NoTrail ha scritto:Ieri sera, guidando e riflettendo sui massimi sistemi, ho ripensato a questo thread e butto lì un paio di considerazioni, magari possono essere utili alla discussione.
L'intensità: guardate Kilian all'Hardrock dell'anno scorso e Krupicka in più o meno ogni gara di livello davvero elevato a cui abbia partecipato. Sono due grandi campioni, entrambi nel gotha del trail running mondiale, solo che Kilian corre quasi sempre al di sotto del suo massimo potenziale mentre il buon Tony è spesso al limite. Due approcci diversi, distanti. Indipendentemete da risultati, velocità raggiunte e metri di dislivello accumulati, credo che la lezione di un Kilian sia importante: correre tanto può andar bene, ma occhio a non strafare. La consunzione di tutte le nostre risorse fisiche è sempre dietro l'angolo, e per fare bene una gara di trail io penso sia più efficace lavorare sulla continuità dell'allenamento più che sulla sua qualità, anche per fare dei buoni risultati. Alzare l'asticella della qualità per andare più veloce è senza dubbio possibile e talvolta anche consigliabile, ma è sempre molto rischioso riguardo ad infortuni e in generale allo stress psicofisico che questo tipo di allenamento si porta dietro.
Poi c'è la specificità di quello che facciamo: se si vuole diventare bravi a correre sui sentieri di montagna, non c'è niente di meglio da fare per allenarsi che correre sui sentieri di montagna, quanto più spesso e su quanti più terreni diversi possibile. Sembra un'ovvietà, ma non lo è affatto: un vero muntagnin, abituato al terreno alpino e alle sue insidie, che conosca la montagna e il suo ambiente, sarà sempre, indiscutibilmente avvantaggiato rispetto ad atleti forti e veloci che però non possono vantare la stessa esperienza.
Infine, la testa. Quella fa il gran parte del lavoro in un ultra-trail, nel bene e nel male. Lavorare sulla testa è importante, direi addirittura fondamentale, e almeno per quanto mi riguarda allenarmi bene, senza stress e senza troppe pippe mentali su tempi e crono è un aiuto incredibile per arrivare alle gare col giusto approccio mentale. Passare il giusto tempo in montagna, senza massacrarsi e senza togliere troppo tempo ed energie al resto della nostra vita, è fondamentale sia per arrivare carichi sulla linea di partenza sia per non generarsi stress inutili.
Per dire, io sui materiali ci sguazzo, sono diventati quasi un secondo mestiere per me, mi diverto a testarli e lo faccio con rigore, ma sono io che sono fatto così: se provare materiali per le gare, sperimentare combinazioni diverse e provare soluzioni nuove deve diventare uno stress e basta, allora meglio lasciar perdere e affidarsi a soluzioni già consolidate.
Riflessioni, queste, che escono come flusso di coscienza in un periodo molto indaffarato, pieno di cose belle che però mi tengono lontano dalle gare (ma non dai sentieri, per fortuna). Sarà bello tornare a competere, in autunno, nel frattempo faccio il tifo per tutti voi che metterete a ferro fuoco i sentieri quest'estate

E qui mi sento di intervenire per dire la mia gestione.
Come sapete ormai quasi tutti, io devo sapermi gestire, per saper gestire come fanno tutti le forze, i consumi ecc, ma sopratutto nel caso in cui si corra ultratrail con 1 rene solo, per di più trapiantato, allora le cose si fanno serie.
Innanzitutto oggi ho chiesto in visita molte informazioni sul trail, ho trovato la mia dottoressa molto interessata e dice che farà uno studio sull'unico campione che conosce in Italia, IO!
Innanzitutto mi ha consigliato anche lei, che non è una sportiva di correre e fare attività sportiva leggermente sotto la soglia massima di sforzo, non sto parlando dello sforzo massimo di una ripetuta ma di uno ritmo medio, quindi ritmo medio - un 10% può essere indicativo (Stiamo parlando di GARA, non allenamento), questo perchè:
beh, io me ne sono accorto all'Orsa, il correre non a tutta , aiuta il fisico a non consumarsi subito, ti accorgi di più se hai necessità di bere o di nutrirti, ma sopratutto, le crisi arrivano piano piano e non sono così drastiche come quando ad esempio sei sul bitume che stai cercando di chiudere la tua mezza facendo il PB !
La gestione della testa è molto migliore!!!
Per me che sono un finisher, ma sempre alla ricerca del migliorarmi in termini di tempo, non vale la pena strapazzarsi così tanto cercando di fare lunghi assurdi perchè tanto poi alla gara, il tuo ritmo sarà quello, semmai quello che migliorerà sarà il recupero e la gestione della gara in tutto e per tutto!!!