolgimenti c'è un'altra gara su cui sono puntati i riflettori del mondo trail: è l'Eco Trail de Paris.
In gara c'è anche Matteo "Emme" Grassi, che in questo momento è al 44° km e sta letteralmente volando a 11 km/h di media! Accidenti alla prossima riunione di redazione mi toccherà lustrargli le scarpe e stendere il tappeto rosso
In questo momento è 48° che in una gara da 1000 partecipanti è un risultato pazzesco!
iscritto all'ecotrail più per la gita a parigi, con signora, che per la corsa, ho poi realizzato, con l'inizio del nuovo anno, che... o mi mettevo a correre o sarebbe stato un calvario.
mi son messo a correre.
senza esagerare i soliti 45 min in pausa pranzo, ma quasi tutti i giorni. due lunghi sulla neve a gennaio, due lunghi in collina e un lungo in piano (massimo 3 ore e mezza) tra gennaio e febbraio. poi la 6 ore di pastrengo che mi ha fatto più male alle gambe che bene, ma che mi ha dato convinzione.
poi la gara.
bella.
il paesaggio in francia è una tradizione secolare. hanno saputo mantenere ambiti naturali, boschi e riserve, ma anche domare la natura con arte.
correre in francia è bellissimo, perché per loro lo sport in natura è un qualcosa che hanno dentro. solo chi l'ha provato può capire di cosa sto parlando. Allez Matteooooo', allez, allez, bravo' !!! non una cartina per terra, non un sacchetto della spazzatura lungo i fiumi o le sponde dei laghi. mi venivano in mente i nostri argini, una specie di discarica a cielo aperto, e i sentieri dei nostri trail... lasciamo perdere.
comunque bellissimi paesaggi, un'atmosfera da brivido, tanta carica, e poi una vista mozzafiato su Parigi e la tour eiffel che ti fa da faro....
sono partito veloce (tipo 4'40" o giù di lì) la tattica era quella partire svelto poi tenere e cedere meno possibile nell'andare oltre le tre ore (che consideravo il mio limite di allenamento).
fino alle tre ore bene ma da lì è iniziata una parentesi dapprima un po' difficile, poi decisamente dura, anzi durissima. arrivato al 55° km in piena crisi energetica (era di fatto il primo e unico vero ristoro).
in quanto ancora primo italiano e visibilmente in difficoltà mi hanno pure intervistato. al che ho detto "sono stanco morto. ma con calma arrivo a parigi".
non ero poi molto convinto. ma mi sono gettato sul ristoro ingollando qualsiasi cosa dal salato al dolce, compresa una soupe e due tazze di caffè!
dopo buoni 10 minuti riparto duro come un baccalà. sbaglio percorso, bestemmio, ma grazie a un francese ritrovo il percorso.
da lì inizia la mia galoppata.
da lì inizia la mia progressione.
un incredibile crescendo di ritmo, energie, grinta, velocità che mi ha fatto recuperare almeno una decina di posizioni, e abbattere di oltre mezz'ora la proiezione sul tempo d'arrivo.
veramente una gran bella corsa e una bella esperienza. l'unica nota negativa (non so se per le dosi massicce di caffè solubile o per l'adrenalina) non sono riuscito a chiudere occhio tutta la notte seguente.
da rifare.