POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
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Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
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Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
motosega sei un signore: concordo, un grandissimo pasticcio! Per quanto riguarda un punto acqua dove invece io che corro trovo il the, ritengo che non sia proprio un problema. In piu' di qualche gara che ho fatto, veniva indicato un ristoro solo idrico e poi, per buona volonta' di qualche volontario, o della stessa organizzazione, si trovava anche del cibo. Qui la questione e' un' altra: se i ristori sono controlli ( e si parla di ristori) un punto acqua NON e' un ristoro, quindi NON e un controllo (tralasciamo le basi vita, ovvio) quindi, io che arrivo ad un punto acqua e mi aspetto di trovare una fontana, un volontario con una bottiglietta d'acqua o una cisterna di acqua con un rubinetto, so' che posso contare su acqua punto e basta. Se poi arrivo e trovo anche da mangiare posso solo rallegrarmi di cio' e punto. Se arrivo ad un punto che e' un ristoro, e DEVO sapere a termini di regolamento ( giustissimo) che li DEVO essere controllato, e' mio obbligo ( quantomeno autotutela) accertarmi di essere controllato e se i volontari sono a dormire, li devo svegliare e farmi registrare ( salvo poi lamentarmi con l'organizzazione del disguido occorsomi). Francesca ha dichiarato di essere arrivata, non aver trovato nessuno, aver bevuto del the erogato da un contenitore, ha descritto il luogo e lo stato dello stesso abbastanza precisamente ( tenuto conto della situazione) e ha anche affermato di non essersi preoccupata di cercare la presenza di nessuno per non arrecare disturbo. Se fosse stato un ristoro, avrebbe commesso una leggerezza, ( e personalmente penso che questo sia gran parte del pasticcio) ma, a termini di regolamento quello NON era ristoro e controllo quindi.....Se l'organizzazione di quel punto acqua ne ha fatto un controllo, certificando il passaggio di tutti (da verificare) gli altri atleti, si tratta di un controllo volante.....percio' la mancata registrazione della Canepa e colpa di una "svista" (sempre attento all'espulsione dal forum) da parte dell'addetto, al quale e' solo sfuggita una delle atlete di punta....sigh! Ogni altra considerazione, sempre a mio modesto parere, su Paolo Rossi e le sue accuse, sull'allenatore della Canepa, sull'auto con a bordo lui e il medico che viene fermata, se non suffragate da prove oggettivamente riscontrabili, lasciano il tempo che trovano e fanno solo fare una magra figura a chi le espone. Non sono assolutamente d'accordo che tre indizi fanno una prova, soprattutto quando si mette in gioco un risultato di rilievo mondiale come quello che stava ottenendo la Canepa e soprattutto la dignita' di un atleta: una prova e' una prova e basta

Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
Sono sempre più convinto che tutto sia nato dal presunto avvistamento (poi rivelatosi falso) del passaggio in auto. Una volta sparsa la voce si è creato un clima direi "torbido" dal quale l'organizzazione ha cercato di uscire cercando in tutti i modi qualcosa che non andasse nel comportamento della Canepa, ma lo ha fatto nel modo più errato, senza valutare che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, come sta effettivamente avvenendo ora, unendo tutti i punti di una trama che si fa sempre più chiara, sempre più (se non definitivamente) a favore dell'atleta, sempre che le parole scritte non siano un'opinione.
Ce ne fosse bisogno, mancherebbe solo la ciliegina sulla torta (della Canepa), cioè la conferma da parte di Hollon dell'avvenuto sorpasso poco prima dello stesso punto acqua; ancora più semplice sarebbe chiedere a chi effettivamente presidiava quel punto cosa stava realmente facendo in quel lasso di tempo nel quale presumibilmente è passata.
Ce ne fosse bisogno, mancherebbe solo la ciliegina sulla torta (della Canepa), cioè la conferma da parte di Hollon dell'avvenuto sorpasso poco prima dello stesso punto acqua; ancora più semplice sarebbe chiedere a chi effettivamente presidiava quel punto cosa stava realmente facendo in quel lasso di tempo nel quale presumibilmente è passata.
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silverrain
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Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
Direi che a questo punto la testimonianza di Hollon sia necessaria proprio per dipanare ulteriormente la matassa.cianix ha scritto: Ce ne fosse bisogno, mancherebbe solo la ciliegina sulla torta (della Canepa), cioè la conferma da parte di Hollon dell'avvenuto sorpasso poco prima dello stesso punto acqua; ancora più semplice sarebbe chiedere a chi effettivamente presidiava quel punto cosa stava realmente facendo in quel lasso di tempo nel quale presumibilmente è passata.
Se dovesse confermare la presenza di Canepa al punto acqua, credo che la direttrice del tor dovrebbe prendere la porta senza passare dal via....
Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
Giusta o sbagliata che sia io mi sono fatto un idea di quel che è successo !! La Canepa x me l'hanno presa in castagna e con le prove !! L'organizzazione per non sputtanarsi (ci farebbe veramente una brutta figura in tutto il mondo) dice che non è passata ad un controllo e la squalifica !! Basta vedere come si sono comportati lasciando dichiarazioni con il contagocce (dovevano capire prima cosa dire) !! Ma vi sembra credibile ?? Alla Canepa?? Valdostana ?? Han dovuto farlo come avrebbero dovuto farlo altre volte con altri concorrenti !! Ma ora c'è tutto il mondo che guarda non possono più permettersi certi giochetti !! Questa è solo una mia opinione, può essere anche sbagliata ma la penso così !! 
Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
LA DOMANDA E' SEMPRE LA STESSA...PERCHE' I 5 PRIMA...E GLI ALTRI 700 POI...SON TUTTI PASSATI... DALL'OASI,POZZA D'ACQUA,SALA DA THE',RISTORO,CAPANNA DELLO ZIO TOM,SALA GIOCHI,BAR,CHIAMATELO COME VOLETE...DI LES GOILLES???????.......
POSSIAMO SEMPRE CHIEDERE AL GALE O TAGLIAFERRI SE ANCHE LORO NON HANNO TROVATO NESSUNO.
POSSIAMO SEMPRE CHIEDERE AL GALE O TAGLIAFERRI SE ANCHE LORO NON HANNO TROVATO NESSUNO.
Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
MAh io invece credo che se avessero "prove" le esibirebbero anzi! Proprio per evitare questa figura che ora sembra un arrampicarsi sugli specchi...gio62 ha scritto:Giusta o sbagliata che sia io mi sono fatto un idea di quel che è successo !! La Canepa x me l'hanno presa in castagna e con le prove !! L'organizzazione per non sputtanarsi (ci farebbe veramente una brutta figura in tutto il mondo) dice che non è passata ad un controllo e la squalifica !! Basta vedere come si sono comportati lasciando dichiarazioni con il contagocce (dovevano capire prima cosa dire) !! Ma vi sembra credibile ?? Alla Canepa?? Valdostana ?? Han dovuto farlo come avrebbero dovuto farlo altre volte con altri concorrenti !! Ma ora c'è tutto il mondo che guarda non possono più permettersi certi giochetti !! Questa è solo una mia opinione, può essere anche sbagliata ma la penso così !!
Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
Caso Canepa, l’organizzazione del Tor smentisce il proprio regolamento dichiarando il falso
Sinceramente, non avevo più intenzione di scrivere nulla sull’argomento ma, come di consueto, non riesco proprio a digerire quando qualcuno scrive delle inesattezze di portata rilevante.
Nella fattispecie, mi riferisco a quanto dichiarato da Alessandra Nicoletti, presidente dell’associazione sportiva che organizza il Tor des Gèants, in un’intervista rilasciata a La Stampa di Aosta e firmata Luca Casali.
“Nicoletti, avete squalificato Canepa per non essere transitata al punto di passaggio di Les Goilles. La concorrente sostiene che non è tenuta a sapere che quello era anche un punto di controllo e che i volontari non c’erano. Cosa risponde? «Il regolamento parla chiaro: ogni punto di ristoro è anche un punto di controllo. E il concorrente è tenuto a conoscere il regolamento»”.
Dichiarazione vera nella sostanza, falsa e tendenziosa se in riferimento a quanto accaduto. L’errore di fondo di quanto dichiarato è che quello di Les Goilles, come da road book del Tor des Geants non era un “punto di ristoro”, quindi di controllo ufficiale, ma un semplice “punto acqua" e, quindi, solo un possibile punto di controllo "non dichiarato”. E come spiegherò in seguito, la cosa è nettamente differente. In prima battuta mi verrebbe da replicare che anche l’organizzatore è tenuto a conoscere il regolamento anche se mi sembra una ovvietà visto che è lui stesso che l’ha scritto. Ma ci arriverò per gradi, prima vorrei riprendere tutta la vicenda.
In ogni caso, mi preme sottolineare fin da subito che le dichiarazioni della signora Nicoletti, hanno un approccio sbagliato in partenza. Se anche quel punto acqua fosse stato indicato come punto di ristoro, e quindi come punto di controllo certo, da nessuna parte del regolamente vi è scritto che il concorrente deve appurare che qualcuno lo controlli. Al limite potrebbe essere una sua precauzione. In questa breve intervista prima di contenuti interessanti, non viene trattata la vera questione; da una parte l’organizzazione che sostiene che la concorrente non sia mai transitata da quel punto e, dall’altra, la concorrente che sostiene il contrario. Ma anche su questo punto importante, ci tornerò dopo.
Se non fosse una questione seria, verrebbe anche da ridere per quanto dichiarato nell’articolo. “Niente di personale nei confronti di Francesca Canepa, almeno da parte nostra" e "Molto dispiaciuta. Francesca è valdostana e Renato Jorioz è un amico con il quale abbiamo condiviso un ruolo organizzativo all’interno del Valle d’Aosta Trailers" sono dichiarazioni che non corrispondono ai fatti accaduti, in particolare alla triste circostanza di non aver cercato un confronto con la diretta interessata prima della decisione finale.
Dopo il mio articolo precedente, sul tentativo di ricostruzione dei principali accadimenti inerenti alla squalifica di Francesca Canpepa dal Tor 2014, sono successe molte altre cose.
Come fatto in precedenza, mi permetto di esprimere un mio punto di vista riassuntivo sulla vicenda e poi, riporto alcuni fatti precisi che potrebbero portare a considerare il risultato sportivo del Tor 2014, in ambito femminile, quale illecito.
PUNTO DI VISTA RIASSUNTIVO
Quello che è successo nella prima notte del Tor dalla base vita di Cogne al Rifugio Dondena, sembra essere una fatale concomitanza di eventi che hanno portato a un clamoroso errore di base. C’è un concorrente A che non si accorge di essere uscito dalla base vita di Cogne dopo un altro concorrente B e che, una volta arrivato a un punto di controllo e verificata la sua posizione, dice che non è possibile perché non è mai stato superato dal concorrente B nel tratto in questione. Ci sono dei volontari che comunicano all’organizzazione di gara la presunta anomalia e nel particolare il sospetto esternato dal concorrente A circa il presunto utilizzo di un mezzo a motore del concorrente B. Nel frattempo, altri volontari di gara, su una strada poderale che transita vicino al percorso di gara nel tratto in questione, fermano una vettura con a bordo l’allenatore e il medico dell’atleta B. C’è poi l’organizzazione della gara che cerca di fare luce sull’accaduto. Sa che nel mezzo del tratto incriminato c’è un punto di controllo (come vedremo dopo “non ufficiale”) dove i tempi di passaggio, forse per mancanza di campo, vengono presi manualmente. L’organizzazione entra in possesso dei documenti del punto di controllo e appura che non compare il passaggio del concorrente B. A questo punto, la stessa organizzazione, comunica al concorrente B un avvio d’indagine nei suoi confronti per presunta violazione del regolamento senza specificare di cosa si tratti. Il concorrente B, in quel momento, pensa ancora che la presunta violazione si riferisca al presunto utilizzo di un mezzo a motore. Successivamente, con comunicato stampa, l’organizzazione informa di aver squalificato il concorrente B per mancato passaggio a un punto di controllo. Infine, il concorrente B dichiara pubblicamente di essere transitato per il punto di controllo incriminato evidenziando alcuni particolari del suo passaggio e dichiara anche di non essere mai stato interpellato dall’organizzazione della gara in merito alla vicenda.
Il punto critico di tutta questa vicenda, assurdo oggi ma ancora maggiormente se solo si tornasse indietro di qualche mese, è proprio l’ultimo, ovvero la mancata richiesta d’informazioni al diretto interessato, ovvero l’atleta B che porta il nome di Francesca Canepa. Assurdo, non solo perché ci si aspetterebbe un confronto con qualsiasi atleta prima di una sentenza così importante come quella della squalifica ma, principalmente, per quanto lega o legava la stessa Francesca all’organizzazione. Il suo allenatore, infatti, solo fino a qualche mese fa, compariva come vice presidente dell’associazione sportiva che organizza il Tor des Géeants. Il confronto diretto, su una vicenda simile, se è auspicabile per qualsiasi concorrente, lo è a maggior ragione per uno che si conosce molto bene, residente nel paese dove ha sede l’associazione organizzatrice e supportato da una persona che nel recente passato ha diretto in prima persona la stessa associazione, definito dal presidente della stessa associazione come un “amico”.
LA QUESTIONE DEL PUNTO DI RISTORO
Francesca ha rilasciato alcune interviste, anche in inglese, dove specifica la sua ricostruzione dei fatti. In sostanza, oltre a confermare che il primo accusatore sul presunto passaggio in auto è il concorrente italiano Paolo Rossi, ribadisce di essere transitata al “punto di ristoro” incriminato, quello di Les Goilles, di non aver visto nessun volontario, di aver consumato una bevanda e di essere proseguita nel percorso. Nell’intervista in inglese, fornisce addirittura dei particolari precisi quali la forma del contenitore del thè che ha bevuto nel ristoro, il numero di bicchieri sul tavolo e specifica di aver superato un concorrente, l’americano Hollon, poco prima. In quella in italiano, invece, tra le altre cose, dichiara anche, non solo di non essere mai stata interpellata dagli organizzatori sulla vicenda ma, addirittura, che gli stessi organizzatori non hanno risposto alle sue chiamate telefoniche.
Fatta questa precisazione, esco dalla ricostruzione di Francesca e torno sulla decisione dell’organizzazione.
Prima di farlo, ritorno nuovamente su quanto dichiarato da Francesca in questi giorni. Un qualcosa che, anche se non corretto nella sostanza, è un passaggio fondamentale della vicenda. Lei stessa infatti, dice che non era tenuta a sapere se quello incriminato era un punto di controllo o un punto di ristoro e che, oltremodo, non era tenuta a preoccuparsi del fatto che i volontari non fossero presenti. Quanto detto, non è corretto nella sostanza perché il regolamento della corsa recita chiaramente che “Ogni punto di ristoro è un punto di controllo ufficiale” specificando che “Il road book, scaricabile anche on-line, identificherà la lista precisa dei punti di ristoro e delle basi vita”. Se Francesca avesse letto e memorizzato tutto il road book, però, si sarebbe accorta che il punto di Les Goilles non figura come un punto di ristoro, quindi come un punto di controllo ufficiale, figura come un semplice punto d’acqua:
“Settore: 3, Tavola: 1 - All’uscita dalla base vita, costeggiando il torrente in direzione Saint Antoine, si segue la strada sterrata che, immersa nel bosco, sale dolcemente fino a Champlong (1596 m). Da qui si prosegue lungo la strada asfaltata, per circa 1km, fino a Lillaz (1623 m). Da Lillaz svoltando a sinistra si imbocca il sentiero 13 che costeggia per qualche metro una condotta forzata, entra nel bosco e conduce a Goilles Desot (1831 m). Punto acqua. Si prosegue sempre per il sentiero 13 per attraversare il ponticello sulla destra. All’uscita dal bosco si raggiunge il casotto del Guardaparco (2156 m) e seguendo il sentiero ben segnato, si giunge al Rifugio Sogno di Berdzé (2532 m). Punto di ristoro”.
Ma lo stesso regolamento, recita anche un’altra cosa, ovvero che “L’organizzazione si riserva la possibilità di effettuare lungo il percorso dei controlli in punti non dichiarati”. A termini di regolamento, quindi, il punto di Les Goilles, in quanto non essendo un punto di ristoro ma un semplice punto acqua, è da intendersi come un punto di controllo non dichiarato e, si spera, all’insaputa dei concorrenti. E attenzione che a differenza del punto di ristoro, che per logica deduzione è allestito dall’organizzazione, in alcune gare il punto acqua indica addirittura la semplice presenza di una fontana. E una dicitura più veritiera perchè in alternativa, se allestito dall’organizzazione, dovrebbe essere chiamato punto di ristoro idrico.
Quindi, il dato certo è che Francesca Canepa non ha saltato un punto di controllo ufficiale ma, eventualmente, un punto di controllo non dichiarato. Anche questo secondo caso comporta la squalifica ma, almeno per coerenza, visto che la signora Nicoletti si sente particolarmente addolorata dal punto di vista personale, la stessa dovrebbe usare la terminologia corretta e non lasciarsi andare a un banale e semplice “il concorrente è tenuto a conoscere il regolamento”.
Inoltre, lo stesso regolamento da lei citato, non indica in alcun punto che il concorrente è responsabile di essere controllato. E anche questo, mi permetto di dire, non è un particolare di poco conto.
Infatti, ammesso e non concesso che anche in un punto di controllo ufficiale un concorrente non dovrebbe essere tenuto a preoccuparsi se il riscontro del passaggio è fatto manualmente o, come in molte gare, a livello elettronico con il contatto, per esempio, su un sensore a terra, diciamo che è prassi risaputa che al Tor des Gèants il riscontro è fatto manualmente con lettura elettronica del pettorale e che, quindi, in un punto di controllo ufficiale il concorrente dovrebbe aspettarsi di vedere almeno una persona effettuare questa operazione. E pur vero che in una gara così impegnativa, specie di notte, queste dovrebbero essere preoccupazioni dell’organizzazione e non dei concorrenti, specie per quelli che si giocano le prime posizioni in classifica e per cui il tempo è prezioso. In ogni caso, sarebbe un’anomalia che il concorrente si aspetti di trovare persone in un punto di controllo non ufficiale perché, per definizione, tutto il percorso di 330 km può costituire un potenziale punto di controllo non ufficiale.
Se invece, come avevo già avuto modo di dire in passato, i regolamenti sono fatti con superficialità e un termine equivale ad un altro non specificato, questa è tutta un’altra questione.
A questo punto la domanda cruciale è cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro. Se il concorrente americano Hollon confermasse che effettivamente è stato superato da Francesca Canepa appena prima del punto di controllo non dichiarato e se fossero appurati i particolari descrittivi forniti da Francesca sullo stesso punto di controllo, quale piega prenderebbe l’intera vicenda? Di sicuro, se tutto questo venisse appurato, al netto di eventuali responsabilità inerenti alla lesa immagine dell’atleta, l’intera vicenda avrebbe conseguenze anche sull’esito sportivo della manifestazione. Se fosse appurato che Francesca Canepa è stata squalificata erroneamente dalla competizione, anche se appurata la buona fede delle parti, il tutto non potrebbe che avere ripercussioni anche sull’esito sportivo della manifestazione , in particolare, sulla classifica finale femminile.
Fabiomenblog
Sinceramente, non avevo più intenzione di scrivere nulla sull’argomento ma, come di consueto, non riesco proprio a digerire quando qualcuno scrive delle inesattezze di portata rilevante.
Nella fattispecie, mi riferisco a quanto dichiarato da Alessandra Nicoletti, presidente dell’associazione sportiva che organizza il Tor des Gèants, in un’intervista rilasciata a La Stampa di Aosta e firmata Luca Casali.
“Nicoletti, avete squalificato Canepa per non essere transitata al punto di passaggio di Les Goilles. La concorrente sostiene che non è tenuta a sapere che quello era anche un punto di controllo e che i volontari non c’erano. Cosa risponde? «Il regolamento parla chiaro: ogni punto di ristoro è anche un punto di controllo. E il concorrente è tenuto a conoscere il regolamento»”.
Dichiarazione vera nella sostanza, falsa e tendenziosa se in riferimento a quanto accaduto. L’errore di fondo di quanto dichiarato è che quello di Les Goilles, come da road book del Tor des Geants non era un “punto di ristoro”, quindi di controllo ufficiale, ma un semplice “punto acqua" e, quindi, solo un possibile punto di controllo "non dichiarato”. E come spiegherò in seguito, la cosa è nettamente differente. In prima battuta mi verrebbe da replicare che anche l’organizzatore è tenuto a conoscere il regolamento anche se mi sembra una ovvietà visto che è lui stesso che l’ha scritto. Ma ci arriverò per gradi, prima vorrei riprendere tutta la vicenda.
In ogni caso, mi preme sottolineare fin da subito che le dichiarazioni della signora Nicoletti, hanno un approccio sbagliato in partenza. Se anche quel punto acqua fosse stato indicato come punto di ristoro, e quindi come punto di controllo certo, da nessuna parte del regolamente vi è scritto che il concorrente deve appurare che qualcuno lo controlli. Al limite potrebbe essere una sua precauzione. In questa breve intervista prima di contenuti interessanti, non viene trattata la vera questione; da una parte l’organizzazione che sostiene che la concorrente non sia mai transitata da quel punto e, dall’altra, la concorrente che sostiene il contrario. Ma anche su questo punto importante, ci tornerò dopo.
Se non fosse una questione seria, verrebbe anche da ridere per quanto dichiarato nell’articolo. “Niente di personale nei confronti di Francesca Canepa, almeno da parte nostra" e "Molto dispiaciuta. Francesca è valdostana e Renato Jorioz è un amico con il quale abbiamo condiviso un ruolo organizzativo all’interno del Valle d’Aosta Trailers" sono dichiarazioni che non corrispondono ai fatti accaduti, in particolare alla triste circostanza di non aver cercato un confronto con la diretta interessata prima della decisione finale.
Dopo il mio articolo precedente, sul tentativo di ricostruzione dei principali accadimenti inerenti alla squalifica di Francesca Canpepa dal Tor 2014, sono successe molte altre cose.
Come fatto in precedenza, mi permetto di esprimere un mio punto di vista riassuntivo sulla vicenda e poi, riporto alcuni fatti precisi che potrebbero portare a considerare il risultato sportivo del Tor 2014, in ambito femminile, quale illecito.
PUNTO DI VISTA RIASSUNTIVO
Quello che è successo nella prima notte del Tor dalla base vita di Cogne al Rifugio Dondena, sembra essere una fatale concomitanza di eventi che hanno portato a un clamoroso errore di base. C’è un concorrente A che non si accorge di essere uscito dalla base vita di Cogne dopo un altro concorrente B e che, una volta arrivato a un punto di controllo e verificata la sua posizione, dice che non è possibile perché non è mai stato superato dal concorrente B nel tratto in questione. Ci sono dei volontari che comunicano all’organizzazione di gara la presunta anomalia e nel particolare il sospetto esternato dal concorrente A circa il presunto utilizzo di un mezzo a motore del concorrente B. Nel frattempo, altri volontari di gara, su una strada poderale che transita vicino al percorso di gara nel tratto in questione, fermano una vettura con a bordo l’allenatore e il medico dell’atleta B. C’è poi l’organizzazione della gara che cerca di fare luce sull’accaduto. Sa che nel mezzo del tratto incriminato c’è un punto di controllo (come vedremo dopo “non ufficiale”) dove i tempi di passaggio, forse per mancanza di campo, vengono presi manualmente. L’organizzazione entra in possesso dei documenti del punto di controllo e appura che non compare il passaggio del concorrente B. A questo punto, la stessa organizzazione, comunica al concorrente B un avvio d’indagine nei suoi confronti per presunta violazione del regolamento senza specificare di cosa si tratti. Il concorrente B, in quel momento, pensa ancora che la presunta violazione si riferisca al presunto utilizzo di un mezzo a motore. Successivamente, con comunicato stampa, l’organizzazione informa di aver squalificato il concorrente B per mancato passaggio a un punto di controllo. Infine, il concorrente B dichiara pubblicamente di essere transitato per il punto di controllo incriminato evidenziando alcuni particolari del suo passaggio e dichiara anche di non essere mai stato interpellato dall’organizzazione della gara in merito alla vicenda.
Il punto critico di tutta questa vicenda, assurdo oggi ma ancora maggiormente se solo si tornasse indietro di qualche mese, è proprio l’ultimo, ovvero la mancata richiesta d’informazioni al diretto interessato, ovvero l’atleta B che porta il nome di Francesca Canepa. Assurdo, non solo perché ci si aspetterebbe un confronto con qualsiasi atleta prima di una sentenza così importante come quella della squalifica ma, principalmente, per quanto lega o legava la stessa Francesca all’organizzazione. Il suo allenatore, infatti, solo fino a qualche mese fa, compariva come vice presidente dell’associazione sportiva che organizza il Tor des Géeants. Il confronto diretto, su una vicenda simile, se è auspicabile per qualsiasi concorrente, lo è a maggior ragione per uno che si conosce molto bene, residente nel paese dove ha sede l’associazione organizzatrice e supportato da una persona che nel recente passato ha diretto in prima persona la stessa associazione, definito dal presidente della stessa associazione come un “amico”.
LA QUESTIONE DEL PUNTO DI RISTORO
Francesca ha rilasciato alcune interviste, anche in inglese, dove specifica la sua ricostruzione dei fatti. In sostanza, oltre a confermare che il primo accusatore sul presunto passaggio in auto è il concorrente italiano Paolo Rossi, ribadisce di essere transitata al “punto di ristoro” incriminato, quello di Les Goilles, di non aver visto nessun volontario, di aver consumato una bevanda e di essere proseguita nel percorso. Nell’intervista in inglese, fornisce addirittura dei particolari precisi quali la forma del contenitore del thè che ha bevuto nel ristoro, il numero di bicchieri sul tavolo e specifica di aver superato un concorrente, l’americano Hollon, poco prima. In quella in italiano, invece, tra le altre cose, dichiara anche, non solo di non essere mai stata interpellata dagli organizzatori sulla vicenda ma, addirittura, che gli stessi organizzatori non hanno risposto alle sue chiamate telefoniche.
Fatta questa precisazione, esco dalla ricostruzione di Francesca e torno sulla decisione dell’organizzazione.
Prima di farlo, ritorno nuovamente su quanto dichiarato da Francesca in questi giorni. Un qualcosa che, anche se non corretto nella sostanza, è un passaggio fondamentale della vicenda. Lei stessa infatti, dice che non era tenuta a sapere se quello incriminato era un punto di controllo o un punto di ristoro e che, oltremodo, non era tenuta a preoccuparsi del fatto che i volontari non fossero presenti. Quanto detto, non è corretto nella sostanza perché il regolamento della corsa recita chiaramente che “Ogni punto di ristoro è un punto di controllo ufficiale” specificando che “Il road book, scaricabile anche on-line, identificherà la lista precisa dei punti di ristoro e delle basi vita”. Se Francesca avesse letto e memorizzato tutto il road book, però, si sarebbe accorta che il punto di Les Goilles non figura come un punto di ristoro, quindi come un punto di controllo ufficiale, figura come un semplice punto d’acqua:
“Settore: 3, Tavola: 1 - All’uscita dalla base vita, costeggiando il torrente in direzione Saint Antoine, si segue la strada sterrata che, immersa nel bosco, sale dolcemente fino a Champlong (1596 m). Da qui si prosegue lungo la strada asfaltata, per circa 1km, fino a Lillaz (1623 m). Da Lillaz svoltando a sinistra si imbocca il sentiero 13 che costeggia per qualche metro una condotta forzata, entra nel bosco e conduce a Goilles Desot (1831 m). Punto acqua. Si prosegue sempre per il sentiero 13 per attraversare il ponticello sulla destra. All’uscita dal bosco si raggiunge il casotto del Guardaparco (2156 m) e seguendo il sentiero ben segnato, si giunge al Rifugio Sogno di Berdzé (2532 m). Punto di ristoro”.
Ma lo stesso regolamento, recita anche un’altra cosa, ovvero che “L’organizzazione si riserva la possibilità di effettuare lungo il percorso dei controlli in punti non dichiarati”. A termini di regolamento, quindi, il punto di Les Goilles, in quanto non essendo un punto di ristoro ma un semplice punto acqua, è da intendersi come un punto di controllo non dichiarato e, si spera, all’insaputa dei concorrenti. E attenzione che a differenza del punto di ristoro, che per logica deduzione è allestito dall’organizzazione, in alcune gare il punto acqua indica addirittura la semplice presenza di una fontana. E una dicitura più veritiera perchè in alternativa, se allestito dall’organizzazione, dovrebbe essere chiamato punto di ristoro idrico.
Quindi, il dato certo è che Francesca Canepa non ha saltato un punto di controllo ufficiale ma, eventualmente, un punto di controllo non dichiarato. Anche questo secondo caso comporta la squalifica ma, almeno per coerenza, visto che la signora Nicoletti si sente particolarmente addolorata dal punto di vista personale, la stessa dovrebbe usare la terminologia corretta e non lasciarsi andare a un banale e semplice “il concorrente è tenuto a conoscere il regolamento”.
Inoltre, lo stesso regolamento da lei citato, non indica in alcun punto che il concorrente è responsabile di essere controllato. E anche questo, mi permetto di dire, non è un particolare di poco conto.
Infatti, ammesso e non concesso che anche in un punto di controllo ufficiale un concorrente non dovrebbe essere tenuto a preoccuparsi se il riscontro del passaggio è fatto manualmente o, come in molte gare, a livello elettronico con il contatto, per esempio, su un sensore a terra, diciamo che è prassi risaputa che al Tor des Gèants il riscontro è fatto manualmente con lettura elettronica del pettorale e che, quindi, in un punto di controllo ufficiale il concorrente dovrebbe aspettarsi di vedere almeno una persona effettuare questa operazione. E pur vero che in una gara così impegnativa, specie di notte, queste dovrebbero essere preoccupazioni dell’organizzazione e non dei concorrenti, specie per quelli che si giocano le prime posizioni in classifica e per cui il tempo è prezioso. In ogni caso, sarebbe un’anomalia che il concorrente si aspetti di trovare persone in un punto di controllo non ufficiale perché, per definizione, tutto il percorso di 330 km può costituire un potenziale punto di controllo non ufficiale.
Se invece, come avevo già avuto modo di dire in passato, i regolamenti sono fatti con superficialità e un termine equivale ad un altro non specificato, questa è tutta un’altra questione.
A questo punto la domanda cruciale è cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro. Se il concorrente americano Hollon confermasse che effettivamente è stato superato da Francesca Canepa appena prima del punto di controllo non dichiarato e se fossero appurati i particolari descrittivi forniti da Francesca sullo stesso punto di controllo, quale piega prenderebbe l’intera vicenda? Di sicuro, se tutto questo venisse appurato, al netto di eventuali responsabilità inerenti alla lesa immagine dell’atleta, l’intera vicenda avrebbe conseguenze anche sull’esito sportivo della manifestazione. Se fosse appurato che Francesca Canepa è stata squalificata erroneamente dalla competizione, anche se appurata la buona fede delle parti, il tutto non potrebbe che avere ripercussioni anche sull’esito sportivo della manifestazione , in particolare, sulla classifica finale femminile.
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Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
Grazie delle info molto dettagliate, ma io continuo a non trovare la descrizione del punto acqua, ho provato anche a cliccare "leggi tutto" ma non appare nulla:cianix ha scritto:devi andare su "percorso"ImOnlyHappyWhenIRun ha scritto:Fatemi capire anche a me:
ho provato a cercare la lista dei ristori, ma ho trovato solo la mappa dove figura un "Goilles inf" che immagino sia il "Goilles Desot" citato nell'articolo.
Bene, nella mappa "Goilles inf" è definito come ristoro e non come punto acqua. Esiste un altro "Goilles"?
Tra l'altro dove sono descritti i punti acqua?
http://www.tordesgeants.it/it/content/c ... ugio-sogno
All’uscita dalla base vita, costeggiando il torrente in direzione Saint Antoine, si segue la strada sterrata che, immersa nel bosco, sale dolcemente fino a Champlong (1596 m). Da qui si prosegue lungo la strada asfaltata, per circa 1km, fino a Lillaz (1623 m). Da Lillaz svoltando a sinistra si imbocca il sentiero 13 che costeggia per qualche metro una condotta forzata, entra nel bosco e conduce a Goilles Desot (1831 m). Punto acqua. Si prosegue sempre per il sentiero 13 per attraversare il ponticello sulla destra. All’uscita dal bosco si raggiunge il casotto del Guardaparco (2156 m) e seguendo il sentiero ben segnato, si giunge al Rifugio Sogno di Berdzé (2532 m). Punto di ristoro.

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Re: POLEMICHE TOR DES GEANTS 2014
Beh, in realtà qualcosa c'è scritto:micetto ha scritto:Caso Canepa, l’organizzazione del Tor smentisce il proprio regolamento dichiarando il falso
...
Se anche quel punto acqua fosse stato indicato come punto di ristoro, e quindi come punto di controllo certo, da nessuna parte del regolamente vi è scritto che il concorrente deve appurare che qualcuno lo controlli.
...
Al passaggio ad un punto di controllo ed all'arrivo, il corridore deve passare il chip sull'antenna di cronometraggio assicurandosi che venga regolarmente registrato.