Luciano ha scritto:
(...) il TOR è diventato un avvenimento planetario e per questo fa gola a molti...già 500 anni fa c'era chi diceva (Macchiavelli) che il fine giustifica i mezzi e qui non si è andati per il sottile: tra accuse di falso, di pressapochismo e di incapacità, si è andati giù pesante verso Nicoletti & Co., magari al solo scopo di toglere loro la guida del TOR...
Io invece lodo il Comitato Organizzatore, che non è sceso a ricatti, a compromessi e a spinte regionalistiche, ma ha applicato il Regolamento alla lettera, costi quel che costi...!!!
Tail tra polemiche e squalifiche
Canepa: "Batto gli uomini e dò fastidio"
di GIANLUCA MORESCO
ROMA - Per puntiglio, per voglia di riscatto, per passione sportiva, per immagine. Ma soprattutto per ristabilire la verità in una storia in cui una burocrazia da "ufficio timbri" ha visto punita una delle atlete più conosciute al mondo nel particolare settore delle gare "Super trail". Stiamo parlando di Francesca Canepa, di Courmayeur, già due volte vincitrice del Tor des Géants, una gara che attraversa 34 comuni della Val d'Aosta ed è considerata "il trail più duro al mondo", con arrivo proprio a Courmayeur.
L'edizione 2014 si è corsa la prima domenica di settembre e da festa agonistica si è trasformata in vero e proprio caso con la squalifica dell'atleta più attesa. L'accusa mossa alla Canepa è stata quella di avere saltato uno dei punti ristoro a Les Goilles, Cogne, dove il passaggio obbligatorio. Accusa contestata dall'atleta che con la sua squadra ha effettuato un reclamo dettagliato contro la giuria e contro la stessa direzione di gara. Nel ricorso la campionessa chiede "l'accertamento dell'inesistenza dei presupposti della squalifica, l'annullamento della stessa e il ripristino della propria onorabilità, avendo accluso anche prove incontrovertibili che dimostrano la regolarità del transito contestato". Tra queste anche una dichiarazione, sottoscritta da un concorrente, che "esclude totalmente ogni possibilità di irregolarità nella condotta della Canepa". Si tratta dell'americano Nickademus Hollon, 2° classificato quest'anno, che più volte l'atleta ha citato per spiegare il reale svolgimento di quella gara. Il passaggio a Les Goilles sarebbe avvenuto alle cinque del mattino e Hollon sarebbe uscito dalla base vita di Cogne soltanto cinque minuti prima di lei. Lo stesso Hollon aveva confermato di averla incrociata e di aver vista correre in quel tratto di percorso.
"È una vicenda che andava risolta in corso d'opera - spiega ora Francesca Canepa - . La giuria ha commesso un errore grossolano. Soprattutto perché non sono mai stata ascoltata. Né a fine gara, né successivamente. Il caso del punto ristoro mancato - racconta l'atleta - quello dove non risulto essere passata, in realtà è frutto di un disservizio. Una mancata rilevazione. Chi doveva effettuare il rilevamento era all'interno dell'edificio e quindi non mi ha visto effettuare il passaggio al tavolino esterno. Faceva freddo, erano le cinque del mattino, posso capire che si siano distratti rimanendo al coperto, ma almeno avrebbero dovuto vigilare stando alla finestra. Questa è una gara molto conosciuta in Val d'Aosta, io sono stata accusata anche da un atleta di avere preso una macchina. Mi ha calunniato davanti ad altra gente, urlava che avevo barato. Una scena da cinema. Il mio allenatore ha chiamato per avere chiarimenti e la giuria non ha dato alcuna risposta. Poi una segretaria ha preso tempo dicendo al tecnico che sarebbe stato ricontattato. Una bugia: nessuno si è fatto sentire. La verità è che io corro con tempi migliori di quelli degli uomini. Potevo chiudere la gara tra i primi cinque uomini. E anche se siamo in tempi moderni, è un aspetto che ancora piace poco. Io quella gara non l'ho neanche terminata, mi sono ritirata dopo che un commissario di corsa mi ha notificato un procedimento di squalifica. E la gara era in corso. La considero una sorta di induzione al ritiro. Ora so bene che non si può tornare indietro, che la gara è andata. Ma a passare da baro non ci sto. Basterebbero delle scuse". Lo sport è anche questo.
leosorry ha scritto:Da Repubblica.it
La verità è che io corro con tempi migliori di quelli degli uomini. Potevo chiudere la gara tra i primi cinque uomini. E anche se siamo in tempi moderni, è un aspetto che ancora piace poco.
Sinceramente non credo molto a questa versione in salsa trail di "Uomini che odiano le donne"... quella lasciamola a Kalle Blomqvist e Lisbeth Salander....
Luciano ha scritto:
Io invece lodo il Comitato Organizzatore, che non è sceso a ricatti, a compromessi e a spinte regionalistiche, ma ha applicato il Regolamento alla lettera, costi quel che costi...!!!
Il Comitato Organizzatore ha fatto varie cavolate, intanto poteva prima di tutto essere più chiaro e comunicare un po' di più al pubblico e agli atleti, poi avrebbe potuto indagare e comunicare i risultati sul discorso ristoro deserto.
Detto questo, purtroppo per la Canepa, a cui va tutta la mia stima e ammirazione, devo purtroppo essere d'accordo con te quando dici: "ha applicato il Regolamento alla lettera, costi quel che costi".
Alla fine sono dell'idea che la Canepa non sia stata trattata bene, certamente prima di squalificarla l'organizzazione avrebbe fatto bene ad ascoltare quello che aveva da dire.
Certo che poi il livore e la comprensibile rabbia non deve sconfinare in scemenze come quelle scritte su Repubblica: una congiura del mondo trail maschile ai suoi danni, rea di battere troppi uomini !!
Ma per favore
motosega ha scritto:Alla fine sono dell'idea che la Canepa non sia stata trattata bene, certamente prima di squalificarla l'organizzazione avrebbe fatto bene ad ascoltare quello che aveva da dire.
Vedo che si continua su questo concetto...ci tengo a ribadire che non sta scritto da nessuna parte che prima di mettere fuori Gara un atleta, lo stesso va ascoltato. Lo Sport ha le sue regole e se i Giudici, la Giuria, o l'Arbitro, decidono che hai commesso una scorrettezza che comporta l'esclusione dalla Gara, sei out! Fermo restando che hai tutto il diritto di reclamare a posteriori e se hai subito un torto devi essere risarcito. Se invece protesti a Gara ancora in atto, sei passibile di ulteriori e più gravi sanzioni (squalifica per periodi più o meno lunghi), se poi rifiuti e contesti apertamente l'operato dei Giudici e comprometti la serenità ed il corretto svolgimento della Gara, devi essere deferito alla CAD, che può anche inibirti a vita...questo capita da sempre in TUTTI gli Sport: Calcio, Ciclismo, Sci, Pattinaggio, Briscola, Pesca Sportiva, Corsa, Corsa Campestre, Corsa in Montagna, Marcia, Tiro alla fune...etc. etc. etc. nei circa 200 Sport sanciti dal CIO...e anche nel Trail
Anche il buon Antoine Guillon non risparmia qualche critica agli organizzatori
Antoine Guillon
Je ne reviendrai pas tant que l’organisation sera aussi légère sur le règlement, l’engagement physique étant trop fort pour accepter de telles inégalités.
Non tornerò fino a che l'organizzazione sarà così tollerante sul regolamento; l'impegno fisico è troppo grande per accettare disuguaglianze così grandi