...incredibile e ridicolo...al Mezzalama sono stati controllati alcuni partecipanti, presi a caso, e con il solo esame dell'urina.
Trovato positivo all'Efedrina Andrea Peron, 15° Classificato e con un passato da buon Ciclista (e ti pareva) è arrivato 10° in un Tour e ex gregario di Bugno. Peron è attualmente un responsabile della Garmin Italia...
BACHECA DEL DOPING
Re: BACHECA DEL DOPING
...scoperto a Rimini una colossale spirale del Doping...3000 prescrizioni vietate al mese...coinvolti calciatori, atleti master, tennisti e...minorenni istigati dai genitori...
I particolari in cronaca...
I particolari in cronaca...
Re: BACHECA DEL DOPING
Luciano ha scritto:...scoperto a Rimini una colossale spirale del Doping...3000 prescrizioni vietate al mese...coinvolti calciatori, atleti master, tennisti e...minorenni istigati dai genitori...
I particolari in cronaca...
Azz.. mi hanno beccato ed ora come faccio a fare il 3V?
Re: BACHECA DEL DOPING
Terribile è dir poco... qui ormai siamo in un mondo di pazzi... comunque, se fossi il giudice, ai genitori che obbligavano i figli a doparsi toglierei subito la patria potestà...
Re: BACHECA DEL DOPING
Comunque nel calcio sono più avanti, il doping non serve più, basta pagare.. 
Mi chiedo perché mai la gente continui a seguire lo sport, nella Gazzetta ormai le uniche pagine pulite sono quelle della pubblicità.
Mi chiedo perché mai la gente continui a seguire lo sport, nella Gazzetta ormai le uniche pagine pulite sono quelle della pubblicità.
Re: BACHECA DEL DOPING
Oggi su "La Gazzetta dello Sport" il Direttore della Dea, l'Istituzione Mondiale per la lotta al Doping, dichiare che l'Antidoping è impotente di fronte a nuove sostanze ed al Doping organizzato e nella "rete" finiscono solo i dopati "ingenui" 
Re: BACHECA DEL DOPING
Ecco il testo:
Doping, l’ammissione della Wada
“Non abbiamo i mezzi per la lotta”
Intervista choc del numero uno dell'agenzia David Howman all'agenzia di stampa France Press: "Pensate che possediamo gli strumenti necessari per scoprire chi si dopa in modo ‘sofisticato’? No, non li abbiamo"
David Howman direttore generale della Wada
“Pensate che possediamo gli strumenti necessari per scoprire chi si dopa in modo ‘sofisticato’? No, non li abbiamo”. L’ammissione, che suona come una sconfitta grande come una casa per chi si batte tutti i giorni per avere uno sport corretto e pulito, non arriva da un addetto ai lavori qualunque, bensì da David Howman, direttore generale della Wada, l’agenzia mondiale antidoping. In un’intervista all’agenzia di stampa France Press, Howman ha definito i contorni di una battaglia che è ancora lontanissima dall’essere vinta. Lo dicono i numeri. Sui circa 260 mila controlli effettuati in tutto il mondo nel corso del 2010, soltanto 36 sono stati i campioni considerati positivi all’Epo, la sostanza più diffusa tra coloro che vogliono migliorare illecitamente le proprie prestazioni. “Una percentuale patetica”, ha detto lo stesso responsabile della Wada. Soprattutto se teniamo conto che scovare l’Epo è orami prassi relativamente semplice e che sono altri i miscugli che sfuggono alle indagini delle autorità preposte.
La storia è vecchia. La lepre corre più veloce della volpe. Che non riesce ad anticipare per tempo le mosse del suo avversario a quattro zampe. La grande fabbrica del doping ha arruolato scienziati di tutto rispetto per inventarsi modi e strategie per nascondere nel sangue concentrati di tritolo che garantiscono prestazioni da record. E poco importa se a farne le spese sono gli stessi atleti che assumono le sostanze proibite. Conta il risultato, sempre e comunque. E pure, come no, anche il ritorno economico, che in questo caso è roba da multinazionale del crimine. Howman ha sottolineato l’importanza di punire in modo adeguato i medici, gli agenti e, più in generale, tutti i personaggi che gravitano intorno all’atleta che sceglie di farsi aiutare da un paio di molecole super. Chiaro, si comincia da qui per provare ad organizzare una difesa degna di questo nome. Ma finora i risultati sono stati poco confortanti. Per un lungo elenco di ragioni, che parte dalla difficoltà di far fronte comune – che se la Federazione internazionale dice rosso e quella nazionale dice nero si va poco lontani -, agli interessi delle grandi strutture che si occupano di gestire le manifestazioni di prima fascia, che pur di avere il campione di turno spesso chiudono un occhio sulla sua fedina penale.
Howman ha ribadito la necessità dei governi, sportivi e non, di impegnarsi di più. Come? Studiando misure che possano contrastare in modo efficace il commercio dei prodotti dopanti. Perché la vendita di questi ultimi sui canali della rete web sono difficilissimi da controllare ma da qualche parte bisogna pur cominciare. “Il traffico di steroidi è più economicamente vantaggioso rispetto al traffico di eroina – ha dichiarato il patron della Wada -. Si tratta di un problema di salute pubblico che va inquadrato con l’importanza che merita”. Steroidi battono eroina per quantità di dollari potenzialmente incassabili. Va da sé che se per la polvere bianca si sono messi in opera le organizzazioni di Serie A della malavita internazionale, si può ben immaginare la complessità dell’intervento. Tuttavia, questo il messaggio di Howman, la lotta continua e va sostenuta, anche se la lepre correrà probabilmente sempre più veloce della volpe.
Doping, l’ammissione della Wada
“Non abbiamo i mezzi per la lotta”
Intervista choc del numero uno dell'agenzia David Howman all'agenzia di stampa France Press: "Pensate che possediamo gli strumenti necessari per scoprire chi si dopa in modo ‘sofisticato’? No, non li abbiamo"
David Howman direttore generale della Wada
“Pensate che possediamo gli strumenti necessari per scoprire chi si dopa in modo ‘sofisticato’? No, non li abbiamo”. L’ammissione, che suona come una sconfitta grande come una casa per chi si batte tutti i giorni per avere uno sport corretto e pulito, non arriva da un addetto ai lavori qualunque, bensì da David Howman, direttore generale della Wada, l’agenzia mondiale antidoping. In un’intervista all’agenzia di stampa France Press, Howman ha definito i contorni di una battaglia che è ancora lontanissima dall’essere vinta. Lo dicono i numeri. Sui circa 260 mila controlli effettuati in tutto il mondo nel corso del 2010, soltanto 36 sono stati i campioni considerati positivi all’Epo, la sostanza più diffusa tra coloro che vogliono migliorare illecitamente le proprie prestazioni. “Una percentuale patetica”, ha detto lo stesso responsabile della Wada. Soprattutto se teniamo conto che scovare l’Epo è orami prassi relativamente semplice e che sono altri i miscugli che sfuggono alle indagini delle autorità preposte.
La storia è vecchia. La lepre corre più veloce della volpe. Che non riesce ad anticipare per tempo le mosse del suo avversario a quattro zampe. La grande fabbrica del doping ha arruolato scienziati di tutto rispetto per inventarsi modi e strategie per nascondere nel sangue concentrati di tritolo che garantiscono prestazioni da record. E poco importa se a farne le spese sono gli stessi atleti che assumono le sostanze proibite. Conta il risultato, sempre e comunque. E pure, come no, anche il ritorno economico, che in questo caso è roba da multinazionale del crimine. Howman ha sottolineato l’importanza di punire in modo adeguato i medici, gli agenti e, più in generale, tutti i personaggi che gravitano intorno all’atleta che sceglie di farsi aiutare da un paio di molecole super. Chiaro, si comincia da qui per provare ad organizzare una difesa degna di questo nome. Ma finora i risultati sono stati poco confortanti. Per un lungo elenco di ragioni, che parte dalla difficoltà di far fronte comune – che se la Federazione internazionale dice rosso e quella nazionale dice nero si va poco lontani -, agli interessi delle grandi strutture che si occupano di gestire le manifestazioni di prima fascia, che pur di avere il campione di turno spesso chiudono un occhio sulla sua fedina penale.
Howman ha ribadito la necessità dei governi, sportivi e non, di impegnarsi di più. Come? Studiando misure che possano contrastare in modo efficace il commercio dei prodotti dopanti. Perché la vendita di questi ultimi sui canali della rete web sono difficilissimi da controllare ma da qualche parte bisogna pur cominciare. “Il traffico di steroidi è più economicamente vantaggioso rispetto al traffico di eroina – ha dichiarato il patron della Wada -. Si tratta di un problema di salute pubblico che va inquadrato con l’importanza che merita”. Steroidi battono eroina per quantità di dollari potenzialmente incassabili. Va da sé che se per la polvere bianca si sono messi in opera le organizzazioni di Serie A della malavita internazionale, si può ben immaginare la complessità dell’intervento. Tuttavia, questo il messaggio di Howman, la lotta continua e va sostenuta, anche se la lepre correrà probabilmente sempre più veloce della volpe.
- simone brogioni
- Messaggi: 1306
- Iscritto il: 04/09/2010, 14:15
Re: BACHECA DEL DOPING
Fonte: Gazzetta.it
GIRO, DANILO DI LUCA POSITIVO ALL'EPO
TEST EFFETTUATO A SORPRESA LO SCORSO 29 APRILE
Il ciclista della Vini Fantini era già stato trovato positivo al cera al Giro 2009
Clamoroso: Danilo Di Luca (Vini Fantini) è stato trovato positivo all'epo a un test antidoping a sorpresa effettuato il 29 aprile a casa sua. Già positivo al Cera al Giro 2009. Attualmente il "killer di Spoltore" è al 26° posto in classifica generale a 33'33" di distacco da Nibali.
GIRO, DANILO DI LUCA POSITIVO ALL'EPO
TEST EFFETTUATO A SORPRESA LO SCORSO 29 APRILE
Il ciclista della Vini Fantini era già stato trovato positivo al cera al Giro 2009
Clamoroso: Danilo Di Luca (Vini Fantini) è stato trovato positivo all'epo a un test antidoping a sorpresa effettuato il 29 aprile a casa sua. Già positivo al Cera al Giro 2009. Attualmente il "killer di Spoltore" è al 26° posto in classifica generale a 33'33" di distacco da Nibali.
- simone brogioni
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- Iscritto il: 04/09/2010, 14:15
Re: BACHECA DEL DOPING
Fonte: Ansa.it
100 km Passatore, un caso di doping
Russo sorpreso con 9 fiale di somatropina
Dalla Russia con 9 fiale dopanti in valigia per partecipare alla gara podistica '100 km del Passatore', da Firenze a Faenza, in programma sabato prossimo. Un atleta di 26 anni, arrivato da Mosca all'aeroporto 'Federico Fellini' di Miramare, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della polizia di frontiera, per la violazione delle leggi antidoping e la sicurezza sportiva. Aveva in valigia 9 fiale di somatropina (BGH, l'ormone della crescita bovina) aghi e sacche per flebo.
100 km Passatore, un caso di doping
Russo sorpreso con 9 fiale di somatropina
Dalla Russia con 9 fiale dopanti in valigia per partecipare alla gara podistica '100 km del Passatore', da Firenze a Faenza, in programma sabato prossimo. Un atleta di 26 anni, arrivato da Mosca all'aeroporto 'Federico Fellini' di Miramare, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della polizia di frontiera, per la violazione delle leggi antidoping e la sicurezza sportiva. Aveva in valigia 9 fiale di somatropina (BGH, l'ormone della crescita bovina) aghi e sacche per flebo.