Mi ha sempre colpito le differenze di stile tra americani e europei nelle lunghe competizioni. Senza arrivare agli eccessi di Tony Kuprika, nelle ultra gli americani si limitano ad avere le borracce ergonomiche anche in competizioni come la leadville 100 o "corsa del cielo" perché si sviluppa quasi tutta sui 3000 m circa di altitudine e 100 miglia sono sempre 160 km mica noccioline.
Da noi tra zaini idrici, calze lunghe pantaloni a compressione, bastoncini ecc siamo super equipaggiati anche in trail di kilometraggio notevolmente ridotto.
Chiamo in causa un esperto come Leosorry che conosce bene quei territori, ma ovviamente chiunque ha un opinione in merito mi fa piacere conoscerla.
American style vs Europa trail
Moderatore: leosorry
Re: American style vs Europa trail
Differenze come il giorno e la notte. E' un argomento "enorme", ma butto là giusto alcune provocazioni
ULTRA TRAIL IN USA
1) i bastoncini da trekking sono vietati nel 95% delle gare (mi pare facciano eccezione la Hardrock e poche altre)
2) è ammesso essere accompagnati da pacer negli ultimi 60 km (nelle 100 miglia)
3) non c'è una sola ultra con un percorso tecnico: l'accento è più sulla componente "running" che su quella "alpinistica"
4) i ristori sono molto più frequenti, ogni 10 km e a volte anche più ravvicinati.
5) i tempi limite sono molto più stretti (es. Western States 30 ore, mentre UTMB 45 ore, anche se ovviamente ci sono 4000 metri in mento di D+)
La mia opinione è che noi europei "viaggiamo" troppo carichi, spesso inutilmente, mentre loro, gli yankees, pur esperti in gare da 100 miglia si troverebbero nei guai nelle gare europee più tecniche (in altre parole non credo che Roes o Krupicka avrebbero mai potuto battere Kilian all'UTMB, pur avendolo stracciato alla WS)
Insomma, forse a noi farebbe bene diventare un po' più americani e loro un po' più europei

ULTRA TRAIL IN USA
1) i bastoncini da trekking sono vietati nel 95% delle gare (mi pare facciano eccezione la Hardrock e poche altre)
2) è ammesso essere accompagnati da pacer negli ultimi 60 km (nelle 100 miglia)
3) non c'è una sola ultra con un percorso tecnico: l'accento è più sulla componente "running" che su quella "alpinistica"
4) i ristori sono molto più frequenti, ogni 10 km e a volte anche più ravvicinati.
5) i tempi limite sono molto più stretti (es. Western States 30 ore, mentre UTMB 45 ore, anche se ovviamente ci sono 4000 metri in mento di D+)
La mia opinione è che noi europei "viaggiamo" troppo carichi, spesso inutilmente, mentre loro, gli yankees, pur esperti in gare da 100 miglia si troverebbero nei guai nelle gare europee più tecniche (in altre parole non credo che Roes o Krupicka avrebbero mai potuto battere Kilian all'UTMB, pur avendolo stracciato alla WS)
Insomma, forse a noi farebbe bene diventare un po' più americani e loro un po' più europei
Re: American style vs Europa trail
Concordo con Leonardo.
A livello di terreni tecnici mi sembra che le gare ad est siano più rocciose e meno corribili, ma solo per sentito dire.
Delle gare a Ovest, che conosco meglio, confermo la corribilità estrema e aggiungerei il fatto che puoi incontrare animali tipo orsi, puma e coyote. Che in genere non succede, però sono là fuori.
Da non sottovalutare procioni e puzzole, con cui ho dovuto "lottare" mentre facevo il volontario ad un ristoro notturno. Non una cosa simpatica.
In Europa, inoltre, o almeno in Italia, le distanze sono inferiori, non quelle di gara, ovviamente, ma quelle per raggiungere un posto abitato. Da noi è difficile che ti trovi a più di tanto da una casa o un paese. Lì possono passare giorni nel nulla, che può essere bello se vuoi sfuggire alla civiltà, un po' meno piacevole se hai bisogno di aiuto. Anche la copertura della rete cellulare non è presente ovunque.
- Luciano
A livello di terreni tecnici mi sembra che le gare ad est siano più rocciose e meno corribili, ma solo per sentito dire.
Delle gare a Ovest, che conosco meglio, confermo la corribilità estrema e aggiungerei il fatto che puoi incontrare animali tipo orsi, puma e coyote. Che in genere non succede, però sono là fuori.
Da non sottovalutare procioni e puzzole, con cui ho dovuto "lottare" mentre facevo il volontario ad un ristoro notturno. Non una cosa simpatica.
In Europa, inoltre, o almeno in Italia, le distanze sono inferiori, non quelle di gara, ovviamente, ma quelle per raggiungere un posto abitato. Da noi è difficile che ti trovi a più di tanto da una casa o un paese. Lì possono passare giorni nel nulla, che può essere bello se vuoi sfuggire alla civiltà, un po' meno piacevole se hai bisogno di aiuto. Anche la copertura della rete cellulare non è presente ovunque.
- Luciano
Re: American style vs Europa trail
Conosco una ragazza del Colorado (trasferitasi qui per amore
) che parlando della diversità delle nostre alpi dalle loro montagne (almeno quelle che conosce lei nella zona centro-occidentale) , dice che sono due abitat completamente diversi. Le nostre montagne sono più umide, e con tempi (meteorologicamente) molto più instabili e repentini, di conseguenza, forse da noi in una gara lunga "beccarsi" condizioni meteo diverse è quasi normale (quindi ovvio avere abbigliamento diversificato) da loro, è quasi un'eccezione! Poi ovvio, noi siamo modaioli fino alla nausea (Mc. Giver ci fa un baffo). Quando bazzicavo come istruttore i corsi del CAI, ti arrivavano gli allievi vestiti e attrezzati di tutto punto che sembrava dovessero partire per una spedizione Himalayana...
Come dice Leosorry, la giusta misura forse sarebbe nel mezzo, ne minimalisti ne muli da soma...
Come dice Leosorry, la giusta misura forse sarebbe nel mezzo, ne minimalisti ne muli da soma...
Re: American style vs Europa trail
Eh si, noi non resistiamo difronte all'ultimo accessorio lanciato nel pianeta trail, sia bene inteso io sono uno di quelli che ci casca con tutte le gambe, tra calze a compressione, fasce tergi sudore ed erogatori di maltodetrine sottocutanee. Partecipio ad un'altra discussione sempre su questo forum sulle calze a compressione e malgrado ne ho 2 paia, una booster e una evo calf della Salomon, ribadisco qui che in sostanza non fanno una mazza, ovviamente ai miei porpi. Comunque apparte gli scherzi è interessante il divieto dei bastoni. Leosorry sai perché?
Un'altra domanda, come mai da noi i ristori sono così rari? Che senso ha in competizione così lunghe doversi portare anche la ribollita nello zaino?
Un'altra domanda, come mai da noi i ristori sono così rari? Che senso ha in competizione così lunghe doversi portare anche la ribollita nello zaino?
Re: American style vs Europa trail
Non ne sono sicuro: ho sempre pensato che fosse per ridurre al minimo l'impatto ambientale sui terreni attraversati. Mi ricordo che ci fu una polemica quando l'UTMB si ingrandì (2500 concorrenti) in quanto alcuni sostenevano che 5000 punte di bastoncini avrebbero rovinato il sentiero (Rush ha scritto:Comunque apparte gli scherzi è interessante il divieto dei bastoni. Leosorry sai perché?
Alla Pikes Peak li vietano perchè potrebbero infastidire gli altri concorrenti visto che il sentiero è piuttosto stretto. Alla Western States invece sono considerati un "aiuto artificiale" che falsa la competizione. Boh...
Comunque anche in Inghilterra il loro utilizzo è stato vietato nelle gare di trail...
Re: American style vs Europa trail
Pienamente daccordo !!! Già le gare corte senza nulla mi infastidiscono, figuriamoci le lunghe...un conto è pensare all'emergenza un'altro è dover gestire "in corsa" uno zaino che sembra una cucina da campo.Rush ha scritto:Un'altra domanda, come mai da noi i ristori sono così rari? Che senso ha in competizione così lunghe doversi portare anche la ribollita nello zaino?
Re: American style vs Europa trail
Da qualche parte ho letto che l'insieme di tutti i bastoncini genera una grande massa metallica, piuttosto pericolosa in montagna per via dei fulmini.Rush ha scritto: Comunque apparte gli scherzi è interessante il divieto dei bastoni. Leosorry sai perché?
Re: American style vs Europa trail
Questo è probabile, ma propendo più nel credere che lo facciano ritenendoli un aiuto nei confronti della gara...mauroq63 ha scritto:
Da qualche parte ho letto che l'insieme di tutti i bastoncini genera una grande massa metallica, piuttosto pericolosa in montagna per via dei fulmini.
Re: American style vs Europa trail
Non discuto sulla esperienza conclamata di Leonardo, anche sul mondo americano delle Ultra ma secondo me, vanno fatte alcune precisazioni:leosorry ha scritto:Differenze come il giorno e la notte. E' un argomento "enorme", ma butto là giusto alcune provocazioni
....
3) non c'è una sola ultra con un percorso tecnico: l'accento è più sulla componente "running" che su quella "alpinistica"
4) i ristori sono molto più frequenti, ogni 10 km e a volte anche più ravvicinati.
5) i tempi limite sono molto più stretti (es. Western States 30 ore, mentre UTMB 45 ore, anche se ovviamente ci sono 4000 metri in mento di D+)
Riguardo alla tesi secondo cui i punti di ristoro sono più numerosi nelle corse americane, a titolo di esempio riporto i km parziali tra un punto e l’altro di due corse abbastanza simili come dislivello, difficoltà e tempo massimo, l’UTMB (9.400 d+) e l’HARDROCK (10.300 d+):
UTMB (18 ristori) : 7,9-8,1-10,8-14,9-8,5-4,3-4,8-7,1-5-14-14-9,7-6,4-9,6-10,4-7,3
HARDROCK (13 ristori): 18,4-10,4-15,6-7,8-5,1-12,8-12,8-10,4-21,6-14,2-7,4-9,3-14,9
Io penso che la differenza tra lo “stile” americano e quello europeo sia esclusivamente di tipo CULTURALE. In sostanza, secondo me, loro sono molto bravi a informare e a sensibilizzare sui possibili rischi annessi agli eventi organizzati. Noi, sempre secondo me, ci siamo dati delle regole di base sulla sicurezza e abbiamo trovato rifugio nell’imposizione del materiale obbligatorio. Il problema, come è già emerso in altri post, e che questo il più delle volte è studiato con approssimazione e superficialità se non, in alcuni casi, come copia e incolla da altre corse. Come dire, un posto vale l’altro, il terreno e simile ovunque, le specifiche climatiche di una zona sono come quelle di qualsiasi altra e le stagionalità riflettono un clima pressochè uguale ovunque. Qualcuno si è assunto il ruolo di giudice (quasi mai specificando quali siano le sue competenze) nel decidere che in montagna è più importante avere un fischietto e non una bussola, una mappa o il cellulare, il pantalone a ¾ e non il cappello o i guanti, le riserve alimentari senza nessun tipo di indicazione sul valore energetico necessario. In molti casi si impone l’obbligatorietà del road-book e spesso anche questo è fatto velocemente, quasi fosse dovuto.
Per tornare all’esempio di prima, nella guida concorrente dell’Hardrock (80 pagine), vengono riportate tra le altre: nome e recapiti di direttore di corsa, direttore punti di soccorso e ristoro, coordinatore pacer, responsabile medico, responsabile volontari. Tra le altre viene anche riportato: il menù dei punti di ristoro, coordinate gps di tutti i punti di ristoro e i relativi accessi stradali, temperature e condizioni atmosferiche di tutte le passate edizioni, orari di alba e tramonto, tempi dei primi e tempi medi di tutte le edizioni passate. I pacer sono consentiti, diventano obbligatori per chi ha più di 60 anni e devono avere una certificazione simile ai nostri accompagnatori di media montagna (Colorado Hiking Certificate). La descrizione del percorso è di 10 pagine. Inoltre, cosa fondamentale, viene riportato tutto quanto è consigliato avere per affrontare condizioni avverse.