Articolo curato da Leonardo Soresi sulla rivista "Correre" di Gennaio: da solo vale l'intera rivista...
In pratica: come la corsa ha inciso sull'evoluzione della specie umana.
L'uomo risulta biologicamente predisposto all'ultramaratona, e, naturalmente, a piedi nudi.
Altro che Homo Sapiens: noi siamo Homo Trailerunner!
IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Moderatore: leosorry
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Per correttezza, a questo indirizzo alcune obiezioni a questa teoria : http://www.albanesi.it/Notizie/ricerca_leggera.htm
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Grazie dei complimenti Gianluca!
In realtà ho solo "ri-raccontato" quello che ha scritto Christopher McDougall nel suo best seller "Born to Run: A Hidden Tribe, Super Athletes, and the Greatest Race the World Has Never Seen". Un libro fantastico, soprattutto per uno come te che si interessa di barefoot running e che della corsa guarda non solo all'aspetto km, dislivelli e tempi.
Speriamo che qualche casa editrice si decida a comprare i diritti e a tradurlo in Italia...
Critica Albanesi: non so giudicare se le teorie di Lieberman e Bramble sono valide.
Però come diceva John Ford in 'L’uomo che uccise Liberty Valance':
«quando la realtà contraddice la leggenda, stampate la leggenda»
E' bello pensare che ci siamo evoluti perchè siamo i migliori ultratrailer dell'universo no?
In realtà ho solo "ri-raccontato" quello che ha scritto Christopher McDougall nel suo best seller "Born to Run: A Hidden Tribe, Super Athletes, and the Greatest Race the World Has Never Seen". Un libro fantastico, soprattutto per uno come te che si interessa di barefoot running e che della corsa guarda non solo all'aspetto km, dislivelli e tempi.
Speriamo che qualche casa editrice si decida a comprare i diritti e a tradurlo in Italia...
Critica Albanesi: non so giudicare se le teorie di Lieberman e Bramble sono valide.
Però come diceva John Ford in 'L’uomo che uccise Liberty Valance':
«quando la realtà contraddice la leggenda, stampate la leggenda»
E' bello pensare che ci siamo evoluti perchè siamo i migliori ultratrailer dell'universo no?
- augusto losio
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- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
a mio modesto parere (che un giorno verrà riportato sui libri di scuola, ma per ora è solo modesto), è un po' fuorviante obiettare alla teoria in questione sulla base dell' "homo modernus".
mi spiego: pure io nutro perplessità sulla corsa come caratteristica congenita della nostra specie, ma non mi si riporti l'esempio dell'impiegato (che pure io sono).
quel che siamo oggi è somma di evoluzioni, ma anche di involuzioni, e la sedentarietà è uno dei frutti malati se una corsetta di 20 minuti può debilitare una persona adulta e sana (per quanto il concetto di "sano" oggi sia ampiamente interpretabile).
quando vedo qualche ragazzo/a che per pigliare il treno scatta dando polvere al carrettino dei gelati, sale e deve ripigliarsi sbuffando come un mantice, allora forse ci vorrebbero più tigri dai denti a sciabola per smuovere coppie di chiappe.
ma il mio è il modesto parere (vedi considerazioni di inizio post) di accanito antimodernista...
per me, la corsa è comunque una forzatura, ovvero qualcosa che facciamo quando costretti (caccia, fuga, fretta...) o per sport, e condivido sul fatto che diminuisce l'efficienza della macchina-corpo.
comunque, ripeto che a oggi siamo troppo snaturati per determinare un ragionamento valido e univoco, se questo era lo scopo.
purtroppo non ho ancora letto l'articolo di leo e lo faccio tra un po', quindi magari tutto questo mi smonta.
mi spiego: pure io nutro perplessità sulla corsa come caratteristica congenita della nostra specie, ma non mi si riporti l'esempio dell'impiegato (che pure io sono).
quel che siamo oggi è somma di evoluzioni, ma anche di involuzioni, e la sedentarietà è uno dei frutti malati se una corsetta di 20 minuti può debilitare una persona adulta e sana (per quanto il concetto di "sano" oggi sia ampiamente interpretabile).
quando vedo qualche ragazzo/a che per pigliare il treno scatta dando polvere al carrettino dei gelati, sale e deve ripigliarsi sbuffando come un mantice, allora forse ci vorrebbero più tigri dai denti a sciabola per smuovere coppie di chiappe.
ma il mio è il modesto parere (vedi considerazioni di inizio post) di accanito antimodernista...
per me, la corsa è comunque una forzatura, ovvero qualcosa che facciamo quando costretti (caccia, fuga, fretta...) o per sport, e condivido sul fatto che diminuisce l'efficienza della macchina-corpo.
comunque, ripeto che a oggi siamo troppo snaturati per determinare un ragionamento valido e univoco, se questo era lo scopo.
purtroppo non ho ancora letto l'articolo di leo e lo faccio tra un po', quindi magari tutto questo mi smonta.
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
io consiglierei Albanesi solo al mio peggior nemico
grandioso Leoooooo
grandioso Leoooooo
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
L'evoluzione dell'uomo, dall'australopiteco ,all'homo sapiens sapiens,
dura da più di quattro milioni di anni,
nel "corso" dei quali si è sviluppato il nostro "homo corridensis",
.
L'involuzione in "homo divanensis" è appena cominciata.
Sta a noi trailers cercare di bloccarla sul nascere. !!!
Ciao a tutti.
dura da più di quattro milioni di anni,
nel "corso" dei quali si è sviluppato il nostro "homo corridensis",
L'involuzione in "homo divanensis" è appena cominciata.
Sta a noi trailers cercare di bloccarla sul nascere. !!!
Ciao a tutti.
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Leo, scusami non ho letto il Tuo articolo, ma trovo le considerazioni di Albanesi fondate, anche se credo che il correre abbia assunto un ruolo determinante nello sviluppo ancestrale, soprattutto a piedi nudi. Forse se siamo così poco performanti rispetto agli altri esseri viventi, e da imputarsi alla nostra maggiore "intelligenza", possiamo ottenere certe cose senza sforzarsi troppo fisicamente.
Sani e robusti
Sani e robusti
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Una delle critiche di Albanesi alla ricerca di Carrier, Bramble e Lieberman riguarda il fatto che a suo parere la nostra velocità non è comparabile con quella di cani e cavalli.
La velocità della CR al trotto dell'uomo è comparabile con quella di animali come cani e cavalli – In questo paragrafo gli errori si sprecano. Innanzitutto si confronta il trotto "perché gli uomini non sanno galoppare"; peccato che il galoppo renda più efficiente la CR e quindi il fatto che gli uomini non sanno galoppare sarebbe già indice della loro scarsa propensione alla CR. Poiché i ricercatori capiscono che, anche al trotto, un cane o un cavallo massacrerebbero qualunque umano, ecco che inventano come indice di giudizio la velocità rapportata alla massa dell'animale. Bene, se si usa questo criterio le lucertole sono cento volte più orientate alla corsa che l'uomo!
Questo non è affatto quello che dicono i tre studiosi! Anzi, siamo noi a massacrare cani e cavalli sulle lunghe distanze. Volete una dimostrazione? Guardate il video di Richard Attenbourough. Un boscimane del Kalahari, che evidentemente non ha mai letto una tabella di allenamento di Pizzolato, nè ha chiesto a Speciani il segreto dell'alimentazione di un ultramaratoneta insegue e cattura un Kudu (l'antilope del Kalahari). Il Kudu alla fine è talmente stremato che si accascia a terra. Se poi cercate su internet le parole "Persistence hunting" ne trovate anche altri.
La velocità della CR al trotto dell'uomo è comparabile con quella di animali come cani e cavalli – In questo paragrafo gli errori si sprecano. Innanzitutto si confronta il trotto "perché gli uomini non sanno galoppare"; peccato che il galoppo renda più efficiente la CR e quindi il fatto che gli uomini non sanno galoppare sarebbe già indice della loro scarsa propensione alla CR. Poiché i ricercatori capiscono che, anche al trotto, un cane o un cavallo massacrerebbero qualunque umano, ecco che inventano come indice di giudizio la velocità rapportata alla massa dell'animale. Bene, se si usa questo criterio le lucertole sono cento volte più orientate alla corsa che l'uomo!
Questo non è affatto quello che dicono i tre studiosi! Anzi, siamo noi a massacrare cani e cavalli sulle lunghe distanze. Volete una dimostrazione? Guardate il video di Richard Attenbourough. Un boscimane del Kalahari, che evidentemente non ha mai letto una tabella di allenamento di Pizzolato, nè ha chiesto a Speciani il segreto dell'alimentazione di un ultramaratoneta insegue e cattura un Kudu (l'antilope del Kalahari). Il Kudu alla fine è talmente stremato che si accascia a terra. Se poi cercate su internet le parole "Persistence hunting" ne trovate anche altri.
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Non ho potuto fare a meno di piangere al gesto di tributo del cacciatore alla sua preda: quanta purezza in questa lotta che non è violenza.
Il senso del Sacro che si dischiude nel render grazie a quella Morte che è fonte di Vita, all'interno di un circolo vitale di cui anche noi uomini facciamo parte (...ma non noi uomini "tecnologici" che abbiamo perso contatto con la Naturalezza..)
La consapevolezza che, al di là della specie, in tutti gli esseri alberga un Anima.
E adesso riesco a comprendere quella sensazione animalesca e allo stesso tempo divina, che mi prende quando mi ritrovo a correre su un singletrack, e sento che non esisto più "io", e non esiste più il sentiero, e il mondo, come una cosa "diversa" e "distaccata" da me: esiste solo il Correre.
Ci sono popoli "primitivi" ( eforse per questo, più vicini a noi, nella loro naturalezza, alla verità dell'Essere) che, nei loro linguaggi, non hanno parole che esprimono identità di soggetto e oggetto, ma solo parole che indicano gesti, azioni. Linguaggi di soli Verbi.
... in principio era il Verbo .....
Correre , come atto della nostra più primordiale naturalezza, è un epifania del Sacro, del senso dell'Unità dell'Essere. Meditazione in Azione.
Il senso del Sacro che si dischiude nel render grazie a quella Morte che è fonte di Vita, all'interno di un circolo vitale di cui anche noi uomini facciamo parte (...ma non noi uomini "tecnologici" che abbiamo perso contatto con la Naturalezza..)
La consapevolezza che, al di là della specie, in tutti gli esseri alberga un Anima.
E adesso riesco a comprendere quella sensazione animalesca e allo stesso tempo divina, che mi prende quando mi ritrovo a correre su un singletrack, e sento che non esisto più "io", e non esiste più il sentiero, e il mondo, come una cosa "diversa" e "distaccata" da me: esiste solo il Correre.
Ci sono popoli "primitivi" ( eforse per questo, più vicini a noi, nella loro naturalezza, alla verità dell'Essere) che, nei loro linguaggi, non hanno parole che esprimono identità di soggetto e oggetto, ma solo parole che indicano gesti, azioni. Linguaggi di soli Verbi.
... in principio era il Verbo .....
Correre , come atto della nostra più primordiale naturalezza, è un epifania del Sacro, del senso dell'Unità dell'Essere. Meditazione in Azione.
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
E' uscito BORN TO RUN in Italiano, costa 17 euro.
Bellissimo, naturalmente; mi ha fatto volare di fantasia, nei giorni scorsi, in cui non potevo correre, in fase di recupero da un infortunio.... e poi , riprendendo a correre, gli effetti son quelli che si notano ai piedi...

Bellissimo, naturalmente; mi ha fatto volare di fantasia, nei giorni scorsi, in cui non potevo correre, in fase di recupero da un infortunio.... e poi , riprendendo a correre, gli effetti son quelli che si notano ai piedi...