"...I planned each charted course, each careful step along the byway
And more, much more than this, I did it my way..."
And more, much more than this, I did it my way..."
e via, su questo tappeto volante, coi violini di miele e gli ottoni che strombazzano in viso alla malinconia.
Me la fischio, mentre pesco dal fogliofinto i pensieri, come una bimba maldestra in caccia di farfalle.
Un anno di trail.
Si, si, lo so...arrivo tardi. Ma, in perfetto stile Ultra, "l'importante è arrivare", no?
A ben pensare, si può vederlo come una gara intera, così, con uno start e un finale, quest'ultimo, magari, non troppo variopinto, ma col giusto tributo all'ironia ed alla buona sorte.
('na spina di birra e quattro compari tinti di fango)
Confesso: mi son distratta, ho guardato con gli occhi "colpevoli" di chi si concede una scappattella, di chi indugia troppo sui "e se...", "e ma..." e sui "forse".
Se smetti di cantare, è facile che le orecchie ti si riempiano di promesse, proposte e progetti!
Ma, fortunatamente, c'è sempre un viaggio di ritorno a cancellare 'sti quattro segni che lasciamo sul fango, c'è una C1 da infilare a canna sul nastro bitumato, confrontando l'esistenza nelle armonie dei Pink Floid.
Offerte, squadre, gare, corse e rincorse...sembra tutto così bello, talmente bello da potersene restare là, nella teca del "mondo trail", nel suo giusto posto, a mostrare i riflessi migliori, come un diamante.
Mentre guidi con le gambe un po' stanche, guardando sfilare le macchine e la luce del giorno, è semplice pescare nel sacco e trovarsi fra le mani una piccola, intima, soddisfatta felicità, e ti scappa da ridere, così, perché siamo sempre in debito di sorrisi, con la vita.
Corro dove voglio io, non inseguo gli altri;
corro come so fare io, non potrei mai imparare dagli altri;
corro per sentirmi piccola, non per diventare grande.
(che poi...la maggior parte delle persone ti dice "fai ultra? Ma sei scemo?" Altro che "grande")
E "Le Gare" sono un gioco, una sfida, una preparazione continua, quel qualcosa in più che ti fa sentire un privilegiato non perché corri-tanto-e-sei-figo, quanto perché SAI di avere un sogno.
Preferisco un gruppo di amici ad una squadra (che poi, spesso è la stessa cosa) e scegliere un compagno in base a quanto mi fa ridere e non a come è messo su "DUV STATISTIK".
E vai, Fede, vai...
"AI DIDIT MMAAAAAAAAAAAAIUEI"
Si, sento quasi l'erbetta lisciata da una Primavera in soffitta solleticare i miei piedacci ammaccati. Corro, saltello, me la rido, e guardo lontano. Là dove l'occhio si ferma, cominciano i sogni, le imprese che ti danno l'aria in affitto, le avventure, l'ansia di partire, la voglia di salire...
E volate, farfalle, che se non vi prendo non importa: l'importante è corrervi dietro
(magari fischiettando Sinatra, perchè no)