Interessante la questione del plantarino per i Vk.
E' OT ma che allenamenti specifici fai per i soli Vk ?
Mi interessa perchè il Vk inizia a prendermi parecchio, pura fatica super concentrata con il Trail ha poco a che fare ma la sensazione finale è grande.
tecnica di appoggio del piede in salita
Moderatore: leosorry
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
E' OT ma che allenamenti specifici fai per i soli Vk ?
Ho iniziato con i VK e i doppi VK dopo 20 anni di skyrace e 30 di skialp per tutelare ginocchia e caviglie. A 50 sembra sembra un controsenso, ma è così. La realtà è che con i VK non ci si usura. Evitare la discesa è una vera e propria medicina per le articolazioni e le cartilagini. Da quando li pratico sto benissimo: allenamenti al massimo di un'ora e mezzo e di sola salita (portando in cima prima un'auto per scendere), al massimo qualche seduta in piano (o con gli skiroll).
Seguo una tabella che mi ha fatto un caro amico, Marco Facchinelli, top-runner nei VK. Prevede più o meno ripetute e variazioni di ritmo in tutte le salse (ma soprattutto in salita con bastoni a passo-corsa) e qualche medio su piano. Aggiungo una settimana al mese di specifico potenziamento arti inferiori facendo squat senza pesi ma con elettrostimolatore quasi alla lacrima. Ogni settimana faccio anche una seduta specifica di allenamento per i tricipiti delle braccia (per spingere i bastoni in salita). In sostanza faccio 3 allenamenti di corsa a settimana + uno di muscolazione e addominali un giorno si ed uno no (servono anche loro per spingere con entrambi i bastoni). Nel periodo invernale mi limito a due allenamenti di variazioni di ritmo e ad una gita lunga di scialpinismo alla settimana.
Con i VK non hai il gusto del viaggio, dell'avventura che puoi avere con i trail, ma ti assicuro che è anche molto bello non dover gestire la fatica, ma potersi permettere di dare tutto in una sparata. Esaltante!
Ho iniziato con i VK e i doppi VK dopo 20 anni di skyrace e 30 di skialp per tutelare ginocchia e caviglie. A 50 sembra sembra un controsenso, ma è così. La realtà è che con i VK non ci si usura. Evitare la discesa è una vera e propria medicina per le articolazioni e le cartilagini. Da quando li pratico sto benissimo: allenamenti al massimo di un'ora e mezzo e di sola salita (portando in cima prima un'auto per scendere), al massimo qualche seduta in piano (o con gli skiroll).
Seguo una tabella che mi ha fatto un caro amico, Marco Facchinelli, top-runner nei VK. Prevede più o meno ripetute e variazioni di ritmo in tutte le salse (ma soprattutto in salita con bastoni a passo-corsa) e qualche medio su piano. Aggiungo una settimana al mese di specifico potenziamento arti inferiori facendo squat senza pesi ma con elettrostimolatore quasi alla lacrima. Ogni settimana faccio anche una seduta specifica di allenamento per i tricipiti delle braccia (per spingere i bastoni in salita). In sostanza faccio 3 allenamenti di corsa a settimana + uno di muscolazione e addominali un giorno si ed uno no (servono anche loro per spingere con entrambi i bastoni). Nel periodo invernale mi limito a due allenamenti di variazioni di ritmo e ad una gita lunga di scialpinismo alla settimana.
Con i VK non hai il gusto del viaggio, dell'avventura che puoi avere con i trail, ma ti assicuro che è anche molto bello non dover gestire la fatica, ma potersi permettere di dare tutto in una sparata. Esaltante!
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
Anche io mi sto appassionando ai Vk e gare in salita per gli stessi motivi di affaticameto e usura delle ginocchia e per la questione + di come dici tu della "sparata".
Grazie dei consigli, ne prenderò nota.
Certo i Vk, forse, sono + facil" dei trail ma gare, nella loro brevità, esaltanti.
Sento nomi a me noti di top runners, le tue zone di "caccia" sono in Tn A.A. ?
Grazie dei consigli, ne prenderò nota.
Certo i Vk, forse, sono + facil" dei trail ma gare, nella loro brevità, esaltanti.
Sento nomi a me noti di top runners, le tue zone di "caccia" sono in Tn A.A. ?
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
Scusate l'ignoranza ma .... VK significa kilometro verticale? ..... suppongo di si .....
è scontato che i "VK" salvano le ginocchia e le articolazioni in genere, anche se ... da amatore del genere ma d'altri tempi, quando ancora la specialità si chiamava solo "corsa in montagna" e si facevano discese a rotta di collo dove chi ne aveva guadagnava un sacco di posizioni, ritengo sia solo una delle tante estremizzazioni che parzializzano l'essenza del correre in montagna ... senza ovviamente volere togliere niente alla specialità ...
è scontato che i "VK" salvano le ginocchia e le articolazioni in genere, anche se ... da amatore del genere ma d'altri tempi, quando ancora la specialità si chiamava solo "corsa in montagna" e si facevano discese a rotta di collo dove chi ne aveva guadagnava un sacco di posizioni, ritengo sia solo una delle tante estremizzazioni che parzializzano l'essenza del correre in montagna ... senza ovviamente volere togliere niente alla specialità ...
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
domanda ingenua: ma poi come scendi?flavio ha scritto:Io - che faccio solo corsa in salita - su consiglio di un notissimo big tra i primi tre o quattro al mondo nei VK metto talloniere in silicone sotto il plantarino delle scarpe. E' un effetto simile a quello che si produce con "l'alzatacco" con gli attacchi da skialp, ma il tendine d'Achille risulta molto meno impegnato e stressato.
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
Come scendo? In auto (spesso ne portiamo una in cima prima o in funivia), oppure camminando lentamente e guardandomi il panoramadeeago ha scritto:domanda ingenua: ma poi come scendi?flavio ha scritto:Io - che faccio solo corsa in salita - su consiglio di un notissimo big tra i primi tre o quattro al mondo nei VK metto talloniere in silicone sotto il plantarino delle scarpe. E' un effetto simile a quello che si produce con "l'alzatacco" con gli attacchi da skialp, ma il tendine d'Achille risulta molto meno impegnato e stressato.
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
Hai ragione, ma però se si vuol durare....matitrial ha scritto:Scusate l'ignoranza ma .... VK significa kilometro verticale? ..... suppongo di si .....![]()
è scontato che i "VK" salvano le ginocchia e le articolazioni in genere, anche se ... da amatore del genere ma d'altri tempi, quando ancora la specialità si chiamava solo "corsa in montagna" e si facevano discese a rotta di collo dove chi ne aveva guadagnava un sacco di posizioni, ritengo sia solo una delle tante estremizzazioni che parzializzano l'essenza del correre in montagna ... senza ovviamente volere togliere niente alla specialità ...
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
No purtroppo, io vivo in Valtrebbia, Appennino piacentino, zona Bobbio, però avendo alle spalle anni di gare di skialp conosco bene molti atleti trentini e valdostani che d'estate si allenano solo correndo in salita.ddezanna ha scritto:Anche io mi sto appassionando ai Vk e gare in salita per gli stessi motivi di affaticameto e usura delle ginocchia e per la questione + di come dici tu della "sparata".
Grazie dei consigli, ne prenderò nota.
Certo i Vk, forse, sono + facil" dei trail ma gare, nella loro brevità, esaltanti.
Sento nomi a me noti di top runners, le tue zone di "caccia" sono in Tn A.A. ?
Re: tecnica di appoggio del piede in salita
leggendo l'opuscolo della PT-Abetone mi è cascato l'occhio su un articolo di Fulvio Massini riguardante la corsa in salita dove diceva che in salita nonostante quello che si pensa NON si dovrebbe correre "sulle punte" ma appoggiare il tallone a terra ad ogni passo... se lo ripesco in mezzo al casino di casa mia lo riporto...
per quanto riguarda la frase di adattarsi al corpo, concordo si ma anche no... ovvero, è giusto seguire le indicazioni che il nostro corpo ci da, ma se un problema si ripresenta più volte direi che c'è da analizzare la cosa e vedere se ci sono degli errori di base da correggere o a cui cercare di porre rimedio in qualche modo vedi talloniera , che per inciso sto cominciando ad usare anche io in tuttele corse, sia su strada che off road... ma l'importante che a farlo sia un professionista, un buon ortopedico o un buon fisioterapista, magari che sia pratico del running (in questo caso), in modo che conosca bene le specificità del gesto tecnico e gli sforzi a cuiviene sottoposto il corpo.
per quanto riguarda la frase di adattarsi al corpo, concordo si ma anche no... ovvero, è giusto seguire le indicazioni che il nostro corpo ci da, ma se un problema si ripresenta più volte direi che c'è da analizzare la cosa e vedere se ci sono degli errori di base da correggere o a cui cercare di porre rimedio in qualche modo vedi talloniera , che per inciso sto cominciando ad usare anche io in tuttele corse, sia su strada che off road... ma l'importante che a farlo sia un professionista, un buon ortopedico o un buon fisioterapista, magari che sia pratico del running (in questo caso), in modo che conosca bene le specificità del gesto tecnico e gli sforzi a cuiviene sottoposto il corpo.