Ciao, secondo Voi, avrebbe senso avere nelle gare lunghe di Ultratrail, dai 100 km in su, un "Pacer"?
Un "Pacer" non proprio come quelli che ci sono nelle maratone, ma una persona con esperienza che possa aiutare i concorrenti che si apprestano a percorrere distanze così lunghe per la prima volta.
Qualcuno che possa dare consigli su come gestirsi nel bere e nel mangiare durante la gara, che aiuti a superare momenti di difficcoltà come superare una crisi sia fisica che mentale, oppure che possa aiutare ad affrontare di notte sentieri che non si conoscono o a superare le crisi di sonno.
E’ difficile prevedere e rispettare un tempo di percorrenza come nelle maratone, l’idea però potrebbe essere quella di formare un gruppo di concorrenti con ritmi abbastanza simili, e correre insieme fino al traguardo.
La funzione del Pacer, potrebbe essere quella di “capo gruppo”, aiutando tutti a diventare finisher.
Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Moderatore: leosorry
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Rispondo senza pregiudizio. E' un pensiero tutto mio, assolutamente personale. Io il pacer, o meglio la figura del pacer, la bandirei. Il pacer è un danno. Sia su strada come nel trail (che per fortuna ancora non si è visto). E' una discussione sempre aperta, anche con amici, 'stradaioli', che partecipano alle maratone proprio come pacer.
ciao
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- Alessandrots
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Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Come non si è visto? Nelle Ultra statunitensi è normale da sempre, in Europa è molto meno diffuso (e in alcuni casi vietato)logiovane ha scritto:come nel trail (che per fortuna ancora non si è visto).
ciao
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
io non la trovo una brutta idea invece..
sarei curioso di leggere pro e contro
sarei curioso di leggere pro e contro
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Credo che con l'aumentare della distanza, la gestione diventi una cosa sempre più personale, dettata cioè da variabili psicologiche di resistenza.
Forzare queste barriere psicologiche grazie ad un pacer potrebbe essere controproducente perché finchè si tratta di 42 km la logica potrebbe essere 'stringo i denti per le prossime 3-4 ore' ma per ultradistanze il ritmo deve essere su misura e calzare perchè sia sostenibile.
Forzare queste barriere psicologiche grazie ad un pacer potrebbe essere controproducente perché finchè si tratta di 42 km la logica potrebbe essere 'stringo i denti per le prossime 3-4 ore' ma per ultradistanze il ritmo deve essere su misura e calzare perchè sia sostenibile.
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Personalmente sono un po' combattuto sulla questine.
Da una parte potrebbe essere una buona idea per avvicinare alle ultradistanze chi non ha esperienza e chi si sente poco sicuro.
Dall'altra non so se sia corretta la percezione che passerebbe, ossia che una ultra è per "tutti". Per come la vedo io sono distanze a cui ci si dovrebbe arrivare gradualmente, con un bagaglio di proprie esperienze e con una buona conoscenza di sè e dei propri limiti.
Da una parte potrebbe essere una buona idea per avvicinare alle ultradistanze chi non ha esperienza e chi si sente poco sicuro.
Dall'altra non so se sia corretta la percezione che passerebbe, ossia che una ultra è per "tutti". Per come la vedo io sono distanze a cui ci si dovrebbe arrivare gradualmente, con un bagaglio di proprie esperienze e con una buona conoscenza di sè e dei propri limiti.
- augusto losio
- Messaggi: 1698
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
woah, amen e amenissimo.Paso ha scritto:Per come la vedo io sono distanze a cui ci si dovrebbe arrivare gradualmente, con un bagaglio di proprie esperienze e con una buona conoscenza di sè e dei propri limiti.
in generale, dipende se la figura del pacer è intesa come semplice accompagnatore e quindi per chiunque, oppure se è una specie di lepre per chi quindi cerca la prestazione o la regolarità.
però più in là non vado, appunto in quanto non ho capito il senso del pacer.
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Ringrazio tutti per aver espresso la vostra opinione, il senso del pacer è come ho scritto quello dell'accompagnatore, in particolare per chi si appresta a misurarsi su queste distanze per la prima volta, un aiuto a diventare finisher, nessun riferimento a lepre o a forzare ritmi o a dettare ritmi.
Volevo chiedervi, quanti di si è espresso ha già fatto gare ultra 100 km?
ciao e grazie.
Volevo chiedervi, quanti di si è espresso ha già fatto gare ultra 100 km?
ciao e grazie.
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Io sono arrivato ad 80km l' anno scorso, e punto a passare i 100 alla LUT quest'anno ... consapevole delle cappellate fatte l'anno scorso ed impegnato a non ripeterleolmo68 ha scritto: Volevo chiedervi, quanti di si è espresso ha già fatto gare ultra 100 km?
ciao e grazie.
Re: Avrebbe senso avere un "Pacer" in gare dai 100 km in su?
Mah!
Per come la vedo io mi sembra una cosa abbastanza difficile. Se non altro perchè già in una normale ultra le persone, dopo un certo chilometraggio, si distribuiscono su tutto il percorso, figurati in una 100K o più, è facilissimo trovarsi da soli e raggruppare più persone vorrebbe dire costringere qualcuno a andare troppo piano o qualcun'altro a andare troppo forte.
E poi, scusa, ma il bello dell'ultratrail è quando ti ritrovi da solo, magari di notte, in mezzo al nulla, tu, i tuoi pensieri e i chilometri che mancano per arrivare alla fine.
gg
Per come la vedo io mi sembra una cosa abbastanza difficile. Se non altro perchè già in una normale ultra le persone, dopo un certo chilometraggio, si distribuiscono su tutto il percorso, figurati in una 100K o più, è facilissimo trovarsi da soli e raggruppare più persone vorrebbe dire costringere qualcuno a andare troppo piano o qualcun'altro a andare troppo forte.
E poi, scusa, ma il bello dell'ultratrail è quando ti ritrovi da solo, magari di notte, in mezzo al nulla, tu, i tuoi pensieri e i chilometri che mancano per arrivare alla fine.
gg