Prima di tutto, se non l'ha già fatto qualcuno, vorrei attribuire a colui che ha reso possibile questa gara il titolo che merita: LORENZO IL MAGNIFICO!
Con il clima di domenica, un'organizzazione approssimativa avrebbe significato un disastro.
Invece il nostro Lillu ha reso spettacolare e sicura una gara che non è stata certo aiutata dal meteo.
Ma che dire...tutto il resto è gioia.
L'entusiasmo della partenza, il sentiero degli Inglesi che inizia a sgranare il gruppo, correre pensando a quante volte l'ho fatta in allenamento, e mi sembra di conoscere ogni sasso, la salita dell'Ingegnere tra i cespugli di erica fradici e poi il sentiero della Stella - sapere che è solo l'inizio, vai piano Fra, vai piano che è lunga, scollinare e scendere correndo al Padre Rino e poi ancora giù, sulla discesa feroce che mi fa andare forte, il piede che scivola e picchia di lato - vedo le stelle, ma come potei fermarmi? - e giù giù fino a Lerca che sembra non finire mai, il breve tratto di asfalto che odio, ma che è rallegrato dal ristoro e dai volontari - meravigliosi, tantissimi - e si sale ancora, Sua Maestà il Rama ci aspetta. E quando finalmente spunto sull'Alta Via la nebbia avvolge ancora ogni cosa e non si lascia strappare neppure dal vento, e penso alla preoccupazione di Lorenzo per tutti noi, e vedo la sua mano in un balisaggio incredibile, continuo, bandelle aggrappate alle pietre, all'erba, ovunque pur di non farci perdere....e all'Argentea mi fermo a riempire le borracce e scopro del taglio di percorso. E' giusto, è ragionevole, lo so...ma mi dispiace non fare il percorso completo! Mi dico che ora devo correre forte, e volo giù alla Gava accompagnata dal vento. Il Reixa! Il Reixa è uno dei miei pochi cronometri. Anche durante le escursioni più tranquille, è dura resistere alla tentazione di fare una "reixata": dal Passo Gava alla cima nel minor tempo possibile...

Mentre salgo sento le voci di chi scende, per un attimo penso anch'io che qualche furbetto potrebbe fare la carognata, ma mi dico che nessuno mette le gambe su una 60 km con questo tempo per barare: e salgo sul mio amato sentiero, croce e delizia, fino a farmi prendere a schiaffi dal vento proprio sulla cima - quando in un trail scollini l'ultima salita, e senti quella cosa strana, come quando arrivi all'ultimo capitolo di un libro che ti piace da morire e non vedi l'ora di arrivare in fondo ma vorresti non finisse... Giù alla Gava, di nuovo, chiedo ai volontari se è confermata la discesa per il sentiero della "V": alla risposta affermativa, mi faccio una risata e gli dico: ricordatemi così! Perché penso che su quelle pietre con quest'acqua sarà divertente restare in piedi; ma miracolosamente ne esco illesa. Poche curve di asfalto, il Bambin di Praga, e arrivo!
Sono belle le gare di casa: al traguardo ci sono tanti della mia squadra, che mi acclamano come se avessi appena vinto la Desert Cup davanti a Olmo.
Doccia calda, trenette al pesto, amici: qualcuno mi spieghi come si fa ad essere felici di passare le domeniche sul divano.
PS: Lorenzo...l'anno prossimo mi tocca rifarla! Il percorso completo merita assolutamente