Montagne.
Di solito parlo di Montagne.
Loro mi bastano, mi bastano sempre. Alzando gli occhi verso quelle pareti immense, mi sento al mio posto, nell'unico posto nel quale io possa stare. Il respiro si fa grande nei polmoni, le gambe spingono sui piedi, e mi confondo nel rumore dei sassi sotto alle scarpe. Apro le braccia e sento la forma del mio corpo, piccolo, coccolato da quelle ombre di pietra e di luce che spiccano un balzo verticale verso un cielo troppo lontano.
La Montagna è una necessità.
E non riuscirò mai a descrivere cosa succede sotto e sopra alla mia pelle quando, dietro ad una curva, oltre il bosco, o in lontananza, spuntano i contorni irregolari delle Dolomiti.
Non ci riuscirò mai.
Dicevo, di solito racconto le mie Montagne.
Questa volta voglio parlare della gente.
Si, "la gente".
Trentesimo chilometro.
Inseguo Kienzl sull'incazzatissimo e celeberrimo discesone della "Transcivetta". Dai tavoli del ristoro parte un "vaaaaifffeeeeeeedeeeeee" che mi fa vibrare la pancia. Un' accoglienza così è meglio della marmellata che mi spiaccico sulle labbra. Sono concentrata, sono felice, sto correndo: sono nel mio mondo. Non ho mai veramente bisogno di tanto altro... ma l'entusiasmo di queste persone mi lascia dentro qualcosa, qualcosa di buono e dolce. Ok, qui si gioca duro, e devo correre sui sentieri con la determinazione con cui i volontari incremano questa miliardata di fette biscottate. Metto lo scolapasta in testa (non per davvero! Così si attrezzano i bimbi...) e insceno la mia personale battaglia, promettendo cazzate tipo "la sicurezza del regno" e la "verginità della regina". Ovviamente nulla di tutto ciò si deve sapere: è tutto nella mia testa che, in quel momento (sarà l'ipossia) recupera lo smalto dei sei anni!
Riparto dal ristoro ridacchiando, con la bocca di albicocca, e l'entusiasmo del "mio" esercito alle spalle.
In alto le caraffe! Sfoderate le nutelle!! Si va alla battaglia!!!
Stiamo per scendere allo Staulanza.
Prato, vento e profumo di nuvole.
Un uomo non più giovanissimo si fa in parte per lasciarmi passare. Pensa che io sia l'apripista. Scambiamo due battute al volo e scivolo via, pescando nel riflesso delle crode il suo viso esterrefatto.
All'arrivo c'è e mi viene in contro. Quasi si scusa e mi chiede una foto assieme, ed estrae dalla tasca un cellulare che probabilmente non è molto abituato ad utilizzare. Mi stringe forte al suo fianco e mi dà un bacio sulla guancia con la naturalezza di una mamma.
La sua felicità è così pura che mi viene da piangere.
Ultimi chilometri, ormai in prossimità delle prime case e dell'asfalto.
Sto correndo in modalità deltaplano. La discesa (luuuuunga e serpentosa) è finita, ma la gamba gira ancora bella pimpante. Controluce, in mezzo alla curva che disegna la fine dello sterrato, vedo un vecchio che, slacciate le mani dalla camicia a quadri, mi fa "che numero hai?"
Penso che sia una strana domanda ma gli lancio un gioioso "c'ho il TRE", col sorrisone che sfodererebbe Emma all'asilo, alla recita di fine anno. Il vecchio sbarra gli occhi e spalanca le braccia gridando "allora sei la Federica! Vai!"
...
???
E ormai manca veramente poco. Anzi, niente.
Vedo le transenne e il campanile della chiesa.
Vedo i sorrisi e le mani dei bimbi. Le braccine tese e le dita che cercano di toccare le mie.
Capisco che mi stavano aspettando, che aspettavano proprio me.
E' una sensazione che non mi appartiene; scorre da fuori a dentro, muovendo l'anima e fermando il respiro. Succede la stesa cosa quando, di notte, spengo la frontale e guardo le stelle. Lassù, in montagna, sono fragili come il cristallo, indifese e splendide come fiocchi di neve. Brillano tutta la loro luce per me. Si accorgono che le sto guardando... Tutta la solitudine del tempo si mette a ridere forte facendo dondolare il cielo nel tremolio di queste piccole stelle, e mi sento leggera leggera.
Ecco, anche se non vi conosco tutti, anche se di alcuni ho solo qualche foto, anche se di qualcuno ho incrociato solo gli occhi, sappiate che mi avete fatto un regalo grande. Voi, coi vostri messaggi che volavano da un cellulare all'altro mentre correvo; voi che mi avete riempito le flask con chirurgica precisione degna di un intervento a cuore aperto; voi che mi avete fatto vibrare la pelle con i vostri sorrisi esultanti; voi che mi avete chiamata per nome; voi che mi avete esortata sull'orlo di una salita; voi che mi avete detto "vinci" e che mi avete aspettata con le braccia aperte e la voglia di vedere la mia testa pelata tagliare il traguardo.
E' la cosa più bella che porto con me.
Tutto il resto?
Il resto sfila via come la luce oltre un passo, quando il temporale lascia il posto al tramonto.
Un secondo di arancio, ed è già il viola che si allunga alla notte.
Montagne e ... persone
Moderatore: leosorry
Montagne e ... persone
Riporto qui quello che Federica Boifava ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. Vale proprio la pena leggerlo tutto con calma, assaporando ogni riga
Re: Montagne e ... persone
A leggerlo di prima mattina, ti si illumina tutta la giornata...GRAZIE Fede...!!!
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Diegotrail
- Messaggi: 17
- Iscritto il: 12/01/2013, 21:17
Re: Montagne e ... persone
...senza parole!!!
Re: Montagne e ... persone
quasi commovente!!!
Grande donna!!
Grande donna!!
Re: Montagne e ... persone
Una persona che sa trasmetterti delle emozioni così intense è una persona speciale, e Federica è così. Grande, ho gli occhi lucidi (mi commuovo facilmente...
)!
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silverrain
- Messaggi: 343
- Iscritto il: 05/04/2012, 15:06
- Località: Novara
Re: Montagne e ... persone
Ehhhh vorrei averla io quella lucidità alla fine....
ma anche all'inizio e durante
ma anche all'inizio e durante
