
Grazie all'Amico Mat

per l'emozionante... racconto
EMI’S CANTO 40K TRAIL
14 DICEMBRE 2013
Che non sarebbe stata una passeggiata, questo già si sapeva ma grazie al solito carisma dell’Emilio Marco Colombo, anche la fatica diventa piacevole. Un trail da 40 km e 1600 D+ è stato il progetto realizzato da Emilio in tre anni di uscite e lavoro sul campo che ha “cucito” una trama di sentieri, sterrati e strade il cui disegno è ora fisso nell’archivio delle tracce satellitari ma soprattutto nel mio piacevole ricordo di un’altra bella giornata sul Monte Canto.
Il running “Emilio style” ormai è un consolidato approccio con il trail che nessuno si permette di sdegnare, la conversazione, il passo tranquillo, le soste e una più che azzeccata birrata “Leffe” al 20°K sono state la cornice di uno scenario che ha sempre dell’incredibile se si considera che appena poco più a sud domina la pianura, quella degli insediamenti industriali, delle infrastrutture di viabilità, del traffico, della nebbia, dello smog.
C’è sempre qualcosa di nuovo in ogni trail, questa volta c’era anche qualcuno di nuovo, il Giordy che si cimentava con il suo primo lungo della carriera. Un battesimo imbarazzante quello del Giordy, si perché verderlo correre un trail come se fosse una sky, ovvero tutto di potenza e tecnica, mi ha messo in soggezione, ricordandomi l’immenso lavoro che ancora devo mettere nelle gambe. Sempre davanti e sempre correndo, non c’erano salite che potessero scoraggiarlo, continuavo a dire “adesso si spegne, adesso si spegne” non si è spento mai, menomale che tra soste e birrata ci ha fatto riprendere il fiato.
L’Emilio tranquillo con il suo passo e i suoi interminabili monologhi (fatti per il 75% di polemiche ), mi ha tenuto compagnia, una guida la sua che può contare su una memoria perfetta dato che non credo sia semplice tenere a mente 40km di percorsi.
Il sottoscritto si è fatto il trail con una caviglia gonfia e dolorante a causa della storta presa sul Canto due giorni prima. Sono comunque molto contento della mia caviglia, in primis per avermi dato una più che valida scusa evitando la competizione con Giordy e poi perché inaspettatamente dopo la lunga fatica durata 6 ore e dopo avere tolto il bendaggio, ho notato con sorpresa che si era sgonfiata, una cosa che getta nuove teorie sul recupero delle articolazioni danneggiate.
Corsetta tranquilla, birra e compagnia = rapido recupero

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Veniamo però al percorso, un trail che ha comunque dei pezzi molto impegnativi, difficile correrlo tutto, spesso si è costretti alla prostrazione del cammino piegato in avanti, alcune discese sono insidiose e riportano alla più euforica sky del Canto. I tratti che ho apprezzato di più, sono quelli in costa immersi nel bosco autunnale tappezzato di foglie. Un tappeto dai colori magnifici, un silenzio molto raro dalle nostre parti, e una luce particolarissima, accompagnano chi corre in luoghi di altri tempi.
Siamo stati comunque molto fortunati nel trovare condizioni climatiche perfette, in altri casi sarebbe stato tutto molto più impegnativo.
A parte un paio di chilometri verso il 33°, dove ancora non abbiamo trovato il modo di evitare una strada un po trafficata, direi che per diversificazione di percorsi e di percezioni paesaggistiche, il trail dell’Emilio è pronto per una versione da condividere in gruppo e anche magari competitiva.
Al rientro l’ospitalità della Manu si è rivelata oltre ogni più ottimistica aspettativa, affettati, stuzzichini e un fiume di birra hanno finalmente lasciato andare liberamente in circolo le endorfine del piacere. Grazie Manu!
Congratulazioni a Giordy per la sua potenza anche in versione “diesel”, vorrei un giorno svegliarmi e aver finalmente convinto le mie gambe a spingere come le sue!
A Emilio vorrei invece far sapere che lui è un’icona del trail e che ha assicurato con la sua filosofia del correre, un solido esempio per chi come me si è accostato da poco a questa splendida disciplina.
Ha trovato la sua strada, a volte pensa che bisogna aspettarlo o che gli altri vadano piano per lui, quando corro con Emilio mi calo nell’ “Emilio style” e non c’è bisogno di fare nient’altro per essere contenti di correre.
Ciao Carvicoskyrunners
Matt