BACHECA DEL DOPING
Moderatore: leosorry
Re: BACHECA DEL DOPING
quindi....a chi si riferisce Egea?
- spiritotrail
- Amministratore
- Messaggi: 701
- Iscritto il: 25/10/2010, 8:58
Re: BACHECA DEL DOPING
Comunicato stampa
IL CLUB ALPINO ITALIANO PARLA DI DOPING NELL'ALPINISMO E NEGLI SPORT DI MONTAGNA
ALL'INTERNATIONAL MOUNTAIN SUMMIT DI BRESSANONE
Sabato 18 ottobre al Forum di Bressanone (inizio lavori ore 9) il convegno
Clean and Honest Mountaineering - Reality or Illusion? cercherà
di dare una definizione al doping in montagna e ricercare linee guide che
rendano la frequentazione delle Terre alte più consapevole e sicura.
Si analizzeranno anche specifici comportamenti tenuti da alcuni alpinisti e
trail runners per stabilire se si tratta di doping, anche da un punto di vista etico .
Milano, 14 ottobre 2014
Esiste il doping, cioè la volontà di ampliare e migliorare le nostre prestazioni fisiche in modo artificiale affidandoci a farmaci assunti in modo improprio, nell’alpinismo e negli sport di montagna?
A questa domanda si cercherà di rispondere al convegno Clean and Honest Mountaineering - Reality or Illusion?, in programma a Bressanone (BZ) sabato 18 ottobre (inizio ore 9 al Forum) nell'ambito dell'International Mountain Summit 2014.
L'appuntamento, organizzato con la collaborazione del Club alpino italiano e dei Club alpini di Austria, Germania e Sudtirolo, intende dare una definizione al doping in montagna, ricercare linee guida accettate da tutti, che non influenzino il modo libero di andare in montagna, ma lo rendano più sicuro e consapevole. Parteciperanno alpinisti, atleti, giornalisti, etici, dirigenti degli enti abilitati al controllo antidoping, oltre che medici esperti nella malattia d’alta quota.
Il CAI curerà la sessione mattutina che vedrà l'intervento di Luigi Festi, Presidente della Commissione Centrale Medica del Sodalizio e direttore del Master internazionale di Medicina di Montagna, che analizzerà l’aspetto medico dell’alpinismo d’alta quota.
“La società di oggi è sempre più incentrata sul raggiungimento del risultato nel minor tempo possibile e sulla voglia di apparire, di conseguenza la montagna, e soprattutto le alte cime, sono considerate un grande campo di gioco in cui affermarsi. Senza contare che spesso scalare una vetta importante porta vantaggi economici”, dice Festi. “Se per salire una cima abbiamo forzato il nostro organismo, assumendo farmaci fuori da trattamenti e cure sotto controllo medico, la domanda a cui bisogna rispondere è se abbiamo barato o meno e, in caso affermativo, nei confronti di chi. Sono tutti temi di cui si è finora parlato pochissimo”.
Secondo Festi le motivazioni che portano a condotte di questo tipo si trovano nel dispendio di tempo e di costi per raggiungere l’obiettivo prefissato, la pressione psicologica a livello personale, la paura di fallire. “La sfera personale, i media e gli sponsor svolgono un ruolo di primaria importanza e possono compromettere notevolmente le decisioni. Effetti collaterali e conseguenze negative per la salute non vengono prese in considerazione oppure vengono sottovalutate”.
Saranno analizzate specifiche condotte tenute da alcuni alpinisti e trail runners, come l’ausilio di ossigeno artificiale per scalare un 8.000, l’assunzione di medicinali ipotensivi per accelerare l’acclimatazione, l'assunzione di analgesici o antiinfiammatori per riuscire a terminare o vincere una gara di trail, per stabilire se si tratta di doping (anche dal punto di vista etico) e per valutare le conseguenze sull'organismo.
La seconda parte del congresso sarà condotta nel pomeriggio dai Club Alpini DAV (Germania), OEAV (Austria) e AVS (Alto Adige in lingua tedesca) e concentrerà l'attenzione sul punto di vista sociale di tale tematica.
La giornata si chiuderà con una discussione attorno a questo tema controverso del “Doping nello sport di montagna e nello sport popolare” con tutti i protagonisti e gli esperti della giornata congressuale.
IL CLUB ALPINO ITALIANO PARLA DI DOPING NELL'ALPINISMO E NEGLI SPORT DI MONTAGNA
ALL'INTERNATIONAL MOUNTAIN SUMMIT DI BRESSANONE
Sabato 18 ottobre al Forum di Bressanone (inizio lavori ore 9) il convegno
Clean and Honest Mountaineering - Reality or Illusion? cercherà
di dare una definizione al doping in montagna e ricercare linee guide che
rendano la frequentazione delle Terre alte più consapevole e sicura.
Si analizzeranno anche specifici comportamenti tenuti da alcuni alpinisti e
trail runners per stabilire se si tratta di doping, anche da un punto di vista etico .
Milano, 14 ottobre 2014
Esiste il doping, cioè la volontà di ampliare e migliorare le nostre prestazioni fisiche in modo artificiale affidandoci a farmaci assunti in modo improprio, nell’alpinismo e negli sport di montagna?
A questa domanda si cercherà di rispondere al convegno Clean and Honest Mountaineering - Reality or Illusion?, in programma a Bressanone (BZ) sabato 18 ottobre (inizio ore 9 al Forum) nell'ambito dell'International Mountain Summit 2014.
L'appuntamento, organizzato con la collaborazione del Club alpino italiano e dei Club alpini di Austria, Germania e Sudtirolo, intende dare una definizione al doping in montagna, ricercare linee guida accettate da tutti, che non influenzino il modo libero di andare in montagna, ma lo rendano più sicuro e consapevole. Parteciperanno alpinisti, atleti, giornalisti, etici, dirigenti degli enti abilitati al controllo antidoping, oltre che medici esperti nella malattia d’alta quota.
Il CAI curerà la sessione mattutina che vedrà l'intervento di Luigi Festi, Presidente della Commissione Centrale Medica del Sodalizio e direttore del Master internazionale di Medicina di Montagna, che analizzerà l’aspetto medico dell’alpinismo d’alta quota.
“La società di oggi è sempre più incentrata sul raggiungimento del risultato nel minor tempo possibile e sulla voglia di apparire, di conseguenza la montagna, e soprattutto le alte cime, sono considerate un grande campo di gioco in cui affermarsi. Senza contare che spesso scalare una vetta importante porta vantaggi economici”, dice Festi. “Se per salire una cima abbiamo forzato il nostro organismo, assumendo farmaci fuori da trattamenti e cure sotto controllo medico, la domanda a cui bisogna rispondere è se abbiamo barato o meno e, in caso affermativo, nei confronti di chi. Sono tutti temi di cui si è finora parlato pochissimo”.
Secondo Festi le motivazioni che portano a condotte di questo tipo si trovano nel dispendio di tempo e di costi per raggiungere l’obiettivo prefissato, la pressione psicologica a livello personale, la paura di fallire. “La sfera personale, i media e gli sponsor svolgono un ruolo di primaria importanza e possono compromettere notevolmente le decisioni. Effetti collaterali e conseguenze negative per la salute non vengono prese in considerazione oppure vengono sottovalutate”.
Saranno analizzate specifiche condotte tenute da alcuni alpinisti e trail runners, come l’ausilio di ossigeno artificiale per scalare un 8.000, l’assunzione di medicinali ipotensivi per accelerare l’acclimatazione, l'assunzione di analgesici o antiinfiammatori per riuscire a terminare o vincere una gara di trail, per stabilire se si tratta di doping (anche dal punto di vista etico) e per valutare le conseguenze sull'organismo.
La seconda parte del congresso sarà condotta nel pomeriggio dai Club Alpini DAV (Germania), OEAV (Austria) e AVS (Alto Adige in lingua tedesca) e concentrerà l'attenzione sul punto di vista sociale di tale tematica.
La giornata si chiuderà con una discussione attorno a questo tema controverso del “Doping nello sport di montagna e nello sport popolare” con tutti i protagonisti e gli esperti della giornata congressuale.
Re: BACHECA DEL DOPING
Grande e bella notizia che non può che fare piacere. Anche se la vedo dura sull'Alpinismo, la cui storia, se si va veramente a fondo, potrebbe essere riscritta.
Re: BACHECA DEL DOPING
CIoè, scusa, puoi spiegarti meglio?Luciano ha scritto:Grande e bella notizia che non può che fare piacere. Anche se la vedo dura sull'Alpinismo, la cui storia, se si va veramente a fondo, potrebbe essere riscritta.
Re: BACHECA DEL DOPING
Lo dice lo stesso CAI:cianix ha scritto:CIoè, scusa, puoi spiegarti meglio?Luciano ha scritto:Grande e bella notizia che non può che fare piacere. Anche se la vedo dura sull'Alpinismo, la cui storia, se si va veramente a fondo, potrebbe essere riscritta.
“La società di oggi è sempre più incentrata sul raggiungimento del risultato nel minor tempo possibile e sulla voglia di apparire, di conseguenza la montagna, e soprattutto le alte cime, sono considerate un grande campo di gioco in cui affermarsi. Senza contare che spesso scalare una vetta importante porta vantaggi economici”, dice Festi. “Se per salire una cima abbiamo forzato il nostro organismo, assumendo farmaci fuori da trattamenti e cure sotto controllo medico, la domanda a cui bisogna rispondere è se abbiamo barato o meno e, in caso affermativo, nei confronti di chi. Sono tutti temi di cui si è finora parlato pochissimo”.
Secondo Festi le motivazioni che portano a condotte di questo tipo si trovano nel dispendio di tempo e di costi per raggiungere l’obiettivo prefissato, la pressione psicologica a livello personale, la paura di fallire. “La sfera personale, i media e gli sponsor svolgono un ruolo di primaria importanza e possono compromettere notevolmente le decisioni. Effetti collaterali e conseguenze negative per la salute non vengono prese in considerazione oppure vengono sottovalutate”.
Saranno analizzate specifiche condotte tenute da alcuni alpinisti...come l’ausilio di ossigeno artificiale per scalare un 8.000, l’assunzione di medicinali ipotensivi per accelerare l’acclimatazione...
Mi sembra abbastanza chiaro e spero si vada fino in fondo...
Re: BACHECA DEL DOPING
Parlo da ignorante in materia....ma l'alpinismo d'alta quota non essendo regolamentato vale tutto e di più...è questione di punti di vista e di etica personale....
Ossigeno, elicotteri, portatori, farmaci, stile alpino o stile commerciale....è un mondo talmente complesso e dai risvolti contrastanti che è impossibile dare una direzione..
L'iniziativa è cmq molto interessante...potrà dare vari spunti riflessivi su cui discutere...ma poi al lato concreto non si potrà fare niente...semplicemente perchè vige il libero arbitrio e non esiste nessun controllo...
Ossigeno, elicotteri, portatori, farmaci, stile alpino o stile commerciale....è un mondo talmente complesso e dai risvolti contrastanti che è impossibile dare una direzione..
L'iniziativa è cmq molto interessante...potrà dare vari spunti riflessivi su cui discutere...ma poi al lato concreto non si potrà fare niente...semplicemente perchè vige il libero arbitrio e non esiste nessun controllo...
Re: BACHECA DEL DOPING
Per l'amor del cielo .... tutto lodevole ..... anche sapere se l'alpinista di turno dopo aver fatto la cacca a 8000 mt ha usato carta igienica rosa o bianca ......... , mi sembra tuttavia un po' "forzato".
Tutte le "attivita" ( non tutto cio' che fa muovere il corpo puo' essere considerato sport ad esempio scappare da un leone fuggito dal circo non e' sport ma e' movimento) che hanno una unica componente di "riuscita" e non di classifica ( base jumping , tute alari , alpinismo ecc ) sinceramente non le considererei alla tregua di "sport".
Tanto alla fine si sa sempre se il tizio ha usato ossigeno per la tal ascesa o altro. In ogni caso NON ha avuto modo di competere con altri che , nella stessa situazione erano "puliti" per cui non ha "tolto" nulla agli altri.
Magari mi sbaglio ma sarebbe meglio focalizzare l'attenzione ( e le risorse che mi pare siano la nota dolente) altrove ( soprattutto nel mondo cosiddetto "amatoriale") ed in sport molto piu' "terra-terra".
Tutte le "attivita" ( non tutto cio' che fa muovere il corpo puo' essere considerato sport ad esempio scappare da un leone fuggito dal circo non e' sport ma e' movimento) che hanno una unica componente di "riuscita" e non di classifica ( base jumping , tute alari , alpinismo ecc ) sinceramente non le considererei alla tregua di "sport".
Tanto alla fine si sa sempre se il tizio ha usato ossigeno per la tal ascesa o altro. In ogni caso NON ha avuto modo di competere con altri che , nella stessa situazione erano "puliti" per cui non ha "tolto" nulla agli altri.
Magari mi sbaglio ma sarebbe meglio focalizzare l'attenzione ( e le risorse che mi pare siano la nota dolente) altrove ( soprattutto nel mondo cosiddetto "amatoriale") ed in sport molto piu' "terra-terra".
Re: BACHECA DEL DOPING
IMS-International Mountain Summit
http://www.ims.bz/it/home/programma/pro ... atori.html
Una bella esperienza in mezzo a grandi personaggi della medicina e dello sport. È stato sicuramente importante essere invitati a portare la voce del Trail Running in un contesto incentrato soprattutto sull'alta montagna. L'argomento era difficile "Clean and Honest Mountaineering - Realy or Illusion?" e l'obiettivo ambizioso "fornire una definizione al doping in montagna, stabilire linee guida accettate da tutti che rendano lo sport più sicuro e consapevole, senza influenzare la libertà dell'andare in montagna...". Il nostro intervento "Drug Free - a self-sufficient winner" che indicava una strada da percorrere per vincere puliti, sulla base del lavoro fatto in questi anni con Francesca, è stato apprezzato e i complimenti ricevuti sicuramente importanti in un momento diciamo difficile.
Grazie al presidente della commissione medica nazionale del CAI dott. Luigi Festi per l'invito, l'ospitalità e la fiducia espressa nei nostri confronti.
Renato e Francesca
http://www.ims.bz/it/home/programma/pro ... atori.html
Una bella esperienza in mezzo a grandi personaggi della medicina e dello sport. È stato sicuramente importante essere invitati a portare la voce del Trail Running in un contesto incentrato soprattutto sull'alta montagna. L'argomento era difficile "Clean and Honest Mountaineering - Realy or Illusion?" e l'obiettivo ambizioso "fornire una definizione al doping in montagna, stabilire linee guida accettate da tutti che rendano lo sport più sicuro e consapevole, senza influenzare la libertà dell'andare in montagna...". Il nostro intervento "Drug Free - a self-sufficient winner" che indicava una strada da percorrere per vincere puliti, sulla base del lavoro fatto in questi anni con Francesca, è stato apprezzato e i complimenti ricevuti sicuramente importanti in un momento diciamo difficile.
Grazie al presidente della commissione medica nazionale del CAI dott. Luigi Festi per l'invito, l'ospitalità e la fiducia espressa nei nostri confronti.
Renato e Francesca
Re: BACHECA DEL DOPING
Non c'è che dire, un parterre de Roi per un convegno sul Doping...dispiace manchi il Giudice Longarini, quello dell'Operazione OK sul traffico di anabolizzanti...nessuna polemica, per carita...così, tanto per direRJO ha scritto:IMS-International Mountain Summit
http://www.ims.bz/it/home/programma/pro ... atori.html
Una bella esperienza in mezzo a grandi personaggi della medicina e dello sport. È stato sicuramente importante essere invitati a portare la voce del Trail Running in un contesto incentrato soprattutto sull'alta montagna. L'argomento era difficile "Clean and Honest Mountaineering - Realy or Illusion?" e l'obiettivo ambizioso "fornire una definizione al doping in montagna, stabilire linee guida accettate da tutti che rendano lo sport più sicuro e consapevole, senza influenzare la libertà dell'andare in montagna...". Il nostro intervento "Drug Free - a self-sufficient winner" che indicava una strada da percorrere per vincere puliti, sulla base del lavoro fatto in questi anni con Francesca, è stato apprezzato e i complimenti ricevuti sicuramente importanti in un momento diciamo difficile.
Grazie al presidente della commissione medica nazionale del CAI dott. Luigi Festi per l'invito, l'ospitalità e la fiducia espressa nei nostri confronti.
Renato e Francesca
Re: BACHECA DEL DOPING
Certo nessuna polemica...Luciano ha scritto:Non c'è che dire, un parterre de Roi per un convegno sul Doping...dispiace manchi il Giudice Longarini, quello dell'Operazione OK sul traffico di anabolizzanti...nessuna polemica, per carita...così, tanto per direRJO ha scritto:IMS-International Mountain Summit
http://www.ims.bz/it/home/programma/pro ... atori.html
Una bella esperienza in mezzo a grandi personaggi della medicina e dello sport. È stato sicuramente importante essere invitati a portare la voce del Trail Running in un contesto incentrato soprattutto sull'alta montagna. L'argomento era difficile "Clean and Honest Mountaineering - Realy or Illusion?" e l'obiettivo ambizioso "fornire una definizione al doping in montagna, stabilire linee guida accettate da tutti che rendano lo sport più sicuro e consapevole, senza influenzare la libertà dell'andare in montagna...". Il nostro intervento "Drug Free - a self-sufficient winner" che indicava una strada da percorrere per vincere puliti, sulla base del lavoro fatto in questi anni con Francesca, è stato apprezzato e i complimenti ricevuti sicuramente importanti in un momento diciamo difficile.
Grazie al presidente della commissione medica nazionale del CAI dott. Luigi Festi per l'invito, l'ospitalità e la fiducia espressa nei nostri confronti.
Renato e Francesca
L'accanimento costante a partire da TOR gare per passare a POLEMICHE TOR e approdare qui merita a questo punto un intervento.
Sono stato invitato dal dott. Festi a partecipare al convegno in questione e l'ho logicamente messo a conoscenza di quanto era dedito dover sapere affinché non ci fossero problemi o "imbarazzi". L'invito mi è stato confermato e se la cosa può creare problemi a qualcuno si faccia avanti.
Il parterre era sicuramente de ROI e magari al posto del Giudice Longarini avrebbe potuto partecipare Luciano che mi sembra conoscere molto bene le mie vicende, forse anche meglio di me o del Giudice stesso.
Dal momento che la mia vita privata, sportiva e non, sembra di notevole interesse per qualcuno e, visto che non ho mai nascosto niente a chi mi ha fatto delle domande (non a chi ha fatto delle affermazioni e illazioni su quanto riguarda la mia persona), posso rispondere senza problemi su quanto concerne le mie vicende legate allo sport (passato o presente, compreso il mio TOR) non ritengo invece di dover rispondere pubblicamente sul mio lavoro o sulla mia vita privata. Per questo ho cercato di contattare la fantomatica Susy (la valdostana che si sarebbe firmata con nome e cognome sul post inviato via FB a Leo - le ho lasciato la mia mail personale e il numero di telefono) ma purtroppo sto aspettando risposta da circa un mese inutilmente, così come sto aspettando altre chiamate che pare qualcuno doveva farmi.
Logicamente senza polemica...