Purtroppo è solo Ian Sherman responsabile della sezione USA a volerlo fare. Non la ISF!!
Infatti è venuto fuori un casino con la partecipazione della Desco alla TNF SF50.
Se riesci traduci l'interessante articolo di Ian Corless al riguardo.
Dove si illustra che un buon deterrente possa essere quello che siano gli organizzatori a vietare la partecipazione non le federazioni che non lo fanno e non lo faranno mai.
Purtroppo è solo Ian Sherman responsabile della sezione USA a volerlo fare. Non la ISF!!
Infatti è venuto fuori un casino con la partecipazione della Desco alla TNF SF50.
Se riesci traduci l'interessante articolo di Ian Corless al riguardo.
Dove si illustra che un buon deterrente possa essere quello che siano gli organizzatori a vietare la partecipazione non le federazioni che non lo fanno e non lo faranno mai.
Si Filo, ho visto che è principalmente una proposta di Sharman e anche lui dice che bisognerebbe cambiare qualche regola nel statuto internazionale del ISF prima che si riesce muoversi in questo direzione.
Anche per la Desco ho visto che si stava montando un bel po di malcontento dentro l'ambiente US per la sua partecipazione al TNF 50. Ma si parlava piû per la sua vecchia condanna (EPO) di doping che non per le notizie di questi giorni.
Comunque un bel segnale dal nuovo continente dove ssembrerebbe che prendono in modompiù serio la questione.
Credo che Corless ha ragione. Sta ai organizzatori muoversi per primo (penso che il nostro Revelli sarebbe piû che d'accordo ). Però poi come lo mettono con gli sponsor? Vedi TNF 50.
Antonio ha scritto:Radiazione per chi si dopa, non ci sarebbero più problemi sul chi e come.
...alla seconda volta che sei beccato, fine delle trasmissioni ma, per tutti gli sport.
Pratichi atletica, sei positico per la seconda volta ? radiato da tutti gli sport, anche freccette...
saluti
Piero e famiglia
Il problema e' che stiamo in Italia e ogni squalifica per Doping dopo qualche anno decade e viene dimostrata come non valida. Guardate per esempio l'ultimo caso di Alberico Di Cecco.
Metto il link al articolo di Ian Corless, menzionato da Filo qui sopra, in cui discute la questione del Desco (ma anche De Gasperi) e la sua partecipazione al TNF SF50 questo weekend. Molti atleti elite americani erano totalmente contrario alla sua partecipazione. In fondo all'articolo ci sono molto commenti anche da atleti famosi come Chris Vargo e Niki Kimball.
2 considerazioni: 1°) se il Doping è gestito da professionisti del settore, è irrintracciabile dall'attuale Antidoping; forse, se si conservassero i reperti biologici e lì si controllerebbe fra qualche anno, ne vedremmo delle belle! E' di oggi la notizia di nuove analisi sull'urina di una medagliata dei Mondiali di Atletica 2005, una Russa 3° classificata negli 800 mt: allora era risultata pulita, mentre ora, con nuovi sistemi di ricerca, risulta dopatissima!!! Quindi non mi fanno paura solo quelli trovati positivi nell'immediato, ma quelli che hanno un'organizzazione alle spalle, del resto nessuno dei nomi sulla cresta dell'onda è risultato positivo, ma sono emersi solo grazie alle delazioni di Schwazer.
2° A riprova che il Trail rimane uno degli Sport meno inquinati, la dimostrazione viene dai numerosi Trailers che non vogliono gareggiare con chi non è limpido, fosse anche solo un sospetto, mentre in altri Sport nessuno avrebbe avuto da ridire...solo Calcaterra nell'Atletica, ma lui non è umano, è allergico a chi bara o ha barato
Premesso che non sono un esperto ne di sport ne di doping e antidoping.
La squalifica a vita sarebbe una cosa assolutamente giusta e credo che nessuno possa dire il contrario.
Però oggi ho fatto una riflessione.
Da quello che leggo ci sono sport come calcio, tennis e rugby (fonte Gazzetta dello sport) che hanno un sistema antidoping ridicolo, e sport come Ciclismo e Atletica che hanno un sistema abbastanza efficiente. E' naturale che verranno trovati più positivi in quest' ultimi.
E' anche naturale che l' opinione comune sia che il problema doping sia più diffuso dove vengono trovate più positività quindi ciclismo e atletica.
Tutto ciò, per me, che sono appassionato di questi sport è molto antipatico.
Questo ragionamento si può traslare anche a livello di nazioni.
Notizia di oggi che il CIO ha ufficialmente richiamato alcune nazioni perché non rispettano i parametri dell' agenzia WADA. Oltre alla Russia si parla di Ucraina, Kenia, Brasile, Francia e Spagna, non proprio paesi del terzo mondo o che non possono permettersi un sistema efficiente.
Ora mi metto nei panni della Desco. Senza entrare nel merito della sua squalifica, credo però che sia stata trovata positiva in quanto atleta della federazione di Atletica, non come trailer; e come atleta Italiana, in due sistemi antidoping migliori dei suoi diretti avversari, francesi, spagnoli....
Sembra quindi che se sei italiano e fai atletica ti squalificano anche se non sei positivo (vedi ultime vicende) e agli ultimi due mondiali vinci una medaglia (con un dopato reo confesso!), se invece sei spagnolo e giochi a calcio per assurdo puoi doparti come vuoi (e ai mondiali va decisamente meglio...).
Il mio pensiero di appassionato comune, quindi, è che prima di squalificare a vita, sarebbe bello avere uniformità di controlli. Mi rendo conto che è un' utopia.