...pensa che a me l'avevano raccontata mia mamma e mio papà che l'anno delle Olimipiadi di Roma si erano sposati (io venni al mondo l'anno dopo)...
un esempio
saluti
Piero e famiglia
Una delle prima conquiste sociali da parte di un bambino, sia esso maschio o femmina, è quella di sedersi a tavola con i grandi e mangiare impugnando coltello e forchetta in modo corretto e disinvolto.
Un tempo tutto questo veniva insegnato e vissuto come un rito quasi iniziatico, un ingresso nell'universo dei grandi e dei "pari"; in alcuni collegi o accademie militari, la cosa veniva esagerata facendo tenere, a qualche malcapitato, libri sulla testa o sotto le ascelle e busto rigidamente eretto...
Poi si imparava anche il comportamento da tenere mentre si mangiava; niente bocca aperta con dentro il cibo, niente rumore masticando, niente parlare con la bocca piena, non riempire mai il bicchiere fino all'orlo, mai e poi mai, le mani nel piatto...
Sono cresciuto in una famiglia che, da parte di padre, era di origine contadina e da parte di madre, invece di un ceto più elevato ma, entrambi avevano un'ottima educazione di base e un livello culturale medio alto.
A tavola, come in altre occasioni, noi tre figli mettevamo in pratica tutto quello appreso da mamma e papà ricevendo i complimenti di parenti e amici.
I miei però, sapevano anche regalarci momenti da veri "selvaggi"...durante le numerose gite in montagna ma anche in momenti di intimità casalinga, ci venivano concessi parecchi strappi alla regola: mani nei piatti, cibo portato alla bocca a mo di barbaro, bere rumorosamente o fare le bolle nel bicchiere, libertà d sporcarci con il sugo che potevamo raschiare dalla pentola con il pane...insomma una vera goduria.
Questa sera, per cena, abbiamo preso: farinata, tranci di pizza, di focaccia al formaggio e coculli (piccole frittelle aromatiche genovesi).
Dopo una veloce scaldata nel forno, mia moglie ha raccolto il tutto in un piattone che ha sistemato a centro tavola da dove ognuno di noi, prendeva con le mani di tutto...alla fine eravamo unti, allegrotti e c'è pure scappato più di un "sospiro"...
saluti
Piero e famiglia
...che palle, che sfiga, tutte a me, basta sono stufa, mi sono rotto, che vita di merda...quante volte abbiamo sentito questa frasi da amici, parenti o in treno, sui mezzi pubblici, al lavoro, in gara, allo stadio e, quante volte le abbiamo dette (e le continueremo a dire) anche noi ?
Miliardi...
Magari sono state pronunciate, nella maggior parte dei casi, per "problemi" tutto sommato ridicoli: una rete sbagliata dalla nostra squadra del cuore, un brutto voto a scuola, un due di picche da una donzella, una pietanza che non ci piaceva...insomma niente di irreparabile o definitivo, anche se alcuni, per simili problemi sono addiritura arrivati al suicidio.
Oggi, come ormai da sette giorni, ho seguito la tappa del Giro d'Italia visto che adoro il ciclismo come, del resto, tutti gli sport di fatica.
Ospite in studio, tra i tanti, c'era un tizio all'apparenza un po buffo: strani occhiali con montatura bicolore, orecchie a sventola e con una parlantina sciolta e veloce.
Parlava e sorrideva mentre diceva che si stava allenando intensamente per riuscire a finire la maratona di New York in 5h 30'...non è un gran tempo cronometrico, tutt'altro, è un tempo da pantofolaio.
Ma poi arriva la mazzata: il tizio ha un cancro incurabile.
Questo però non lo ha fermato, non lo ha chiuso in se stesso, non lo ha fatto autoescludere, anzi ha rafforzato in lui la forza di combattere, lottare e vincere...
Appunto, chi si ferma è perduto...
saluti e buon fine settimana
Piero e famiglia
Come ogni anno io e mia moglie ci gustiamo, alla tele, il Giro d'Italia; come uomo appasionato di sport e sportivo praticante, non poteva capitarmi una consorte migliore visto che Barbara segue tutte le discipline, dal calcio, ci siamo conosciuti al Ferraris in quanto tifosi del Genoa, al pattinaggio, dal rugby, al nuoto, canottaggio, tennis, pallavolo eccetera.
Insomma, nessun problema di telecomando o di musi lunghi.
Ma torniamo al giro; ogni tappa è qualcosa di straordinario, sia per l'agonismo dei corridori in montagna, nelle volate, nelle crono e nelle discese da infarto ma, sopratutto per i meravigliosi panorami che la nostra nazione ci offre.
Nonostante in questi ultimi settantanni, chi ci amministra, ha pensato più a distruggere, deturpare, inquinare, devastare, imbruttire e gestire in modo spesso delinquenziale l'Italia, essa resta sempre meravigliosa e incantevole.
Si passa dall'isola di Dino di fronte a Praia a Mare dove scopri che esiste la Primula di Palinuro, fiore rarissimo che cresce sulle rocce ai borghi medievali toscani, alle campagne laziali, ai campi ordinati e precisi della pianura veneta, alle coste frastagliate liguri, al mare campano, alle dolomiti, ai boschi, alle salite in sterrato...e tutto questo viene esaltato dalle riprese che effettua l'elicottero facendoci scoprire la precisione e la perfezione di costruzioni edificate senza nessuna tecnologia e macchinari.
Viviamo in una nazione stupenda, piena di gente appassionata che riempe le strade in modo forse, a volte, un po troppo "invadente" per i corridori, quindi cerchiamo di fare in modo, tutti, di esaltarla ancora di più e di farla diventare ancora milgiore...
saluti
Piero e famiglia